Sul territorio di Fiaiano – frazione del comune di Barano - vi sono tre punti di riferimento per la comunità: la nuova Chiesa e sede Parrocchiale dedicata a Maria SS. Madre della Chiesa; la Chiesa dedicata a San Giuseppe ( meglio conosciuta come Sant’Anna) quella della Santissima Trinità al Cretaio famosa per il suo antico e venerato cocifisso. Chiesa di San Giuseppe (Sant’Anna)
Nel verde della pi
neta di Fiaiano sorge la Chiesa di San Giuseppe, più conosciuta come Chiesa di Sant’Anna, per via di una statua molto venerata dalla popolazione locale. Essa fu edificata dalla famiglia Santucci De Magistris. Nel 1849 furono prese in affitto dal Comune di Barano alcune terre, dove Carlo Santucci, oltre alla sua casa costruì una chiesetta dedicata a San Giuseppe, inaugurata alcuni anni dopo (1859). Il Santucci chiese al Vescovo di rendere la Chiesa pubblica. Al suo interno vi erano quattro altari dedicati a San Giuseppe, Sant’Anna, San Carlo Borromeo e Madonna del Rosario. Oggi disperso, vie era poi un quadro raffigurante la Deposizione, opera di Bernardo Delle Notti. Il campanile fu costruito nell’anno 1866; il citato Carlo Santucci De Magistris aveva intenzione anche di dotare il campanile di un orologio costruito dall’ “artefice” Mattia Buonopane di Casapullo di Caserta. La Chiesa fu elevata a sede parrocchiale nell’anno 1975 dal vescovo del tempo mons. Diego Parodi, con il titolo Maria SS. Madre della Chiesa e divenne la venticinquesima parrocchia della Diocesi di Ischia. Il primo parroco fu Don Attilio Buono. Intitolando la Parrocchia a Maria SS. Madre della Chiesa la Diocesi di Ischia volle aderire alle parole pronunciate da Papa Paolo VI, quando il 21 novembre 1964, a conclusione della terza sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II pronunciò il discorso con il quale proclamava Maria Santissima, Madre della Chiesa, vale a dire di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli, come dei pastori. Le parole del Sommo Pontefice diedero origine ad un nuovo titolo Mariano, mai pronunciato in precedenza dai sommi pontefici.Oggi, la Chiesa, recentemente ristrutturata e portata all’antico splendore, si presenta a navata unica e con volte a botte; al suo interno vi è un solo altare, centrale, di stile composito e di marmi policromici, opera dell’artista Igino Cianciarelli, sul quale vi è una nicchia in onore di San Giuseppe. A sinistra dell’ingresso vi è una lapide che ricorda l’apertura della ca****la dedicata a San Giuseppe e la data della donazione del Tempio Sacro alla comunità di fedeli. Altra lapide marmorea, accanto a quella donazione, ricorda la data di morte di Carlo Maria Santucci e della moglie Maria Raffaella Siniscalchi che, essendo morti a Napoli, non furono mai inumati nella Chiesa di Fiaiano. Altre opere molto importanti e venerate dalla popolazione locale sono le statue di Sant’Anna, San Gerardo e della Madonna Addolorata. Inoltre è presente un Crocifisso di pregevole fattura, in legno acquistato dal parroco Don Attilio Buono negli anni 70 da un collezionista privato. Da segnalare un prezioso quadro, rappresentante San Giuseppe con il Bambino, opera frutto di una donazione e recentemente riportato al suo splendore originale in seguito a restauro. L’opera in tela, da alcuni attribuita alla scuola del Caravaggio, da altri a quella dello Spagnoletto e da altri ancora a Niccolò De Simone è collocata sulla parete destra della Chiesa e raffigura il Santo, a mezzo busto, con in braccio Gesù Bambino, avvolto in un lenzuolo bianco. La tela risale al Seicento e rappresenta una delle opere più belle e conservate ad Ischia del periodo d’oro della pittura. Madre della Chiesa
Negli anni Novanta nacque un progetto che prevedeva la costruzione di un nuovo tempio sacro, con anessi ampi locali parrocchiali ed una canonica. Ciò fu reso possibile grazie alla donazione di un ampio terreno appartenente alla famiglia Buono. Occorreva costruire una Chiesa adatta alle esigenze della popolazione, più vicina al centro abitato. La famiglia parrocchiale di Fiaiano con il tempo è sempre più cresciuta per cui si è reso necessario creare una “casa” dotata di ampi spazi. L’idea di partenza è stata quella di realizzare un tempio quale atto di profonda devozione a Maria Madre di Gesù e della Chiesa, così da vedere realizzato nella nostra Diocesi l’auspicio di Papa Paolo VI che, a conclusione del Concilio, auspicava che il popolo cristiano potesse dirigersi con sempre più fiducia e fervore alla Vergine Santissima. La nuova Chiesa comprende la parte superiore dedicata alla vita spirituale, mentre quella inferiore è destinata alla vita comunitaria e sociale con lo scopo di facilitare lo stare insieme, e la formazione spirituale e umana dei fedeli, in locali creati per lo svolgimento di attività sia a carattere religioso e sociale, che accolgono tutti, compresi coloro che vengono per convegni o incontri di vario genere. In questo modo si tenta di sopperire alle esigenze della comunità locale. Grazie all’impegno iniziale di don Attilio Buono e in una seconda fase a quello profuso dal nuovo parroco Don Emanuel Monte e dai suoi collaboratori, nell’anno 2009, il 4 aprile, vigilia della Domenica delle Palme, il Vescovo Monsignor Filippo Strofaldi dedicava il nuovo tempio a Maria SS. Madre della Chiesa e lo elevava a sede parrocchiale. La Chiesa è nata con l’idea ispiratrice di creare un nucleo centrale rappresentante Maria che accoglie i fedeli in un grande abbraccio. Il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Giuseppe Liguori, ha lavorato sullo sviluppo di questo tema, realizzando il nucleo centrale dominante formato dall’area absidale sovrastata dal campanile e sviluppando i perimetrale dell’aula con una forma “avvolgente” simboleggiante l’abbraccio dei fedeli che si raccolgono in preghiera. L’impianto sobrio ed essenziale dell’architettura della Chiesa ne sottolinea le caratteristiche: viene data maggiore forza allo spazio presbiteriale e ai fulcri della liturgia. Staticamente tutto è stato risolto da strutture portanti in cemento armato con il nucleo centrale formato da setti continui che rendono l’insieme solidale ed omogeneo come un guscio di noce, la copertura sovrastante è formata da capriate metalliche a sostegno del tetto. Il nucleo principale è composto dall’area Absidale, dalla ca****la del SS., dalla Sagrestia e dall’Aula per l’assemblea comprendente il fronte battesimale e la cantoria; nella zona posteriore vi sono gli uffici parrocchiali e la canonica. Le opere d’arte sono state realizzate dal CENTRO AVE ARTE , International art center, di Loppiano (Firenze) costituito da una equipe di artisti, architetti e designers di varie nazioni con esperienze professionali nel campo della ristrutturazione e progettistica di nuove chiese, cappelle ed edifici privati. L’insieme delle aperture presenti nel perimetro della chiesa ha suggerito la realizzazione di vetrate artistiche che “colorano”la luce avvolgendo e dando forza unitaria a tutto l’ambiente. Sul lato sinistro il vortice dei colori esprime la luce, il fuoco e l’amore del Paradiso e le linee continue esprimono il cammino della natura, del creato e dell’umanità verso l’Eucarestia. Sul lato destro spicca l’ampia vetrata del Battistero, con tratti essenziali e dinamici di luce e fiamma nella vivace policromia, esprime lo Spirito Santo sotto forma di colomba. Il Presbiterio è stato studiato nel suo insieme puntando a dare sacralità e solennità allo spazio. L’altare, in un unico blocco di pietra trani, è posizionato in sede centrale rispetto all’intera area. Centro della vita liturgica, rappresenta l’Ara ed il Sacrificio e si caratterizza per i piani inclinati sui quali si accentua la luce che continuano idealmente verso la pala d’altare immediatamente visibile sulla parete di fondo. L’ambone, dello stesso materiale dell’altare, è situato sul lato destro. La Sede del Celebrante è in legno ed è collocata a sinistra sullo stesso piano dell’altare. La centralità della zona presbiteriale è rafforzata una raffigurazione cenrale che si ispira a Maria Santissima Madre della Chiesa. Si fonde il culmine della Passione con il preludio della Risurrezione: Gesù consegna a Maria, Madre della Chiesa nascente, l’umanità nella figura di Giovanni. L’umanità intorno è vivificata dall’amore vicendevole. La collocazione laterale del tabernacolo conferisce visibilità e solennità al luogo dell’Eucarestia. È ambientato da un elemento plastico circolare in tecnica mista nel perimetro che, per il colore chiaro sembra nascere dalla parete; la parte centrale in bronzo dorato e foglia d’oro esprime la luce che dall’alto culmina nella porta scultorea, in bronzo dorato. Il Fonte Battesimale, con la sua linea si armonizza con lo spazio semicircolare della ca****la che lo accoglie: la forma ottagonale richiama l’ottavo giorno, il giorno della Risurrezione. È rialzato di un gradino rispetto al piano dell’aula sacra e all’interno un movimento discendente del pavimento accompagna verso una zona d’acqua; l’acqua viva è richiamata da una sorgente continua che scende dal Battistero. È completato dall’ampia zona sovrastante. Chiesa del Crocefisso al Cretaio
La chiesetta del Cretaio, unica nella Diocesi di Ischia ad essere stata dedicata alla Santissima Trinità, fu edificata nel 1731 da Francesco Menga, come si evince dalla lapide marmorea attualmente visibile all’interno della chiesa. Francesco Menga era un ricco possidente ischitano, realizzò la costruzione su una piccola parte di una distesa di terreni a lui appartenente. Il tempio nacque con l’intenzione di permettere la partecipazione alle funzioni religiose di tutti coloro che lavoravano i campi, senza interrompere il loro faticoso lavoro. La storia della chiesa è fatta di crolli e successive riedificazioni è solo in parte