Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto

Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto Storia, Arte e Tradizioni del Duomo di Santa Maria Assunta Assunta in Barcellona Pozzo di Gotto (Me) DOC. I – SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO. Eh!

LE ORIGINI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Come si riporta nei due documenti allegati, la chiesa di Santa Maria Assunta fu fondata nel 1620 per opera di Matteo Valveri, parroco della chiesa di San Vito. Il progetto, affidato a un ingegnere messinese, prevedeva che essa diventasse il più grande e importante tempio dell’antico casale di Pozzo di Gotto, divenuto qualche anno dopo Città Regia (16

39) a seguito della separazione da Milazzo. Nel 1632, come risulta dai Libri di Amministrazione, erano ancora in costruzione gli archi («Contemporanea cresceva la fabrica nuova, al 1632 si facevano gli archi»), mentre nel gennaio del 1642 si stava provvedendo a realizzare la copertura della ca****la di San Leonardo («A 15 Gennaro 1642 altre onze 6 pel tetto, travi, costane della Ca****la di San Leonardo nella fabrica nova»). Il primo sepolto in essa fu Bartolo Cattafi nel dicembre del 1642 («Die 11 decembris 1642. Bartholus Cattafi, annorum 60 circiter, cm omnibus Sacramentis Ecclesiae, animam Deo reddidit, cuius corpus sepultus fuit in Matrice novae fabricae sub titulo Sanctae Mariae; fuit primus sepultus in praedicta Matrice»). Nel 1710 era costituita da 8 altari: quello maggiore (con «un Dipinto non dispreggievole rappresentante l’Assunzione della Vergine coll’Apostolato ai piedi») e quelli dedicati al Santissimo, al Crocifisso, a S. Maria, a San Filippo, al Santissimo Rosario, a San Luigi e all’«Incoronazione della Vergine della Santissima Trinità». Il suo primo utilizzo come chiesa madre risale al 1766 («per quanto si legge nè Libri dell’Amministrazione di San Vito a 31 Dicembre 1766 n.° 70 funzionò da Chiesa Madre sin da quell’anno 1766»), anche se questo titolo fu attribuito ufficialmente solo il 29 gennaio del 1863 su richiesta dell’economo, poi arciprete di Pozzo di Gotto, Giuseppe De Luca (1806-1894). Gravemente danneggiata dagli eventi simici del 1783, fu completata e aperta al culto l’11 dicembre del 1859, grazie anche al contributo del benefattore locale Giuseppe Cutroni, cui inoltre si deve la realizzazione dell’ospedale omonimo e l’ampliamento della chiesa di Gesù e Maria di Pozzo di Gotto. Nuovamente danneggiata dal terremoto del 1908 fu riaperta al culto il 19 giugno del 1938. LE ORIGINI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IN UNA RELAZIONE COMPILATA DALL’ARCIPRETE OTTOCENTESCO GIUSEPPE DE LUCA (Archivio dell'Arcipretura di Santa Maria Assunta in Barcellona Pozzo di Gotto, Biblioteca Arcipretale, Chiesa Madre, Storia Parrocchiale, cc. 6-10).
«E’ certo che il 1620 ci da il principio dell’autonomia patria, quando in corso delle pratiche presso al governo perchè avesse luogo la emancipazione, il parroco Don Matteo Valveri ed i Proceri del paese chiamano un Ingegniere da Messina a disegnare la nuova Chiesa Madre e farne il Modello, vedi Libro D’Esito 1620, 8 settembre di San Vito. Lo zelo era sì grande che in quell’epoca da una popolazione ben poco numerosa (cosa incredibile!) in ventidue anni compiesi quel grosso fabbricato e coperto; vi son costruiti 8 Altari, a parte delle Sepolture. Non avendo altri elementi storici ci avvagliamo dè registri. Leggasi la seguente Nota di Morte: Die 11 decembris 1642. Bartholus Cattafi, annorum 60 circiter, cm omnibus Sacramentis Ecclesiae, animam Deo reddidit, cuius corpus sepultus fuit in Matrice novae fabricae sub titulo Sanctae Mariae; fuit primus sepultus in praedicta Matrice per me quo supra cioè per me de Zangla Curatum. Il Zangla Curato è il Sacerdote Dottor Don Giovanbattista, già Padre in Gesù e Maria, poi Luogotenetente di Parroco, e poi Parroco egli stesso sin dal 12 Dicembre 1638 sino al 1646. Altre note mortuarie dicono lo stesso, come a 27 Settembre 1643 ed 3 Novembre 1643, ed a 7 Giugno 1644. Notiamo che dè defunti ivi sepolti, e fra questi e fra i superiori, sono più frequenti della Famiglia Valveri, forse perchè nel parroco Don Matteo, che ne gettò le fondamenta, e nè suoi posteri più caldo fervea ed agiva lo amor patrio e Religioso verso il Gran Tempio che sin dal principio fu dedicato all’Assunzione della Gran Vergine Madre. Al disegnare il perimetro, al gettarne la prima pietra dovette senza meno, secondo la Sagra Liturgia, intervenirvi Monsignor Arcivescovo, che di quel tempo era Monsignor Andrea Mastrillo (Abbiamo di lui un Sinodo Diocesano celebrato in Messina nel 1621). Nessun documento ci rimane, qual sarebbe un Provisionale che si redigge alla occasione e che cenna il titolo cui il Tempio è dedicato. A quest’altra lacuna suppliscono i Registri che c’indicano il nuovo titolo Matriciale. La predetta Nota mortuaria del 27 Settembre 1643, ch’è per Antonia, moglie di Giovan Domenico Valveri, morta a 40 anni, chiama la detta Chiesa “Matrice Ecclesia sub titulo SS. Assunptionis novae fabricae”. E crediamo che non senza la Disposizione Diocesana siasi addetto alla Chiesa maggiore il titolo cennato, che da quell’epoca essa conservò, e nella Tradizione e nel Quadrone dell’Altare maggiore, ch’è un Dipinto non dispreggievole rappresentante l’Assunzione della Vergine coll’Apostolato ai piedi; esso è anche ora al disopra dello Altare maggiore nel Coro, allo Altare maggiore siede per tutto il tempo che il culto esercitossi nell’ala sinsitra, recinta dal 1783 al 1859. Ma alla prima apertura della Chiesa esso era allo Altare della titolare nel Thè a sinistra, dove fu poi posta l’attuale statua venuta da Roma […] Diciamo questo perchè sforniti di Documenti dobbiamo vagare in sole congetture. Come va pertanto che alle Note mortuarie sopra descritte non corrispondono nè le Note Battesimali nè le Matrimoniali contemporanee, che la chiamano Chiesa della nuova fabrica o Chiesa della “nova fabrica et Sancti Leonardi”? Come va che per tutto il parrocato di Don Mario Catalfamo, dal 1647 al 1678, la Chiesa non è più chiamata Matrice, nè il titolo dell’Assunzione è più per nulla cennato, nè morti più vi si sepeliscono, nè matrimonj vi si celebrano più? Dovremmo anzi rimarcare che sotto il parroco Don Blasio Sacco, il quale governa dal 1678 al 1688, in una Nota mortuaria del 30 Gennaro 1681, il ca****re si dice sepolto in Santa Maria Chiesa Sagramentale, e l’anno appresso, a 19 marzo 1682, dicesi solamente in Ecclesia Sanctae Mariae. A nostro giudizio si potrebbe credere che lo impegno dè Civili e del popolo ad aversi come l’autonomia patria così una nuova Chiesa madre (è infatti generale la nomenclatura di Matrice nè Registri e negli Atti autentici datati di quell’epoca dal 1620, cioè in poi) avesse fatto volgarmente ritenere Santa Maria come nuova Chiesa madre, perchè per tale si fabricava, ma nessuna Disposizione dell’Autorità Civile ed Ecclesiastica fosse svolta all’uopo emanata che la Sanzioni, e ciò perchè sino al 1710, primo anno dè Libri amministrativi della Chiesa, non esistevano che 8 Altari. Consta da un verbale di consegna che un Procuratore fa al nuovo Procuratore ed erano: lo Altare maggiore con la sua gradinata di legno addorato; quello del Santissimo; quello del Crocefisso, ch’era dov’è ora il Sagro Cuore, padronato allora della Famiglia Basilicò, interpellata dalla Deputazione al 1850 se avesse voluto tornare a rifarla e dotarla e vi rinuciò; quello della Titolare ove c’è ora la Statua Romana; quello di San Filippo, ch’era dirimpetto di dove ora c’è l’Immacolata; quello del Santissimo Rosario, dedicato in prima a San Leonardo, e gli altri due erano quello di San Luigi, com’è oggi, e quello della Incoronazione della Vergine della Santissima Trinità, dedicato non sappiamo a chi nella fondazione, ma forse sotto lo stesso titolo. E’ facile supporre che il Diocesano, riputando indecoroso trasferire il culto da una Chiesa ben ornata e ben fornita di tutto, qual’era San Vito, costruita ad imitazione della Chiesa madre di Messina, colle travi e tetto addorati, tappezzati di ottimi quatronelli dipinti e con l’Ordine bastardo sul cornice, tutto ornato di buoni affreschi (che benchè appena ricordiamo), San Vito che venne ingrandita di quasi un quarto nella sua lunghezza nel 1732, come si legge nel capitello della prima colonna a sinistra di chi entra, trasferito, dico, il Culto matriciale in una Chiesa benchè assai più grande, ma nella massima parte incompleta e sprovveduta di tutto, non credette proprio decidersi a tanto. Ma perchè la fabrica e l’ornato interno non continuarono col primitivo fervore? Varia il pensare umano col variare degli anni e varia lo agire dè popoli col variar di bisogni. Pozzo di Gotto vide anch’essa la guerra nelle sue vicine contrade. Casa d’Austria contendea ancora il Castello di Milazzo agli Spagnuoli, e questo flagello basta a deviare o a distruggere lo entusiasmo popolare, a far mettere in salvo quel poco che si ha, a ridurre l’animo al solo intento di conservare la vita. L’agricoltura o l’industria vengono meno, i debitori profittano. Io non saprei dare altra spiegazione alla inerzia di mezzo secolo che risulta dai Libri di Amministrazione, nè debbo malignare sul dubio che, essendo i due Catalfamo, zio Don Mario dal 1647 al 1678, e Nipote Don Antonino dal 1698 al 1708, di origine Milazzese, nulla facessero pel compimento d’un tempio che vivamente ricordava la emancipazione di Pozzo di Gotto dalla schiavitù della loro patria di origine. Dissimo, nè debbo malignare sul dubio, ma chi spiegherebbe diversamente il fatto di ambidue che, al loro morire, si rendono benefattori insigni della Chiesa di San Vito e nulla dispongono a favore di Santa Maria, ch’è in corso di fabrica, che ha conseguiti miserabili lasciti, ch’è il desiderio di tutto un popolo che inaugura lo accrescimento della nuova Città? Chi non vede chiaramente in loro una specie di segreto rammarico nell’osservarli indifferenti a far assumere all’Autorità Ecclesiastica il titolo di Arciprete che di diritto gli competeva, mancando solo per un Assegno a titolo autentico che gli costituisse una Congrua? Son Parrochi ambidue dopo il 1639. Le loro relazioni sono cospicue, la loro fortuna non piccola, la loro influenza imponente, il favore del Diocesano amplissimo, come costa da numerose lettere familiari: nè l’uno nè l’altro pensano, anzi diremmo ammaliano gli altri (onde porre un’argine allo ingrandimento della loro patria adottiva) ai due articoli essenziali di quell’epoca che, se fossero stati Cittadini e di buon volere, avrebbero dovuto occuparli: l’uno era il compimento del Tempio, l’altro era il Titolo Arcipretale. Ma perchè queste due cose insieme riferivansi al disonore di Milazzo, perchè l’una e l’altra eran monumenti autonomi di Pozzo di Gotto, i Catalfamo nè chiesero il titolo di Arciprete, nè vollero una nuova Matrice. Arricchivano San Vito, che ricordava lo antico servagio, ritenevano il titolo di Parroco che facea in certo modo supporre ancora una dipendenza da Milazzo e da quell’Arciprete, come se la Storia dovesse starsene muta e far dimenticare che Pozzo di Gotto, sin dal 1570, vantava, come da tempo immemorabile, la sua indipendenza dallo Arciprete di Milazzo e per la elezione del proprio Curato e per la visita delle Chiese e per tutt’altro […] Dovette essere un Pozzogottese, lo Abbate Crisafulli, che se ne dasse il pensiero». II - 29 GENNAIO 1863, MESSINA. IL VICARIO GENERALE PIETRO LO UZZO, SU RICHIESTA DELL’ECONOMO GIUSEPPE DE LUCA, ATTRIBUISCE ALLA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA IL TITOLO DI MATRICE DELL’ARCIPRETURA DI POZZO DI GOTTO (Archivio dell'Arcipretura di Santa Maria Assunta in Barcellona Pozzo di Gotto, Biblioteca Arcipretale, Storia Parrocchiale, fogli sparsi).
«Nos Doctor Petrus Lo Uzzo, Patritius messanensis Sanctae Protometropolitanae Ecclesiae, Canonicus Decanus, Prima Dignitas post Pontificalem, Magnae Curiae Archiepiscopalis Examinator Prosynodalis jam Fisci Patronus, ac postea in Spiritualibus et Temporalibus sede plena Vicarius Generalis, nunc vero messanensis Diocesis Vicarius Capitularis. Dilecto Nobis in Christo filio Reverendo Don Josepho de Luca, Vicario et Economo vacantis Ecclesiae Matrici set Archipresbyteralis Communis Putei de Gotho, huius messanensis Diocesis, salutem in Domino. Siamo stati supplicati come siegue. A sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Vicario Capitolare dell'Arcidiocesi di Messina. Eccellenza Reverendissima. Nel 1639 gli abitanti della terra di Pozzo di Gotto, allora Casale di Milazzo, si svincolano dalla Territoriale Dominazione di quella città dopo lunghe pratiche presso la corte del Regno cominciate dopo il 1614,mediante un donativo al re di Scudi 20000 ottengono che sia il loro paese elevato a città Demaniale, con la rappresentanza Civile e Religiosa nel regno e né Comizi Parlamentari e con la segregazione del Territorio, sì pel ramo civile che per l'Ecclesiastico. Per tutto il tempo anteriore a quell'epoca, Pozzo di Gotto si aveva sin dalla sua origine una Chiesa Sagramentale denominata San Vito, ch'era governata da un Curato e serviva all'Amministrazione dei Sagramenti al Popolo, ma contemporaneamente alle pratiche aperte col governo per la emancipazione Civile da Milazzo, e dietro l'analoga autorizzazione di Monsignor Mastrillo, Arcivescovo di Messina, cominciava la costruzione di un vasto tempio in Pozzo di Gotto che servisse di Madrice alla nuova Città, di titolo alla novella Arcipretura da erigersi, e di piè pari con esse così il Civile e lo Ecclesiastico. Sin dal 1625 i libri dell'Amministrazione dei beni Ecclesiastici di quella Terra ci fan vedere le prime spese fatte pel discavo delle fondamenta e pel riempimento di essi. E sin dal 1642 al 1739 una immensità di atti autentici per concessioni e Donazioni alla nuova Fabrica, atti provvisionali della Gran Corte Arcivescovile e del Real Patrimonio chiamano la Chiesa cennata sempre col nome di Nuova Chiesa Madre. Le ristrettezze dè tempi non permisero sin'ora che la vera Madrice della nuova Città fosse destinata al pubblico Culto e soddisfacesse alle intenzioni primitive dè nostri antichi, dacchè non lesta mai totalmente e benché con sole sette Cappelle poste in esercizio; diroccata poi dai tremoti del 1783, venne finalmente ad esser completata ed aperta nell'11 Dicembre 1859. E' dunque ora, Eccellenza Reverendissima, il tempo di dare attuazione a quanto nella fondazione della nuova Arcipretura ebbesi riguardo, come parte integrale della nuova Parrocchia e di coronarsi gli sforzi per due secoli e più sostenuti da questi fedeli, i quali oggi ardentemente desiderano di conseguire il loro intento, anche perché avveratasi la previsione dè nostri Padri, augurantisi lo accrescimento della popolazione. Non più basta al decoro delle Sagre funzioni ed al commodo spirituale dè fedeli la piccola Chiesa di Santo Vito, che sin'ora ne ha provvisoriamente sostenute le veci. Per le quali cose vengo col presente a pregare a Vostra Eccellenza Reverendissima perché, con atto Provisionale di cotesta Gran Corte Arcivescovile, si benignasse dichiarare e disporre che la mentovata Chiesa venisse attuata al fine cui venne nella fondazione destinata. Pozzo di Gotto, il 1mo Gennaro 1863, firmato Abbate Giuseppe de Luca Economo. In dorso alla quale abbiamo provisto. Il Reverendo Canonico Avvocato fiscale in iscritto. Ed in esecuzione di tal nostro decreto, dal reverendissimo Avvocato Fiscale si è esposto quanto siegue. Letta la supplica del reverendo Economo di Pozzo di Gotto, visti gli altri documenti presentati, ritenuto che la borgata di Pozzo di Gotto, nel 1639 dipendente tanto per l'Amministrativo che per l'Ecclesiastico dalle rispettive autorità di Milazzo per il crescente numero di abitanti, mentre brigava per la collettazione onde aversi una particolare Civile Amministrazione, pensava ed otteneva l'autorizzazione per la costruzione della Chiesa Madre, qual Titolo dell'Arcipretura Parrocchiale da eriggersi nelle forme canoniche, onde svincolarsi da ogni dipendenza dall'Arciprete di Milazzo. Ritenuto che, fin dal 1625 si diè principio, sotto tale riguardo, alla costruzione della nuova Chiesa sotto titolo di Maria Santissima dell'Assunta. Ritenuto che, dietro la seguita collettazione Comunale, ebbe luogo la creazione della Arcipretura Parrocchiale, restando destinata la novella Chiesa in costruzione qual Titolo Parrochiale dell’Arcipretura in parola, come rilevasi da varie concessioni e donazioni fatte alla nuova fabbrica, atti provvisionali di questa Gran Corte Arcivescovile e del Real Patrimonio, che la chiamarono sempre Matrice Chiesa e Parrocchiale. Ritenuto che, malgrado gli accennati relitti e comunali assegnamenti, l'intrapresa di quel grandissimo Tempio, a spesa di una nascente popolazione chiamata per il forte donativo onde ottenere la collettazione, andava a rilento e quando, nel 1783, trovavasi presso al compimento, venne dal tremoto abbattuto in modo da doversi riedificare e che oggi, dietro non pochi sforzi di detta popolazione, trovasi al suo compimento. Considerando che il titolo da Chiesa di una Parrocchia sta intimamente connessa col Rettore della stessa e all'ambito Parrocchiale che costituiscono insieme la Parrocchialità, di manieracchè, impedito o sospeso per qualunque evento l'esercizio della cura nel Titolo o Chiesa eretta in Parrocchiale, conservasi sempre il dritto quesito sulla stessa per parte del Parroco e dei Parrocchiani. Condiderando che dietro la erezione canonica della novella Arcipretura Curata di Pozzo di Gotto, attesocchè la detta titolare Chiesa Madre, cosìdetta dalla soggezione delle filiali, destinata di dritto alle funzioni Arcipretali, non era ancor terminata, fu mestieri esercitare quelle provvisoriamente nella Chiesa di San Vito, Patrono principale della Commune, Chiesa Sacramentale e soccorsale un tempo della Chiesa di Milazzo, e che l'esercizio in detta Chiesa, essendo a titolo precario, niun altro dritto poteva la detta Chiesa acquistare per qualunque tratto di tempo fosse corso. Considerando che il passaggio di dritto dell'esercizio delle funzioni Parrocchiali nella Chiesa titolare originaria, pel seguito compimento della fabbrica, si verifica per operazione di legge e quasi per dritto di consolidazione, ed il passaggio di fatto si rende obbligatorio anziché facoltativo ai termini della Canonica fondazione, reso oggi più importante e necessario oltre al decoro delle funzioni pel commodo dei Parrocchiani, al cui cresciuto numero non più risponde la ristretta Chiesa di San Vito. Per tali fatti e considerazioni siamo di parere che dovesse procedere la domanda di quell'Economo, subordinariamente sempre il nostro avviso fiscale alle determinazioni del Tribunale. In vista quindi del superiore motivo Fiscale e col voto e parere dello Spettabile Dottor Don Giuseppe Canonico Basile, Assessore Ordinario di questa Gran Corte Arcivescovile, il quale ha ritenuto le cause e ragioni dell'Avvocato Fiscale. Primeriamente dichiariamo e riconosciamo la detta Chiesa, sotto titolo dell’Assunta pel titolo dell'Arcipretura Parrocchiale di Pozzo di Gotto e per la nuova Matrice di detta Città, surrogata all'Arcipretale Matrice di Milazzo, la quale cessò di conservare quel dritto per la erezione della detta novella Arcipretura immediatamente soggetta all'Arcivescovo di Messina. Secondariamente, essendo già condotta al suo termine la detta Chiesa Titolare originaria, ed aperta al pubblico Culto nell'atto che riconosciamo avvenuto per operazione di legge in detta Chiesa il passaggio di dritto dell'esercizio degli atti Parrocchiali, con tutti gli effetti di dritto relativi all’Amministrazione spirituale e temporale, ordiniamo espressamente il passaggio di fatto e l'effettivo esercizio delle analoghe funzioni. In terzo luogo, finalmente e coerentemente a quanto abbiamo sopra riconosciuto e stabilito, nel mentre dichiariamo cessate le funzioni Matriciali e titolari nella predetta Chiesa di San Vito, fin oggi ivi precariamente esercitate, vogliamo che la detta Chiesa continuasse a rimanere Sacramentale, restando facoltato l'Arciprete pro tempore destinarla anche all'Amministrazione dei Sacramenti, e ciò in rimerito dell'essere stata per secoli la provvisoria Matrice Parrocchiale di questa Città e non altrimenti. Datum Messanae die 29 mensis Januarii 1863.
\Petrus Lo Uzzo, Canonicus Decanus, Vicarius Generalis. Canonicus Joseph Basile, Assessor Ordinarius». Ricerche e trascrizioni di Filippo Imbesi.

08/06/2026
08/06/2026
07/06/2026

13° 𝘼𝙣𝙣𝙞𝙫𝙚𝙧𝙨𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙎𝙖𝙘𝙧𝙞𝙛𝙞𝙘𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡
𝙈𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤𝙧𝙚 𝙂𝙞𝙪𝙨𝙚𝙥𝙥𝙚 𝙇𝙖 𝙍𝙤𝙢𝙖

8 𝑮𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐 2026 - 𝒐𝒓𝒆 10:00
𝑺𝒂𝒏𝒕𝒂 𝑴𝒆𝒔𝒔𝒂 𝒊𝒏 𝑺𝒖𝒇𝒇𝒓𝒂𝒈𝒊𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒊𝒍 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒖𝒂𝒓𝒊𝒐
𝑪𝒐𝒏𝒗𝒆𝒏𝒕𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒕'𝑨𝒏𝒕𝒐𝒏𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝑷𝒂𝒅𝒐𝒗𝒂
𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐

______________⚜️______________

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia
𝑨𝒓𝒕𝒆 - 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 - 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂
𝑭𝒆𝒅𝒆 𝒆 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆

Sicilia Terra di Tradizioni

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia


🔸⚜️.   𝑽𝒊𝒄𝒂𝒓𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏𝒐. ⚜️🔸               𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐  🔸 𝕊𝕠𝕝𝕖𝕟𝕟𝕚𝕥𝕒̀ 𝕕𝕖𝕝 ℂ𝕠𝕣𝕡𝕦𝕤 𝔻𝕠𝕞𝕚𝕟𝕚 🔸       ...
06/06/2026

🔸⚜️. 𝑽𝒊𝒄𝒂𝒓𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏𝒐. ⚜️🔸
𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐

🔸 𝕊𝕠𝕝𝕖𝕟𝕟𝕚𝕥𝕒̀ 𝕕𝕖𝕝 ℂ𝕠𝕣𝕡𝕦𝕤 𝔻𝕠𝕞𝕚𝕟𝕚 🔸

𝑫𝒐𝒆𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 7 𝑮𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐 2026
𝒐𝒓𝒆 18:30 - 𝑪𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑬𝒖𝒄𝒂𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂
𝑩𝒂𝒔𝒊𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒎𝒊𝒏𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏𝒐 𝑴𝒂𝒓𝒕𝒊𝒓𝒆
𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐

𝑺𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒂̀ 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑺𝑺. 𝑺𝒂𝒄𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒍 Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto

______________⚜️______________


Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia
𝑨𝒓𝒕𝒆 - 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 - 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂
𝑭𝒆𝒅𝒆 𝒆 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆

Sicilia Terra di Tradizioni

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia


06/06/2026

🔸⚜️. 𝑽𝒊𝒄𝒂𝒓𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏𝒐. ⚜️🔸
𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐

🔸 𝕊𝕠𝕝𝕖𝕟𝕟𝕚𝕥𝕒̀ 𝕕𝕖𝕝 ℂ𝕠𝕣𝕡𝕦𝕤 𝔻𝕠𝕞𝕚𝕟𝕚 🔸

𝑫𝒐𝒆𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 7 𝑮𝒊𝒖𝒈𝒏𝒐 2026
𝒐𝒓𝒆 18:30 - 𝑪𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑬𝒖𝒄𝒂𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂
𝑩𝒂𝒔𝒊𝒍𝒊𝒄𝒂 𝒎𝒊𝒏𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑺𝒆𝒃𝒂𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏𝒐 𝑴𝒂𝒓𝒕𝒊𝒓𝒆
𝑩𝒂𝒓𝒄𝒆𝒍𝒍𝒐𝒏𝒂 𝑷𝒐𝒛𝒛𝒐 𝒅𝒊 𝑮𝒐𝒕𝒕𝒐

𝑺𝒆𝒈𝒖𝒊𝒓𝒂̀ 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑺𝑺. 𝑺𝒂𝒄𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒐 𝒂𝒍 Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto

______________⚜️______________


Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia
𝑨𝒓𝒕𝒆 - 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 - 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂
𝑭𝒆𝒅𝒆 𝒆 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆

Sicilia Terra di Tradizioni

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia


03/06/2026

▪️⚜️ 𝔽𝕖𝕤𝕥𝕒 𝕕𝕚 𝕊𝕒𝕟 𝕍𝕚𝕥𝕠 𝕄𝕒𝕣𝕥𝕚𝕣𝕖 𝟚𝟘𝟚𝟞 ⚜️▪️
ℙ𝕒𝕥𝕣𝕠𝕟𝕠 𝕕𝕚 ℙ𝕠𝕫𝕫𝕠 𝕕𝕚 𝔾𝕠𝕥𝕥𝕠
ℂ𝕠𝕞𝕡𝕒𝕥𝕣𝕠𝕟𝕠 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕒 ℂ𝕚𝕥𝕥𝕒̀ 𝕕 𝔹𝕒𝕣𝕔𝕖𝕝𝕝𝕠𝕟𝕒 ℙ𝕠𝕫𝕫𝕠 𝕕𝕚 𝔾𝕠𝕥𝕥𝕠

San Vito Martire Patrono di Pozzo di Gotto

Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto

▪️ Dal 31 maggio al 14 giugno
𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗩𝗶𝘁𝗼 𝗠𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲
Ore 18:15 Recita del Santo Rosario
Ore 18:45 Quindicina in onore di San Vito M.
Ore 19:00 Celebrazione Eucaristica

▪️ Domenica 14 Giugno
ore 19:00 Vespri solenni e Celebrazione Eucaristica in onore di San Vito Martire

▪️ Lunedì 15 Giugno
FESTA SOLENNE DI SAN VITO MARTIRE
Duomo di Santa Maria Assunta
ore 8:00 Celebrazione Eucaristica
ore 10:30 Celebrazione Eucaristica
ore 19:00 Celebrazione Eucaristica Solenne
alla presenza della autorità civili e militari

A seguire solenne processione di San Vito Martire e del Braccio Reliquario per le vie di Pozzo di Gotto.

____________⚜️____________

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia
𝑨𝒓𝒕𝒆 - 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 - 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂
𝑭𝒆𝒅𝒆 𝒆 𝑫𝒆𝒗𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒆

Sicilia Terra di Tradizioni

Tradizioni Barcellona Pozzo di Gotto - Sicilia


Indirizzo

Via Garibaldi
Barcellona-Pozzo Di Gotto
98051

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Duomo di Santa Maria Assunta - Pozzo di Gotto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi