20/11/2023
I KOLOSSAL DELL’ANIMA – L’IMPERO ITALIANO NEO-MITOLOGICO E NEO-EPICO DELL’IMMAGINARIO
NEL FILM VI E' ANCHE IL PERSONAGGIO DELLA REGINA DEI VOLSCI CAMILLA, CHE GUIDA LE SUE TRUPPE IN BATTAGLIA E COMBATTE COME UNA VERA AMAZZONE
“La leggenda di Enea” (1962) di Giorgio Rivalta, con Steve Reeves, Carla Marlier, Gianni Garko, Lula Selli, Mario Ferrari, Maurice Poli, Enzo Fiermonte, Robert Bettoni, Liana Orfei, Giacomo Rossi Stuart, Benito Stefanelli, Luciano Benetti, Nerio Bernardi, Pietro Capanna e Charles Band.
Sette anni dopo la distruzione di T***a, Enea ed i T***ani superstiti approdano nel Lazio e si stabiliscono lungo il fiume Tevere, con l’approvazione del re Latino, sovrano dei Latini. Ma Turno, re dei Rutuli, disapprova la presenza dei troiani nel territorio laziale, che potrebbero essere d’intralcio alla sua ambizione di dominare l’intero Lazio, e ordina ad Enea di andarsene insieme a tutti i suoi compatrioti. Si arriva così alla guerra e l’esercito di Rutuli e Latini comandato da Turno pone assedio al villaggio dei T***ani. Per evitare il peggio, Enea oltrepassa le linee nemiche e chiede aiuto agli Etruschi, ottenendolo. Con il sostegno dei guerrieri Etruschi, i T***ani riescono a prevalere sull’armata di Turno, nonostante l’appoggio dato a quest’ultima dai Volsci comandati dall’intrepida Camilla, la quale perde la vita in battaglia. Ridotti a mal partito, i Rutuli e i Latini si ritirano ed Enea, viste le ingenti perdite dalla sua parte, propone al re Latino uno scontro individuale ad armi pari con Turno. Quest’ultimo accetta il duello all’ultimo sangue con Enea ma è il troiano alla fine a prevalere, uccidendo Turno. Conquistato il diritto per la sua gente a dimorare nel Lazio, la terra da cui proveniva Dardano fondatore della stessa T***a, Enea e gli altri troiani penseranno ora a porre le fondamenta a quella che secoli dopo sarà la civiltà di Roma.
Liberamente tratto dall’ “Eneide” di Virgilio, basato su un soggetto ed una sceneggiatura firmati da Ugo Liberatore, Arrigo Montanari e Luigi Mangini, e seguito del film “La guerra di T***a” di Giorgio Ferroni, “La leggenda di Enea” è un lungometraggio fantasy-avventuroso di vigorosa spettacolarità e realizzato con molti mezzi. Il regista Giorgio Rivalta dirige la pellicola con un professionismo degno di stima, saldando il l’avventura al ‘pathos’ drammatico ed alla meticolosa rievocazione storico-ambientale dell’antico Lazio.
Gli ideali antropologico-ontologici, etico-morali, sociologico-politici, scientifico-conoscitivi e legislativi meta-giuridici e intra-giuridici evoluti – che esplicitano il progresso dello Spirito razionalistico-illuministico dell’uomo - facenti parte della nuova epica e della nuova mitologia – dalle risonanze scespiriane, marlowiane ed alfieriane - dell’epoca contemporanea, che storicamente attraversa la sfera psicologico-spirituale conscia e inconscia dell’immaginario individuale e collettivo, che a sua volta è contenuto nella comunicazione di massa cinematografica verbale (nella lingua italiana scritta e parlata, e in altre lingue del mondo tramite le traduzioni, gli interpretariati e le mediazioni linguistiche e interculturali) e non-verbale (comportamentale, situazionale e figurativa) del film “La leggenda di Enea” di Rivalta, sono stati vissuti nelle loro interiorità dagli artefici della pellicola in esame e dagli spettatori come dagli studiosi di ieri e di oggi.
Queste idealità liberaldemocratiche-liberalomnicratiche-egualitarie-socialiste (al tempo medesimo) italiane e, più in generale, occidentali, sono le seguenti: il rifiuto di una collettività di essere subordinata, come una etnia ed una classe sociale, al volere dispotico di un solo individuo detentore del potere e di ingenti ricchezze materiali, con l’esercizio da parte della prima di un’autorità pari e superiore a quella del tiranno (pensiamo ai troiani che si oppongono alla brama di supremazia del monarca Turno); l’immigrazione in un’area territoriale considerata come un fattore di sviluppo della civilizzazione umana e non come una minaccia per la sicurezza delle popolazioni residenti (dietro il mito di Enea e dei profughi troiani giunti nell’Italia centrale più di mille anni prima di Cristo, riecheggiano i flussi migratori che dall’Asia minore e dalla Grecia raggiunsero le rive italiche, ed esso richiama inevitabilmente alla mente lo scottante problema dell’attuale emigrazione lungo le rotte del Mediterraneo verso i nostri lidi); la società multietnica e multiculturale nella quale tutti i soggetti umani hanno eguali diritti (rammentiamo i troiani che aspirano ad affermare la loro uguaglianza nella dignità e nelle prerogative con le comunità dell’antico Lazio, dai Latini e dai Rutuli, agli Etruschi ed ai Volsci); la convivenza sociale imperniata sul diritto e non sulla legge del più forte, in maniera tale che la libertà e la giustizia siano assicurate a tutti i soggetti umani senza distinzioni, e non soltanto ad alcuni privilegiati; il rifiutare ogni assetto gerarchico nei rapporti umani, che divida gli individui in superiori e inferiori, in nome dell’affermazione dell’eguaglianza nei diritti e nel protagonismo pubblico e storico (ricordiamo il fatto che Enea e i T***ani respingono la brama di supremazia di Turno su di essi); la cooperazione tra genti diverse per un interesse comune ed eticamente positivo (il riferimento è ai T***ani che si alleano con gli Etruschi per respingere l’aggressione delle forze di Turno); la consapevolezza che anche un’ampia realtà sociale può perseguire liberamente e democraticamente scopi moralmente deteriori e sostenere il piano di dominio di un despota (rammentiamo la popolazione dei Latini che appoggia con entusiasmo il proposito di Turno di scacciare i T***ani dal Lazio); il soggetto umano singolo che supera l’egocentrismo e l’egoismo per porre se stesso al servizio della collettività; la coscienza della necessità di norme giuridiche-legislative che garantiscano la concretizzazione sociale delle idealità sopra sottolineate; gli italiani e, in un senso più complessivo, gli occidentali che assumono la funzione di maestri nel progresso della civilizzazione per l’umanità intera..
Da segnalare, infine, la massiccia determinazione di Steve Reeves, nel ruolo di Enea, la raffinata perfidia di Gianni Garko, in quello di Turno, e la tragica rassegnazione di Mario Ferrari, nei panni di Latino.