08/09/2026
2000 PRENOTAZIONI E MIGLIAIA DI PRESENZE: GRANDE SUCCESSO PER IL FESTIVAL DIFFUSO NELLA MARSICA
Francesco, Tommaso e gli altri
Quattro giorni di eventi tra Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo. Mostre e installazioni hanno richiamato visitatori anche da fuori regione. La curatrice Veneranda Rubeo: “Il territorio ha risposto andando oltre ogni aspettativa”
Si è conclusa con un grande successo di pubblico la prima edizione del Festival culturale diffuso nella Marsica “Francesco, Tommaso e gli altri”, che dal 3 al 6 settembre ha unito i Comuni di Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo in un unico itinerario di storia, arte, spiritualità, musica, teatro, cinema e scoperta del territorio.
Sono state registrate circa 2.000 prenotazioni per gli appuntamenti con riserva del posto. Un dato già molto significativo, che rappresenta soltanto una parte dell’affluenza complessiva: numerosi eventi erano infatti a ingresso libero e hanno accoltomigliaia di presenze nelle chiese, nei conventi, nelle sale, nei musei, nei luoghi delle mostre e lungo gli itinerari del Festival. Trentunoeventi gratuiti hanno composto un programma diffuso e multiforme, capace di coinvolgere pubblici differenti e di mettere in relazione studiosi, artisti, musicisti, istituzioni, associazioni, comunità parrocchiali, cittadini e visitatori. Una proposta culturale che non si è limitata a raccontare il francescanesimo, ma lo ha trasformato in un’esperienza viva e contemporanea, intrecciandolo con la storia e l’identità della Marsica.
“Sono felice e orgogliosa del risultato raggiunto”, dichiara l’ideatrice, curatrice e coordinatrice del Festival, Veneranda Rubeo. “Il successo non è testimoniato soltanto dalle circa 2.000 prenotazioni, ma soprattutto dalla straordinaria partecipazione agli appuntamenti a ingresso libero: sale gremite, file per visitare le installazioni e moltissimi apprezzamenti ricevuti durante le quattro giornate. Molte persone sono arrivate anche da fuori regione appositamente per conoscere gli allestimenti multimediali. È un dato che ci emoziona e che dà un chiaro segnale: la Marsica può diventare una destinazione culturale riconoscibile, capace di proporre contenuti di qualità e di costruire intorno alla cultura nuove occasioni di incontro e di partecipazione. Il Festival ha dimostrato quanto sia importante mettere in relazione istituzioni, studiosi, operatori culturali, realtà associative e comunità locali.La rete territoriale che è ancora da consolidare, ma questo progetto ne ha rappresentato un primopasso concreto, mostrando come la cultura possa essere non soltanto un patrimonio da custodire, ma anche uno strumento di crescita e promozione sociale e territoriale. Gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi ci hanno offerto l’occasione per andare oltre la semplice ricorrenza e per avvicinare a un patrimonio di figure, testi, storie e luoghi anche chi abitualmente non frequenta il mondo della cultura e della storia. È questa, in fondo, la direzione che vorrei restasse dal festival: la consapevolezza che la cultura può creare legami, riattivare un rapporto con i luoghi e contribuire alla crescita di una comunità.Il Festival nasce da un mio lungo e articolato lavoro di ricerca”, conclude la curatrice. “Abbiamo raccontato Francesco d’Assisi, Tommaso da Celano e vari altri con rigore storico, scegliendo al tempo stesso di farli vivere attraverso la musica, il teatro, il cinema, le immagini, la tecnologia e la voce dei luoghi. Mi piace pensare che sia emerso con chiarezza che questa manifestazione non è stata semplicemente una f***a successione di eventi, ma un progetto che ha cercato di costruire connessioni, riaprire sentieri della conoscenza e contribuire a risvegliare una memoria condivisa. La nostra più sincera gratitudine va ai relatori, agli artisti, altri esperti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei Festival”.
“Il Festival – afferma il co-curatore Antonio Socciarelli - si chiude con un bilancio positivo. E’ stato un viaggio impegnativo ma straordinario, reso possibile grazie, soprattutto, a una sinergia autentica, a una collaborazione di enti, associazioni e persone.Far dialogare l'anima spirituale e storica del francescanesimo con l'identità dei luoghi non era solo una scommessa, ma una precisa visione culturale.Vedere le piazze, le chiese, i percorsi dei quattro Comuni sostenitori animati di tanta gente, così come le comunità, unite sotto il segno del messaggio di Francesco, è la risposta più grande a ogni nostro sforzo.Questo a riprova che, quando le istituzioni e il territorio camminano uniti, la cultura diventa un motore formidabile di coesione, accoglienza e crescita collettiva.Il mio più sentito ringraziamento va a Veneranda Rubeo, ideatrice del Festival, e a chi ha creduto nel progetto, ai sindaci, a Sua Eccellenza il Vescovo dei Marsi e, soprattutto, al pubblico che ha reso vivo ogni singolo istante di questo cammino condiviso”.
Particolarmente rilevante è stato il successo delle mostre e delle installazioni multimediali. Numerosi visitatori sono arrivati anche da fuori regione appositamente per conoscere questi progetti, confermando la capacità del Festival di generare un’autentica attrattività culturale e turistica.Tra le esperienze più richieste, “Tommaso racconta”, l’installazione olografica interattiva allestita nella Sala del Capitolo del convento di San Francesco a Tagliacozzo. L’ologramma di Tommaso da Celano, primo biografo di san Francesco, ha affascinato adulti, giovani e bambini, permettendo al pubblico di dialogare simbolicamente con una delle personalità più importanti della storia francescana attraverso un linguaggio tecnologico, immediato e coinvolgente.Il realismo dell’installazione è stato tale che più di un visitatore, entrando nella Sala del Capitolo, ha scambiato l’ologramma per un frate in carne e ossa: un dettaglio curioso che restituisce tutta la forza immersiva e la sorprendente verosimiglianza del progetto.
Altrettanto significativa la partecipazione a “Fragranti parole. Percorso digitale tra manoscritti francescani”,la mostra che ha aperto virtualmente le pagine di preziosi codici conservati in biblioteche e archivi italiani e internazionali, restituendo al pubblico la bellezza delle fonti che hanno tramandato nei secoli la memoria di Francesco, Chiara e del francescanesimo.Allestita nella Sala “Tommaso da Celano” del Convento di San Francesco a Tagliacozzo, ha richiamato un pubblico numeroso, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare preziosi manoscritti francescani e di scoprire, attraverso un’esperienza coinvolgente, la bellezza e l’importanza di un patrimonio storico e culturale inestimabile.
Un successo travolgente che non si ferma:dopo le innumerevoli richieste del pubblico, le due mostre di Tagliacozzo resteranno eccezionalmente aperte fino a domenica 13 settembre, la mattina solo su richiesta(all’interno del Convento) e nel pomeriggio dalle 15:00–19:00.Un’ultima imperdibile occasione per vivere due delle esperienze più acclamate del Festival.
Accanto alle esperienze digitali, il Festival ha offerto momenti di intensa spiritualità. Uno degli eventi più importanti e partecipati è stato l’arrivo a Tagliacozzo del Reliquiario trecentesco contenente il Sangue di san Francesco,proveniente dal convento di Castelvecchio Subequo, dove è custodito dal XIV secolo, e accompagnato da fra Gabriel Marius Caliman. È la prima volta che viene esposto alla pubblica venerazione fuori dalla propria sede storica. La reliquia, custodita in un’ampolla di straordinario valore storico e spirituale, conserva il sangue di San Francesco d’Assisi fuoriuscito dalle stigmate, venne donata al Convento di Castelvecchio dai Conti di Celano nel XIV secolo e, in questi giorni, ha richiamato un pubblico vastissimo e trasversale: fedeli, famiglie, giovani, studiosi, visitatori e persone semplicemente desiderose di avvicinarsi a una testimonianza tanto rara e preziosa.La cappellina del convento di San Francesco è diventata così meta continua di raccoglimento, pellegrinaggio e preghiera. Un silenzioso flusso di persone ha accompagnato l’intera ostensione, mostrando come il patrimonio storico e religioso possa ancora parlare profondamente alla sensibilità contemporanea e creare un ponte tra devozione, memoria e conoscenza.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo dei Marsi, Mons. Giovanni Massaro. “Il Festival diffuso nella Marsica Francesco, Tommaso e gli altri è stato il frutto di un lavoro sinergico che ha visto la Diocesi dei Marsi collaborare con quattro comuni della Marsica, Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo, e coinvolgere, in una rete più ampia e feconda, le altre amministrazioni comunali, le associazioni, le scuole e le numerose realtà del territorio. Questa collaborazione – prosegue il Vescovo di Avezzano - ha rappresentato un valore unico in sé, prima ancora di essere uno strumento necessario alla sua realizzazione. La manifestazione non si è limitata a celebrare l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, ma ha saputo mettere in dialogo la memoria con il presente, la spiritualità con la cultura e la fede con le grandi domande del nostro tempo. È emerso così il volto di una Chiesa realmente in uscita, consapevole che il Vangelo si annuncia certamente nelle chiese e dall’alto di un pulpito, ma anche creando e promuovendo cultura, attraverso l’arte, la musica, il teatro e la danza, e confrontandosi con temi di straordinaria attualità come la cura del creato, la pace e la fraternità”, conclude Mons. Giovanni Massaro. “È proprio questa capacità di camminare insieme, mettendo in comune energie, competenze e sensibilità diverse, a costituire uno dei frutti più belli e duraturi del Festival”.
Dagli incontri con studiosi di rilievo nazionale e internazionale ai concerti, dalle commoventi letture sceniche alle proiezioni cinematografiche, dai laboratori aperti alle visite guidate ai trekking, dalle mostre tradizionali alle installazioni immersive, ogni appuntamento ha contribuito a comporre un mosaico unitario. I luoghi francescani e medievali della Marsica non hanno fatto soltanto da cornice, ma sono diventati protagonisti del racconto, rivelando al pubblico un patrimonio storico, artistico e spirituale ancora in larga parte da conoscere e valorizzare.
Grande interesse ha riscosso anche “Visioni di Francesco. Esperienza immersiva di immagini francescane”, ospitata nella Sala Conferenze dell’Auditorium “E. Fermi” di Celano, che ha condotto i visitatori attraverso ottocento anni di immagini dedicate al Santo di Assisi e all’universo francescano. Oltre 200 opere tra affreschi, dipinti, miniature, incisioni, manifesti, fumetti provenienti da musei, archivi, chiese e collezioni da molti Paesi, ma anche per gentile concessione dei medesimi artisti, hanno dato vita a un racconto visivo di straordinaria forza evocativa, unica al mondo. Tutte le mostre sono state ideate da Veneranda Rubeo e realizzate in collaborazione con Jadis Consulting.
La soddisfazione per il successo del Festival è stata condivisa dalle amministrazioni dei quattro Comuni partner — Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo — che hanno contribuito alla costruzione di un programma unitario. Tale collaborazione ha consentito di superare i confini dei singoli centri e di presentare la Marsica come un unico territorio culturale, valorizzandone le diverse identità e mettendo in relazione luoghi, comunità e patrimoni storici e spirituali.
Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha sottolineato il ruolo centrale assunto dalla città, che ha ospitato alcuni dei momenti più significativi della manifestazione: “Il Festival si è concluso con un risultato straordinariamente positivo, sia per la qualità degli appuntamenti sia per la grande partecipazione del pubblico. Tagliacozzo ha confermato ancora una volta la propria vocazione di città della cultura, della storia e della spiritualità”. Giovagnorio ha richiamato, in particolare, la presenza nella chiesa monumentale di San Francesco delle spoglie mortali di Tommaso da Celano, primo biografo del Santo di Assisi: “È un legame straordinario che abbiamo il dovere di custodire, approfondire e far conoscere. Questa esperienza ha saputo unire territori e comunità nel nome di Francesco e Tommaso, valorizzando un patrimonio che appartiene profondamente alla Marsica”.
Il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, ha evidenziato soprattutto il valore del Festival come motore di nuovi percorsi di conoscenza e valorizzazione: “Questa esperienza ha riacceso l’interesse per la storia del territorio e dato nuovo impulso a progetti capaci di coinvolgere le comunità”. Al centro della riflessione, il cammino sulle tracce di Francesco e Tommaso e gli antichi insediamenti religiosi della Val de’ Varri: “È un itinerario da riscoprire e condividere, capace di tenere insieme storia, spiritualità, natura e comunità. Per questo dobbiamo iniziare fin da subito a lavorare alla seconda edizione, trasformando quanto è nato in questi giorni in un percorso duraturo, aperto e capace di dare nuova energia all’intera Marsica”.
Per il sindaco di Celano, Settimio Santilli, i trentuno appuntamenti hanno rappresentato un’importante occasione per accrescere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio locale: “Il Festival ha permesso al pubblico di avvicinarsi a temi, vicende e testimonianze di straordinario valore, mostrando quanto siano profondi i legami tra san Francesco, Tommaso da Celano e il nostro territorio”. Lo sguardo è già rivolto al futuro: “L’auspicio è che questa non rimanga un’esperienza legata soltanto alle celebrazioni dell’ottavo centenario, ma diventi il punto di partenza di un progetto strutturale, capace di consolidarsi, crescere e rinnovarsi nel tempo, continuando a unire cultura, spiritualità e territorio”.
“Si conclude un festival che ha saputo dare tanto al territorio Marsicano, sicuramente un ringraziamento sentito va al nostro Vescovo Massaro per la sua costante presenza e sensibilità. Sono stati affrontati nel corso della manifestazione temi attualissimi e di forte emergenza, come la cura dell’ambiente circostante. Con questo festival, la Marsica si è ritrovata unita e coesa attorno ad uno stesso tavolo di idee e progettualità. Un ultimo grazie deve essere rivolto all’eredità intellettuale e spirituale che il Santo ha lasciato a tutti noi, ovvero l’amore per il creato e la scelta di essere essenziali nella vita, rinunciando ad ogni forma di eccesso”, dichiara l’assessoreNatalia d’Abruzzo, delegata ai rapporti con le confessioni religiose del Comune di Avezzano.
Promosso dalla Diocesi dei Marsi – Archivio Storico Diocesano “Angelo Melchiorre” e realizzato insieme ai Comuni di Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo, il Festival si è avvalso del contributo di numerose istituzioni, associazioni, partner, sponsor, collaboratori e volontari. Una rete ampia che ha rappresentato il vero motore della manifestazione e a cui va il ringraziamento dei curatori, Veneranda Rubeo e Antonio Socciarelli.
“Francesco, Tommaso e gli altri” si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo e con un risultato che supera i dati numerici: avere riunito un intero territorio intorno alla propria storia, aprendolo nello stesso tempo a visitatori provenienti da altre regioni.Il Festival termina, ma il cammino appena iniziato guarda già avanti. Perché quando cultura, fede, innovazione e comunità riescono davvero a incontrarsi, la conclusione non è un punto d’arrivo, ma solo il primo passo.