25/11/2016
NUTRIMENTO DEL GIORNO
VENERDÌ 25 NOVEMBRE 2016 della ###IV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)."
Siamo invitati, oggi, a leggere i segni dei tempi, cioè a capire il senso profondo degli eventi tenendo in una mano il vangelo, le parole che non passano, e nell'altra le vicissitudini della storia e le contraddizioni degli uomini. Troppe volte le nostre comunità soffrono di una specie di schizofrenia evangelica, si chiudono nelle chiese e si rivolgono a Dio, elaborano complessi rituali, ma si tengono ben lontani dalle vicende del mondo. Non basta ripetere nelle nostre comunità le tradizioni consolidate, non basta lasciare che siano queste a ripetersi stancamente, aspettando che sia il mondo ad accorgersi del vangelo: siamo chiamati a leggere i segni dei tempi, a capirlo e amarlo, questo nostro tempo, come Gesù lo ha amato e capito, a trovare delle soluzioni con prudenza e intelligenza, con verità e fermezza. Siamo fortemente invitati ad annunciare il vangelo con intelligenza e novità, con strumenti e linguaggi adatti, facendo riecheggiare con nuovi accenti la Parola immutata. Non abbiamo soluzioni magiche, il vangelo è lo stesso, il Signore ci ama, ma cosa e come proporre oggi agli uomini perché scoprano il volto del Dio di Gesù è frutto delle nostre scelte. Prendiamolo sul serio, questo vangelo, lasciamo che sia lui a illuminare e incidere nella nostra storia, nelle nostre scelte, nelle nostre comunità, prendiamo a cuore l'invito del Signore a saper leggere i segni dei tempi!
(Paolo Curtaz-biblista.)
Prima Lettura
Ap( Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo) 20,1-4.11-21,2
I morti vennero giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Vidi la Gerusalemme nuova scendere dal cielo
Salmo Responsoriale
Salmo 83
Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Alleluia.
VANGELO
Lc 21,29-33
Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore
MEDITAZIONE:
Le cupe pagine che stiamo leggendo in questa ultima settimana del tempo ordinario, pagine che usano un linguaggio "apocalittico" con immagini forti e tinte scure, risentono, molto probabilmente, della realtà che stanno vivendo le prime comunità cristiane quando Luca scrive la versione finale del suo splendido vangelo. Il tempio di Gerusalemme cade sotto l'assedio romano nel 72 d.C. ed è una vera devastazione. Qualche tempo prima, a Roma, Paolo e Pietro e molti cristiani bruciati vivi appesi alla croce hanno inaugurato, sotto Nerone, la tragica epoca delle persecuzioni... Tutto sembra perduto: dal punto di vista sociale e dal punto di vista religioso. La puntuale descrizione fatta da Luca, però fornisce una chiave di lettura particolare: il tempio è caduto perché sconsideratamente posto al centro dell'attenzione della fede di Israele. E le persecuzioni obbligano il discepolo ad alzare lo sguardo, a risollevarsi, a non lasciarsi andare. Possiamo leggere le tante tristi notizie che quotidianamente ci raggiungono dai media con insofferenza e disagio, fuggendo la realtà oppure, come sanno fare solo i cristiani, sapendo che queste sono le doglie del parto di un nuovo mondo che sta nascendo.
(Paolo Curtaz- biblista).
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Foto: dal web