Santuario di San Diodato in San Giovanni Vecchio Valle Roveto AQ.

Santuario di San Diodato in San Giovanni Vecchio Valle Roveto AQ. CHIESA di San Diodato -Parrocchia San Rocco e San Giovanni in San Giovanni Vecchio V.R. AQ - Diocesi Sora - Cassino - Aquino - Pontecorvo.

Pagina dedicata alla Parrocchia di San Rocco e San Giovanni in San Giovanni Vecchio Valle Roveto ed i suoi protettori S.Diodato: XV° Abate di Montecassino ,e di San Gioacchino. Diocesi Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Notizie Storiche ed Avvenimenti attuali.

Lettera di sua Eccellenza Mons Gerardo Antonazzo
21/02/2026

Lettera di sua Eccellenza Mons Gerardo Antonazzo

11/02/2026

Preghiera alla Vergine di Lourdes

​O Maria, Vergine Immacolata, che a Lourdes hai scelto di manifestare la tua presenza a una umile fanciulla, volgi oggi il tuo sguardo materno su tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito.

​Per la salute del corpo

​Madre della Misericordia, ti presentiamo le membra stanche, i corpi segnati dalla malattia e dal dolore. Tu che sei la Salute degli Infermi, intercedi presso il tuo Figlio Gesù affinché doni sollievo alle piaghe, forza nelle cure e, se è nella Sua volontà, il dono della guarigione. Che ogni sofferenza fisica sia vissuta non come abbandono, ma come partecipazione alla Croce redentrice.

​Per la pace dello spirito

​O Consolatrice degli afflitti, guarda alle ferite dell'anima: l'angoscia, la solitudine, lo scoraggiamento e il peso del peccato. Lava i nostri cuori con l'acqua della sorgente che hai fatto scaturire dalla terra, perché possiamo ritrovare la pace interiore e la luce della speranza. Aiutaci a sentire che non siamo mai soli nel buio della prova.

​Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio. Donaci la pazienza di attendere, la fede per credere e l'amore per accettare il mistero della volontà divina. Trasforma il nostro pianto in una preghiera di fiducia, certi che un giorno, nel tuo abbraccio, ogni dolore svanirà.
​Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
​"Non vi prometto di farvi felice in questo mondo, ma nell'altro."
— La Vergine a Santa Bernadette
🙏❤️🙏❤️🙏❤️🙏❤️🙏❤️🙏

29/01/2026

✨ VI SIETE MAI CHIESTI PERCHÉ SI USA L'INCENSO DURANTE LA MESSA? ✨

Molti di noi vedono l'incenso nelle celebrazioni liturgiche, soprattutto nelle Messe solenni, ma pochi conoscono il meraviglioso significato nascosto in ogni dettaglio del turibolo 🙏

Ogni parte del turibolo ha un significato profondo:

💨 L'incenso è una resina aromatica che, bruciando, produce quel particolare fumo profumato. Quando il sacerdote lo benedice, diventa un sacramentale che porta le nostre preghiere direttamente a Dio.

🔗 L'anello mobile rappresenta la discesa di Cristo dal cielo per la nostra salvezza.

👑 L'anello superiore fisso simboleggia Dio, capo della Chiesa.

🔔 Le dodici campane rappresentano i dodici apostoli.

⛓️ Le quattro catene simboleggiano i quattro evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

🏺 Il vaso rappresenta la Chiesa.

☁️ Il fumo dell'incenso rappresenta le nostre preghiere che salgono al cielo.

Bellissimo: bruciare l'incenso simboleggia fervore, devozione e adorazione. La sua fragranza simboleggia virtù e santità. È come se ogni preghiera che offriamo prendesse forma visibile in quel fumo che sale al Cielo. 🕊️

Comprendere questi simboli ci aiuta a vivere la Messa con maggiore profondità e devozione. Ogni elemento della nostra liturgia cattolica ha un significato sacro che arricchisce la nostra fede. ❤️

Fonte Catechismo della Chiesa
Buona serata a tutti 🙏

28/01/2026

San Tommaso d’Aquino – Preghiera del mattino

San Tommaso d’Aquino,
docile alla Parola di Dio e amante della verità,
tu che hai cercato con umiltà la Sapienza eterna,
insegnaci a riconoscere Cristo in ogni pensiero,
a far dialogare la fede con la ragione,
e a custodire la luce di Dio nei nostri cuori.

Fa’ che la tua testimonianza ci sproni a servire con gioia,
a cercare la verità con ardore e verità con amore,
per essere strumenti di pace e di comprensione in un mondo che cerca risposte.

Intercedi per noi affinché oggi camminiamo nella luce di Cristo,
cercando la sapienza che viene dall’Alto e portando frutto di amore.
Amen. 🙏

⭐️🙏❤️ Auguri di buon onomastico al ns DON AKUINO 🌺⭐️🙏

26/01/2026

26 Gennaio
SANTI TIMOTEO E TITO

La memoria di due Vescovi delle primissime generazioni cristiane, ambedue convertiti da San Paolo e suoi collaboratori, è stata abbinata nel nuovo Calendario della Chiesa. Timoteo e Tito non erano israeliti, non appartenevano al Popolo eletto. Ambedue perciò impersonavano il primo grosso problema incontrato dalla Chiesa nascente. Il problema era questo: era lecito entrare nella Chiesa cristiana senza prima passare dalla Sinagoga ebraica? I pagani potevano essere battezzati direttamente, oppure il battesimo doveva essere riserbato soltanto ai circoncisi?

La questione venne affrontata dagli Apostoli, a Gerusalemme, verso l'anno 50, in quello che può esser definito il primo Concilio della Chiesa. La controversia fu vivace, ma San Paolo, per quanto israelita, sostenne le ragioni dei pagani convertiti, e in tal senso convinse anche gli altri Apostoli, e San Pietro, che dette autorità alle decisioni del concilio.

Timoteo era figlio di una donna israelita e di padre gentile, cioè pagano. Egli rappresentava in qualche modo un punto d'incontro e d'intesa tra le due tendenze. Per rispetto al padre, la madre non l'aveva fatto circoncidere. Quando San Paolo giunse in Asia Minore, a Listra, patria di Timoteo, convertì la madre e battezzò il giovane, promettente figlio.

Tito, a sua volta, era proprio uno di quei pagani della Siria che, convertito da San Paolo, era entrato a far parte della Chiesa di Antiochia. Quattordici anni dopo, Paolo lo portò con sé a Gerusalemme, proprio nel momento cruciale della controversia circa il battesimo dei Gentili. L'Apostolo si oppose risolutamente alla circoncisione del cristiano di Antiochia, e Tito divenne così il vivente simbolo del valore universale del Cristianesimo, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di cultura.

Diverso fu invece il comportamento di San Paolo nei confronti di Timoteo. Incontrandolo dopo alcuni anni, gli consigliò la circoncisione. Ciò sembrava in contrasto con i principi paolini, ma evidentemente l'Apostolo delle Genti voleva fare di Timoteo un missionario presso gli Ebrei.

Timoteo divenne così uno dei migliori e più assidui collaboratori di Paolo, docile e affettuoso, riflessivo e fedele. E utilissimo collaboratore dell'Apostolo fu anche Tito, eloquente e ispirato, zelante e irreprensibile. Ambedue, Timoteo e Tito, furono latori delle lettere di San Paolo alle varie comunità cristiane. Due lettere dell'Apostolo, importantissime, furono indirizzate proprio a Timoteo; un'altra lettera, anche questa fondamentale, venne indirizzata a Tito, che era restato ad evangelizzare l'isola di Creta, dove divenne Vescovo di Gòrtina, morendovi vecchissimo, verso la fine del primo secolo cristiano.

Timoteo, invece, inviato da Paolo ad organizzare la Chiesa di Efeso, divenne il primo Vescovo, amato e venerato, di quella grande città orientale, dove morì verso l'anno 97. La tradizione lo disse Martire, ucciso a colpi di pietra dai pagani della città, adirati perché il Vescovo cristiano si sarebbe opposto ai Baccanali, durante una festa pagana. Ma nessun documento conferma quest'ultimo capitolo della vita del fedele «figlio spirituale» di Paolo.

16/01/2026

🕯 ✨IL SANTO DEL GIORNO 🕯 ✨
SAN MARCELLO I

Nei primi tre secoli del Cristianesimo, non tutte le persecuzioni furono uguali. Da Nerone a Diocleziano, fu un alto e basso, un incrudelire e un blandire. Qualche Imperatore, come Decio, mirò più a fare apostati, cioè rinnegati, che Martiri, cioè «testimoni».

L'ultima persecuzione, prima che Costantino accogliesse come insegna la Croce, fu quella del vecchio Diocleziano, e fu la più lunga e cruda. Ebbe inizio nel 303. Distrutte le chiese, bruciati i libri sacri, i Cristiani che si rifiutavano di sacrificare agli dèi erano considerati peggio di schiavi, I nobili, se cristiani, perdevano i loro titoli; gli ufficiali, i loro gradi; i funzionari, i loro uffici; i mercanti, i loro averi.

Ma a queste persecuzioni morali si aggiunsero presto anche quelle materiali. Accusati d'aver bruciato il Palazzo imperiale i Cristiani vennero arsi, affogati, decapitati, crocifissi, sbranati. Città intere restarono spopolate; l'esercito decimato.

Dinanzi a questo vero e proprio «terrore», molti Cristiani cedettero: abiurarono e apostatarono. Non tutti furono capaci di reggere, specialmente alla persecuzione civile, e per conservare, non tanto la loro vita, quanto la loro dignità, i loro gradi, i loro uffici, i loro averi, caddero nell'apostasia.

Vennero chiamati lapsi, cioè caduti; e relapsi quando erano ricaduti più di una volta nell'apostasia.

Per questi suoi figli infelici, la Chiesa devastata, smembrata, prese il lutto, e alla morte del Papa Marcellino si ebbe un lungo periodo di vacanza della sede apostolica.

In questo momento difficilissimo, anzi, addirittura tragico, s'alzò la figura di San Marcello, presbiterocapo della Chiesa Romana. Nei calendari e negli elenchi dei Pontefici, gli viene dato il titolo di Papa, trentunesimo della serie Apostolica. Ma forse egli non fu Papa, ma soltanto «Presbiterocapo», cioè primo tra i sacerdoti romani.

In ogni modo, il suo pontificato ebbe inizio quattr'anni dopo la morte del suo predecessore, e fu di breve durata. La Chiesa, dopo la persecuzione e l'assenza di un capo, mostrava le piaghe dell'infedeltà e le cicatrici del tradimento. San Marcello fu severo coi lapsi, ai quali impose gravi penitenze; severissimo coi relapsi. Duro con coloro i quali, addirittura, avevano formato una specie di partito «lassista», che tentava di giustificare, se non addirittura difendere, l'operato dei cristiani rinnegati.

E la durezza di San Marcello era santa e salutare, perché se i deboli possono destare pietà, i traditori compiaciuti e i protervi non possono suscitare che la riprovazione e la condanna.

Con la morte di Diocleziano e la successione di Massenzio, che doveva essere poi l'avversario sconfitto da Costantino, la persecuzione parve placarsi. La Chiesa romana si riorganizzò sotto la guida inflessibile di San Marcello, finché anche l'Imperatore Massenzio, insospettitosi, mandò in esilio il Pontefice, o «Presbiterocapo», della Chiesa Romana.

E in esilio morì, nel 309, per quanto le leggende, e anche il Martirologio accennino ad una fine diversa e più colorita.

Narrano infatti come Marcello celebrasse nella casa che una ricca matrona, Novella, aveva lasciato alla Chiesa, convertendosi al Cristianesimo, e che si trovava sulla via Lata. L’Imperatore avrebbe fatto trasformare quella casa chiesa in una stalla per i cavalli dei corrieri imperiali; e San Marcello, dopo essere stato battuto con le verghe, fu condannato a servire come stalliere.

Nel qual servizio, conclude la Leggenda, dopo molti anni di fatiche e di strapazzi, si riposò in pace, cioè morì. Ecco perché San Marcello, presbitero-capo e Papa, viene venerato come Patrono degli stallieri e protettore delle scuderie, men duro forse verso le bestie che con i relapsi compiaciuti e protervi!

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, deposizione di san Marcellino I, papa, che, come attesta san Damaso, vero pastore, fieramente osteggiato dagli apostati che rifiutavano la penitenza da lui stabilita e disonorevolmente denunciato presso il tiranno, morì esule scacciato dalla patria.

VangeloIl Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.Dal Vangelo secondo MarcoMc 2,1-12Gesù entrò ...
15/01/2026

Vangelo
Il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore.
— lode a Te i Cristo 🙏❤️‼️

La saggezza di un Grande del passato
15/01/2026

La saggezza di un Grande del passato

15/01/2026

La Basilica di San Giovanni è la cattedrale della diocesi di Roma. È la più antica delle quattro basiliche papali maggiori ed è considerata la prima basilica cristiana dell’Occidente. La sua fondazione risale al 324 d.C., sotto l’imperatore Costantino. Il nome San Giovanni deriva dalla dedicazione a San Giovanni Battista, a cui si aggiunse in seguito quella a San Giovanni Evangelista. Tuttavia, il nome completo dell'edifizio religioso è è: Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano. Il termine Laterano fa riferimento all’antica famiglia romana dei Laterani, proprietaria dell’area in epoca imperiale. La facciata attuale, larga circa 114 metri, fu realizzata nel XVIII secolo su progetto di Alessandro Galilei. Nel corso dei secoli la basilica ha ospitato cinque concili ecumenici lateranensi.

13/01/2026

"Questo è il vero digiuno, il digiuno di te stesso, perché sei vorace di te stesso, dei piaceri che ti saziano, sei grande schiavo di te stesso. Liberati da te stesso, da tutte le tue fami le tue seti; liberati da tutti i tuoi ceppi e convertiti al Signore tuo Dio, convertiti al tuo fratello fatto ad immagine di Dio e sarai un uomo libero.
Fa il digiuno della tua superbia, fa digiunare la tua lussuria, falla morire di fame, fa morire di fame la tua ira, la tua invidia, la tua gelosia, la tua ignavia; fa morire di fame la tua gola, la tua tristezza, tutti gli idoli che sono dentro di te e sarai degli altri, sarai di Dio e sarai te stesso, perché ti sei liberato da tutte le tue catene e del tuo egoismo.
Fa morire i tuoi vizi capitali e le tre concupiscenze e sarai libero."
(Padre Matteo La Grua)

11/01/2026

PERCHÉ BATTEZZARE DEI NEONATI? NON È MEGLIO CHE DECIDANO LORO LIBERAMENTE QUANDO SARANNO GRANDI?
Ecco come ha risposto questa mattina papa Leone: “I figli, che ora tenete in braccio, sono trasformati in creature nuove. Come da voi genitori hanno ricevuto la vita, così ora ricevono il senso per viverla: la fede. Quando sappiamo che un bene è essenziale, subito lo cerchiamo per coloro che amiamo. Chi di noi, infatti, lascerebbe i neonati senza vestiti o senza nutrimento, nell’attesa che scelgano da grandi come vestirsi e che cosa mangiare? Carissimi, se il cibo e il vestito sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova salvezza”.

Indirizzo

Santuario S. Diodato
Balsorano
67050

Orario di apertura

09:30 - 17:00

Telefono

349/4687131

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