24/06/2026
Primo anniversario della Giornata Nazionale delle Periferie Urbane
Ad un anno dall’istituzione della Giornata Nazionale delle Periferie Urbane, La Commissione
Periferie dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto desidera tenere viva l’attenzione sulla celebrazione indetta
dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e su quelle parole con cui il Presidente, con
riferimento proprio agli insediamenti periferici delle nostre città, richiamava non solo alle gravi
criticità sociali che universalmente lì si manifestano, ma anche alla capacità che proprio le periferie
hanno di sviluppare modelli sociali più a misura d’uomo.
Le sue parole hanno contribuito a liberare il tema delle periferie da una lettura riduttiva ed
assistenzialistica, stabilendo in esse piuttosto una vera prospettiva culturale e civile. Le periferie non
sono semplicemente luoghi da soccorrere, né ambiti nei quali la pietà dei più fortunati si china verso
i “poveri”. Esse rappresentano invece il luogo nel quale proprio le contraddizioni della nostra società
si manifestano con maggiore evidenza e, per questo, possono diventare il laboratorio di una possibile
rigenerazione sociale.
Proprio là dove la cultura dello scarto produce le sue ferite più profonde, proprio lì, come Papa
Francesco riportava nell’Evangelii Gaudium, «dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre
vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei più abbandonati
della società» (EG, 186). Le periferie diventano allora il luogo nel quale trova terreno di coltura una
diversa idea di sviluppo, quella dello sviluppo integrale della persona umana e delle comunità.
La povertà percepita e condivisa, l’esperienza del limite, la fragilità delle relazioni e delle opportunità
può determinare uno stimolo alla sobrietà, un antidoto alla cultura dello scarto, un’educazione alla
reciprocità e alla responsabilità. È qui che la cura della persona ritrova il suo significato più autentico,
perché si riconosce inserita in un orizzonte più grande: quello del bene comune.
In questa prospettiva risuonano ancora attuali le parole di don Tonino Bello, secondo cui «indossare
la camicia del povero vale più che lasciarsi scorticare vivi per lui». Non servono eroi né
benefattori. Servono uomini e donne capaci di condividere la vita, le speranze e le fatiche di tutti i
nostri compagni di cammino. Una società in cui siamo fratelli, tutti!
La Commissione Periferie
dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto