Comitato Parco del Castello di Bari

Comitato Parco del Castello di Bari Antonio Decaro e dal “Presidente del Comitato Parco del Castello di Bari” dott. Andrea Guarnieri Calò Carducci in data 24 luglio 2015.

Il Comitato propone di realizzare, nella parte più antica della città, una vasta area verde e pedonale, Il Parco del Castello, costituito dal verde esistente, la piazza S.Chiara, il giardino d’Aragona, i fossati del Castello e piazza Massari Partendo dalla battaglia di tanti cittadini baresi che dal 2014 si stanno battendo per contrastare la realizzazione di una nuova palazzina in area vincolata a

rispetto del Castello come ampliamento di una preesistente edificata negli anni 1954-1955 senza la necessaria autorizzazione, contro questo attentato al paesaggio, alla storia, all’arte ed all’identità di tutta la collettività, è sorto il Comitato Parco del Castello di Bari che ha raccolto più di millecinquecento firme e l’adesione, fino ad oggi, di ben trentotto Associazioni ambientaliste, fra cui molte di carattere nazionale
Parallelamente all’azione di forte protesta contro la costruzione della nuova palazzina in ampliamento di quella esistente realizzata abusivamente, il Comitato ha avanzato la proposta di realizzare il grande Parco del Castello.
È dunque possibile realizzare in pieno centro, nella parte più antica e pregiata della città, un grande “Parco del Castello”, costituito dal verde esistente attualmente di pertinenza del Provveditorato OO.PP., dallo slargo di piazza Ruggiero il Normanno, dai giardini Isabella d’Aragona, dai fossati del Castello arrivando fino a piazza Massari, per un’estensione di circa sei ettari, un’idea magnifica che l’Amministrazione Comunale di Bari ha subito condiviso ritenendola in linea con la propria visione di città, incentrata sullo sviluppo urbano sostenibile, mettendola a base del “Protocollo di Intesa per la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione urbana dell’area denominata Parco del Castello” sottoscritto dal Sindaco ing. Il Protocollo regolamenta le attività, le responsabilità e le tempistiche per giungere alla formalizzazione del progetto definitivo del “Parco del Castello”. Il progetto di massima, elaborato dal Comitato nell’ambito del Protocollo, è stato donato al Comune e da quest’ultimo acquisito con Delibera di Giunta di gennaio 2017; è composto da una planimetria, dalla descrizione delle caratteristiche e degli interventi necessari per la sua realizzazione integrale. Di seguito riportiamo le azioni di modifica dell’assetto urbano esistente che sono il presupposto fondamentale per la creazione del grande parco:
Il lungomare De Tullio, dal punto a nord all’altezza della vecchia Dogana fino al punto ad ovest all’altezza del palazzo del Catasto, viene spostato verso nord-ovest, previo assenso di tutti gli Enti interessati (Autorità portuale, Capitaneria di Porto, Soprintendenza, Provveditorato OO.PP.) passando su aree messe a disposizione dall’Autorità Portuale che ha già dato la sua disponibilità di massima, presentando anche un elaborato grafico coerente con l’ipotesi dello spostamento del tratto stradale e contenente anche la previsione del riempimento dello specchio d’acqua del “molo pescatori”;
Il grande parcheggio oggi collocato lungo via Ruggero il Normanno viene spostato, in accordo con gli enti coinvolti, verso ovest con ingresso dal nuovo tracciato del lungomare De Tullio, nell’ottica del mantenimento dei posti auto oggi esistenti;
Le aree liberate dalla strada e dal parcheggio, in accordo con gli enti coinvolti, vengono fra loro unificate, aggregando anche, con l’eliminazione dei muri e delle recinzioni, le aree verdi oggi in concessione ed uso esclusivo del Provveditorato OO.PP., previo accordo che sancisca l’assenso già dato dal Ministro Delrio, e della Soprintendenza (Santa Chiara) in attuazione di quanto previsto dal Piano Particolareggiato di Bari Vecchia e con l’assenso della Soprintendenza stessa; si ottiene così una vasta area unificata, liberata da cemento ed asfalto, rinaturalizzata con terreno vegetale e piantumata, che costituisce il cuore del parco;
Tale area viene sistemata curando la pendenza del terreno inclinata, da ovest verso est, verso la città antica, in modo da rimettere in luce, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Archeologici, il tracciato delle antiche mura urbiche che, oggi interrato, corre, pressoché intatto ma coperto dall’asfalto, dal Castello fino alla chiesa di Santa Chiara, come dimostra la prospezione georadar effettuata a suo tempo dal Comune di Bari;
Tale area inoltre, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali, viene fluidamente collegata in continuità con i fossati del Castello e raccordata con una rampa ai giardini Isabella d’Aragona, collegati a loro volta senza soluzione di continuità con la piazza Massari; si ottiene in tal modo uno straordinario parco unitariamente concepito, di svariati ettari, nel cuore della città;
La via Ruggero il Normanno, già oggi con traffico automobilistico controllato, viene liberata dalle auto in sosta e diviene, grazie anche ad un incremento delle piantumazioni arboree, parte integrante di un sistema di percorsi pedonali e ciclabili che, completamente realizzato nel prossimo futuro, circonderà l’intera città vecchia;
Questo circuito pedonale e ciclabile, evidenziato in ocra nello schema planimetrico allegato, comprende ed unifica in uno straordinario percorso per cittadini residenti e visitatori, oltre a quanto già citato, la strada di piazza Massari (lato città antica) in futuro da pedonalizzare; la piazza Libertà fra Prefettura e sede centrale del Comune, in futuro da pedonalizzare; e le aree, già tutte oggi pedonalizzate, costituite dalla controstrada di corso V.Emanuele; dal sistema delle piazze del Ferrarese e Mercantile; dalla via Venezia (Muraglia); dalle piazze della cittadella nicolaiana; dalla piazza San Pietro, fino al ricongiungimento con via Ruggero il Normanno

SVILUPPO DELLA VICENDA
La vicenda ha inizio nei primi mesi del 2014 quando il Provveditorato OO.PP. di Bari avviò i lavori di “straordinaria manutenzione e ampliamento dell’edificio sede degli uffici OO.MM. del Provveditorato interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata” nell’area demaniale interna all’area portuale di Bari, a pochi metri di distanza dal Castello Svevo, dalle chiese ed i conventi di Santa Chiara e San Francesco e dal tessuto edilizio di bimillenario impianto di Bari Vecchia, in un’area originariamente attrezzata a giardino. Oggi, a costruzione ultimata, risulta costruito un edificio di tre piani più seminterrato per un’altezza di almeno 12 metri e una cubatura di circa 10.000 mc. Contro questo attentato al paesaggio, alla storia, all’arte ed all’identità di tutta la collettività, per giunta perpetrato da un organo dello Stato e avallato da Enti ed Istituzioni, è sorto un Comitato di cittadini che ha raccolto più di millecinquecento firme e l’adesione, fino ad oggi, di ben trentotto Associazioni ambientaliste, fra cui molte di carattere nazionale. Le proteste si sono sviluppate nel 2014 trovando subito ascolto da parte del Sindaco Antonio Decaro e dell’Assessora all’Urbanistica Carla Tedesco che, ascoltate con attenzione le critiche del Comitato, ne hanno condiviso la natura e gli obiettivi, chiedendo al Provveditore OO.PP. di fermare i lavori per ridiscutere l’intera questione, ricevendone in risposta un arrogante diniego e la conseguente prosecuzione dei lavori. Approfondendo la questione con intelligente tenacia, l’Assessora all’Urbanistica Tedesco verificò l’esistenza di un vincolo di tutela del Castello di Bari, “dimenticato” nei cassetti della Soprintendenza per i Beni Culturali e poi confermato dalla Direzione Regionale delle Soprintendenze, che non era stato fatto valere nella Conferenza di Servizi e chiese, ovviamente, l’immediato blocco dei lavori e la riapertura della Conferenza di Servizi per riesaminare, alla luce del vincolo riemerso dall’oblio, l’intera questione. Anche a questa richiesta il Provveditorato alle OO.PP. e la Soprintendenza Beni Culturali risposero negativamente. Contemporaneamente, a seguito di ricerche e approfondimenti condotte dal Comitato nei vari archivi locali e in quello centrale di Roma, è stato dimostrato che la richiesta presentata nel 1954 per la costruzione della prima palazzina del Genio OO.MM. (di cui si stava realizzando l’ampliamento) fu rifiutata dal Ministro competente perché ricadente nell’area sottoposta a vincolo di rispetto del castello; a questo rifiuto seguì la decisione di spostare la palazzina di qualche decina di metri dichiarando, con la complicità dell’allora soprintendente, che tale spostamento posizionava la palazzina fuori dall’area vincolata. Fu quindi costruita nel 1955 senza richiamare le procedure autorizzative previste dal vincolo esistente e rappresenta, a tutt’oggi, un caso di abuso edilizio di stato non perseguito dallo Stato e dalle sue leggi, non sanabile se non con la demolizione ed il ripristino della legalità. Ad agosto 2014 il Comitato ha presentato esposto alla Procura che due anni dopo ha archiviato il reato di abuso d’ufficio (attribuendo ai vari soggetti pubblici indagati solo la responsabilità per una condotta superficiale e negligente) senza prendere posizione sul reato di abusivismo edilizio rimandato alla giustizia amministrativa. A settembre 2014 il Comitato ha depositato ricorso presso il Tar Puglia denunciando il mancato esame del vincolo in sede di conferenza di servizi e quindi la mancata intesa Stato-Regione che annulla la validità delle autorizzazioni date in Conferenza di Servizi. A luglio 2015 il Tar Puglia ha rigettato il ricorso dichiarandolo tardivo rispetto all’inizio dei lavori, escludendo di considerare, quale momento temporale fondamentale nella vicenda, la data di ritrovamento del vincolo cui i ricorrenti hanno fatto riferimento nella presentazione del ricorso. A novembre 2015 è stato depositato il ricorso al Consiglio di Stato. Il 16 gennaio 2017 i giudici del Consiglio di Stato hanno annullato la sentenza del Tar Puglia ritenendo non tardivo il ricorso ed hanno disposto una perizia tecnica d’ufficio finalizzata ad accertare l’esistenza del vincolo e la presenza degli edifici all’interno dell’area individuata dal vincolo. Il perito nominato dai giudici (architetto e professore della Sapienza di Roma) ha effettuato sia la verifica dell’esistenza del vincolo che il riporto del perimetro dello stesso su cartografia aggiornata evidenziando, in maniera inequivocabile, che sia la palazzina del 1955 che l’attuale, dichiarata ampliamento della preesistente, ricadono in area vincolata e quindi abusive in quanto prive delle necessarie autorizzazioni. Il 23 luglio del 2018 i giudici del Consiglio di Stato hanno dichiarato illegittimo e annullato il decreto del 2010 con cui il Provveditorato OO.PP. autorizzava la costruzione di una palazzina a tre piani nell’area a verde davanti al Castello Svevo di Bari vecchia perché su quell’area c’è un vincolo di tutela monumentale del 1930. A parziale giustificazione delle Istituzioni e quindi dello Stato, i giudici hanno utilizzato l’espressione “incolpevole ignoranza” per averne loro, Istituzioni preposte alla conservazione ed applicazione, persa la conoscenza.
È dunque il successo di un gruppo di cittadini ed associazioni che hanno smascherato un abuso di Stato battendosi per la salvaguardia dei valori storici, culturali, paesaggistici della città e per il rispetto della legalità. Ma i giudici del Consiglio di Stato, preso atto della illecita violazione del vincolo, invece di sancire la demolizione della palazzina illegittimamente costruita, hanno riservato alle istituzioni un trattamento di favore e “suggerito” alle stesse una scappatoia che potrebbe cancellare il reato altrimenti non sanabile. La strada suggerita dai giudici è stata quella di richiedere, a tutte le istituzioni coinvolte, di convocare una nuova conferenza di servizi per acquisire un nuovo parere positivo sulla conformità della nuova palazzina, “dimenticando” di trattare e sanzionare l’abuso realizzato negli anni ’50 nella costruzione della prima palazzina (abusiva perché costruita senza la necessaria autorizzazione). Ora, siccome la legge dice che l’ampliamento di un immobile abusivo è anch’esso abusivo e che non esiste la possibilità di sanarlo, il Comitato ha diffidato le varie istituzioni a procedere per questa strada. Nonostante la nostra diffida il Provveditore OO.PP. ha convocato e tenuto la nuova conferenza di servizi a settembre 2019 raccogliendo nuovamente il parere positivo degli enti chiamati ad esprimersi sulla conformità della nuova palazzina ed ignorando tutti l’accertato abuso relativo alla vecchia palazzina da ampliare. Il Comitato e le Associazioni hanno dovuto nuovamente ricorrere al TAR chiedendo l’annullamento della seconda conferenza di servizi perché non si è tenuto conto dell’abuso edilizio esistente sulla prima palazzina. Se si entra nel merito consultando i documenti e approfondendo questa sintetica ricostruzione dei fatti si può capire la gravità di quanto è accaduto a Bari: un organo importante dello Stato, la Soprintendenza, riconosce di non aver fatto valere un vincolo pienamente valido e non dà alcuna giustificazione per questa gravissima omissione dei suoi fondamentali doveri; ancor peggio la stessa Soprintendenza teorizza che in una situazione di compromissione del vincolo che si è determinata nei decenni passati per sua gravissima responsabilità, bisogna prendere atto della compromissione stessa e si può continuare. Oggi, alla luce di quanto dimostrato, le istituzioni tutte, e i Ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture in primis, sanno con certezza che quanto costruito nel 1955 ed ampliato recentemente, è illegale e rappresenta un abuso edilizio di stato. Se una questione così grave viene forzatamente sanata, se l’arbitrio della realizzazione di un’opera dannosa all’ambiente, all’arte, alla storia, promossa da una parte dello Stato stesso dovesse vedere lo stravolgimento della sentenza del Consiglio di Stato attraverso una illecita sanatoria, sarebbe una capitolazione dello Stato, sarebbe un ennesimo attentato alla nostra Costituzione! Noi non ci rassegniamo e, per proseguire questa battaglia impari contro le istituzioni apicali dello Stato, chiediamo attenzione e aiuto a chi ha a cuore, come noi, le ragioni della cultura, della democrazia e del diritto.

Grandi novità a Bari Vecchia intorno al Castello; dopo quattro anni è stata smontata la gru ricordando che i lavori dove...
07/09/2026

Grandi novità a Bari Vecchia intorno al Castello; dopo quattro anni è stata smontata la gru ricordando che i lavori dovevano finire entro il 2024; dopo più di un anno e innumerevoli segnalazioni è stata bonificata da rifiuti di ogni genere la zona transennata dopo caduta di un pino, restano ancora le transenne e non sappiamo per quanto tempo ancora.

Ancora un altro anno nel ricordo di Arturo Cucciolla.Invitiamo tutti a leggere quello che Arturo scriveva sul "Lungomare...
18/08/2026

Ancora un altro anno nel ricordo di Arturo Cucciolla.
Invitiamo tutti a leggere quello che Arturo scriveva sul "Lungomare che non esiste più"; tanto mare allontanato dalla città e l'attesa per un "risarcimento" che il Porto potrebbe restituire alla città ospitando, al suo interno, un tratto del corso De Tullio.

Addio Arturo 'Architetto con l'amore per la storia'.
Grazie per quanto fatto, per la partecipazione, per l'amicizia.
Abbiamo scelto di ripubblicare questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 2017, che traccia una sua pregevole ricostruzione storica dell 'area del Parco ed esprime il suo grande amore per la città.

fantascienza
18/08/2026

fantascienza

🌳𝗖𝗮𝗹𝗲𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗼
È online il calendario aggiornato degli interventi programmati sul verde pubblico urbano: abbattimenti, reimpianti, potature, attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alle aree interessate da controlli fitostatici sugli alberi.
Gli interventi sono pianificati sulla base di valutazioni tecniche e in coordinamento con la Civica Amministrazione, nell’ambito delle attività di gestione, sicurezza e cura del patrimonio arboreo cittadino.
👉 Tutti i dettagli, suddivisi per zona e tipologia di intervento, sono disponibili nella pagina dedicata sul nostro sito: https://aster.genova.it

11/08/2026

Madrid sta combattendo il caldo senza costruire nuove torri, ma piantando qualcosa che cresce lentamente e lavora ogni giorno: alberi.

Nella capitale sp****la il verde urbano non è considerato soltanto un elemento decorativo.

È diventato una vera infrastruttura della città.

Oggi lungo le strade di Madrid si contano più di 300.000 alberi. Considerando anche quelli presenti nei parchi e nelle aree verdi gestite dal Comune, il patrimonio complessivo supera il milione e mezzo di esemplari.

Numeri che raccontano una strategia costruita nel tempo.

Durante le giornate più calde, le chiome degli alberi creano zone d'ombra e contribuiscono a ridurre la temperatura percepita nelle strade. Allo stesso tempo aiutano a migliorare la qualità dell'aria e a contrastare l'effetto isola di calore, quel fenomeno che rende le grandi aree urbane più calde rispetto ai territori circostanti.

Ma il progetto va oltre il semplice sollievo estivo.

Ampliare il patrimonio arboreo significa anche rendere Madrid più resistente agli effetti dei cambiamenti climatici e creare nuovi spazi favorevoli alla biodiversità.

Il percorso intrapreso dalla città ha ottenuto anche un riconoscimento internazionale: per sette anni consecutivi Madrid è stata insignita del titolo di Tree City of the World, riservato alle città che si distinguono nella gestione e nella tutela degli alberi urbani.

In un'Europa alle prese con estati sempre più lunghe e temperature elevate, il caso di Madrid mostra un cambiamento importante nel modo di pensare le città.

Un albero non è soltanto qualcosa da osservare.

Può diventare ombra, protezione, habitat e uno strumento concreto per rendere più vivibili quartieri attraversati ogni giorno da migliaia di persone.

Per decenni abbiamo immaginato il progresso urbano soprattutto attraverso cemento, vetro e acciaio.

Madrid ricorda che alcune delle infrastrutture più utili hanno bisogno di acqua, terra e tempo.

E soprattutto hanno radici.

Come definirla? Menefreghismo, sciatteria, non sono problemi miei, sono altri che devono intervenire... Intanto da vari ...
10/08/2026

Come definirla? Menefreghismo, sciatteria, non sono problemi miei, sono altri che devono intervenire... Intanto da vari mesi l'immondizia si accumula e siamo sul fronte del Castello. Chi doveva intervenire e ripulire fin dal giorno della rimozione dell'albero si deve solo VERGOGNARE.

Dobbiamo proprio abituarci a queste situazioni di degrado, incuria e disprezzo per i luoghi nell'area del Castello, nel ...
29/06/2026

Dobbiamo proprio abituarci a queste situazioni di degrado, incuria e disprezzo per i luoghi nell'area del Castello, nel cuore di Bari Vecchia?

1) transenne che da più di due mesi recintano una piccola zona del marciapiede lato principale del Castello dove sono state tagliate erbacce ma i bustoni sono rimasti lì; chi ha tagliato non poteva portarli via?
2) recinzioni arancione che delimitano zone che richiedono interventi di manutenzione (zona retro Castello) ma abbandonate al degrado da più di due anni
3) tutto il lato posteriore del Castello recintato per lavori iniziati nel 2023 che dovevano terminare ad agosto 2024 come riportato dal cartellone dei lavori oggi rimosso per la vergogna; da quattro anni area in totale degrado diurno e notturno; bellissima accoglienza riserviamo ai tanti turisti che arrivano a Bari con gli autobus che proprio lì sostano per farli scendere.
4) fossato del Castello chiuso tra le mura storiche e quelle meno degne delle tantissime auto che parcheggiano ovunque anche prolungatamente in doppia fila senza alcun rispetto per i luoghi.
5) moto e monopattini che sfrecciano tra i turisti nei vicoli di Bari Vecchia; moto sempre più grosse in vicoli sempre più piccoli affogati da tavoli, sedie, carrelli della spesa e tanto altro.
Sindaco si può fare qualcosa per migliorare la situazione? Una task-force per il decoro di Bari Vecchia?

23/06/2026

Centinaia di residenti di Bari Vecchia ritengono penalizzante l'ultima "idea" del Comune di sottrarre 60 e più posti ztl a vantaggio dei non residenti e dei turisti.
Allora invitiamo il Comune a valutare quest'ultima proposta di facile e veloce realizzazione:
1) chiusura del varco di Santa Chiara con orari come per gli altri varchi ztl;
2) accesso/uscita al piazzale ztl-zsr da corso de Tullio con controllo e sosta breve per accesso a farmacia, asilo, fornitore ghiaccio e altri...;
3) trasformazione di due isolati ztl su corso de Tullio (lato castello e lato piazzale) in sosta a pagamento per tutti in modo da permettere a tutti di fruire dei servizi presenti in Bari Vecchia.
Poche azioni che dovrebbero accontentare tutti se si è capaci di prendere una decisione sensata e non imposta.

Finalmente il Parco auto/moto del CastelloDissero a fine 2025 “non potevamo più tollerare le immagini, poco dignitose pe...
11/05/2026

Finalmente il Parco auto/moto del Castello
Dissero a fine 2025 “non potevamo più tollerare le immagini, poco dignitose per una città come Bari, delle file di auto che bloccano ambulanze e vigili del fuoco davanti al Castello, con la pretesa di parcheggiare fin sotto ai gradini della Cattedrale” e ancora di avere “gli obiettivi di garantire un maggior numero di spazi per la sosta a disposizione dei residenti durante l’arco dell’intera giornata; di ridurre il rumore, le vibrazioni e l’inquinamento atmosferico; di garantire un ambiente più sicuro per i pedoni e i bambini”.
Detto e fatto, ora la ZTL di Bari è invidiata in tutta Italia.

Vedremo mai il Castello libero dalle auto? Serena Pasqua ai baresi che amano la propria città.
05/04/2026

Vedremo mai il Castello libero dalle auto? Serena Pasqua ai baresi che amano la propria città.

Superati i 4.000€
02/04/2026

Superati i 4.000€

"Piove, senti come piove, senti come viene giù... 🎶

Qualcuno la chiama pioggia, noi la chiamiamo 'pausa tecnica forzata'. Mentre aspettiamo che il cielo si schiarisca per permettere alla nuova ditta di potare in sicurezza gli ultimi 15 pini, c’è una notizia che splende più del sole: 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝟒.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨! 🚀

𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐁𝐚𝐫𝐢, 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. Siete la nostra forza motrice! 🌱💪" Campagneros resiste perché ci siete voi. La cura del verde non si ferma, si inzuppa solo un po'!"

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immagine AI

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