Comitato Parco del Castello di Bari

Comitato Parco del Castello di Bari Antonio Decaro e dal “Presidente del Comitato Parco del Castello di Bari” dott. Andrea Guarnieri Calò Carducci in data 24 luglio 2015.

Il Comitato propone di realizzare, nella parte più antica della città, una vasta area verde e pedonale, Il Parco del Castello, costituito dal verde esistente, la piazza S.Chiara, il giardino d’Aragona, i fossati del Castello e piazza Massari Partendo dalla battaglia di tanti cittadini baresi che dal 2014 si stanno battendo per contrastare la realizzazione di una nuova palazzina in area vincolata a

rispetto del Castello come ampliamento di una preesistente edificata negli anni 1954-1955 senza la necessaria autorizzazione, contro questo attentato al paesaggio, alla storia, all’arte ed all’identità di tutta la collettività, è sorto il Comitato Parco del Castello di Bari che ha raccolto più di millecinquecento firme e l’adesione, fino ad oggi, di ben trentotto Associazioni ambientaliste, fra cui molte di carattere nazionale
Parallelamente all’azione di forte protesta contro la costruzione della nuova palazzina in ampliamento di quella esistente realizzata abusivamente, il Comitato ha avanzato la proposta di realizzare il grande Parco del Castello.
È dunque possibile realizzare in pieno centro, nella parte più antica e pregiata della città, un grande “Parco del Castello”, costituito dal verde esistente attualmente di pertinenza del Provveditorato OO.PP., dallo slargo di piazza Ruggiero il Normanno, dai giardini Isabella d’Aragona, dai fossati del Castello arrivando fino a piazza Massari, per un’estensione di circa sei ettari, un’idea magnifica che l’Amministrazione Comunale di Bari ha subito condiviso ritenendola in linea con la propria visione di città, incentrata sullo sviluppo urbano sostenibile, mettendola a base del “Protocollo di Intesa per la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione urbana dell’area denominata Parco del Castello” sottoscritto dal Sindaco ing. Il Protocollo regolamenta le attività, le responsabilità e le tempistiche per giungere alla formalizzazione del progetto definitivo del “Parco del Castello”. Il progetto di massima, elaborato dal Comitato nell’ambito del Protocollo, è stato donato al Comune e da quest’ultimo acquisito con Delibera di Giunta di gennaio 2017; è composto da una planimetria, dalla descrizione delle caratteristiche e degli interventi necessari per la sua realizzazione integrale. Di seguito riportiamo le azioni di modifica dell’assetto urbano esistente che sono il presupposto fondamentale per la creazione del grande parco:
Il lungomare De Tullio, dal punto a nord all’altezza della vecchia Dogana fino al punto ad ovest all’altezza del palazzo del Catasto, viene spostato verso nord-ovest, previo assenso di tutti gli Enti interessati (Autorità portuale, Capitaneria di Porto, Soprintendenza, Provveditorato OO.PP.) passando su aree messe a disposizione dall’Autorità Portuale che ha già dato la sua disponibilità di massima, presentando anche un elaborato grafico coerente con l’ipotesi dello spostamento del tratto stradale e contenente anche la previsione del riempimento dello specchio d’acqua del “molo pescatori”;
Il grande parcheggio oggi collocato lungo via Ruggero il Normanno viene spostato, in accordo con gli enti coinvolti, verso ovest con ingresso dal nuovo tracciato del lungomare De Tullio, nell’ottica del mantenimento dei posti auto oggi esistenti;
Le aree liberate dalla strada e dal parcheggio, in accordo con gli enti coinvolti, vengono fra loro unificate, aggregando anche, con l’eliminazione dei muri e delle recinzioni, le aree verdi oggi in concessione ed uso esclusivo del Provveditorato OO.PP., previo accordo che sancisca l’assenso già dato dal Ministro Delrio, e della Soprintendenza (Santa Chiara) in attuazione di quanto previsto dal Piano Particolareggiato di Bari Vecchia e con l’assenso della Soprintendenza stessa; si ottiene così una vasta area unificata, liberata da cemento ed asfalto, rinaturalizzata con terreno vegetale e piantumata, che costituisce il cuore del parco;
Tale area viene sistemata curando la pendenza del terreno inclinata, da ovest verso est, verso la città antica, in modo da rimettere in luce, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Archeologici, il tracciato delle antiche mura urbiche che, oggi interrato, corre, pressoché intatto ma coperto dall’asfalto, dal Castello fino alla chiesa di Santa Chiara, come dimostra la prospezione georadar effettuata a suo tempo dal Comune di Bari;
Tale area inoltre, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali, viene fluidamente collegata in continuità con i fossati del Castello e raccordata con una rampa ai giardini Isabella d’Aragona, collegati a loro volta senza soluzione di continuità con la piazza Massari; si ottiene in tal modo uno straordinario parco unitariamente concepito, di svariati ettari, nel cuore della città;
La via Ruggero il Normanno, già oggi con traffico automobilistico controllato, viene liberata dalle auto in sosta e diviene, grazie anche ad un incremento delle piantumazioni arboree, parte integrante di un sistema di percorsi pedonali e ciclabili che, completamente realizzato nel prossimo futuro, circonderà l’intera città vecchia;
Questo circuito pedonale e ciclabile, evidenziato in ocra nello schema planimetrico allegato, comprende ed unifica in uno straordinario percorso per cittadini residenti e visitatori, oltre a quanto già citato, la strada di piazza Massari (lato città antica) in futuro da pedonalizzare; la piazza Libertà fra Prefettura e sede centrale del Comune, in futuro da pedonalizzare; e le aree, già tutte oggi pedonalizzate, costituite dalla controstrada di corso V.Emanuele; dal sistema delle piazze del Ferrarese e Mercantile; dalla via Venezia (Muraglia); dalle piazze della cittadella nicolaiana; dalla piazza San Pietro, fino al ricongiungimento con via Ruggero il Normanno

SVILUPPO DELLA VICENDA
La vicenda ha inizio nei primi mesi del 2014 quando il Provveditorato OO.PP. di Bari avviò i lavori di “straordinaria manutenzione e ampliamento dell’edificio sede degli uffici OO.MM. del Provveditorato interregionale alle OO.PP. di Puglia e Basilicata” nell’area demaniale interna all’area portuale di Bari, a pochi metri di distanza dal Castello Svevo, dalle chiese ed i conventi di Santa Chiara e San Francesco e dal tessuto edilizio di bimillenario impianto di Bari Vecchia, in un’area originariamente attrezzata a giardino. Oggi, a costruzione ultimata, risulta costruito un edificio di tre piani più seminterrato per un’altezza di almeno 12 metri e una cubatura di circa 10.000 mc. Contro questo attentato al paesaggio, alla storia, all’arte ed all’identità di tutta la collettività, per giunta perpetrato da un organo dello Stato e avallato da Enti ed Istituzioni, è sorto un Comitato di cittadini che ha raccolto più di millecinquecento firme e l’adesione, fino ad oggi, di ben trentotto Associazioni ambientaliste, fra cui molte di carattere nazionale. Le proteste si sono sviluppate nel 2014 trovando subito ascolto da parte del Sindaco Antonio Decaro e dell’Assessora all’Urbanistica Carla Tedesco che, ascoltate con attenzione le critiche del Comitato, ne hanno condiviso la natura e gli obiettivi, chiedendo al Provveditore OO.PP. di fermare i lavori per ridiscutere l’intera questione, ricevendone in risposta un arrogante diniego e la conseguente prosecuzione dei lavori. Approfondendo la questione con intelligente tenacia, l’Assessora all’Urbanistica Tedesco verificò l’esistenza di un vincolo di tutela del Castello di Bari, “dimenticato” nei cassetti della Soprintendenza per i Beni Culturali e poi confermato dalla Direzione Regionale delle Soprintendenze, che non era stato fatto valere nella Conferenza di Servizi e chiese, ovviamente, l’immediato blocco dei lavori e la riapertura della Conferenza di Servizi per riesaminare, alla luce del vincolo riemerso dall’oblio, l’intera questione. Anche a questa richiesta il Provveditorato alle OO.PP. e la Soprintendenza Beni Culturali risposero negativamente. Contemporaneamente, a seguito di ricerche e approfondimenti condotte dal Comitato nei vari archivi locali e in quello centrale di Roma, è stato dimostrato che la richiesta presentata nel 1954 per la costruzione della prima palazzina del Genio OO.MM. (di cui si stava realizzando l’ampliamento) fu rifiutata dal Ministro competente perché ricadente nell’area sottoposta a vincolo di rispetto del castello; a questo rifiuto seguì la decisione di spostare la palazzina di qualche decina di metri dichiarando, con la complicità dell’allora soprintendente, che tale spostamento posizionava la palazzina fuori dall’area vincolata. Fu quindi costruita nel 1955 senza richiamare le procedure autorizzative previste dal vincolo esistente e rappresenta, a tutt’oggi, un caso di abuso edilizio di stato non perseguito dallo Stato e dalle sue leggi, non sanabile se non con la demolizione ed il ripristino della legalità. Ad agosto 2014 il Comitato ha presentato esposto alla Procura che due anni dopo ha archiviato il reato di abuso d’ufficio (attribuendo ai vari soggetti pubblici indagati solo la responsabilità per una condotta superficiale e negligente) senza prendere posizione sul reato di abusivismo edilizio rimandato alla giustizia amministrativa. A settembre 2014 il Comitato ha depositato ricorso presso il Tar Puglia denunciando il mancato esame del vincolo in sede di conferenza di servizi e quindi la mancata intesa Stato-Regione che annulla la validità delle autorizzazioni date in Conferenza di Servizi. A luglio 2015 il Tar Puglia ha rigettato il ricorso dichiarandolo tardivo rispetto all’inizio dei lavori, escludendo di considerare, quale momento temporale fondamentale nella vicenda, la data di ritrovamento del vincolo cui i ricorrenti hanno fatto riferimento nella presentazione del ricorso. A novembre 2015 è stato depositato il ricorso al Consiglio di Stato. Il 16 gennaio 2017 i giudici del Consiglio di Stato hanno annullato la sentenza del Tar Puglia ritenendo non tardivo il ricorso ed hanno disposto una perizia tecnica d’ufficio finalizzata ad accertare l’esistenza del vincolo e la presenza degli edifici all’interno dell’area individuata dal vincolo. Il perito nominato dai giudici (architetto e professore della Sapienza di Roma) ha effettuato sia la verifica dell’esistenza del vincolo che il riporto del perimetro dello stesso su cartografia aggiornata evidenziando, in maniera inequivocabile, che sia la palazzina del 1955 che l’attuale, dichiarata ampliamento della preesistente, ricadono in area vincolata e quindi abusive in quanto prive delle necessarie autorizzazioni. Il 23 luglio del 2018 i giudici del Consiglio di Stato hanno dichiarato illegittimo e annullato il decreto del 2010 con cui il Provveditorato OO.PP. autorizzava la costruzione di una palazzina a tre piani nell’area a verde davanti al Castello Svevo di Bari vecchia perché su quell’area c’è un vincolo di tutela monumentale del 1930. A parziale giustificazione delle Istituzioni e quindi dello Stato, i giudici hanno utilizzato l’espressione “incolpevole ignoranza” per averne loro, Istituzioni preposte alla conservazione ed applicazione, persa la conoscenza.
È dunque il successo di un gruppo di cittadini ed associazioni che hanno smascherato un abuso di Stato battendosi per la salvaguardia dei valori storici, culturali, paesaggistici della città e per il rispetto della legalità. Ma i giudici del Consiglio di Stato, preso atto della illecita violazione del vincolo, invece di sancire la demolizione della palazzina illegittimamente costruita, hanno riservato alle istituzioni un trattamento di favore e “suggerito” alle stesse una scappatoia che potrebbe cancellare il reato altrimenti non sanabile. La strada suggerita dai giudici è stata quella di richiedere, a tutte le istituzioni coinvolte, di convocare una nuova conferenza di servizi per acquisire un nuovo parere positivo sulla conformità della nuova palazzina, “dimenticando” di trattare e sanzionare l’abuso realizzato negli anni ’50 nella costruzione della prima palazzina (abusiva perché costruita senza la necessaria autorizzazione). Ora, siccome la legge dice che l’ampliamento di un immobile abusivo è anch’esso abusivo e che non esiste la possibilità di sanarlo, il Comitato ha diffidato le varie istituzioni a procedere per questa strada. Nonostante la nostra diffida il Provveditore OO.PP. ha convocato e tenuto la nuova conferenza di servizi a settembre 2019 raccogliendo nuovamente il parere positivo degli enti chiamati ad esprimersi sulla conformità della nuova palazzina ed ignorando tutti l’accertato abuso relativo alla vecchia palazzina da ampliare. Il Comitato e le Associazioni hanno dovuto nuovamente ricorrere al TAR chiedendo l’annullamento della seconda conferenza di servizi perché non si è tenuto conto dell’abuso edilizio esistente sulla prima palazzina. Se si entra nel merito consultando i documenti e approfondendo questa sintetica ricostruzione dei fatti si può capire la gravità di quanto è accaduto a Bari: un organo importante dello Stato, la Soprintendenza, riconosce di non aver fatto valere un vincolo pienamente valido e non dà alcuna giustificazione per questa gravissima omissione dei suoi fondamentali doveri; ancor peggio la stessa Soprintendenza teorizza che in una situazione di compromissione del vincolo che si è determinata nei decenni passati per sua gravissima responsabilità, bisogna prendere atto della compromissione stessa e si può continuare. Oggi, alla luce di quanto dimostrato, le istituzioni tutte, e i Ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture in primis, sanno con certezza che quanto costruito nel 1955 ed ampliato recentemente, è illegale e rappresenta un abuso edilizio di stato. Se una questione così grave viene forzatamente sanata, se l’arbitrio della realizzazione di un’opera dannosa all’ambiente, all’arte, alla storia, promossa da una parte dello Stato stesso dovesse vedere lo stravolgimento della sentenza del Consiglio di Stato attraverso una illecita sanatoria, sarebbe una capitolazione dello Stato, sarebbe un ennesimo attentato alla nostra Costituzione! Noi non ci rassegniamo e, per proseguire questa battaglia impari contro le istituzioni apicali dello Stato, chiediamo attenzione e aiuto a chi ha a cuore, come noi, le ragioni della cultura, della democrazia e del diritto.

Vedremo mai il Castello libero dalle auto? Serena Pasqua ai baresi che amano la propria città.
05/04/2026

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Superati i 4.000€
02/04/2026

Superati i 4.000€

"Piove, senti come piove, senti come viene giù... 🎶

Qualcuno la chiama pioggia, noi la chiamiamo 'pausa tecnica forzata'. Mentre aspettiamo che il cielo si schiarisca per permettere alla nuova ditta di potare in sicurezza gli ultimi 15 pini, c’è una notizia che splende più del sole: 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝟒.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨! 🚀

𝐆𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐁𝐚𝐫𝐢, 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢. Siete la nostra forza motrice! 🌱💪" Campagneros resiste perché ci siete voi. La cura del verde non si ferma, si inzuppa solo un po'!"

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Diamo una mano all'associazione Effetto Terra, anche una piccola donazione serve al raggiungimento dell'obiettivo
31/03/2026

Diamo una mano all'associazione Effetto Terra, anche una piccola donazione serve al raggiungimento dell'obiettivo

Cari concittadini, cara Amministrazione,

È tempo di fare chiarezza su quello che sta accadendo all’Associazione Effetto Terra e al GAS Campagneros. Non si tratta di semplice burocrazia, ma di un’imposizione che rischia di cancellare dieci anni di lavoro sul territorio.

Il Comune di Bari ci ha posto un ultimatum: o provvediamo noi, a nostre spese, alla potatura straordinaria di 20 pini ad alto fusto (patrimonio arboreo della città), o lunedì mattina la concessione verrà revocata e l’orto sociale dovrà chiudere.

Vogliamo essere trasparenti: sì, anni fa abbiamo firmato una convenzione che includeva questa clausola. Lo abbiamo fatto con estremo spirito di servizio, accettando di farci carico di oneri che spetterebbero ai settori tecnici del Comune pur di strappare quell’area al degrado e restituirla alla cittadinanza.

Oggi, però, quella "collaborazione" tra pubblico e privato sociale si è trasformata in un abbandono istituzionale.

Abbiamo trovato un'impresa privata per eseguire i lavori in sicurezza: il costo è di 6.000 euro. Una cifra enorme, che per un'associazione di volontari significa prosciugare i fondi destinati alle assicurazioni, alle utenze e alle attività sociali di un intero anno.

Chiedere a una piccola realtà di farsi carico della manutenzione straordinaria del verde pubblico per non essere sfrattata non è "amministrare": è scaricare i costi della gestione urbana sulle spalle di chi, a costo zero per il Comune, presidia e cura uno spazio pubblico ogni giorno. Mentre si parla di "Bari città verde" e di "rigenerazione urbana", si lasciano soli i cittadini attivi davanti a spese insostenibili.

NOI NON CI ARRENDIAMO A QUESTO ULTIMATUM. Abbiamo deciso di raccogliere questi 6.000 euro per pagare l'impresa e salvare l'orto, ma non staremo in silenzio davanti a questa ingiustizia. Non permetteremo che la freddezza di una clausola contrattuale distrugga un progetto che appartiene a tutta la città.

Chiediamo ai cittadini di schierarsi con noi. Ogni donazione è una risposta a chi pensa che il bene comune sia solo un onere da delegare ai volontari.

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Si aggiunge anche il problema delle auto parcheggiate e in transito per le strade che dovrebbero essere pedonalizzate (i...
25/02/2026

Si aggiunge anche il problema delle auto parcheggiate e in transito per le strade che dovrebbero essere pedonalizzate (intorno al castello) e in quelle formalmente già pedonalizzate; anche queste contribuiscono al danneggiamento delle basole; l'amore per la città vecchia, il rispetto dei luoghi e anche dei tanti cittadini e turisti che vorrebbero passeggiare senza dover scansare le tante auto e moto, imporrebbe la pedonalizzazione completa del centro storico.

Le segnalazioni di Gianni Del Mastro, residente e ristoratore, già presidente del Comitato We love Bari vecchia: "Diverse persone sono cadute e si sono fatte male negli ultimi giorni per la pavimentazione rovinata"

Siamo sempre allo stesso punto. Ora scopriamo che c’è un nuovo problema da approfondire e gli anni passano, questa è la ...
24/01/2026

Siamo sempre allo stesso punto. Ora scopriamo che c’è un nuovo problema da approfondire e gli anni passano, questa è la volta dell’Agenzia delle Dogane.
Il progetto presentato e poi finanziato, a firma congiunta Comune e Autorità Portuale, risale al 2020 e nessuno si preoccupò di sentire l’agenzia delle dogane? Com’è possibile presentare un progetto da più di cinquanta milioni di euro senza raccogliere almeno un parere di massima da tutti gli enti coinvolti?
Non sappiamo nulla di questa interlocuzione con l’agenzia delle dogane, non sappiamo se è il Comune o l’Autorità Portuale a gestirla e non sappiamo che tempi si sono dati.
Nonostante il Protocollo di intesa esistente, il Comune non ci aggiorna da un anno e non sappiamo più nulla non solo dell’apertura del fossato e delle pedonalizzazioni previste dal progetto ma soprattutto dello spostamento della strada in area portuale.
Anzi, contrariamente a quanto previsto dal progetto in merito alle pedonalizzazioni tanto attese, sembra che il Comune abbia deciso di portare tutto il traffico del carico/scarico merci della zona in via Ruggiero il Normanno trasformando così la strada da candidata alla pedonalizzazione a strada di traffico auto e camion a tutte le ore del giorno e della notte.
Allora se le scelte tattiche vanno nella direzione contraria a quanto previsto dal progetto ci chiediamo se la realizzazione del Parco è ancora la volontà dell’Amm.ne Comunale.

https://www.telebari.it/attualita/240480-bari-proseguono-gli-interventi-ma-e-un-rebus-la-data-di-consegna-vogliamo-certezze-sui-tempi-video.html

Proseguono i lavori del Parco del Castello a Bari, che dovrebbero terminare nei prossimi mesi ma al momento non c'è una data certa

21/01/2026

Oggi sul tg di Tele Bari ore 14,10 andrà in onda un servizio sul Parco del Castello; ci saranno novità positive per il progetto?

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08/01/2026

Con questo post Alessandro Cucciolla ha voluto chiudere un anno di silenzi e indifferenza ma contemporaneamente aprire il nuovo con la promessa che si ricomincia da subito a lottare.
Il Comitato va avanti con l'impegno di sempre.

La cappa del silenzio.Per il Parco del Castello il 2026 si apre come si è chiuso il 2025; il silenzio assoluto sull'avan...
07/01/2026

La cappa del silenzio.
Per il Parco del Castello il 2026 si apre come si è chiuso il 2025; il silenzio assoluto sull'avanzamento del progetto.
Sono mesi che non sentiamo più la voce del Sindaco Vito Leccese o quella dell'Ass.re Domenico Scaramuzzi sullo stato della interlocuzione con il Presidente dell'Autorità Portuale, è un anno che il Comune ha ricevuto 26 milioni di euro per il progetto e quattro da quando l'A.P. ha ricevuto la sua quota di finanziamento (29 milioni di euro) per la realizzazione del Parco secondo quanto tra loro concordato e sottoscritto.
Silenzio assoluto anche dei media che in passato hanno riempito le pagine dei loro giornali con i tanti annunci e interviste più volte rilasciate dal Sindaco attuale e dal precedente, dai vari presidenti dell’A.P. che si sono succeduti in questi ultimi dieci e più anni e che oggi preferiscono ignorare piuttosto che chiedere conto del perché è tutto fermo, del perché non siano stati utilizzati i fondi ricevuti o del perché siano stati utilizzati per altro.
Unica voce giornalistica che ultimamente ha richiamato l’attenzione su questa vicenda è quella del “Quotidiano di Bari" che ringraziamo per l’ultimo articolo uscito ieri 6 gennaio intitolato “Parco del Castello: la cappa del silenzio su un’altra grande opera”.

Sindaco Vito Leccese, abbiamo accolto con favore le nuove disposizioni in merito alla regolamentazione della ZTL, annunc...
02/12/2025

Sindaco Vito Leccese, abbiamo accolto con favore le nuove disposizioni in merito alla regolamentazione della ZTL, annunciate dal Comune il 19 novembre u.s. in vigore dal 1° dicembre; ci sono voluti vari incontri, sei mesi di riflessione ma alla fine, con coraggio, la decisione è stata presa.
E' stato detto che le modifiche alla ztl attuale devono garantire l'aumento dei posti auto per i residenti, l'accesso alle sole auto autorizzate, la riduzione del traffico di auto esterne e dell'inquinamento, un ambiente più sicuro e vivibile per pedoni e bambini.
Invece, in soli undici giorni, la situazione è cambiata, cosa è successo? Sappiamo di pressioni da parte dei commercianti, ma allora chi decide a Bari?
I varchi verranno attivati dopo le festività e quindi, a partire da questo fine settimana (San Nicola) e per tutte le feste, il caos di macchine che attraverseranno la ztl alla ricerca di un posto anche in doppia o tripla fila sarà grande, alla faccia dell'inquinamento e della vivibilità.
E la pedonalizzazione dell'area intorno al castello non ci sarà anche quando verranno attivati i varchi?
I posti auto nel piazzale Mincuzzi, ora per residenti con ztl e zsr-d, sono stati sensibilmente ridotti rendendo probabilmente più complicata la sosta per i residenti.
Via Ruggiero il Normanno, di cui avevamo chiesto da tempo la pedonalizzazione anche in previsione del Parco del Castello, è invece trasformata in via di traffico per il parcheggio mentre l'entrata/uscita si poteva realizzare su corso De Tullio; le nostre proposte e gli elaborati consegnati nel tempo non hanno ricevuto attenzione e risposte.

Le telecamere verranno attivate dopo le feste di Natale. Chiuse, invece, al transito strada Attolini e strada Santa Chiara. La decisione dell’amministrazione c…

Oggi abbiamo perso un caro amico, una persona buona, tra i primi sostenitori del Parco del Castello. Manlio Epifania si ...
31/10/2025

Oggi abbiamo perso un caro amico, una persona buona, tra i primi sostenitori del Parco del Castello. Manlio Epifania si è battuto, fin dall'inizio, per la realizzazione del Parco del Castello e per il rispetto della legalità; lo ricordiamo sempre presente e disponibile in tutte le riunioni del Comitato e in tutte le manifestazioni.
Ciao Manlio e grazie per tutto.

Che terribile notizia!...ci dispiace tanto. Peccato per questa perdita , un uomo di grande impegno, dedicato, fattivo e ...
31/10/2025

Che terribile notizia!...
ci dispiace tanto.
Peccato per questa perdita , un uomo di grande impegno, dedicato, fattivo e meritevole di grande rispetto e gratitudine. L' abbiamo apprezzato per il grande lavoro e la costante partecipazione costruttiva svolta per lo sviluppo del Parco del Castello...un protagonista e un amico che mancherà a tutti noi.
Ciao Manlio buon viaggio e che la terra ti sia lieve.
Grazie per tutto quello che sei stato.

Era coordinatore della comunità di Parco Gargasole e presidente di Ortocircuito Bari, il primo orto sociale urbano del capoluogo pugliese

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