Opera dell'Amore Trinitario

Opera dell'Amore Trinitario Maria Santissima Epifania dell'Amore Trinitario

06/05/2026
24/04/2026

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CARA FAMIGLIA APOSTOLA DELL’AMORE TRINITARIO,Siamo felici di condividere con voi un importante passo avanti nella nostra...
14/03/2026

CARA FAMIGLIA APOSTOLA DELL’AMORE TRINITARIO,

Siamo felici di condividere con voi un importante passo avanti nella nostra missione di costruire il primo santuario dedicato a Maria Santissima Epifania dell'Amore Trinitario!

Grazie a una donazione di un terreno con struttura da ristrutturare, siamo pronti a iniziare questo progetto, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per coprire i costi dell'atto notarile di acquisizione, pari a 1.600 euro.

Se vuoi sostenere questa causa e diventare parte di questo progetto, puoi effettuare una donazione sul nostro conto intestato a OPERA DELL’AMORE TRINITARIO ONLUS avente IBAN IT19F0306909606100000194747

Ogni contributo, anche piccolo, è prezioso e ci aiuterà a realizzare questo sogno.

Grazie per la vostra generosità e per essere parte della nostra famiglia!

🙏AIUTACI CON UN LASCITO TESTAMENTARIO🙏La destinazione di  lasciti testamentari a una  , è oggi una pratica ricorrente e ...
19/03/2022

🙏AIUTACI CON UN LASCITO TESTAMENTARIO🙏

La destinazione di lasciti testamentari a una , è oggi una pratica ricorrente e codificata.

Da anni l’attività dell' dell'Amore Trinitario è sostenuta dalla generosità degli aderenti e consacrati all'Opera e tanti ci destineranno a partire dell'anno prossimo il 5 per mille.

Per questo motivo abbiamo pensato di sottoporvi anche questa ulteriore possibilità che riveste un significato molto profondo:
❤️proseguire la propria opera di accudimento verso i più fragili, gli ultimi, i anche oltre la soglia della vita terrena.❤️

E’ possibile effettuare un lascito testamentario o destinare ad una Onlus somme di denaro, un bene mobile, un immobile o una parte di esso, il TFR, l’intero patrimonio o una sua percentuale.

Infine, è possibile fare un lascito anche attraverso la polizza assicurativa.

Farlo è semplice: si può redigere il testamento olografo, cioè scritto integralmente di propria mano, datato e firmato, o pubblico cioè redatto da un notaio con la presenza di testimoni.

Se volete saperne di più, restiamo a vostra disposizione al numero telefonico 3471125384 o tramite la mail [email protected]

Vi ringraziamo come sempre per l’attenzione e la generosità che ci avete riservato in questi anni. In questo difficile momento, il vostro sostegno è fondamentale per poter aprire una nuova sede per fare ospitalità ai nostri fratelli che stanno scappando dalla .

05/03/2022


2mila morti, oltre 100 bambini
sono sempre gli "ultimi" a farne le spese. Oltre 1000 bambini orfani alle frontiera polacca... stiamo cercando di aiutare fattivamente! Cerchiamo strutture a basso costo ma dignitose per dare ospitalità. Dateci una mano. Per informazioni chiamate 3929703202 o msg su whatsapp

Cari amici con la nostra onlus "Opera dell'Amore Trinitario" stiamo organizzando per dare materialmente supporto ed aiut...
01/03/2022

Cari amici con la nostra onlus "Opera dell'Amore Trinitario" stiamo organizzando per dare materialmente supporto ed aiuto al popolo ucraino, raccogliendo e portando cibo nelle zone di guerra attraverso i nostri contatti; ma la cosa ancora più necessaria è strappare più persone possibili da sotto le bombe ospitando a nostra cura in Puglia. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti! Alimenti e strutture dignitose per ospitare. Riscaldando i nostri cuori con l'amore Trinitario uniamoci ai sofferenti e saranno preghiere che arriveranno direttamente al Padre Celeste, esaudirà la nostra richiesta di PACE, AMORE E UNITÀ. L'amore apre i cuori e costruisce la pace le armi su armi amplificano solo il male. Un sincero abbraccio a tutti. Potete contattarci per email [email protected] cell. 3284615653 o sulla pagina Facebook

28/02/2022


CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
PARTE PRIMA
LA PROFESSIONE DELLA FEDE

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO TERZO
CREDO NELLO SPIRITO SANTO

ARTICOLO 9
«CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»

Paragrafo 1
LA CHIESA NEL DISEGNO DI DIO

II. Origine, fondazione e missione della Chiesa

758 Per scrutare il mistero della Chiesa, è bene considerare innanzi tutto la sua origine nel disegno della Santissima Trinità e la sua progressiva realizzazione nella storia.

Un disegno nato nel cuore del Padre

759 « L'eterno Padre, con liberissimo e arcano disegno di sapienza e di bontà, ha creato l'universo, ha decretato di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina », alla quale chiama tutti gli uomini nel suo Figlio: « I credenti in Cristo li ha voluti convocare nella santa Chiesa ». Questa « famiglia di Dio » si costituisce e si realizza gradualmente lungo le tappe della storia umana, secondo le disposizioni del Padre: la Chiesa, infatti, « prefigurata sino dal principio del mondo, mirabilmente preparata nella storia del popolo d'Israele e nell'Antica Alleanza, e istituita "negli ultimi tempi", è stata manifestata dall'effusione dello Spirito e avrà glorioso compimento alla fine dei secoli ». 150

La Chiesa - prefigurata fin dall'origine del mondo

760 « Il mondo fu creato in vista della Chiesa », dicevano i cristiani dei primi tempi. 151 Dio ha creato il mondo in vista della comunione alla sua vita divina, comunione che si realizza mediante la « convocazione » degli uomini in Cristo, e questa « convocazione » è la Chiesa. La Chiesa è il fine di tutte le cose 152 e le stesse vicissitudini dolorose, come la caduta degli angeli e il peccato dell'uomo, furono permesse da Dio solo in quanto occasione e mezzo per dispiegare tutta la potenza del suo braccio, tutta l'immensità d'amore che voleva donare al mondo:

« Come la volontà di Dio è un atto, e questo atto si chiama mondo, così la sua intenzione è la salvezza dell'uomo, ed essa si chiama Chiesa ». 153

La Chiesa - preparata nell'Antica Alleanza

761 La convocazione del popolo di Dio ha inizio nel momento in cui il peccato distrugge la comunione degli uomini con Dio e quella degli uomini tra di loro. La convocazione della Chiesa è, per così dire, la reazione di Dio di fronte al caos provocato dal peccato. Questa riunificazione si realizza segretamente in seno a tutti i popoli: « Chi teme [...] [Dio] e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto » (At 10,35) 154.

762 La preparazione remota della riunione del popolo di Dio comincia con la vocazione di Abramo, al quale Dio promette che diverrà padre di un grande popolo. 155 La preparazione immediata comincia con l'elezione di Israele come popolo di Dio. 156 Con la sua elezione, Israele deve essere il segno della riunione futura di tutte le nazioni. 157 Ma già i profeti accusano Israele di aver rotto l'Alleanza e di essersi comportato come una pr******ta. 158 Essi annunziano un'Alleanza nuova ed eterna. 159 « Cristo istituì questo nuovo Patto ». 160

La Chiesa - istituita da Gesù Cristo

763 È compito del Figlio realizzare, nella pienezza dei tempi, il piano di salvezza del Padre; è questo il motivo della sua « missione ». 161 «Il Signore Gesù diede inizio alla sua Chiesa predicando la Buona Novella, cioè la venuta del regno di Dio da secoli promesso nelle Scritture».162 Per compiere la volontà del Padre, Cristo inaugurò il regno dei cieli sulla terra. La Chiesa è « il regno di Cristo già presente in mistero». 163

764 « Questo regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo ». 164 Accogliere la parola di Gesù significa accogliere « il regno stesso di Dio ». 165 Il germe e l'inizio del regno sono il « piccolo gregge » (Lc 12,32) di coloro che Gesù è venuto a convocare attorno a sé e di cui egli stesso è il pastore. 166 Essi costituiscono la vera famiglia di Gesù. 167 A coloro che ha così radunati attorno a sé, ha insegnato un modo « nuovo di comportarsi », ma anche una preghiera loro propria. 168

765 Il Signore Gesù ha dotato la sua comunità di una struttura che rimarrà fino al pieno compimento del Regno. Innanzi tutto vi è la scelta dei Dodici con Pietro come loro capo. 169 Rappresentando le dodici tribù d'Israele, 170 essi sono i basamenti della nuova Gerusalemme. 171 I Dodici 172 e gli altri discepoli 173 partecipano alla missione di Cristo, al suo potere, ma anche alla sua sorte. 174 Attraverso tutte queste azioni Cristo prepara ed edifica la sua Chiesa.

766 Ma la Chiesa è nata principalmente dal dono totale di Cristo per la nostra salvezza, anticipato nell'istituzione dell'Eucaristia e realizzato sulla croce. L'inizio e la crescita della Chiesa « sono simboleggiati dal sangue e dall'acqua che uscirono dal costato aperto di Gesù crocifisso ». 175 « Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa ». 176 Come Eva è stata formata dal costato di Adamo addormentato, così la Chiesa è nata dal cuore trafitto di Cristo morto sulla croce. 177

La Chiesa - manifestata dallo Spirito Santo

767 « Compiuta l'opera che il Padre aveva affidato al Figlio sulla terra, il giorno di pentecoste fu inviato lo Spirito Santo per santificare continuamente la Chiesa ». 178 Allora « la Chiesa fu manifestata pubblicamente alla moltitudine [ed] ebbe inizio attraverso la predicazione e la diffusione del Vangelo ». 179 Essendo « convocazione » di tutti gli uomini alla salvezza, la Chiesa è missionaria per sua natura, inviata da Cristo a tutti i popoli, per farli discepoli. 180

768 Perché la Chiesa possa realizzare la sua missione, lo Spirito Santo « la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, con i quali la dirige ». 181 « La Chiesa perciò, fornita dei doni del suo Fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di ca**tà, di umiltà e di abnegazione, riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l'inizio ». 182

La Chiesa - pienamente compiuta nella gloria

769 « La Chiesa [...] non avrà il suo compimento se non nella gloria del cielo », 183 al momento del ritorno glorioso di Cristo. Fino a quel giorno, « la Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio ». 184 Quaggiù si sente in esilio, lontana dal Signore; 185 « anela al regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi al suo Re nella gloria ». 186 Il compimento della Chiesa – e per suo mezzo del mondo – nella gloria non avverrà se non attraverso molte prove. Allora soltanto, « tutti i giusti, a partire da Adamo, "dal giusto Abele fino all'ultimo eletto", saranno riuniti presso il Padre nella Chiesa universale ». 187

NOTE

(150) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 2: AAS 57 (1965) 5-6.

(151) Erma, Pastor, 8, 1 (Visio 2, 4, 1): SC 53, 96; cf Aristide, Apologia, 16, 7: BP 11, 125; San Giustino, Apologia, 2, 7: CA 1, 216-218 (PG 6, 456).

(152) Cf Sant'Epifanio, Panarion, 1, 1, 5, Haereses, 2, 4: GCS 25, 174 (PG 41, 181).

(153) Clemente d'Alessandria, Paedagogus, 1, 6, 27, 2: GCS 12, 106 (PG 8, 281).

(154) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 12; Ibid., 13: AAS 57 (1965) 17-18; Ibid., 16: AAS 57 (1965) 20.

(155) Cf Gn 12,2; 15,5-6.

(156) Cf Es 19,5-6; Dt 7,6.

(157) Cf Is 2,2-5; Mic 4,1-4.

(158) Cf Os 1; Is 1,2-4; Ger 2; ecc.

(159) Cf Ger 31,31-34; Is 55,3.

(160) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 9: AAS 57 (1965) 13.

(161) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6; Id., Decr. Ad gentes, 3: AAS 58 (1966) 949.

(162) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(163) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6.

(164) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(165) Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 7.

(166) Cf Mt 10,16; 26,31; Gv 10,1-21.

(167) Cf Mt 12,49.

(168) Cf Mt 5-6.

(169) Cf Mc 3,14-15.

(170) Cf Mt 19,28; Lc 22,30.

(171) Cf Ap 21,12-14.

(172) Cf Mc 6,7.

(173) Cf Lc 10,1-2.

(174) Cf Mt 10,25; Gv 15,20.

(175) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6.

(176) Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 5: AAS 56 (1964) 99.

(177) Cf Sant'Ambrogio, Expositio evangelii secundum Lucam, 2, 85-89: CCL 14, 69-72 (PL 15, 1666-1668).

(178) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 4: AAS 57 (1965) 6.

(179) Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, 4: AAS 58 (1966) 950.

(180) Cf Mt 28,19-20; Concilio Vaticano II, Decr. Ad gentes, 2: AAS 58 (1966) 948; Ibid., 5-6: AAS 58 (1966) 951-955.

(181) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 4: AAS 57 (1965) 7.

(182) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 8.

(183) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53.

(184) Sant'Agostino, De civitate Dei, 18, 51: CSEL 402, 354 (PL 41, 614); cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12.

(185) Cf 2 Cor 5,6; Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 6: AAS 57 (1965) 9.

(186) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 8.

(187) Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 2: AAS 57 (1965) 6.

17/01/2022


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CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
PARTE PRIMA
LA PROFESSIONE DELLA FEDE

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO SECONDO
CREDO IN GESU' CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

ARTICOLO 3
GESU' CRISTO « FU CONCEPITO DI SPIRITO SANTO,
NACQUE DA MARIA VERGINE »

Paragrafo 1
IL FIGLIO DI DIO SI E' FATTO UOMO

III. Vero Dio e vero uomo

464 L'evento unico e del tutto singolare dell'incarnazione del Figlio di Dio non significa che Gesù Cristo sia in parte Dio e in parte uomo, né che sia il risultato di una confusa mescolanza di divino e di umano. Egli si è fatto veramente uomo rimanendo veramente Dio. Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. La Chiesa nel corso dei primi secoli ha dovuto difendere e chiarire questa verità di fede contro eresie che la falsificavano.

465 Le prime eresie più che la divinità di Cristo hanno negato la sua vera umanità (docetismo gnostico). Fin dall'epoca apostolica la fede cristiana ha insistito sulla vera incarnazione del Figlio di Dio « venuto nella carne ».87 Ma nel terzo secolo, la Chiesa ha dovuto affermare contro Paolo di Samosata, in un Concilio riunito ad Antiochia, che Gesù Cristo è Figlio di Dio per natura e non per adozione. Il primo Concilio Ecumenico di Nicea nel 325 professò nel suo Credo che il Figlio di Dio è « generato, non creato, della stessa sostanza (homousios) del Padre »,88 e condannò Ario, il quale sosteneva che « il Figlio di Dio veniva dal nulla »89 e che sarebbe « di un'altra sostanza o di un'altra essenza rispetto al Padre ».90

466 L'eresia nestoriana vedeva in Cristo una persona umana congiunta alla Persona divina del Figlio di Dio. In contrapposizione ad essa san Cirillo di Alessandria e il terzo Concilio Ecumenico riunito a Efeso nel 431 hanno confessato che « il Verbo, unendo a se stesso ipostaticamente una carne animata da un'anima razionale, [...] si fece uomo ».91 L'umanità di Cristo non ha altro soggetto che la Persona divina del Figlio di Dio, che l'ha assunta e fatta sua al momento del suo concepimento. Per questo il Concilio di Efeso ha proclamato nel 431 che Maria in tutta verità è divenuta Madre di Dio per il concepimento umano del Figlio di Dio nel suo seno; « Madre di Dio [...] non certo perché la natura del Verbo o la sua divinità avesse avuto origine dalla santa Vergine, ma, poiché nacque da lei il santo corpo dotato di anima razionale a cui il Verbo è unito sostanzialmente, si dice che il Verbo è nato secondo la carne ».92

467 I monofisiti affermavano che la natura umana come tale aveva cessato di esistere in Cristo, essendo stata assunta dalla Persona divina del Figlio di Dio. Opponendosi a questa eresia, il quarto Concilio Ecumenico, a Calcedonia, nel 451, ha confessato:

« Seguendo i santi Padri, all'unanimità noi insegniamo a confessare un solo e medesimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità, vero Dio e vero uomo, [composto] di anima razionale e di corpo, consostanziale al Padre per la divinità, e consostanziale a noi per l'umanità, "simile in tutto a noi, fuorché nel peccato";93 generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, e in questi ultimi tempi, per noi e per la nostra salvezza, nato da Maria Vergine e Madre di Dio, secondo l'umanità.
Un solo e medesimo Cristo, Signore, Figlio unigenito, che noi dobbiamo riconoscere in due nature, senza confusione, senza mutamento, senza divisione, senza separazione. La differenza delle nature non è affatto negata dalla loro unione, ma piuttosto le proprietà di ciascuna sono salvaguardate e riunite in una sola persona e una sola ipostasi ».94

468 Dopo il Concilio di Calcedonia, alcuni fecero della natura umana di Cristo una sorta di soggetto personale. Contro costoro, il quinto Concilio Ecumenico, a Costantinopoli, nel 553, ha confessato riguardo a Cristo: vi è « una sola ipostasi [o Persona]..., cioè il Signore (nostro) Gesù Cristo, uno della Trinità ».95 Tutto, quindi, nell'umanità di Cristo deve essere attribuito alla sua Persona divina come al suo soggetto proprio,96 non soltanto i miracoli ma anche le sofferenze97 e così pure la morte: « Il Signore nostro Gesù Cristo, crocifisso nella sua carne, è vero Dio, Signore della gloria e uno della Santa Trinità ».98

469 La Chiesa così confessa che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d'essere Dio, nostro Signore:

« Id quod fuit remansit et quod non fuit assumpsit – Rimase quel che era e quel che non era assunse », canta la liturgia romana.99 E la liturgia di san Giovanni Crisostomo proclama e canta: « O Figlio unigenito e Verbo di Dio, tu, che sei immortale, per la nostra salvezza ti sei degnato d'incarnarti nel seno della santa Madre di Dio e sempre Vergine Maria; tu, che senza mutamento sei diventato uomo e sei stato crocifisso, o Cristo Dio, tu, che con la tua morte hai sconfitto la morte, tu che sei uno della Santa Trinità, glorificato con il Padre e lo Spirito Santo, salvaci! ». 100

IV. Come il Figlio di Dio è uomo?

470 Poiché nella misteriosa unione dell'incarnazione « la natura umana è stata assunta, senza per questo venir annientata », 101 la Chiesa nel corso dei secoli è stata condotta a confessare la piena realtà dell'anima umana, con le sue operazioni di intelligenza e di volontà, e del corpo umano di Cristo. Ma parallelamente ha dovuto di volta in volta ricordare che la natura umana di Cristo appartiene in proprio alla Persona divina del Figlio di Dio che l'ha assunta. Tutto ciò che egli è e ciò che egli fa in essa deriva da « uno della Trinità ». Il Figlio di Dio, quindi, comunica alla sua umanità il suo modo personale d'esistere nella Trinità. Pertanto, nella sua anima come nel suo corpo, Cristo esprime umanamente i comportamenti divini della Trinità: 102

« Il Figlio di Dio [...] ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato ». 103

L'anima e la conoscenza umana di Cristo

471 Apollinare di Laodicea sosteneva che in Cristo il Verbo aveva preso il posto dell'anima o dello spirito. Contro questo errore la Chiesa ha confessato che il Figlio eterno ha assunto anche un'anima razionale umana. 104

472 L'anima umana che il Figlio di Dio ha assunto è dotata di una vera conoscenza umana. In quanto tale, essa non poteva di per sé essere illimitata: era esercitata nelle condizioni storiche della sua esistenza nello spazio e nel tempo. Per questo il Figlio di Dio, facendosi uomo, ha potuto accettare di « crescere in sapienza, età e grazia » (Lc 2,52) e anche di doversi informare intorno a ciò che nella condizione umana non si può apprendere che attraverso l'esperienza. 105 Questo era del tutto consono alla realtà del suo volontario umiliarsi nella « condizione di servo » (Fil 2,7).

473 Al tempo stesso, però, questa conoscenza veramente umana del Figlio di Dio esprimeva la vita divina della sua persona. 106 « Il figlio di Dio conosceva ogni cosa; e ciò per il tramite dello stesso uomo che egli aveva assunto; non per la natura (umana), ma per il fatto che essa stessa era unita al Verbo [...]. La natura umana, che era unita al Verbo, conosceva ogni cosa, e tutto ciò che è divino lo mostrava in se stesso per la sua maestà ». 107 È, innanzi tutto, il caso della conoscenza intima e immediata che il Figlio di Dio fatto uomo ha del Padre suo. 108 Il Figlio di Dio anche nella sua conoscenza umana mostrava la penetrazione divina che egli aveva dei pensieri segreti del cuore degli uomini. 109

474 La conoscenza umana di Cristo, per la sua unione alla Sapienza divina nella Persona del Verbo incarnato, fruiva in pienezza della scienza dei disegni eterni che egli era venuto a rivelare. 110 Ciò che in questo campo dice di ignorare, 111 dichiara altrove di non avere la missione di rivelarlo.112

La volontà umana di Cristo

475 Parallelamente, la Chiesa nel sesto Concilio Ecumenico ha dichiarato che Cristo ha due volontà e due operazioni naturali, divine e umane, non opposte, ma cooperanti, in modo che il Verbo fatto carne ha umanamente voluto, in obbedienza al Padre, tutto ciò che ha divinamente deciso con il Padre e con lo Spirito Santo per la nostra salvezza. 113 La volontà umana di Cristo «segue, senza opposizione o riluttanza, o meglio, è sottoposta alla sua volontà divina e onnipotente». 114

Il vero corpo di Cristo

476 Poiché il Verbo si è fatto carne assumendo una vera umanità, il corpo di Cristo era delimitato. 115 Perciò l'aspetto umano di Cristo può essere « dipinto ». 116 Nel settimo Concilio Ecumenico 117 la Chiesa ha riconosciuto legittimo che venga raffigurato mediante venerande e sante immagini.

477 Al tempo stesso la Chiesa ha sempre riconosciuto che nel corpo di Gesù il « Verbo invisibile apparve visibilmente nella nostra carne ». 118 In realtà, le caratteristiche individuali del corpo di Cristo esprimono la Persona divina del Figlio di Dio. Questi ha fatto a tal punto suoi i lineamenti del suo corpo umano che, dipinti in una santa immagine, possono essere venerati, perché il credente che venera « l'immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto ». 119

Il cuore del Verbo incarnato

478 Gesù ci ha conosciuti e amati, tutti e ciascuno, durante la sua vita, la sua agonia e la sua passione, e per ognuno di noi si è offerto: il Figlio di Dio «mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20). Ci ha amati tutti con un cuore umano. Per questo motivo, il sacro cuore di Gesù, trafitto a causa dei nostri peccati e per la nostra salvezza, 120 «praecipuus consideratur index et symbolus [...] illius amoris, quo divinus Redemptor aeternum Patrem hominesque universos continenter adamat – è considerato il segno e simbolo principale [...] di quell'infinito amore, col quale il Redentore divino incessantemente ama l'eterno Padre e tutti gli uomini». 121

In sintesi

479 Nel tempo stabilito da Dio, il Figlio unigenito del Padre, la Parola eterna, cioè il Verbo e l'immagine sostanziale del Padre, si è incarnato: senza perdere la natura divina, ha assunto la natura umana.

480 Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, nell'unità della sua Persona divina; per questo motivo è l'unico mediatore tra Dio e gli uomini.

481 Gesù Cristo ha due nature, la divina e l'umana, non confuse, ma unite nell'unica Persona del Figlio di Dio.

482 Cristo, essendo vero Dio e vero uomo, ha una intelligenza e una volontà umane, perfettamente armonizzate e sottomesse alla sua intelligenza e alla sua volontà divine, che egli ha in comune con il Padre e lo Spirito Santo.

483 L'incarnazione è quindi il mistero dell'ammirabile unione della natura divina e della natura umana nell'unica Persona del Verbo

NOTE

(87) Cf 1 Gv 4,2-3; 2 Gv 7.

(88) Simbolo niceno: DS 125.

(89) Concilio di Nicea, Epistula synodalis « Epeide tes » ad Aegyptios: DS 130.

(90) Simbolo Niceno: DS 126.

(91) Concilio di Efeso, Epistula II Cyrilli Alexandrini ad Nestorium: DS 250.

(92) Concilio di Efeso, Epistula II Cyrilli Alexandrini ad Nestorium: DS 251.

(93) Cf Eb 4,15.

(94) Concilio di Calcedonia, Symbolum: DS 301-302.

(95) Concilio di Costantinopoli II, Sess. 8a, Canone 4: DS 424.

(96) Cf già Concilio di Efeso, Anathematismi Cyrilli Alexandrini, 4: DS 255.

(97) Cf Concilio di Costantinopoli II, Sess. 8a, Canone 3: DS 423.

(98) Concilio di Costantinopoli II, Sess. 8a, Canone 10: DS 432.

(99) Solennità di Maria SS. Madre di Dio, Antifona al « Benedictus »: Liturgia delle Ore, v. 1 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 475; cf San Leone Magno, Sermo, 21, 2: CCL 138, 87 (PL 54, 192).

(100) Liturgia delle Ore bizantina, Inno «O monoghenis»: «Horológion tò méga (Roma 1876) p. 82.

(101) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 22: AAS 58 (1966) 1042.

(102) Cf Gv 14,9-10.

(103) Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 22: AAS 58 (1966) 1042-1043.

(104) Cf San Damaso I, Lettera Oti te apostolike kathedra: DS 149.

(105) Cf Mc 6,38; 8,27; Gv 11,34; ecc.

(106) Cf San Gregorio Magno, Lettera Sicut aqua: DS 475.

(107) San Massimo il Confessore, Quaestiones et dubia, Q. I, 67: CCG 10, 155 (66: PG 90, 840).

(108) Cf Mc 14,36; Mt 11,27; Gv 1,18; 8,55; ecc.

(109) Cf Mc 2,8; Gv 2,25; 6,61; ecc.

(110) Cf Mc 8,31; 9,31; 10,33-34; 14,18-20.26-30.

(111) Cf Mc 13,32.

(112) Cf At 1,7.

(113) Cf Concilio di Costantinopoli III (anno 681), Sess. 18a, Definitio de duabus in Christo voluntatibus et operationibus: DS 556-559.

(114) Concilio di Costantinopoli III, Sess. 18a, Definitio de duabus in Christo voluntatibus et operationibus: DS 556.

(115) Cf Concilio Lateranense (anno 649), Canone 4: DS 504.

(116) Cf Gal 3,1.

(117) Concilio di Nicea II (anno 787), Act. 7a, Definitio de sacris imaginibus: DS 600-603.

(118) Prefazio di Natale, II: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 317.

(119) Concilio di Nicea II, Act. 7a, Definitio de sacris imaginibus: DS 601.

(120) Cf Gv 19,34.

(121) Pio XII, Lett. enc. Haurietis aquas: DS 3924; cf Id., Lett. enc. Mystici corporis: DS 3812.

13/01/2022

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Dalla
2,14-26

14 Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le ? Forse che quella può salvarlo? 15 Se un fratello o una sorella sono senza e sprovvisti del quotidiano 16 e uno di voi dice loro: «Andatevene in , riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? 17 Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. 18 Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. 19 Tu credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! 20 Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere è senza valore? 21 , nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare? 22 Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta 23 e si compì la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato di Dio. 24 Vedete che l'uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede. 25 Così anche Raab, la meretrice, non venne forse giustificata in base alle opere per aver dato ospitalità agli esploratori e averli rimandati per altra via? 26 Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.

03/01/2022

Nel NOME santissimo di Gesù si pieghino le ginocchia dei popoli
ed il mondo finalmente creda che Gesù è il Salvatore dell'umanità, nel Suo NOME innalziamo la nostra lode al Padre per proclamarlo nostro unico Dio e Signore, nel NOME di Gesù Cristo si aprano per tutti le porte del Paradiso, nel Suo NOME santo e glorioso trionfi in noi il Suo amore misericordioso, nel Suo Santo NOME si allontani da noi per sempre satana , l'antico ingannatore, nel NOME di Gesù guariscano i popoli dai loro peccati....
Nel NOME di Gesù si calmino le nostre tempeste,
E con Gesù preghiamo e proclamiamo Dio nostro Padre e Signore e con Gesù cosi preghiamo " SIA SANTIFICATO IL TUO NOME...! " perché in Gesù, proclamando Dio nostro Signore, sappiamo che Gesù è una cosa sola con il Padre e lo Spirito Santo Amore. Nel NOME di Gesù, siamo anche noi eredi del Suo NOME ...non permettiamo giammai ' di portare disonore
al Suo santissimo NOME .....!
AD OGNI BATTITO DEL NOSTRO CUORE
DICIAMO SEMPRE CON AMORE :
GESÙ... SOLO TU
SEI IL MIO DIO ED IL MIO SIGNORE....!
( Piccoloperaiodellamoretrinitario )

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