13/06/2026
Sant’Antonio di Padova,al secolo Fernando nasce a Lisbona nel 1195 da una nobile famiglia. A soli 15 anni entra nell’Ordine dei canonici regolari di Sant’Agostino e si prepara al sacerdozio a Coimbra, dove viene ordinato a 24 anni e indirizzato alla carriera di teologo e filosofo. Tuttavia, desideroso di una vita religiosa più severa, la sua esistenza subisce una svolta radicale nel 1220, quando a Coimbra giungono le spoglie di cinque missionari francescani uccisi in Marocco. Spinto dall'ideale del martirio, Fernando decide di lasciare gli Agostiniani per abbracciare la regola francescana, assumendo il nome di Antonio
(in onore del santo anacoreta egiziano) e partendo come missionario per il Marocco. Colpito da una grave malattia che gli impedisce di predicare, è costretto a rientrare, ma la sua nave naufraga sulle coste della Sicilia. Da qui, nel 1221, risale l'Italia fino ad Assisi, dove partecipa al capitolo generale e incontra personalmente San Francesco. Successivamente inviato all'eremo di Montepaolo in Romagna, si dedica inizialmente alla preghiera e ai lavori umili.
La sua straordinaria cultura biblica e la sua limpida capacità comunicativa emergono improvvisamente nel settembre del 1222, quando viene invitato a predicare a Forlì; da quel momento, Antonio inizia a percorrere il Nord Italia e il Sud della Francia, predicando contro le eresie e denunciando la decadenza morale di parte del clero. Nel 1223, a Bologna, viene nominato dallo stesso San Francesco maestro di teologia per i frati. Grazie ai suoi grandi talenti, a 32 anni diventa superiore delle fraternità francescane del Nord Italia, ruolo che esercita instancabilmente aprendo nuovi conventi, confessando per ore e dedicandosi alla predicazione di massa. Sceglie come sua residenza Padova, legandosi indissolubilmente alla città, difendendo i poveri dalle ingiustizie e redigendo i Sermones, un trattato per l'istruzione dei confratelli. Già gravemente logorato dalle fatiche e dai problemi di salute, dopo la quaresima del 1231 (considerata il suo testamento spirituale), si ritira per una convalescenza a Camposampiero. Qui trascorre le giornate in contemplazione sopra un grande albero di noce e vive la celebre visione di Gesù Bambino. Colto da un malore fatale il 13 giugno 1231, chiede di poter morire a Padova: si spegne a soli 36 anni all'Arcella, alle porte della città, mormorando "Vedo il mio Signore"
Coniugando in modo originale il pensiero agostiniano con la spiritualità francescana, lo studio con la preghiera e la mente con il cuore, è oggi venerato come Dottore della Chiesa e, a Padova, semplicemente come "il Santo".