23/04/2019
~AMEN~
Olio su tela m 4,00x2,40 - Anno 2019 di Dora Romano
Commissione realizzata per devozione a Maria S.S. dell'Arco del Rione URRA CASAS - La Rinascita - di Aversa (CE)
_Testo critico_
L'arte per Dora Romano, architetto ed artista frattese, non si limita al racconto dell'io o alla pura contemplazione del bello, il suo è un percorso fatto di ricerca e di analisi, dove dietro un impatto gradevole di un progetto esiste chiaramente un pensiero analitico che percorre tematiche che mutano a seconda del suo vivere e della propria sensibilità emotiva ed intellettuale, impregnata, quest’ultima, di contaminazioni che nutrono e irretiscono le idee che genera e che prendono vita e non a caso, l’opera in oggetto, intitolata "AMEN", lo dimostra. Il dipinto, come nel genere dell’artista, è di gusto puramente realistico.
L’opera narra della figura Sacra di Gesù attraverso immagini, scene e soggetti che si sovrappongono come in una “doppia esposizione” fotografica o come in un frame cinematografico che corre veloce su un grande schermo, lasciando agli spettatori la visione quasi onirica di alcuni dei passaggi della vita terrena del Cristo. Il soggetto centrale, quasi ad essere l’unico reale, è la Madre di Gesù che addolorata per la crocifissione del Figlio sembra voler raccontare attraverso i suoi occhi colmi di lacrime ed il suo incarnato saturo di sangue, ciò che il suo cuore ancora vede e sente.
L’opera è ambientata nella Basilica del Santo Sepolcro chiamata anche la chiesa della Resurrezione, è una chiesa cristiana di Gerusalemme, costruita sul luogo che la tradizione indica come quello della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù in Terra Santa. La scena di sfondo avvolge e raccoglie i soggetti ponendoli quasi in una visione prospettica illusoria e infinita riconducendo ripetute volte l’occhio dell’osservatore negli occhi della Vergine Maria per recitare la preghiera che quasi ci detta per l’espiazione di tutte le colpe e che alla fine si sigilla con un “Amen”. Ed è per ciò che “Amen” è il titolo che l’autrice dell’opera sceglie poiché sembrava essere la formula conclusiva adatta a rendere il lavoro esaustivo all’udire del cuore degli altri, di tutti.
Amen è una parola ebraica di dichiarazione o affermazione, si trova nell'ebraico biblico e nel Corano. È sempre stata usata nel giudaismo, e da lì è stata adottata nella liturgia cristiana come formula conclusiva per preghiere e inni. L'avverbio ebraico אמן ámén significa soprattutto "certamente", "in verità" o meglio "così sia". Nella liturgia cristiana è usata come risposta dell'assemblea alla fine delle preghiere liturgiche: ha il significato di esprimere l'assentimento per ciò che si è detto e per augurio che la preghiera sia esaudita. Il suo significato si lega al concetto di affidamento. Può essere tradotta in: “così è”, “così sia”, “in verità”.
Essere all'amen, essere alla fine… ma solo della vita terrena.
Testo critico dell’arch. Mauro Di Martino
© Dora Romano 2019