Monastero Dominus Tecum

Monastero Dominus Tecum Vivere non nella paura dell'incertezza ma nell'attesa di qualcosa di grande che accade.

La nascita del monastero “Dominus Tecum”: un’avventura che continua

A partire dal luglio ’95, due monaci dell’abbazia di Lerins si sono installati, cominciando in tal modo sul posto una vita monastica “regolare”. Da subito cominciarono ad arrivare richieste di giovani di entrare a far parte della comunità. Nell’autunno dello stesso anno inoltre iniziarono i lavori di restauro delle cascine situat

e a monte della radura di Pra ‘d Mill per disporre di una foresteria di una nuova ca****la provvisoria, essendo quella del XVIII secolo troppo piccola per contenere le persone che avevano cominciato a frequentare, più o meno regolarmente, la piccola comunità. L’ampliarsi della comunità imponeva tuttavia di accelerare i lavori: di qui il procedere dei restauri dei restanti edifici per una serie di locali (cucina, refettorio, biblioteca, celle, laboratori…) indispensabili ad una vita monastica e ad un’accoglienza orientata a custodire un clima di silenzio, preghiera e meditazione. Infine si è sentita la necessità di costruire una vera e propria chiesa, abbastanza ampia per accogliere i fedeli sempre più numerosi. La carta ufficiale della fondazione è stata firmata dall'Abate Nicolas (ora arcivescovo di Tours) il 25 Marzo 1998, a novecento anni alla fondazione di Citeaux (21 marzo 1098).

"Io sono il buon Pastore"Gesù prende questa immagina per definire il suo rapporto unico e originale con ciascuno di noi....
27/04/2026

"Io sono il buon Pastore"

Gesù prende questa immagina per definire il suo rapporto unico e originale con ciascuno di noi. Ci conosce per nome, ci chiama ad uno ad uno e ci invita a seguirlo. E solo se ci sentiamo “suoi” riconosciamo la sua voce. Il discepolo di Gesù condivide fino in fondo con lui la sua vita e il suo destino, in una comunione personale unica e profonda, che lo fa diventare “una cosa sola” con lui, e di conseguenza, con tutti quelli che il Battesimo ha innestato in Lui, come membra di un unico corpo.

Questo è ben espresso da una riflessione di Madre Canopi sulla professione monastica. Dopo aver letto la carta di professione il nuovo monaco che emette i suoi voti solenni, si pone davanti all’altare, e intorno al lui si mettono in cerchio solo i fratelli della comunità che lo accoglie per sempre. Alzando le mani canta tre volte “Accoglimi , Signore, secondo la tua parola e avrò la vita, non deludermi nella mia speranza”, versetto che subito dopo di lui i suoi fratelli ripetono, concludendo poi tutti insieme con il “gloria”. Madre Canopi dice che questa invocazione è la voce della pecora smarrita che chiama il pastore perché la salvi, e, subito dopo, i suoi fratelli, a uno a uno lo rialzano di peso, impegnandosi così a camminare insieme a lui verso il vero ovile della vita eterna in comunione con la Santissima Trinità, quindi, concretamente, le braccia del buon pastore sono quelli dei suoi fratelli che lo prendono sulle loro spalle.

Testo completo dell’omelia in:
www.dominustecum.it -> Omelie e notizie
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Omelia della III domenica di Pasqua - 19 aprile 2026“Si avvicinò e camminava con loro”Gesù si presenta come colui che vu...
19/04/2026

Omelia della III domenica di Pasqua - 19 aprile 2026

“Si avvicinò e camminava con loro”

Gesù si presenta come colui che vuole portare un conforto, colui che vede il peso che grava sul cuore e lo vuole consolare. Gesù rimane il nostro primo Consolatore anche una volta risorto ed entrato nella sua gloria. “Si avvicinò e camminava con loro”. Così è con noi nel cammino della nostra vita, qualunque sia l’espressione dipinta sul nostro volto.

Testo completo dell’omelia in:
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VARIAZIONE DI ORARIO
11/04/2026

VARIAZIONE DI ORARIO

Cristo è risorto! è veramente risorto! Salvati da Dio e imparando a vivere da risorti, irradieremo attorno a noi quella ...
05/04/2026

Cristo è risorto! è veramente risorto!

Salvati da Dio e imparando a vivere da risorti, irradieremo attorno a noi quella salvezza che abbiamo a nostra volta ricevuto, consapevoli che ogni cuore trasformato dalla Pasqua diventa un piccolo epicentro di risurrezione nel tessuto del mondo.

Auguri di buona Pasqua da tutti i fratelli di Pra 'd Mill!!

Testo completo dell’omelia in:
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Sabato SantoLe Potenze del cielo e della terrati contemplano sconvolte dalla tua morte,Tu che regni con il Padre nei cie...
04/04/2026

Sabato Santo

Le Potenze del cielo e della terra
ti contemplano sconvolte dalla tua morte,
Tu che regni con il Padre nei cieli,
quaggiù sei nascosto in una tomba.

Riposi, oggi, Tu che hai santificato il settimo giorno,
con la tua morte hai ricreato l’universo,
col tuo riposo hai rotto le catene della morte,
Principe della Vita hai accettato la morte.

Sei stato ucciso, o Verbo,
senza separarti dalla carne,
il peccato dell’uomo ha ucciso l’Uomo,
la tua divinità rimane impassibile.

Il corpo che hai ricevuto dalla Vergine, o Cristo,
si è addormentato nella tomba di un sonno fecondo,
dal sonno profondo del peccato
hai fatto risorgere l’uomo, o Dio.

Vegli, o Verbo, oggi in una tomba,
gli occhi della tua umanità si sono chiusi,
scendi per annunciare negli inferi,
a quanti dormono nelle tenebre, la Buona Novella.

Oggi una tomba tiene prigioniero il Creatore,
la Vita dorme e i morti si svegliano.
Chi ti sveglierà, o mio Re diletto?
Risorgi per la tua propria potenza, o nostro Salvatore.

Inno della liturgia del Sabato Santo

Venerdì Santo"Ecco l’uomo!"C’è una umanità sfigurata, vittima di logiche di paura – quella degli scribi e dei farisei, q...
03/04/2026

Venerdì Santo

"Ecco l’uomo!"

C’è una umanità sfigurata, vittima di logiche di paura – quella degli scribi e dei farisei, quella dei Romani, di Pilato – vittima di una prepotenza che schiaccia. Eppure in questo volto sfigurato di Gesù, c’è la rivelazione di una umanità che giunge al suo compimento. Una umanità che non ha paura di amare, che rimane fedele anche di fronte al rifiuto, che rimane in dialogo… sempre.

In questo “uomo” presentato da Pilato c’è il volto di Dio, che è fedele, che vuole raggiungere l’uomo in ogni angolo sperduto, anche quello più lontano da Lui: il regno della violenza, dell’odio, della morte. È il volto di un Dio che ama. Un amore che è irriconoscibile, perché sfugge alle logiche di potere e di supremazia. Irriconoscibile perché è un amore che non si vuole imporre ma che chiede di essere accolto liberamente… un amore che si riconosce dai frutti di pace, comunione, pienezza quando solo si ha il coraggio di mettere in dubbio le proprie convinzioni e di accoglierlo nel proprio orizzonte.

Giovedì Santo"... preso un asciugamano..."Quell'asciugamano parla di noi!Come ogni tessuto esso è composto da un ordito ...
02/04/2026

Giovedì Santo

"... preso un asciugamano..."

Quell'asciugamano parla di noi!
Come ogni tessuto esso è composto da un ordito e da una trama e questo ci può dire qualcosa.

L'ordito sono i fili verticali: tanti fili gli uni vicino agli altri… come tante le storie di ciascuno di noi. Ma non è la prossimità fisica che genera una comunità… si può andare avanti per vie parallele senza incontrarsi.

E poi c'è la trama che interseca orizzontalmente i fili dell'ordito. È la vita che scorre, ma è la vita del Signore che visita le vite dei singoli. Vi si intreccia. Ora l'intreccio avviene quando il filo dell'ordito è tirato su in alto o è spinto in basso… non tutti i fili dell'ordito sono in alto o in basso allo stesso momento. Così come le nostre vite. Ognuno di noi attraversa momenti differenti: momenti di gioia nei quali il cielo sembra più vicino. Momenti di fatica o di tristezza nei quali l'orizzonte sembra oscurarsi. Eppure qualsiasi sia lo stato nel quale ci troviamo il Signore passa ora con una consolazione, ora con il silenzio, ora con una correzione.
Ma il Signore passa… è lì in mezzo alle vicende personali e comunitarie, nel cuore della vita di ciascuno e dovremmo imparare a riconoscerlo sempre presente e contemplarlo non solo nella mia vita ma anche nel cammino di chi ci sta accanto.

Lavarsi i piedi gli uni gli altri, come Gesù ha fatto, forse potrebbe significare ricordare ai nostri fratelli e sorelle che il Signore è in mezzo a noi, conduce le nostre vite, personali e di comunità.

ORARI SETTIMANA SANTA
27/03/2026

ORARI SETTIMANA SANTA

Solennità dell'Annunciazione della Beata Vergine MariaLo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti ...
25/03/2026

Solennità dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria

Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra! (Lc 1,35)

La festa di oggi di ricorda che dobbiamo abitare questa tensione tra il limite e l’Infinito credendo possibile quanto ancora neppure conosciamo....

Abitare l’infinito potrebbe voler dire vivere, nel nostro limite, sbilanciati verso l’Eterno.

Testo completo dell’omelia in:
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23/02/2026

Omelia I domenica di Quaresima 22/02/2026
Scegliere tra il bene e il male non è sempre facile, perché non è sempre facile capire qual è l’uno e qual è l’altro, e anche perché c’è in noi una parte più incline al male, che tenderebbe ad acconsentirgli; ma con una coscienza un po’ formata e una buona volontà ci è possibile scegliere per la verità, la giustizia, il bene.
Le tentazioni si pongono ad un altro livello, più sottile, perché a prima vista non vogliono opporci al bene, a Dio, anzi sembrano proprio voler servire la buona causa. Si può leggere così anche il racconto della creazione, in cui Adamo ed Eva decidono di mangiare il frutto proibito non tanto per il gusto di disobbedire a Dio, ma perché è loro promessa la conoscenza del bene e del male, che a ben pensarci non può che renderli ancora più conformi alla volontà di Dio, e quindi ancor più graditi e vicini a Lui.
E sulla stessa linea si possono leggere le scelte che Gesù è chiamato a fare nel deserto: in nessun caso si tratta di rifiutare Dio e schierarsi contro. Al contrario ciascuna di esse appare come la possibilità di soddisfare dei legittimi bisogni, dare prova della potenza di Dio e instaurare finalmente il suo regno di giustizia.
In fondo, se anche noi potessimo dimostrare l’efficacia, la bontà, l’utilità della fede, di credere in Dio, non renderemmo un servizio a Lui e al mondo? Riuscire a manifestare che Dio soddisfa i nostri bisogni ogni volta che lo vogliamo, trasformando le pietre in pane; che Dio ci protegge, ci difende, ci libera dai pericoli, ci salva dalle cadute volontarie e involontarie in cui incorriamo, inviandoci al bisogno i suoi soccorsi. Conquistare il potere ed esercitarlo per stabilire finalmente un mondo giusto, per far regnare la verità, l’equità, il diritto, non sarebbe un’opera più che meritevole?
E come sono forti le tentazioni dell’avere e del potere nel mondo religioso, così lo sono anche nel mondo civile: stiamo vivendo un tempo in cui siamo particolarmente tentati dall’idea che la più grande speranza a cui puntare sia il benessere nostro e tuttalpiù di quanto sta dentro i nostri confini; che la vera salvezza sia disporre dei mezzi più spettacolari e potenti per bloccare i pericoli che ci minacciano dall’esterno; che più disponiamo di potere e di dominio e più potremo far funzionare il mondo come si deve.
Eppure Gesù rifiuta questa via. In realtà non rifiuta di dialogare con questi pensieri, tanto che si lascia condurre nel deserto per sperimentare tutto ciò: la tentazione in sé non è un male, essa rivela la verità di noi stessi, la coesistenza in noi dei tratti più contraddittori. Tentazione significa passare attraverso, accettare di attraversare anche il male che è in noi, per raggiungere la verità di Dio che è in noi. La tentazione ci educa, nel senso che ci fa ti**re fuori il bene e il male che c’è in noi, ci costringe a fare chiarezza, verità.
Se desideriamo, se scegliamo il bene, necessariamente dovremo scontrarci con il male; ma evitare la tentazione, evitare di guardare in faccia il male, rischierebbe anche di impedirci di scegliere il bene.
Gesù quindi non rifiuta di affrontare la tentazione, rifiuta invece di lasciarsi sedurre dalla via perversa che essa propone.
Nel rispondere che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” potremmo cogliere l’invito a imparare a mettere ordine nella nostra vita, a discernere tra assoluto e relativo nelle nostre scelte, per diventare uomini e donne liberi. Domandarsi: quando rischio di assolutizzare il relativo? Di mettere al primo posto ad esempio il benessere, la ricchezza, il successo, la salute, la sicurezza, facendone degli idoli e diventandone schiavo, cioè vivendo in funzione di quelli e non più in una fiducia di fondo che mi rende libero di osare, di buttarmi nell’avventura della vita?
Senza d’altra parte scadere nella seconda tentazione, che è quella che vuole persuadere con segni spettacolari, con i miracoli, che vuole in fondo ribaltare le parti e piegare Dio alla nostra volontà -sottinteso comunque, sempre a fin di bene-. Un altro criterio di scelta nella tentazione, che Gesù ci offre, risponde quindi alla domanda: sono i risultati, i benefici che ottengo, a determinare le mie scelte, o la coscienza della loro bontà, a prescindere dal successo e dal buon esito raggiunto? Cerco Dio, il bene, l’amore per se stessi o per i vantaggi che ne traggo? Perché anche la gratuità del mio agire dice la libertà interiore a cui sono giunto.
Così come l’esercizio del potere, di cui ci parla la terza tentazione. Quale prezzo sono disposto a pagare per tessere attorno a me relazioni libere e non condizionate dal mio potere, dai miei ricatti materiali e affettivi, dal mio impormi e imporre le mie idee?

Le tentazioni di Gesù -che sono le tentazioni di tutti-, che ci vengono raccontate all’inizio della sua vita pubblica, sollevano queste domande su come vogliamo porci dinnanzi alla vita e al mondo. Già dalle risposte che Gesù dà, si intravvede la sua scelta per un cammino di libertà personale e di quanti si metteranno in relazione con lui, scelta che sarà confermata dal suo cammino pasquale:
• vivere dell’unico grande miracolo di sapersi figlio, e quindi di quella fiducia filiale che libera dalla preoccupazione di possedere e mette nella disposizione di ricevere e di donare;
• vivere dell’unico potere che rende liberi, ossia dell’autorità come servizio: perché solo chi è libero di amare, di servire, di donare, fino al dono della propria vita, può esercitare un’autorità che rende libero anche l’altro.
Ecco allora che i nostri reali bisogni di cose, di relazioni, di Dio, anziché abbruttirci nel tentativo di accaparrare beni, sottomettere persone, voler diventare come Dio, diventano occasioni per fare eucaristia, cioè di ricevere in dono, ringraziare e condividere.
fr. Amedeo

26 gennaio 2026Festa dei Fondatori dell'ordine di CiteauxRingraziamo il Signore per il dono dei nostri santi Padri Rober...
27/01/2026

26 gennaio 2026
Festa dei Fondatori dell'ordine di Citeaux

Ringraziamo il Signore per il dono dei nostri santi Padri Roberto, Alberico e Stefano! La nostra comunità in loro trova le radici e la testimonianza di una vita tutta orientata all'amore del Signore e dei fratelli.
Unitevi al nostro ringraziamento e alla nostra lode.

I vostri fratelli di Pra 'd Mill

Indirizzo

Via Balma Oro 1
Bagnolo Piemonte
12031

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