26/10/2025
La Diocesi di Conversano-Monopoli si appresta a vivere mercoledì 29 ottobre il suo
Pellegrinaggio Giubilare a Roma nella Basilica di San Pietro, in sintonia con quanto
indicato nella Bolla di Indizione del Giubileo 2025, dove Papa Francesco descrive l’intera
«vita cristiana» come «un cammino» e sottolinea come «non a caso il pellegrinaggio esprime un
elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino è tipico di chi va alla ricerca
del senso della vita».
Il pellegrinaggio sarà guidato dal Vescovo della Diocesi S.E. Mons. Giuseppe Favale e
vedrà la partecipazione di oltre 1.600 fedeli provenienti da tutte le parrocchie della Diocesi
accompagnati dai propri parroci, che raggiungeranno Roma con i pullman. Anche
l’Unitalsi, che ha nel pellegrinaggio lo specifico del suo carisma, non è voluta mancare a
questo importante appuntamento per consentire la partecipazione di ammalati, disabili,
anziani e persone in difficoltà. Per questo i due presidenti delle Sottosezioni della Diocesi,
Michele Formica di Monopoli e Vito Sabato di Conversano, con il sostegno del Presidente
della Sezione Pugliese, Enzo Nigro, hanno organizzato un “treno bianco” che partendo
dalla Puglia raggiungerà la Stazione di San Pietro. È il primo “treno bianco”, completo di
barellata, che raggiungerà Roma quest’anno, con la presenza di circa cinquanta ammalati
in carrozzina accompagnati dai volontari dell’Associazione e dall’Assistente Spirituale
della Sottosezione don Giuseppe Di Maggio.
Giunti a Roma alle prime luci dell’alba di mercoledì 29 ottobre, i pellegrini in treno si
uniranno a quelli giunti con i pullman, per partecipare tutti insieme all’udienza di Papa
Leone XIV e, subito dopo, alla solenne concelebrazione della Santa Messa nella Basilica di
San Pietro presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Favale e concelebrata da tutti i sacerdoti
presenti.
Non mancherà, chiaramente, il passaggio della Porta Santa perché ogni partecipante al
pellegrinaggio possa confermare il desiderio di entrare nel cuore di Cristo «Io sono la
porta» (Gv 10,7) e per ricevere l’abbraccio misericordioso del Padre.