14/06/2026
Il Vangelo di oggi ci ricorda che una delle caratteristiche fondamentali della vera Chiesa è proprio il senso della missionarietà, realizzabile attraverso la testimonianza della Parola di Dio.
Gli uomini a cui Gesù affida questa missione nel Vangelo di Matteo sono i dodici che lo stanno seguendo nel suo ministero pubblico, denominati già da ora “apostoli”.
L’immagine dei pochi operai che coltivano la messe, cioè i campi di grano, è incredibilmente attuale e lineare con il nostro tempo; dopotutto, se la gente da evangelizzare e da educare ad una coerente testimonianza di vita cristiana è sempre molta e si trova sia fuori che dentro il contesto strettamente ecclesiale, coloro che si occupano seriamente di questa missione non sono mai abbastanza. Occorre dunque grande pazienza e discernimento pastorale affinché le varie comunità parrocchiali possano favorire la nascita di nuove vocazioni capaci di svolgere tale compito nei numerosi contesti nei quali ciascuno è mandato ad operare.
L’evangelista, poi, precisa che il potere che i dodici ricevono per guarire le infermità e per scacciare gli spiriti impuri viene dato da Cristo, così come il mandato di predicare affermando la vicinanza del Regno di Dio; ciò dimostra che la Chiesa svolge il suo ruolo missionario non di propria iniziativa, ma in seguito all’autorità che riceve da parte di Cristo, suo capo e corpo. Perciò coloro che predicano un Vangelo in maniera individuale e non conforme agli insegnamenti di Gesù sono destinati al fallimento perché non vivono in comunione con la realtà ecclesiale.
Infine, Gesù ordina ai dodici di rivolgersi “alle pecore perdute della casa d’Israele”; questo Vangelo, infatti, sottolinea più degli altri che Cristo è venuto al mondo per favorire la conversione d’Israele, il popolo scelto da Dio fin dall’inizio della storia della salvezza ma paragonato a delle pecore perdute perché incapace di riconoscere in Gesù il Messia atteso da intere generazioni.
Preghiamo allora per ciascuno di noi, affinché la fiducia che Gesù ci dimostra affidandoci la missione della testimonianza della sua Parola possa infondere nel nostro cuore il coraggio dei pochi operai che coltivano una grande messe, sapendo che la posta in gioco è la salvezza del mondo in attesa della vera redenzione operata da Cristo.