Diocesi di Avezzano

Diocesi di Avezzano DIOCESI DI AVEZZANO

La Diocesi dei Marsi è guidata da S.E. Mons.

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La Diocesi di Avezzano - suffraganea della Arcidiocesi dell'Aquila - è chiamata anche Diocesi dei Marsi (Diœcesis Mars

orum), perché si estende su quasi tutto il territorio della Marsica. La Marsica è una zona dell'Abruzzo, nella provincia dell'Aquila, il cui centro caratteristico è l'alveo del lago Fucino, prosciugato nella seconda metà dell'800. Gli attuali confini della Diocesi vanno da Pereto - Rocca di Botte (lato Ovest) a Ovindoli - Rovere (lato Nord) a Carrito - Ortona dei Marsi (lato Est) Pescasseroli - Opi (lato Sud); confina con le diocesi di Tivoli, L'Aquila, Sulmona, Sora. Tutta la Diocesi è attraversata da Ovest ad Est in parte dall' Autostrada A24 (Roma-Teramo)e in parte dalla A25 (diramazione per Pescara) e dalla linea ferroviaria Roma-Pescara.La Diocesi è divisa in 7 zone Pastorali o Foranie : Avezzano, Carsoli, Celano, Magliano dei Marsi, Pescina, Tagliacozzo, Trasacco.

Al via il pellegrinaggio della Diocesi dei Marsi in AndalusiaÈ iniziato questa mattina il pellegrinaggio della Diocesi d...
12/09/2026

Al via il pellegrinaggio della Diocesi dei Marsi in Andalusia

È iniziato questa mattina il pellegrinaggio della Diocesi dei Marsi in Andalusia, promosso insieme all’Opera Romana Pellegrinaggi. A partire con il Vescovo Giovanni sono trenta pellegrini della diocesi, che nei prossimi giorni attraverseranno alcune delle città più significative della Spagna meridionale, tra cui Granada, Siviglia, Cordova e Malaga, con la visita alle loro splendide cattedrali e ai luoghi più significativi della tradizione cristiana.
Un viaggio che, nelle parole del Vescovo, va ben oltre la semplice esperienza culturale o turistica.

«Ogni pellegrinaggio – ha sottolineato – non è soltanto un’occasione di crescita culturale, né anzitutto arrivare in un luogo, ma mettersi in cammino, uscire dalle nostre abitudini, lasciare le nostre sicurezze e vivere un’esperienza di fede e fraternità».
Il pellegrinaggio diventa così un’occasione per riscoprire il senso del cammino condiviso, dell’incontro e della vita comunitaria, lasciandosi interrogare dai luoghi visitati e, soprattutto, dall’esperienza vissuta insieme.
«Al termine di questo pellegrinaggio – ha aggiunto il Vescovo – possiamo tornare non soltanto avendo visto qualcosa di bello, ma essendo diventati un po’ più belli dentro, più saldi nella fede e più uniti come comunità».
Un auspicio che accompagnerà i trenta pellegrini nei giorni di viaggio, alla scoperta dell’Andalusia e, al tempo stesso, di un cammino interiore da vivere insieme.

10/09/2026

Abbiamo bisogno di qualcuno che ascolti, sia vicino e sappia guidare. A volte questa presenza è già tra noi: nelle Comunità di San Pelino e Caruscino ad Avezzano c’è don Antonio Allegritti.🤝⛪

Con la sua presenza quotidiana, le due parrocchie continuano a essere luoghi di incontro e crescita, capaci di creare relazioni profonde e accompagnare una comunità che cambia.

Scopri di più: https://www.8xmille.it/progetti/2026/giovani-e-comunita-crescere-insieme-ad-avezzano/

SEMINARISTI E VESCOVO🟡Sulle orme di San Francesco: ad Assisi un pellegrinaggio di fraternità, preghiera e discernimento....
10/09/2026

SEMINARISTI E VESCOVO🟡
Sulle orme di San Francesco: ad Assisi un pellegrinaggio di fraternità, preghiera e discernimento.

Si è concluso ieri il pellegrinaggio ad Assisi del Vescovo Giovanni insieme ai quattro seminaristi della Diocesi di Avezzano, Luca, Matteo, Mattia e Pasquale. Ad accompagnarli in questo intenso itinerario spirituale sono stati padre Carmine Terenzio, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e Pietro Guida, dell’Ordine Francescano Secolare.
Giorni vissuti nella fraternità e nella preghiera, seguendo le orme di San Francesco e di Santa Chiara, per lasciarsi interrogare dalla loro testimonianza e ritrovare, nei luoghi della loro vita, la radicalità e la bellezza della sequela del Vangelo.

Il pellegrinaggio ha preso avvio con la celebrazione dell’Eucaristia nella chiesetta di Santa Maria Maddalena a Rivotorto, luogo particolarmente caro alla memoria francescana e significativo per la storia della vocazione di San Francesco. Da qui è iniziato un cammino attraverso alcuni dei luoghi più importanti della città di Assisi e della spiritualità francescana.
Tappa dopo tappa, il gruppo ha visitato la Basilica di Santa Chiara, dove ha avuto il dono di ascoltare la testimonianza di una monaca clarissa. Un incontro semplice e profondo, che ha permesso ai seminaristi di confrontarsi con una vocazione vissuta nel silenzio, nella preghiera e nella consacrazione totale a Dio.

Particolarmente significativo anche il passaggio alla Basilica della Spogliazione, dove è stato possibile sostare in preghiera davanti al corpo del giovane beato Carlo Acutis. Ai suoi piedi sono stati affidati tutti i giovani della Diocesi di Avezzano e i giovani del mondo intero, perché possano incontrare Cristo e scoprire nella loro vita la gioia del Vangelo.
Il percorso è proseguito a San Damiano, luogo fondamentale nella vicenda spirituale di Francesco e Chiara, e nella chiesa di San Giacomo de Muro Rupto, dove il piccolo Francesco veniva accompagnato dalla mamma per imparare a pregare. Sono stati visitati anche la casa paterna e l'antico negozio delle stoffe, legati alla vita familiare e professionale del giovane Francesco, la Piazza del Comune con il Tempio di Minerva, la Basilica di San Francesco e la Cattedrale di San Rufino.

Tra i momenti più intensi del pellegrinaggio vi è stato il pomeriggio trascorso all’Eremo delle Carceri. Nel silenzio della montagna, il Vescovo e i seminaristi hanno avuto la possibilità di vivere un tempo prolungato di preghiera personale. Un’occasione per fermarsi, ascoltare e fare spazio alla voce di Dio, proprio come Francesco amava fare in quel luogo.

Particolarmente emozionante è stata anche la visita alla biblioteca del Sacro Convento di San Francesco ad Assisi. Qui il gruppo ha potuto ammirare il Codice 338, manoscritto del XIII secolo che conserva la più antica stesura conosciuta del Cantico delle Creature di San Francesco. Un incontro con una testimonianza preziosa della storia e della spiritualità francescana, capace di restituire concretezza e profondità alle parole del Santo di Assisi.

Nell’ultimo giorno, presso la Porziuncola, è stata celebrata la Santa Messa, culmine liturgico del pellegrinaggio. Ma il momento conclusivo più significativo è stato vissuto presso la tomba di San Francesco.
Davanti al Vescovo Giovanni, i quattro seminaristi sono stati affidati a San Francesco. Un gesto semplice e carico di significato: affidare a un grande testimone del Vangelo il cammino vocazionale di Luca, Matteo, Mattia e Pasquale, perché possano essere accompagnati nella ricerca della volontà di Dio e prepararsi con cuore generoso al servizio della Chiesa.

Il pellegrinaggio non è stato, però, soltanto preghiera e visita ai luoghi francescani. Non sono mancati momenti di svago, di dialogo, di condivisione e di autentica fraternità.
Ad Assisi, dunque, il Vescovo e i quattro seminaristi hanno vissuto un’esperienza che va oltre i giorni trascorsi insieme. È stato un cammino esteriore sulle strade di Francesco, ma soprattutto un cammino interiore, fatto di ascolto, preghiera, fraternità e discernimento.
Ritornano ora nella Diocesi di Avezzano portando con sé volti, parole, silenzi e preghiere. E soprattutto una consegna: lasciarsi accompagnare ogni giorno dal Vangelo, con lo stesso desiderio di Francesco di fare della propria vita un dono a Dio e ai fratelli.
Un pellegrinaggio iniziato a Rivotorto e concluso davanti alla tomba del Poverello. Quattro giovani vite affidate a Francesco e, attraverso di lui, al Signore, perché il cammino vocazionale possa continuare a crescere nella fede, nella libertà e nella gioia.

Su Il Centro 👇Il Festival Francesco, Tommaso e gli altri 👇👇
10/09/2026

Su Il Centro 👇
Il Festival Francesco, Tommaso e gli altri 👇👇

La comunità parrocchiale di Tagliacozzo ha vissuto domenica 6 settembre una giornata di profonda spiritualità e di grand...
08/09/2026

La comunità parrocchiale di Tagliacozzo ha vissuto domenica 6 settembre una giornata di profonda spiritualità e di grande partecipazione popolare per ricordare i 90 anni dalla nomina del Venerabile Don Gaetano Tantalo a parroco della parrocchia di San Pietro a Tagliacozzo.

​Il Vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro, accolto presso Porta Valeria, ha recato con sé la Bolla di nomina che il suo predecessore, Mons. Bagnoli, firmò il 5 settembre 1936 e con la quale a don Gaetano veniva affidata una delle antiche Parrocchie di Alto la Terra.

Un corteo ha accompagnato il Vescovo e lo storico documento nella piccola chiesa dove il Venerabile per 11 anni ha svolto il suo Ministero di Parroco.
Momento importante è stata la solenne Celebrazione, durante la quale il Vescovo ha tratteggiato la figura di don Gaetano alla luce della Parola ascoltata.
Figura di indiscussa di Santità, coraggio e umanità, uomo e Sacerdote di dialogo e capace di relazioni vere ed autentiche — ricordato anche per aver protetto e tratto in salvo famiglie perseguitate durante gli anni bui della guerra — don Gaetano deve continuare ad essere un punto di riferimento morale e religioso imprescindibile per l'intero territorio marsicano.
Accanto al Parroco della Città, don Ennio, anche il Vicario Foraneo, don Antonio Spanalatte e il Diacono Paolo, hanno assistito il Vescovo durante il rito di Dedicazione dell'Altare della chiesa di San Pietro.

Prima della Benedizione Solenne ha ricordato il Vescovo: " Ho pensato, durante la Celebrazione a quante volte don Gaetano si sia affacciato da quella finestrella fissando lo sguardo sul Tabernacolo e su questo Altare. Mi piace pensare che anche oggi e sempre continui a farlo mentre noi lo invochiamo affinché la sua indiscussa Santità possa essere riconosciuta presto da tutta la Chiesa".

Con la presenza del Sindaco Vincenzo Giovagnorio, della vice presidente del consiglio comunale, Alessandra Ricci e dell'assessore Angelo Poggiogalle, la giornata si è conclusa con lo svelamento di una maiolica dipinta su Ceramica di Castelli, realizzata dalla Ditta Evandra De Rosa, che raffigura l'arrivo di don Gaetano a Tagliacozzo nel settembre del 1936.

Venerabile don Gaetano Tantalo - Postulazione Causa di Beatificazione

2000 PRENOTAZIONI E MIGLIAIA DI PRESENZE: GRANDE SUCCESSO PER IL FESTIVAL DIFFUSO NELLA MARSICA Francesco, Tommaso e gli...
08/09/2026

2000 PRENOTAZIONI E MIGLIAIA DI PRESENZE: GRANDE SUCCESSO PER IL FESTIVAL DIFFUSO NELLA MARSICA
Francesco, Tommaso e gli altri

Quattro giorni di eventi tra Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo. Mostre e installazioni hanno richiamato visitatori anche da fuori regione. La curatrice Veneranda Rubeo: “Il territorio ha risposto andando oltre ogni aspettativa”

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la prima edizione del Festival culturale diffuso nella Marsica “Francesco, Tommaso e gli altri”, che dal 3 al 6 settembre ha unito i Comuni di Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo in un unico itinerario di storia, arte, spiritualità, musica, teatro, cinema e scoperta del territorio.
Sono state registrate circa 2.000 prenotazioni per gli appuntamenti con riserva del posto. Un dato già molto significativo, che rappresenta soltanto una parte dell’affluenza complessiva: numerosi eventi erano infatti a ingresso libero e hanno accoltomigliaia di presenze nelle chiese, nei conventi, nelle sale, nei musei, nei luoghi delle mostre e lungo gli itinerari del Festival. Trentunoeventi gratuiti hanno composto un programma diffuso e multiforme, capace di coinvolgere pubblici differenti e di mettere in relazione studiosi, artisti, musicisti, istituzioni, associazioni, comunità parrocchiali, cittadini e visitatori. Una proposta culturale che non si è limitata a raccontare il francescanesimo, ma lo ha trasformato in un’esperienza viva e contemporanea, intrecciandolo con la storia e l’identità della Marsica.

“Sono felice e orgogliosa del risultato raggiunto”, dichiara l’ideatrice, curatrice e coordinatrice del Festival, Veneranda Rubeo. “Il successo non è testimoniato soltanto dalle circa 2.000 prenotazioni, ma soprattutto dalla straordinaria partecipazione agli appuntamenti a ingresso libero: sale gremite, file per visitare le installazioni e moltissimi apprezzamenti ricevuti durante le quattro giornate. Molte persone sono arrivate anche da fuori regione appositamente per conoscere gli allestimenti multimediali. È un dato che ci emoziona e che dà un chiaro segnale: la Marsica può diventare una destinazione culturale riconoscibile, capace di proporre contenuti di qualità e di costruire intorno alla cultura nuove occasioni di incontro e di partecipazione. Il Festival ha dimostrato quanto sia importante mettere in relazione istituzioni, studiosi, operatori culturali, realtà associative e comunità locali.La rete territoriale che è ancora da consolidare, ma questo progetto ne ha rappresentato un primopasso concreto, mostrando come la cultura possa essere non soltanto un patrimonio da custodire, ma anche uno strumento di crescita e promozione sociale e territoriale. Gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi ci hanno offerto l’occasione per andare oltre la semplice ricorrenza e per avvicinare a un patrimonio di figure, testi, storie e luoghi anche chi abitualmente non frequenta il mondo della cultura e della storia. È questa, in fondo, la direzione che vorrei restasse dal festival: la consapevolezza che la cultura può creare legami, riattivare un rapporto con i luoghi e contribuire alla crescita di una comunità.Il Festival nasce da un mio lungo e articolato lavoro di ricerca”, conclude la curatrice. “Abbiamo raccontato Francesco d’Assisi, Tommaso da Celano e vari altri con rigore storico, scegliendo al tempo stesso di farli vivere attraverso la musica, il teatro, il cinema, le immagini, la tecnologia e la voce dei luoghi. Mi piace pensare che sia emerso con chiarezza che questa manifestazione non è stata semplicemente una f***a successione di eventi, ma un progetto che ha cercato di costruire connessioni, riaprire sentieri della conoscenza e contribuire a risvegliare una memoria condivisa. La nostra più sincera gratitudine va ai relatori, agli artisti, altri esperti e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dei Festival”.

“Il Festival – afferma il co-curatore Antonio Socciarelli - si chiude con un bilancio positivo. E’ stato un viaggio impegnativo ma straordinario, reso possibile grazie, soprattutto, a una sinergia autentica, a una collaborazione di enti, associazioni e persone.Far dialogare l'anima spirituale e storica del francescanesimo con l'identità dei luoghi non era solo una scommessa, ma una precisa visione culturale.Vedere le piazze, le chiese, i percorsi dei quattro Comuni sostenitori animati di tanta gente, così come le comunità, unite sotto il segno del messaggio di Francesco, è la risposta più grande a ogni nostro sforzo.Questo a riprova che, quando le istituzioni e il territorio camminano uniti, la cultura diventa un motore formidabile di coesione, accoglienza e crescita collettiva.Il mio più sentito ringraziamento va a Veneranda Rubeo, ideatrice del Festival, e a chi ha creduto nel progetto, ai sindaci, a Sua Eccellenza il Vescovo dei Marsi e, soprattutto, al pubblico che ha reso vivo ogni singolo istante di questo cammino condiviso”.
Particolarmente rilevante è stato il successo delle mostre e delle installazioni multimediali. Numerosi visitatori sono arrivati anche da fuori regione appositamente per conoscere questi progetti, confermando la capacità del Festival di generare un’autentica attrattività culturale e turistica.Tra le esperienze più richieste, “Tommaso racconta”, l’installazione olografica interattiva allestita nella Sala del Capitolo del convento di San Francesco a Tagliacozzo. L’ologramma di Tommaso da Celano, primo biografo di san Francesco, ha affascinato adulti, giovani e bambini, permettendo al pubblico di dialogare simbolicamente con una delle personalità più importanti della storia francescana attraverso un linguaggio tecnologico, immediato e coinvolgente.Il realismo dell’installazione è stato tale che più di un visitatore, entrando nella Sala del Capitolo, ha scambiato l’ologramma per un frate in carne e ossa: un dettaglio curioso che restituisce tutta la forza immersiva e la sorprendente verosimiglianza del progetto.
Altrettanto significativa la partecipazione a “Fragranti parole. Percorso digitale tra manoscritti francescani”,la mostra che ha aperto virtualmente le pagine di preziosi codici conservati in biblioteche e archivi italiani e internazionali, restituendo al pubblico la bellezza delle fonti che hanno tramandato nei secoli la memoria di Francesco, Chiara e del francescanesimo.Allestita nella Sala “Tommaso da Celano” del Convento di San Francesco a Tagliacozzo, ha richiamato un pubblico numeroso, offrendo ai visitatori la possibilità di esplorare preziosi manoscritti francescani e di scoprire, attraverso un’esperienza coinvolgente, la bellezza e l’importanza di un patrimonio storico e culturale inestimabile.
Un successo travolgente che non si ferma:dopo le innumerevoli richieste del pubblico, le due mostre di Tagliacozzo resteranno eccezionalmente aperte fino a domenica 13 settembre, la mattina solo su richiesta(all’interno del Convento) e nel pomeriggio dalle 15:00–19:00.Un’ultima imperdibile occasione per vivere due delle esperienze più acclamate del Festival.
Accanto alle esperienze digitali, il Festival ha offerto momenti di intensa spiritualità. Uno degli eventi più importanti e partecipati è stato l’arrivo a Tagliacozzo del Reliquiario trecentesco contenente il Sangue di san Francesco,proveniente dal convento di Castelvecchio Subequo, dove è custodito dal XIV secolo, e accompagnato da fra Gabriel Marius Caliman. È la prima volta che viene esposto alla pubblica venerazione fuori dalla propria sede storica. La reliquia, custodita in un’ampolla di straordinario valore storico e spirituale, conserva il sangue di San Francesco d’Assisi fuoriuscito dalle stigmate, venne donata al Convento di Castelvecchio dai Conti di Celano nel XIV secolo e, in questi giorni, ha richiamato un pubblico vastissimo e trasversale: fedeli, famiglie, giovani, studiosi, visitatori e persone semplicemente desiderose di avvicinarsi a una testimonianza tanto rara e preziosa.La cappellina del convento di San Francesco è diventata così meta continua di raccoglimento, pellegrinaggio e preghiera. Un silenzioso flusso di persone ha accompagnato l’intera ostensione, mostrando come il patrimonio storico e religioso possa ancora parlare profondamente alla sensibilità contemporanea e creare un ponte tra devozione, memoria e conoscenza.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo dei Marsi, Mons. Giovanni Massaro. “Il Festival diffuso nella Marsica Francesco, Tommaso e gli altri è stato il frutto di un lavoro sinergico che ha visto la Diocesi dei Marsi collaborare con quattro comuni della Marsica, Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo, e coinvolgere, in una rete più ampia e feconda, le altre amministrazioni comunali, le associazioni, le scuole e le numerose realtà del territorio. Questa collaborazione – prosegue il Vescovo di Avezzano - ha rappresentato un valore unico in sé, prima ancora di essere uno strumento necessario alla sua realizzazione. La manifestazione non si è limitata a celebrare l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, ma ha saputo mettere in dialogo la memoria con il presente, la spiritualità con la cultura e la fede con le grandi domande del nostro tempo. È emerso così il volto di una Chiesa realmente in uscita, consapevole che il Vangelo si annuncia certamente nelle chiese e dall’alto di un pulpito, ma anche creando e promuovendo cultura, attraverso l’arte, la musica, il teatro e la danza, e confrontandosi con temi di straordinaria attualità come la cura del creato, la pace e la fraternità”, conclude Mons. Giovanni Massaro. “È proprio questa capacità di camminare insieme, mettendo in comune energie, competenze e sensibilità diverse, a costituire uno dei frutti più belli e duraturi del Festival”.
Dagli incontri con studiosi di rilievo nazionale e internazionale ai concerti, dalle commoventi letture sceniche alle proiezioni cinematografiche, dai laboratori aperti alle visite guidate ai trekking, dalle mostre tradizionali alle installazioni immersive, ogni appuntamento ha contribuito a comporre un mosaico unitario. I luoghi francescani e medievali della Marsica non hanno fatto soltanto da cornice, ma sono diventati protagonisti del racconto, rivelando al pubblico un patrimonio storico, artistico e spirituale ancora in larga parte da conoscere e valorizzare.
Grande interesse ha riscosso anche “Visioni di Francesco. Esperienza immersiva di immagini francescane”, ospitata nella Sala Conferenze dell’Auditorium “E. Fermi” di Celano, che ha condotto i visitatori attraverso ottocento anni di immagini dedicate al Santo di Assisi e all’universo francescano. Oltre 200 opere tra affreschi, dipinti, miniature, incisioni, manifesti, fumetti provenienti da musei, archivi, chiese e collezioni da molti Paesi, ma anche per gentile concessione dei medesimi artisti, hanno dato vita a un racconto visivo di straordinaria forza evocativa, unica al mondo. Tutte le mostre sono state ideate da Veneranda Rubeo e realizzate in collaborazione con Jadis Consulting.
La soddisfazione per il successo del Festival è stata condivisa dalle amministrazioni dei quattro Comuni partner — Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo — che hanno contribuito alla costruzione di un programma unitario. Tale collaborazione ha consentito di superare i confini dei singoli centri e di presentare la Marsica come un unico territorio culturale, valorizzandone le diverse identità e mettendo in relazione luoghi, comunità e patrimoni storici e spirituali.
Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha sottolineato il ruolo centrale assunto dalla città, che ha ospitato alcuni dei momenti più significativi della manifestazione: “Il Festival si è concluso con un risultato straordinariamente positivo, sia per la qualità degli appuntamenti sia per la grande partecipazione del pubblico. Tagliacozzo ha confermato ancora una volta la propria vocazione di città della cultura, della storia e della spiritualità”. Giovagnorio ha richiamato, in particolare, la presenza nella chiesa monumentale di San Francesco delle spoglie mortali di Tommaso da Celano, primo biografo del Santo di Assisi: “È un legame straordinario che abbiamo il dovere di custodire, approfondire e far conoscere. Questa esperienza ha saputo unire territori e comunità nel nome di Francesco e Tommaso, valorizzando un patrimonio che appartiene profondamente alla Marsica”.
Il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, ha evidenziato soprattutto il valore del Festival come motore di nuovi percorsi di conoscenza e valorizzazione: “Questa esperienza ha riacceso l’interesse per la storia del territorio e dato nuovo impulso a progetti capaci di coinvolgere le comunità”. Al centro della riflessione, il cammino sulle tracce di Francesco e Tommaso e gli antichi insediamenti religiosi della Val de’ Varri: “È un itinerario da riscoprire e condividere, capace di tenere insieme storia, spiritualità, natura e comunità. Per questo dobbiamo iniziare fin da subito a lavorare alla seconda edizione, trasformando quanto è nato in questi giorni in un percorso duraturo, aperto e capace di dare nuova energia all’intera Marsica”.
Per il sindaco di Celano, Settimio Santilli, i trentuno appuntamenti hanno rappresentato un’importante occasione per accrescere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio locale: “Il Festival ha permesso al pubblico di avvicinarsi a temi, vicende e testimonianze di straordinario valore, mostrando quanto siano profondi i legami tra san Francesco, Tommaso da Celano e il nostro territorio”. Lo sguardo è già rivolto al futuro: “L’auspicio è che questa non rimanga un’esperienza legata soltanto alle celebrazioni dell’ottavo centenario, ma diventi il punto di partenza di un progetto strutturale, capace di consolidarsi, crescere e rinnovarsi nel tempo, continuando a unire cultura, spiritualità e territorio”.
“Si conclude un festival che ha saputo dare tanto al territorio Marsicano, sicuramente un ringraziamento sentito va al nostro Vescovo Massaro per la sua costante presenza e sensibilità. Sono stati affrontati nel corso della manifestazione temi attualissimi e di forte emergenza, come la cura dell’ambiente circostante. Con questo festival, la Marsica si è ritrovata unita e coesa attorno ad uno stesso tavolo di idee e progettualità. Un ultimo grazie deve essere rivolto all’eredità intellettuale e spirituale che il Santo ha lasciato a tutti noi, ovvero l’amore per il creato e la scelta di essere essenziali nella vita, rinunciando ad ogni forma di eccesso”, dichiara l’assessoreNatalia d’Abruzzo, delegata ai rapporti con le confessioni religiose del Comune di Avezzano.
Promosso dalla Diocesi dei Marsi – Archivio Storico Diocesano “Angelo Melchiorre” e realizzato insieme ai Comuni di Avezzano, Celano, Sante Marie e Tagliacozzo, il Festival si è avvalso del contributo di numerose istituzioni, associazioni, partner, sponsor, collaboratori e volontari. Una rete ampia che ha rappresentato il vero motore della manifestazione e a cui va il ringraziamento dei curatori, Veneranda Rubeo e Antonio Socciarelli.
“Francesco, Tommaso e gli altri” si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo e con un risultato che supera i dati numerici: avere riunito un intero territorio intorno alla propria storia, aprendolo nello stesso tempo a visitatori provenienti da altre regioni.Il Festival termina, ma il cammino appena iniziato guarda già avanti. Perché quando cultura, fede, innovazione e comunità riescono davvero a incontrarsi, la conclusione non è un punto d’arrivo, ma solo il primo passo.

Festa della Madonna delle Grazie, Cerchio si ritrova intorno a Maria Una celebrazione partecipata e raccolta ha riunito ...
07/09/2026

Festa della Madonna delle Grazie, Cerchio si ritrova intorno a Maria

Una celebrazione partecipata e raccolta ha riunito residenti e cerchiesi arrivati da America, Canada, Francia e Venezuela. Il vescovo: «Non chiudete il cuore».

Una festa profondamente sentita, capace di andare oltre i confini del paese e di riunire una comunità legata alle proprie radici. È quella della Madonna delle Grazie, celebrata ieri a Cerchio con una significativa partecipazione di fedeli, residenti e cerchiesi tornati dall’estero per condividere un momento particolarmente caro alla comunità.
Cuore della giornata è stata la Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo Giovanni e concelebrata dal parroco, padre Cajetan Ugboma, insieme ad altri sacerdoti. Presenti il sindaco di Cerchio, le autorità civili e militari e numerosi fedeli.
A rendere ancora più significativa la celebrazione è stata la presenza di cerchiesi residenti in America, Canada, Francia e Venezuela, che al termine della Messa hanno rivolto una propria preghiera alla Madonna delle Grazie. Un gesto semplice e intenso, attraverso il quale hanno rinnovato il legame con Cerchio, con la propria storia e con quelle tradizioni che continuano a vivere anche a migliaia di chilometri di distanza.
Una festa grande, dunque, ma vissuta in un clima di preghiera, raccoglimento e profonda devozione.
Nella sua omelia, il vescovo Giovanni ha invitato la comunità a non vivere la fede soltanto come memoria e tradizione, ma come una realtà viva, capace di tradursi in attenzione concreta verso gli altri. Tre le parole indicate come guida: responsabilità, amore e comunione.
Partendo dall’immagine biblica della sentinella, il Vescovo ha ricordato che essere cristiani significa avere uno sguardo attento verso chi ci sta accanto, soprattutto verso chi è fragile, solo o in difficoltà. E in Maria, la Madonna delle Grazie, ha indicato proprio la donna capace di «vedere» il bisogno dell’altro e di portarlo a Gesù.
Il Vescovo ha poi posto al centro il tema dell’amore e del perdono, ricordando che la devozione mariana trova il suo compimento nella capacità di amare e prendersi cura del prossimo. Anche nei conflitti, ha sottolineato, il Vangelo chiede di non parlare dell’altro, ma di parlare con l’altro, cercando la strada della riconciliazione.
Un messaggio particolarmente forte è arrivato nelle parole finali: «Non chiudete il cuore». Non chiuderlo davanti a chi ha sbagliato, a chi è diverso, a chi si è allontanato o a chi chiede una seconda possibilità. «La grazia di Dio – ha ricordato il vescovo Giovanni – è sempre più grande delle nostre chiusure».
Affidando alla Madonna delle Grazie le famiglie di Cerchio, i giovani, gli anziani, i malati, le persone sole e tutti i cerchiesi che vivono lontano, il Vescovo ha rivolto alla comunità un ultimo invito: continuare ad avere un cuore aperto, soprattutto verso i più poveri e bisognosi.
La festa di ieri ha così confermato ancora una volta il suo significato più profondo: Cerchio che si ritrova, Cerchio che prega, Cerchio che guarda alle proprie radici senza dimenticare chi vive lontano. Un filo invisibile che unisce il paese ai suoi figli sparsi nel mondo e che, ogni anno, la Madonna delle Grazie sembra rendere ancora più forte.

Parrocchia SS. Giovanni e Paolo in Cerchio - AQ

L’INVITO. IN PARROCCHIA 👇👇Famiglie in bicicletta Torna il "Giro delle Sette Chiese"Torna l'appuntamento con il "Giro del...
07/09/2026

L’INVITO. IN PARROCCHIA
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Famiglie in bicicletta
Torna il "Giro delle Sette Chiese"

Torna l'appuntamento con il "Giro delle Sette Chiese", la tradizionale passeggiata in bicicletta in famiglia organizzata dalla Parrocchia Madonna del Passo di Avezzano, dalla Parrocchia Santa Croce di Antrosano e dall'Associazione Culturale Madonna del Passo. Una giornata all'insegna della fede, della condivisione, aperta a grandi e piccini.
L'iniziativa si terrà domenica 13 settembre e offrirà a tutti i partecipanti l'occasione di riscoprire le chiese della città pedalando insieme.
Il Programma ‼️
🟡Ore 8:30: Raduno e iscrizioni sulla Piazza della Chiesa di Madonna del Passo
🟡Ore 9:00: Partenza ufficiale della passeggiata in bicicletta
🟡 Ore 10:30: Celebrazione della Santa Messa in piazza all'aperto

A conclusione dell'evento, la manifestazione si chiuderà in festa con l'estrazione della lotteria e la distribuzione di un sacchetto ristoro per tutti i partecipanti.

Ecco la terza uscita del nuovo periodico di informazione sulla figura del Venerabile don Gaetano Venerabile Don Gaetano ...
07/09/2026

Ecco la terza uscita del nuovo periodico di informazione sulla figura del Venerabile don Gaetano Venerabile Don Gaetano Tantalo

📌Ricordiamo che il titolo, "La perla del Clero dei Marsi" , è tratto da una pubblicazione di Mons. Raffaele Salucci che amava definire con questo nobile titolo questo suo Confratello.
Questo strumento è un ottimo modo per far sì che tante persone possano entrare in contatto con la bella figura di prete santo che fu don Gaetano. BUONA LETTURA!

🔥"Impegniamoci a far conoscere sempre più la figura di questo sacerdote esemplare e preghiamo intensamente affinché presto la Chiesa possa riconoscere ufficialmente la sua santità "
(Mons. Giovanni Massaro).

Venerabile don Gaetano Tantalo - Postulazione Causa di Beatificazione Don Ennio Grossi

Festival Francescano, al Teatro dei Marsi la musica di FrancescoCon “Giullari di Dio” l’Ensemble Micrologus ha proposto ...
06/09/2026

Festival Francescano, al Teatro dei Marsi la musica di Francesco

Con “Giullari di Dio” l’Ensemble Micrologus ha proposto un viaggio alle origini della lauda italiana. Il Vescovo Giovanni: «La memoria dialoghi con il presente»

La musica e la spiritualità di San Francesco sono state protagoniste ieri sera al Teatro dei Marsi di Avezzano, nell’ambito del Festival Francescano diffuso nella Marsica, la manifestazione promossa dalla Diocesi dei Marsi in collaborazione con i Comuni e le realtà del territorio, che si conclude oggi.
Sul palco l’Ensemble Micrologus con “Giullari di Dio”, un percorso musicale alle origini della lauda italiana, con una ricostruzione del Cantico di frate Sole basata sulla rilettura di fonti più antiche e una selezione di laude del XII e XIII secolo. Un itinerario nella musica medievale che ha restituito al pubblico la profondità spirituale e la forza poetica della tradizione francescana.

Nel suo saluto, il Vescovo dei Marsi, mons. Giovanni, ha ringraziato il numeroso pubblico presente e quanti stanno partecipando con entusiasmo e interesse alle iniziative del Festival, sottolineando il significato della manifestazione: «Il Festival nasce dal desiderio di dare voce a San Francesco e frate Tommaso, che parlano ancora oggi. Non vuole essere semplicemente la celebrazione di una ricorrenza, ma vuole far dialogare la Memoria con il presente».

Sono 31 le proposte del Festival, caratterizzate da linguaggi differenti e rivolte a un pubblico ampio. «Emerge così – ha spiegato il Vescovo – l’immagine di una Chiesa in uscita, convinta che si può annunciare il Vangelo in Chiesa, dall’alto di un pulpito, ma anche facendo e promuovendo cultura, ricorrendo all’arte, alla musica, al teatro, alla danza e affrontando temi di estrema attualità come la cura del creato, la pace e la fraternità».
Mons. Giovanni ha quindi evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e territorio. «Questo Festival è il frutto di un lavoro sinergico che ha visto la Diocesi dei Marsi collaborare con quattro Comuni della Marsica, coinvolgendo tutti gli altri Comuni, le associazioni, le scuole e le realtà del territorio. Questo lavoro sinergico è un valore in sé del Festival».
Infine, il ringraziamento alle Amministrazioni comunali e a quanti hanno sostenuto la manifestazione.
La serata al Teatro dei Marsi ha così unito musica, cultura e spiritualità, confermando lo spirito di un Festival che guarda alla tradizione non come a una memoria da conservare, ma come a una voce ancora capace di parlare al presente

Francesco, Tommaso e gli altri

Indirizzo

Avezzano
67051

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 12:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:00
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