L'eredità della Riforma

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L'eredità della Riforma Questa pagina ha lo scopo di diffondere la Parola di Dio, la Bibbia, da un punto di vista Riformato.

23/09/2026

La stoltezza del pensiero eremita o del monachesimo è credere che nel vivere isolati ci si allontani da non pochi problemi quotidiani. Ma se si considera che un cristiano ha bisogno della grazia di Dio anche nell'isolamento, allo stesso modo che nella società, e che abbia bisogno della preghiera intensa e del sostentamento divino affinché la sua mente sia mantenuta integra, allora non farebbe alcuna differenza in quale luogo egli sia. Perché o che siamo isolati o che non lo siamo, non possiamo evitare il buon combattimento della fede!

L'eredità della Riforma

DALLA PAURA ALLA PACE: IL SEGRETO DI UNA VITA SENZA TIMORE 📖✨C’è un legame profondo tra la pace che proviamo nelle diffi...
20/09/2026

DALLA PAURA ALLA PACE: IL SEGRETO DI UNA VITA SENZA TIMORE 📖✨

C’è un legame profondo tra la pace che proviamo nelle difficoltà e la nostra vicinanza a Dio. Riflettendo su due splendidi brani di Charles Spurgeon (Morning & Evening),
https://chspurgeon.com/devotionals/morning-and-evening/09/15 emerge un messaggio potente per la nostra vita quotidiana.

1. La chiamata della meditazione del mattino: NON TEMERE LE CATTIVE NOTIZIE 🕊️

"Egli non temerà di udire cattive notizie." (Salmo 112:7)

Come reagiamo quando arrivano le prove? Il mondo spesso risponde con il panico, la ribellione o cercando scorciatoie umane. Ma chi ha affidato la propria vita a Cristo è chiamato a mostrare una calma diversa.
Non si tratta di essere insensibili, ma di avere un’ancora. Rimanere saldi di fronte all'incertezza non solo protegge il nostro cuore, ma mostra al mondo il valore della grazia che abbiamo ricevuto.

2. La certezza della meditazione della sera: DIO È VICINO 🛑 ➡️ 👥

"Un popolo a Lui vicino." (Salmo 148:14)

Da dove nasce questa forza?
Non da noi stessi, ma dalla vicinanza di Dio.
Nel Vecchio Testamento, la santità di Dio imponeva distanza e barriere (pensiamo a Mosè davanti al roveto ardente:
"Non avvicinarti qui; togliti i calzari dai piedi"; e quando si manifestò sul monte Sinai al suo popolo eletto e separato, uno dei primi comandi fu: "Fisserai dei limiti attorno al monte". Sia nel sacro culto del tabernacolo che nel tempio, il pensiero della distanza era sempre in primo piano. La massa del popolo non entrava neppure nel cortile esterno. Nel cortile interno non osavano addentrarsi se non i sacerdoti; mentre nel luogo santissimo, o santo dei santi, il sommo sacerdote entrava una sola volta all'anno. Era come se il Signore in quelle prime epoche volesse insegnare all'uomo che il peccato gli era così del tutto abominevole, da dover trattare gli uomini come lebbrosi posti fuori dal campo; e quando si avvicinava di più a loro, faceva comunque sentire loro la grandezza della separazione tra un Dio santo e un peccatore impuro.

Con il Vangelo, la parola "Va' via" è diventata "Vieni a me".

Attraverso Gesù, Dio ha abbattuto ogni muro: la distanza ha lasciato il posto alla vicinanza, e noi che un tempo eravamo lontani siamo stati avvicinati mediante il sangue di Gesù Cristo.

3. Il filo che unisce tutto 🔗

LA RADICE:
Siamo stati avvicinati a Dio per mezzo di Cristo.

IL FRUTTO:
Poiché Egli è vicino, non dobbiamo temere ciò che porta il domani.

LA SPERANZA:
Questa vicinanza spirituale di oggi anticipa la promessa finale di Apocalisse 21:3: "Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro".

💭 Una riflessione per la giornata:
Se Dio ha pagato un prezzo così alto per averci vicini, di cosa possiamo avere paura oggi?

Stai affrontando un momento di incertezza? Ricorda: non sei solo. Confida in Lui, "stai fermo e vedi la salvezza del Signore". 🙏 (Esodo 14:13)

ALERT REVIVAL 26  ⚠️📖In questi giorni sta facendo discutere l'annuncio della presenza di Benny Hinn come oratore all'eve...
19/09/2026

ALERT REVIVAL 26 ⚠️📖
In questi giorni sta facendo discutere l'annuncio della presenza di Benny Hinn come oratore all'evento Revival26 a Monza.

Prima di correre ad applaudire o a riempire i palazzetti, è fondamentale esercitare il discernimento a cui ci chiama la Scrittura.

Nel suo libro "Dio, l’avidità e il Vangelo (della prosperità)", Costi W. Hinn — nipote diretto di Benny Hinn ed ex membro del suo stesso staff — smonta dall'interno le dinamiche e gli insegnamenti del cosiddetto "Vangelo della Prosperità".

Costi Hinn svela come una vita costruita su certe dottrine si sia scontrata con la verità della Parola di Dio, mostrando i pericoli di un messaggio che mette al centro il guadagno, il sensazionalismo e le false promesse anziché la croce di Cristo.

Albert Mohler, presidente del Southern Baptist Theological Seminary - non usa parole tenere sul vangelo della prosperità quando dice:

"La teologia della prosperità è un falso vangelo. Il suo messaggio non è biblico e le sue promesse cadono nel nulla. Dio non ha mai assicurato al suo popolo l'abbondanza materiale o la salute fisi-ca. Ai cristiani vengono invece promesse le ricchezze di Cristo, il dono della vita eterna e la certezza della gloria alla presenza eter-na del Dio vivente. In sostanza, il maggior problema riguardante la teologia della prosperità non è che promette troppo, ma che promette troppo poco. Il Vangelo di Gesù Cristo offre la salvezza dal peccato e non una piattaforma per la prosperità terrena. Do-vremmo sicuramente cercare di capire che cosa spinge così tante persone a entrare in questo movimento, ma non dobbiamo mai, neppure per un momento, trascurare di vedere il suo messaggio per quello che è, ovvero un vangelo falso e inadeguato".

Punti di riflessione messi in luce nel libro:

𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐨𝐥𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨:
La presentazione di un Dio che si può manipolare a proprio piacimento e desiderio.

𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 "𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀" 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐞𝐥𝐨:
Riduce il Vangelo a un mezzo per ottenere ricchezza e benessere materiale e temporaneo. Distoglie gli occhi dal Donatore e dalla sua gloria e li rivolge al dono e alla gloria personale. Il vangelo della prosperità trasforma la fede in un sistema basato sulle opere (quello che l'apostolo chiama un altro vangelo - Galati 1:6; 3:2)

𝐋𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐳𝐢𝐞:
L'uso di proclamazioni spettacolari che non trovano riscontro nella Bibbia né nella realtà. La tecnica della "profezia del fucile da caccia": ovvero sparare numerose previsioni nella speranza che almeno una colpisse il bersaglio, facendo apparire il "profeta" affidabile.

𝐋𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢:
Lo sfruttamento della vulnerabilità dei malati per vendere una falsa guarigione associandola ad una falsa fede. Confonde il concetto di espiazione lasciando intendere che Dio garantisce la nostra guarigione 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 grazie all'espiazione compiuta per la nostra 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚.

𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐕𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨:
La necessità di distinguere tra la ricerca del sensazionale e una vera vita di discepolato incentrata su Cristo.

Nessun ministero o oratore è al di sopra dell'esame delle Scritture. Confrontiamo sempre ogni messaggio con la Bibbia (Atti 17:11 «Or questi erano di sentimento più nobile di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così»).

𝐅𝐀𝐋𝐒𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐅𝐄𝐓𝐈 𝐄 𝐈 𝐋𝐎𝐑𝐎 𝐅𝐑𝐔𝐓𝐓𝐈

Matteo 7:15-16, 21-23: «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. [...] Non chiunque mi dice: "Signore, Signore!" entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome e nel tuo nome cacciato demoni e fatto nel tuo nome molte opere potenti?". Allora io dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori d'iniquità!"».

𝐏𝐑𝐎𝐃𝐈𝐆𝐈 𝐄 𝐌𝐈𝐑𝐀𝐂𝐎𝐋𝐈 𝐃'𝐈𝐍𝐆𝐀𝐍𝐍𝐎 𝐍𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐔𝐋𝐓𝐈𝐌𝐈 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐈

Matteo 24:24: «Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti».

2 Tessalonicesi 2:9-10: «La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni specie di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati».

𝐈𝐥 𝐕𝐀𝐍𝐆𝐄𝐋𝐎 𝐄 𝐋'𝐀𝐕𝐈𝐃𝐈𝐓𝐀̀ 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐍𝐙𝐈𝐀𝐑𝐈𝐀

2 Pietro 2:1-3: «Ci furono anche falsi profeti tra il popolo, come ci saranno tra di voi falsi dottori che introdurranno occultamente eresie di perdizione [...]. Nella loro avidità vi sfrutteranno con parole artificiose; ma la loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non dorme».

1 Timoteo 6:5: «...e dispute di uomini corrotti di mente e privi della verità, i quali stimano che la pietà sia fonte di guadagno».

L'IMPORTANZA DI ESAMINARE OGNI INSEGNAMENTO
1 Giovanni 4:1: «Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo».

1 Timoteo 4:1
«Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a ve**re alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni».

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Il libro "Dio, l’avidità e il Vangelo (della prosperità)" (edito da Alfa&Omega) è disponibile per l'acquisto su:

📖Sito ufficiale dell'editore: Casa Editrice Alfa & Omega (alfaeomega.org)
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📖Librerie fisiche: Ordinabile in qualsiasi libreria su territorio nazionale o acquistabile presso le librerie cristiane locali.

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https://alfaeomega.org/fuori-collana/547-dio-lavidita-e-il-vdp.html?srsltid=AU7gw4WGa6tLWXBkOMY22N9ZfdpxHLmFO2QK-8QJlErnhY8uPOZKNQTu

"E le mie pecore mi seguono."Giovanni 10:27Dovremmo seguire il nostro Signore senza esitazione, così come le pecore segu...
18/09/2026

"E le mie pecore mi seguono."
Giovanni 10:27

Dovremmo seguire il nostro Signore senza esitazione, così come le pecore seguono il loro pastore, poiché egli ha il diritto di guidarci ovunque gli piaccia.

Non apparteniamo a noi stessi, siamo stati comprati a caro prezzo: riconosciamo i diritti del sangue redentore. Il soldato segue il suo capitano, il servo obbedisce al suo padrone, a maggior ragione dobbiamo seguire il nostro Redentore, del quale siamo una proprietà acquistata.

Non siamo fedeli alla nostra professione di essere cristiani se mettiamo in discussione gli ordini del nostro Leader e Comandante. La sottomissione è il nostro dovere, il cavillare è la nostra follia.

Spesso il nostro Signore potrebbe dirci come a Pietro: "Che t'importa? Tu seguimi". Ovunque Gesù possa condurci, egli va davanti a noi.

Se non sappiamo dove andiamo, sappiamo con chi andiamo. Con un tale compagno, chi temerà i pericoli della strada? Il viaggio potrà essere lungo, ma le sue braccia eterne ci porteranno fino alla fine. La presenza di Gesù è l'assicurazione dell'eterna salvezza: poiché egli vive, anche noi vivremo.

Dovremmo seguire Cristo con semplicità e fede, perché i sentieri in cui ci guida finiscono tutti nella gloria e nell'immortalità.

È vero che potrebbero non essere sentieri agevoli — potrebbero essere coperti di pietre e dure prove, ma conducono alla "città che ha i veri fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio".

"Tutti i sentieri del Signore sono misericordia e verità per quelli che osservano il suo patto".

Riponiamo piena fiducia nel nostro Guida, poiché sappiamo che, venga la prosperità o l'avversità, la malattia o la salute, la popolarità o il disprezzo, il suo disegno sarà portato a compimento, e quel disegno sarà puro, incontaminato bene per ogni erede di misericordia.

Troveremo soave risalire il lato impervio della collina con Cristo; e quando la pioggia e la neve ci soffieranno sul viso, il suo caro amore ci renderà molto più beati di coloro che siedono a casa e si scaldano le mani al fuoco del mondo. Fino alla cima dell'Amana, fino alle tane dei leoni o ai monti dei leopardi, noi seguiremo il nostro Amato.

Prezioso Gesù, attiraci
e noi correremo dietro a te.

(Tratti dal celebre devozionale di
Charles Spurgeon, Morning and Evening):

«Portatelo da me.»Marco 9:19Sconsolato, il povero padre deluso si voltò dai discepoli per rivolgersi al loro Maestro. Su...
17/09/2026

«Portatelo da me.»
Marco 9:19

Sconsolato, il povero padre deluso si voltò dai discepoli per rivolgersi al loro Maestro. Suo figlio versava nelle peggiori condizioni possibili e tutti i tentativi erano falliti, ma il misero fanciullo fu presto liberato dal maligno quando il genitore, con fede, obbedì alla parola del Signore Gesù: «Portatelo da me».

I figli sono un dono prezioso di Dio, ma portano con sé molta ansietà. Possono essere una grande gioia o una grande amarezza per i loro genitori; possono essere ripieni dello Spirito di Dio, oppure posseduti dallo spirito del male. In ogni caso, la Parola di Dio ci offre un'unica ricetta per la guarigione di tutti i loro mali: «Portatelo da me».

Oh, potessimo pregare con più ardore e agonia per loro fin da quando sono ancora in fasce! Il peccato è già lì, che le nostre preghiere inizino ad attaccarlo. I nostri gridi per la nostra progenie dovrebbero precedere quei gridi che segnano il loro effettivo ingresso in un mondo di peccato. Nei giorni della loro giovinezza vedremo tristi segni di quello spirito muto e sordo che non vuole pregare come si conviene, né ascoltare la voce di Dio nell'anima, ma Gesù comanda ancora: «Portateli da me».

Quando saranno cresciuti, potrebbero sguazzare nel peccato e schiumare di inimicizia contro Dio; allora, quando il nostro cuore si spezza, dovremmo ricordare le parole del grande Medico: «Portateli da me».

Non dobbiamo mai smettere di pregare finché non smetteranno di respirare.
Nessun caso è disperato finché Gesù vive.
Il Signore talvolta permette che il suo popolo sia spinto in un angolo, affinché conosca per esperienza quanto Egli sia loro necessario.

I figli empi, quando ci mostrano la nostra totale impotenza di fronte alla depravazione del loro cuore, ci spingono a rifugiarci nella Forza per ricevere forza, e questa è per noi una grande benedizione. Qualunque sia il bisogno della nostra mattina, lasciamo che come una forte corrente ci trasporti verso l'oceano dell'amore divino. Gesù può rimuovere presto il nostro dolore. Egli si compiace di confortarci. Affrettiamoci a andare da Lui mentre attende di incontrarci.

Tratto dalle letture devotionali di Charles Spurgeon (Morning and Evening):

«L'accesso al cuore dei nostri figli spesso ci è precluso, ma la preghiera ci apre la strada verso il cuore di Dio: Colui che li ha plasmati, li conosce nell'intimo e ha il potere di trasformarli.

“Portatelo da me”, è il Suo invito per noi.»

"Io canterò la misericordia e il giudizio."Salmo 101:1La fede trionfa nella prova. Quando la ragione viene gettata nella...
12/09/2026

"Io canterò la misericordia e il giudizio."
Salmo 101:1

La fede trionfa nella prova. Quando la ragione viene gettata nella prigione più interna, con i piedi serrati nei ceppi, la fede fa risuonare le mura del carcere con le sue note gloriose mentre esclama:

"Io canterò la misericordia e il giudizio. A te, o Signore, canterò".

La fede strappa la maschera nera dal volto dell'afflizione e vi scopre l'angelo sottostante. La fede guarda in alto verso la nube e vede che

"È carica di misericordia e si sfonderà In benedizioni sulla sua testa."

C'è un motivo di canto persino nei giudizi di Dio verso di noi. In primo luogo, la prova non è così pesante come avrebbe potuto essere; poi, il travaglio non è così severo come avremmo meritato di soffrire; e la nostra afflizione non è schiacciante come il peso che altri devono portare.

La fede vede che nella sua peggiore sofferenza non c'è nulla di punitivo; non c'è una sola goccia dell'ira di Dio in essa: è tutta mandata per amore.

La fede scorge l'amore risplendere come una gemma sul petto di un Dio sdegnato.

La fede dice del suo dolore: "Questo è un distintivo d'onore, poiché il figlio deve sentire la v***a"; e poi canta il dolce risultato delle sue pene, perché esse operano per il suo bene spirituale. Anzi, di più, dice la Fede: "Queste leggere afflizioni, che sono solo per un momento, producono per me un sempre più grande ed eterno peso di gloria".

Cosi la fede cavalca sul cavallo nero, vincitrice e per vincere, calpestando la ragione carnale e i sensi terreni, e intonando canti di vittoria nel folto della battaglia.

"Tutto ciò che incontro trovo che mi aiuta
Nel mio cammino verso la gioia celeste:
Dove, sebbene le prove ora mi accompagnino
Le prove non mi affliggeranno mai più.
Lassù benedetto da un peso di gloria,
Il cammino percorso non dimenticherò mai,
Ma, esultando, griderò: mi ha condotto
Al trono del mio benedetto Salvatore."

Tratto dalle letture devozionali (Morning e Evening) di Charles Spurgeon:

Ho spesse volte sentito da genitori le parole "Nessuno nasce genitore".È vero che "nessuno nasce genitore", ma la patern...
03/09/2026

Ho spesse volte sentito da genitori le parole "Nessuno nasce genitore".

È vero che "nessuno nasce genitore", ma la paternità e la maternità non iniziano con la nascita di un figlio: iniziano nella mente e nel cuore molto prima.

Dio affidandoci una nuova vita ci chiama a una grande responsabilità di custodia ed educazione; prepararsi in anticipo, maturando questa consapevolezza prima che il momento arrivi, ci permette di non vivere il nostro ruolo come un'improvvisazione, ma come una chiamata accolta con la massima cura.

L'espressione "nessuno nasce genitore" viene spesso usata per perdonare le inesperienza del ruolo. Tuttavia, essere genitori è una delle responsabilità più alte a cui Dio ci chiama, ed è un compito per il quale possiamo e dobbiamo iniziare a prepararci. Trasformare l'attesa in un percorso di crescita personale evita di trasformare quell'alibi in una giustificazione.

Se è vero che genitore non si nasce, si può e si deve scegliere di diventarlo con intenzione prima ancora che la vita ci affidi questo compito. La genitorialità non è un semplice susseguirsi di eventi da gestire al momento, ma un'amministrazione di grazia e responsabilità di cui ci viene chiesto conto. Iniziare a formare il proprio cuore e la propria mente in anticipo significa onorare la sacralità di questa chiamata.

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