UPV Unione di Preghiera per le Vocazioni

UPV Unione di Preghiera per le Vocazioni Associazione laicale di preghiera per le vocazioni fondata da S. Annibale Maria Di Francia - Provincia S. Annibale - S. Antonio.

La semina del mattino2378. «Lo condussero fuori della città e lo lapidarono ed egli morì» (1Re 21,15). Si conclude così,...
15/06/2026

La semina del mattino
2378. «Lo condussero fuori della città e lo lapidarono ed egli morì» (1Re 21,15). Si conclude così, tragicamente, l'episodio del ciclo di Elia che si riferisce a Nabot di Izreel che non aveva voluto cedere la sua vigna al re Acab. Risolutrice della controversia fu con un fare prepotente, sua moglie Gezabele, impavida e certa di poter ottenere il risultato, inscenando una vertenza giudiziaria per far condannare il malcapitato, accusato ingiustamente di aver maledetto Dio e il re. Due infami accusatori avevano seguito il perverso copione voluto dalla perfida regina ed il povero Nabot fu pubblicamente lapidato. A questa vicenda biblica si aggancia la storia di S. Vito martire del quale oggi si celebra la memoria liturgica, circondato da un alone taumaturgico. Nella sua vicenda umana e cristiana, si congiungono leggenda, miracoli e fede. Nato a Mazara del Vallo in Sicilia nel III secolo, rimasto orfano di madre, fu convertito al Cristianesimo in tenera età dal maestro Modesto e dalla nutrice Crescenzia, ed iniziò ad operare prodigi e guarigioni miracolose. Per sottrarsi alle ire paterne durante le persecuzioni di Diocleziano, fuggì in barca con Modesto e Crescenzia e giunse a Roma, dove guarì il figlio dell'imperatore Diocleziano, suo coetaneo, affetto da epilessia. Avendo rifiutato di abiurare la fede cristiana per adorare gli dei pagani, fu sottoposto a torture terribili dalle quali uscì miracolosamente illeso, liberato dagli angeli. Subì il martirio presso il fiume Sele, in Lucania nel 303 d.C. durante le persecuzioni quando aveva tra i 12 e 17 anni. Molto popolare nel Medioevo, fa parte dei cosiddetti «Ausiliatori», i santi la cui intercessione era considerata molto efficace in particolari occasioni e per guarire determinate malattie. È invocato per quelle dovute al morso di bestie velenose ed a movimenti incontrollabili di spasmi ed epilessia. Auguri a tutti coloro che portano il suo nome che evoca il dono grande della vita ed il valore eroico della testimonianza. P. Angelo Sardone

14/06/2026

La semina del mattino
2377. Se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra!» (Es 19,5). Al terzo mese dall'uscita dall'Egitto il popolo di Israele guidato da Mosé arriva al monte Sinai. Secondo gli studiosi, questa localizzazione è difficile. In genere è posta a sud della pen*sola che prende lo stesso nome, a 2245 metri di altezza. É lì che Dio si rivela a Mosé per realizzare l'alleanza e donare le sue leggi, il Decalogo. Attraverso l'alleanza, Israele sarà il bene personale, consacrato e sacro a Jahwe, un popolo prediletto, «proprietà particolare», cioè un bene prezioso, custodito con speciale cura, latore di una missione particolare per svolgere un ruolo speciale nella storia della salvezza. Dio che è sovrano universale, offre un legame unico e intimo al popolo d’Israele che accoglierà la sua Parola e lega la sua elezione all'alleanza: il popolo è chiamato ad ascoltare Dio, ad osservare i suoi comandamenti e a diventare «regno di sacerdoti e una nazione santa». I termini dell’alleanza legano il popolo alla fedeltà ed all’ascolto; Dio dal canto suo offre protezione e tutela nella missione speciale. Agli occhi di Dio ognuno acquista un valore particolare non per i suoi meriti, la sua forza o il suo successo, ma per il fatto di essere amato e chiamato. E questo si stabilisce nel termine dell’alleanza, una relazione profonda di amore e di comunione. L'ascolto della voce di Dio diventa risposta fiduciosa di chi sa di essere prezioso ai suoi occhi, è da Lui custodito e diventa segno del suo amore nel mondo nel quale porta speranza, misericordia, fraternità per tutte le situazioni concrete della vita quotidiana. P. Angelo Sardone

13/06/2026

Sintesi liturgica Anno «A»
XI domenica del Tempo Ordinario.
Al deserto del Sinai tramite Mosè Dio invita il popolo a considerare quanto ha fatto finora traendolo dall’Egitto e sollevandolo fino in alto. Ascolto della sua voce e custodia della sua alleanza sono prerogative che lo renderanno proprietà del Signore, regno di sacerdoti e nazione santa. La sezione missionaria del vangelo di Matteo si apre con la pericope della messe abbondante, il comando della preghiera per le vocazioni e l’invio degli apostoli, enumerati ciascuno col suo nome, col potere particolare sugli spiriti immondi e sulle malattie ed infermità e l’esortazione a donare gratuitamente, come gratuitamente ricevuto. Il grande amore di Dio si manifesta con Gesù Cristo inviato nel mondo a morire per noi, riconciliati prima, salvati dalla sua vita, liberati dall’ira di Dio. P. Angelo Sardone

13/06/2026

La semina del mattino
2376. «Lo spirito del Signore Dio è su di me, mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati» (Is 61,1). La Chiesa celebra oggi la memoria di S. Antonio di Padova, il «Santo senza nome», definito da Leone XIII «il santo di tutto il mondo». La sua vita, fortemente segnata dal Vangelo, la sua santità, i prodigi che il Signore continua ad operare attraverso Lui, il ricorso costante di tanti devoti di tutte le razze e nazionalità, lo impongono quale eccezionale figura di testimone della fede. Nativo di Lisbona ed adottivo di Padova, quando aveva 15 anni, seguì la chiamata di Dio prima tra i Canonici Regolari Agostiniani e poi tra i Frati Minori di S. Francesco, attratto dal desiderio del martirio e di vivere la perfezione cristiana sia nello studio e nella contemplazione del mistero, che nell'apostolato pastorale. Da essere assolutamente sconosciuto, finì sul candelabro per via della sua eloquenza, di una conoscenza straordinaria della Scrittura, di una forza sorprendente e di una tenuta fuori dal normale nella sua predicazione e missione. A lui è legata la devozione del «Pane di S. Antonio», che è diventato un elemento proprio della Spiritualità Rogazionista, una vera «specialità», ed una sua caratteristica peculiare. Le opere di ca**tà di S. Annibale Maria Di Francia, sin dal 1906 sono contrassegnate dall’appellativo «antoniane», proprio perché hanno in S. Antonio il protettore, il patrono, il santo provvidente. La ca**tà dei devoti e benefattori che si rivolgono a Lui nelle loro necessità ed inviano l’obolo, si trasforma in sostegno materiale per orfani e poveri. S. Antonio è la personificazione concreta del «buon operaio del vangelo» a servizio della messe delle anime. Auguri a tutti coloro, uomini e donne, che portano il suo nome, perché, com’Egli insegna, la loro vita e le loro opere non siano in dissonanza con le parole che proclamano. P. Angelo Sardone

La semina del mattino2375. «Quando si dice Cuore di Gesù, si dice bontà infinita, amore infinito, ca**tà infinita, miser...
12/06/2026

La semina del mattino
2375. «Quando si dice Cuore di Gesù, si dice bontà infinita, amore infinito, ca**tà infinita, misericordia infinita» (S. Annibale M. Di Francia). Si celebra oggi la solennità del Cuore di Gesù, la cui devozione ha radici nel Medioevo a partire dal beato Enrico Susone (1295-1366). Grande fioritura ci fu nel sec. XVII con S. Giovanni Eudes (1601-1680) e per le rivelazioni di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque (1647-1690), propagate da S. Claude de La Colombiere (1641-1682) e dai Gesuiti. A questa devozione si collega la pratica dei primi nove venerdì di mese e la promessa del Cuore di Gesù della grazia della perseveranza fino alla morte, per coloro che li eseguono. Ad essa si aggiungono la consacrazione e la riparazione. Nella Tradizione e Storia rogazionista questa solennità è la più importante e più significativa. La devozione al Sacro Cuore è la regina delle devozioni di S. Annibale: «il Sacro Cuore era il suo cuore»; per questo lo proclamò «superiore immediato, effettivo, assoluto», volendo fare tutto alla maggiore, massima ed infinita consolazione del Cuore di Gesù, al quale appartengono l'Opera, le fatiche, le Case, gli orfanotrofi. Nel Rogate, ossia la preghiera e l’azione per le vocazioni, diceva, «sono racchiusi tutti gli interessi di quel Cuore divino». Volle consacrare al Sacro Cuore le sue istituzioni religiose, i Rogazionisti del Cuore di Gesù e le Figlie del Divino Zelo del Cuore di Gesù. In concomitanza con la solennità odierna, si celebra la Giornata Mondiale per la Santificazione dei Sacerdoti, istituita nel 1995 da S. Giovanni Paolo II. È un'occasione di riflessione e preghiera nella quale i fedeli ringraziano il Signore per il dono del sacerdozio e pregano per il clero diocesano e religioso. P. Angelo Sardone

11/06/2026
La semina del mattino2374. «Lo Spirito Santo disse: Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiama...
11/06/2026

La semina del mattino
2374. «Lo Spirito Santo disse: Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati. Dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani» (At 13,3). Per iniziativa dello Spirito Santo ad Antiochia di Siria, dove c’erano numerosi dottori e profeti, comincia la prima grande missione di Paolo di Tarso e Barnaba, tra i membri più importanti della comunità, rientrati da poco da Gerusalemme. Barnaba, la cui memoria liturgica oggi si celebra, era stato inviato dalla chiesa madre di Gerusalemme ad Antiochia, si era recato poi a Tarso e qui aveva condotto con sé Saulo col quale aveva intrapreso l’istruzione ai fedeli di Antiochia per un anno. Operante nella Chiesa da poco nata nel Cenacolo, lo Spirito chiede di riservare i due per l'opera ulteriore alla quale li ha chiamati. La parola divina è accolta nella comunità che, in forma obbediente, digiuna, prega ed impone le mani su di loro. Qui per la prima volta i discepoli sono chiamati «cristiani». Il digiuno e la preghiera aprono con calma e senza fretta all’ascolto dello Spirito e al necessario discernimento che si consolida nella comunità, stimolata ad inviare con sollecitudine e fiducia coloro che Dio stesso ha chiamato. Barnaba, in particolare, viene presentato come «uomo virtuoso e pieno di Spirito Santo e di fede», capace di aggregare una folla considerevole. In seguito partendo in forma autonoma da Paolo, si imbarca per Cipro. Non si sa di preciso altro di lui. Uno scritto apocrifo «Gli Atti di Barnaba», del V secolo, racconta la sua morte a Salamina, dove sarebbe stato lapidato da giudei siriani nell’anno 61. Auguri a coloro che portano questo bel nome che, dalla lingua aramea, significa «figlio di consolazione». P. Angelo Sardone

La semina del mattino2373. «Signore, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tut...
10/06/2026

La semina del mattino
2373. «Signore, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore e converti il loro cuore!» (1Re 18,36). Al tempo di Elia, il re Acab aveva preso in moglie Gezabele figlia del re di Sidone, aveva abbandonato i comandi del Signore e si era pervertito servendo i Baal, dei fenici. Consapevole del suo tradimento, era in opposizione al profeta e lo aveva definito «rovina d’Israele». Per nulla scoraggiato Elia invita il re a convocare sul monte Carmelo il popolo d'Israele, i 450 profeti di Baal ed i 400 di Asera, alla presenza del re Acab per una sfida. Il popolo è diviso tra la fede nel Signore e il culto degli idoli. Elia con estrema chiarezza invita il popolo a non zoppicare ma a scegliere tra il Signore e i Baal. Si appronta tutto un cerimoniale: i profeti preparano un altare per il sacrificio di un giovenco, senza accendere il fuoco ed invocando il loro Dio che non si fa sentire. I profeti di Baal invocano il loro dio per ore, con grande spettacolarità, senza ottenere risposta. Quando era mezzogiorno e nulla era successo, con dodici pietre Elia prepara l’altare del Signore che era stato precedentemente distrutto, per il sacrificio di un giovenco. Fa scavare attorno un canaletto e gettare sull’olocausto tanta acqua fino a riempire il canaletto. Invoca poi il Signore che risponde immediatamente inviando un fuoco che consuma l’offerta sacrificale ed ogni altra cosa ed asciuga l’acqua del canaletto. Il popolo riconosce così la signoria di Dio e proclama: «Il Signore è Dio!». La fedeltà a Dio richiede una scelta chiara: non si può vivere in continua indecisione tra Dio e gli idoli: essi sono sterili ed impotenti; il Dio vivente è fecondo ed efficace. Denaro, potere, successo, vanagloria, non possono scalzare il posto che Dio occupa nel cuore dell’uomo. La preghiera dà forza alla fiducia ed alla comunione con Dio. P. Angelo Sardone

Indirizzo

Piazza G. Cesare 13
Bari
70124

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