Mimmo Sternativo

Mimmo Sternativo Questa pagina racconta un pò di me... Del mio vivere nel mondo... di ciò che continuamente mi fa r

02/09/2026

Sappiamo dove trovarlo, ci ha lasciato una mappa.

02/09/2026

La fragilità è un valore umano. Non sono affatto le dimostrazioni di forza a farci crescere, ma le nostre mille fragilità: tracce sincere della nostra umanità, che di volta in volta ci aiutano nell’affrontare le difficoltà, nel rispondere alle esigenze degli altri con partecipazione.
La fragilità è come uno scudo che ci difende dalle calamità, quello che di solito consideriamo un difetto è invece la virtuosa attitudine che ci consente di stabilire un rapporto di empatia con chi ci è vicino.
Il fragile è l’uomo per eccellenza, perché considera gli altri, suoi pari e non, potenziali vittime, perché laddove la forza impone, respinge e reprime, la fragilità accoglie, incoraggia e comprende.

(Vittorino Andreoli)

01/09/2026

"Il peccato consiste nel non volere uscire dalla condizione dell’autoidentità, dall’identità “Io=Io”. L’affermazione di se stesso che non si mette in rapporto con l’altro, cioè con Dio e con tutto il creato, l’insistenza nel non uscire da se stessi è il peccato radicale, ossia la radice di tutti i peccati. (…)
Il peccato è quella forza di difesa della propria autosufficienza che rende la persona “idolo di se stessa” (…). Il peccato è quella tendenza radicale dell’Io per la quale l’Io si conferma nel suo isolamento e fa di sé l’unico punto di appoggio della realtà. Il peccato è ciò che esclude dall’Io tutta la realtà, perché vedere la realtà, significa esattamente uscire da sé e trasportare il proprio Io nel non-Io, nell’altro, in ciò che contempliamo, significa cioè amare. Quindi il peccato è la parete divisoria che l’Io innalza tra se stesso e la realtà."

Pavel A. Florenskij, "La colonna e il fondamento della verità", 1914

31/08/2026

«Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace»

Sant'Agostino

27/08/2026

«Non temete di apparire ingenui, o stolti, o folli agli occhi del mondo. È agli occhi di Dio che dovete comparire».

Don Tonino Bello

25/08/2026

Mio Dio e mio tutto

Mio Dio e mio tutto !
Chi siete voi,
mio dolcissimo Signore Iddio,
e chi sono io,
io povero vermiciattolo,
vostro servo?...
Signore Santissimo
io vorrei amarvi
Signore mio Dio,
io vi dono tutto il cuor mio
e lo desidero ardentemente
fare sempre di più,
se almeno lo potessi compiere.

(*) Questa preghiera è riportata da Bartolomeo da Pisa, nelle sue "Conformitates", come preghiera quotidiana di San Francesco.
Anzi, Bartolomeo scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole.

( Il Santo davanti alla immensità di Dio si umilia fino a chiamarsi "vermiciattolo"! )

24/08/2026

Cosa vuole da te il Signore? Egli vuole che dovunque vada, ovunque tu esprima fatica, ovunque metta in atto la tua esistenza, possa sentirsi il buon profumo di Cristo, e che ti lasci scavare l'anima dalle lacrime dei poveri, di coloro che soffrono, e interpreti la vita come dono e non come peso».

d Tonino

A LOURDES, LA NOSTRA ACQUA È DIVENTATA VINO. Carissimi fratelli e sorelle, eccoci insieme per l’ultimo tratto di questo ...
12/08/2026

A LOURDES, LA NOSTRA ACQUA È DIVENTATA VINO.

Carissimi fratelli e sorelle, eccoci insieme per l’ultimo tratto di questo viaggio. Dobbiamo essere sinceri il treno ci porta a casa è vero, ma il cuore è ancora lì, alla Grotta.

Questi giorni li abbiamo vissuti come una sola famiglia. In queste ore mi tornano forte alla mente le parole del Vangelo di oggi delle nozze di Cana.

“Non hanno più vino”. Maria è la prima ad accorgersene e chiede aiuto al Figlio…

Forse anche noi siamo partiti dalle nostre case dove mancava il vino: mancava la forza, mancava la salute, mancava la pace, mancava il coraggio, la fiducia, forse anche la fede…
E Maria, in questi giorni, come a Cana, ci ha presi per mano e ci ha portati a Lourdes dicendoci: “Fate quello che vi dirà mio Figlio”. E così è stato, Gesù ha trasformato pian piano la nostra acqua in vino. Ma ha avuto bisogno delle anfore e delle mani che le riempiono.

Ecco allora che voi volontari dell’Unitalsi siete state queste mani benedette. Anfore piene di fatica, di notti vegliate, di braccia che hanno spinto carrozzine sotto la pioggia, di sguardi che hanno rassicurato, abbracci che hanno dato e ricevuto amore, di lacrime versate e asciugate…
È bello pensarvi come il vino buono che Maria versa ancora oggi. Grazie. Grazie per ogni gesto nascosto, per il servizio fatto, per l’amore e la passione che caratterizza il vostro prezioso servizio, il Signore ve ne renda merito.

Voi ammalati cari siete stati le nostre anfore.
Fragili, eppure preziose. È in voi che abbiamo visto il miracolo più grande: la sofferenza offerta con Gesù, la pazienza che predica più di mille parole, il sorriso che nasce dalla croce, il dolore portato con dignità e amore…
Con il vostro esempio ci avete insegnato cos’è la fede vera.

E così, insieme abbiamo obbedito, come i servi di Cana.

Lo abbiamo fatto ai bagni.
Quanta emozione. Acqua semplice, fredda, come quella della sorgente.
Molti di noi sono entrati con la paura, con il pudore, con il dolore... e ne siamo usciti lavati. Non sempre nel corpo, ma di sicuro nell’anima. Ci siamo sentiti figli. Ci siamo sentiti guardati da Maria. Ho visto lacrime, ho visto preghiere sussurrate, ho visto mani che stringevano le vostre, volontari, ammalati, pellegrini tutti con la STESSA SETE. Ed è lì che l’acqua è diventata vino: la stanchezza è diventata fiducia, fede, dono, PRESENZA.

Lo abbiamo fatto alla fiaccolata. Migliaia di luci nella notte, una sola voce che cantava “Ave Ave Ave Maria”.
E in mezzo a quella fiumana di luce c’erano le vostre carrozzine, i vostri volti, le vostre corone del Rosario.
La fiaccolata ci ha ricordato che la Chiesa cammina. Che nessuno è solo. Che la nostra piccola fiammella, unita a quella degli altri, diventa un incendio d’amore che arriva fino al cielo.

A Cana Maria non fa il miracolo. Indica Gesù.
E anche a Lourdes Maria ci indica Lui. Ci dice: “Fate quello che vi dirà”. E Lui continua a trasformare la nostra acqua in vino.

Ora torniamo alle nostre case, alle nostre parrocchie, alle nostre comunità, nei nostri gruppi. Ma torniamo diversi. Torniamo con le anfore piene di questo vino nuovo: la gioia, la fraternità, la pace che abbiamo ricevuto.

Infine vi affido tutti a Maria Immacolata. Lei custodisca i volontari, sostenga gli ammalati, i pellegrini, benedica ogni famiglia e ogni persona che abbiamo lasciato a casa.

Che il Signore vi dia salute nell’anima e nel corpo.
E che la Madonna, se Dio vorrà, ci faccia ritrovare ancora insieme pellegrini, con la fiaccola in mano e il cuore ancora bisognoso di trasformare l’acqua della nostra vita nel vino della FEDE.

Ave Maria.

Don Mimmo Sternativo

11/08/2026

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