Diocesi di Avellino

Diocesi di Avellino Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Diocesi di Avellino, Chiesa cattolica, Piazza Libertà, 19, Avellino.

🎭 𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗔𝗟 𝗣𝗢𝗟𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲/𝟮𝟳Ci siamo!La nuova stagione sta per cominciare.𝗖𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲. 𝗗𝗮 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗶...
08/09/2026

🎭 𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗔𝗟 𝗣𝗢𝗟𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲/𝟮𝟳
Ci siamo!
La nuova stagione sta per cominciare.
𝗖𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲. 𝗗𝗮 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼, 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲.
📅 𝟮𝟰–𝟮𝟱 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 — Letto Ovale
📅 𝟮–𝟯 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 — Il medico dei pazzi
📅 𝟮𝟬–𝟮𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 — L’ospite gradito
📅 𝟭𝟯–𝟭𝟰 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 — Signori, il delitto è servito
📅 𝟴–𝟵 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 — Arezzo 29… in 3 minuti
📍 𝗔𝘂𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝘂𝗺 𝗣𝗼𝗹𝗼 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 – 𝗔𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼

E quest’anno il progetto cresce anche 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲:
👨‍💻 un 𝘀𝗶𝘁𝗼 completamente rinnovato;
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E non finisce qui: nelle prossime settimane vi racconteremo anche i 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 e i 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 che stanno prendendo forma.

Un progetto di 𝗔𝗧𝗟𝗔𝗦 𝗔𝗣𝗦, in collaborazione con la 𝗗𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼.

𝗦𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹’𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝘃𝗶. ❤️

𝐈 𝐕𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐢𝐫𝐨𝐥𝐚: «𝐔𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐨...
06/09/2026

𝐈 𝐕𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐁𝐞𝐧𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐢𝐫𝐨𝐥𝐚: «𝐔𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. 𝐋𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞»

Come vescovi della Metropolia di Benevento desideriamo unire la nostra voce a quella di mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza Episcopale Campana, pastore di una terra fortemente segnata anch’essa dal problema di un inquinamento che è frutto dell’opera dell'uomo, di una forte disattenzione e di visioni miopi rispetto al bene comune.
Nei giorni scorsi, insieme a tanti vescovi delle aree interne, ci siamo interrogati sul valore dei nostri territori, così ricchi di un patrimonio culturale, di tradizioni religiose e caratterizzati dalla bellezza della natura. Si tratta di risorse fondamentali da difendere e custodire per la rinascita di terre che, purtroppo, a volte vengono viste solo come aree periferiche e destinate a un ineludibile declino.
Per questo motivo, quanto avvenuto ad Airola non è un semplice incidente, ma una vera e propria ferita su un corpo che chiede al contrario attenzione e cura.
Facciamo nostre le parole di mons. Di Donna che esprimono, prima di tutto, gratitudine verso chi sta lavorando ed è impegnato per il superamento del rogo. Al contempo, rivolgiamo un forte invito alla responsabilità a chi ha il compito di vigilare, di prevenire e di costruire un contesto socioambientale sano, dove la salute delle persone sia messa al primo posto, al di sopra di ogni interesse o burocrazia.
Ci auguriamo che da questo tragico evento venga un sussulto per le coscienze, di fronte a un tema che tante volte ci si limita a delegare ad altri, dimenticando che ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, come singola persona e come comunità civile.
Siamo vicini a tutti. Il nostro è un impegno comune nella costruzione di un mondo e di una società in cui i diritti di tutti siano rispettati e, tra questi, quello della salute non è certo secondario.

+ Michele Autuoro, Arcivescovo di Benevento
+ Giuseppe Mazzafaro, Vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti
+ Arturo Aiello, Vescovo di Avellino
+ Sergio Melillo, Vescovo di Ar**no Irpino-Lacedonia
+ Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
+ Riccardo Luca Guariglia, Abate Ordinario di Montevergine

Al link sottostante il comunicato del Vescovo di Acerra – Presidente della Conferenza Episcopale Campana, S.E. Mons, ANTONIO DI DONNA

https://www.diocesiacerra.it/rogo-di-airola-comunicato-stampa

𝐍𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞, 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐬𝐚.L’11 settembre 2026 ricorre il ventesimo anniversari...
02/09/2026

𝐍𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞, 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐫𝐬𝐚.

L’11 settembre 2026 ricorre il ventesimo anniversario della morte di 𝐒.𝐄. 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐅𝐨𝐫𝐭𝐞, 𝐎.𝐅.𝐌., 𝐕𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 dal 1993 al 2004.

La Chiesa di Avellino ne ricorderà la figura e il ministero episcopale con una 𝐂𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐮𝐜𝐚𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟏.𝟎𝟎 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐭𝐞𝐝𝐫𝐚𝐥𝐞,
insieme ai Frati Minori, presieduta dal 𝐕𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐀𝐫𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐀𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨.

Al termine della Santa Messa, la comunità si recherà nella 𝐂𝐫𝐢𝐩𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐭𝐭𝐞𝐝𝐫𝐚𝐥𝐞, dove riposano le spoglie di Mons. Forte, per un momento di raccoglimento e di preghiera davanti alla sua tomba.

A vent’anni dalla sua morte, la Diocesi affida ancora una volta al Signore Mons. Antonio Forte, custodendo con gratitudine la memoria del suo servizio alla Chiesa avellinese. 🙏

Stamattina, in occasione della Solennità di Maria Santissima di Montevergine, il clero della Diocesi di Avellino si è ri...
01/09/2026

Stamattina, in occasione della Solennità di Maria Santissima di Montevergine, il clero della Diocesi di Avellino si è ritrovato presso il Santuario di Montevergine per la Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Mons. Arturo Aiello, alla presenza dell’Abate di Montevergine Mons. Riccardo Luca Guariglia.

Un momento di preghiera e di comunione che, all’inizio di un nuovo anno pastorale, ha offerto anche l’occasione per tornare a interrogarsi sul senso più profondo del ministero e sul cammino della nostra Chiesa.

𝐔𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨.Questo pomeriggio, presso il Polo Giovani, gli ami...
21/08/2026

𝐔𝐧 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨.

Questo pomeriggio, presso il Polo Giovani, gli amici della Diocesi di Reggio Calabria, giunti in città per la rappresentazione dello spettacolo “𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐞 - 𝐈 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚”, hanno incontrato il nostro 𝐕𝐞𝐬𝐜𝐨𝐯𝐨, 𝐌𝐨𝐧𝐬. 𝐀𝐫𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐀𝐢𝐞𝐥𝐥𝐨.
È stato un momento intenso e coinvolgente, vissuto nel segno dell’accoglienza e della fraternità, prima della rappresentazione in programma questa sera al Parco Palatucci.
Nel suo saluto, il Vescovo ha richiamato il 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞: da soli non si va da nessuna parte. Solo camminando insieme, mettendo in comune storie, fatiche, talenti e speranze, è possibile costruire qualcosa che resti davvero.
La storia di Francesco e Chiara, che questa sera sarà raccontata attraverso il linguaggio del musical, non è una pagina lontana nel tempo. È una storia che continua a parlare, a provocare, a interrogare la vita di ciascuno.
Come ha ricordato Mons. Aiello, questa storia non ci lascerà tali e quali: ciò che viene interpretato sul palco, in realtà, interpella tutti noi. Ci chiede che cosa significhi oggi scegliere la semplicità, la fraternità, la cura dell’altro, la libertà del Vangelo.
Grazie agli amici della Diocesi di Reggio Calabria per questa presenza bella e preziosa nella nostra Chiesa di Avellino.

20/08/2026

🎭 𝐈𝐧 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨!

Sono partiti da Reggio Calabria con entusiasmo, sorrisi e tanta voglia di condividere una serata speciale: sono i protagonisti di “𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐞 - 𝐈 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚”, pronti a portare al Parco Palatucci di Avellino musica, teatro, energia e fraternità.

Un messaggio allegro, semplice e contagioso, quello lanciato durante il viaggio da tanti ragazzi di ogni età: un invito a partecipare e a lasciarsi coinvolgere dalla bellezza di una storia che parla ancora a tutti.

📅 𝟐𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
🕘 𝐎𝐫𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎
📍 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐭𝐮𝐜𝐜𝐢 - 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨
𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 “𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨”

A domani 💫

🎭 “𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐞 - 𝐈 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚” 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐝 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨.📅 𝟐𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔🕘 𝐎𝐫𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎📍 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐏...
18/08/2026

🎭 “𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐞 - 𝐈 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚” 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐝 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨.

📅 𝟐𝟏 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
🕘 𝐎𝐫𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎
📍 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐭𝐮𝐜𝐜𝐢 - 𝐀𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨
𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 “𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨”

La Diocesi di Avellino, il vescovo di Avellino S.E. mons. Arturo Aiello e la Caritas Diocesana di Avellino invitano la comunità a vivere una serata di teatro, musica, incontro e speranza insieme ai giovani della Diocesi di Reggio Calabria, protagonisti dello spettacolo “𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐭𝐞 - 𝐈 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐞 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚”.

Il musical racconta la vita e la testimonianza di Francesco e Chiara, il coraggio delle loro scelte, la forza della fraternità, l’attenzione agli ultimi e la bellezza di una fede capace di parlare ancora al nostro tempo.

In un periodo segnato da guerre, solitudini e nuove povertà, questa iniziativa vuole essere un’occasione per ritrovarsi come comunità, condividere speranze e rafforzare quei legami che aiutano a costruire futuro.

Una serata semplice e speciale, nel segno dei giovani, dell’arte e della fraternità.

Vi aspettiamo al Parco Palatucci.

14/08/2026

60° Anniversario dell'Incoronazione della Beata Vergine Maria Assunta

A MANI GIUNTECi sono momenti in cui una coppia, una famiglia, una parrocchia, un paese, una città hanno la possibilità d...
14/08/2026

A MANI GIUNTE

Ci sono momenti in cui una coppia, una famiglia, una parrocchia, un paese, una città hanno la possibilità di incontrarsi o di disperdersi, di celebrare il “NOI” o di ripiegarsi sul “particulare” di Guicciardini che null’altro è che scegliere il proprio interesse a prescindere dagli altri. Il “Ferragosto Avellinese” e/o “La Festa dell’Assunta”, due approcci diversi che si incontrano in uno stesso giorno, costituisce un momento in cui ricordare o dimenticare, tornare in città o restare al mare “perché quest’anno si muore dal caldo”, decidere di “celebrare” riannodando vincoli o “tranciare” certi fili che ci collegano al passato, ci rendono uomini, esseri in relazione, singoli che scelgono di stare insieme aspettando l’alba. Un tempo, ormai lontano, la provenienza era segno di identità e nel declinare le generalità, all’atto di presentarsi, sempre si rispondeva ad una domanda: “di dove sei?”. “Di Avellino!” si rispondeva con un orgoglio che rievocava una storia, la Torre dell’Orologio, la Dogana, la Fontana Bellefonte, le caldarroste, il vino, le nocciole, il volto dolce della Statua dell’Assunta con gli occhi rivolti al cielo, ma così attenta alle mille tragedie della terra. I nostri figli cosmopoliti, figli degli Erasmus, che parlano correttamente l’inglese che portarono gli Alleati a suon di bombe sulla città (tremila morti!), rischiano di essere apolidi, senza paese, spaesati, senza patria, senza padre né Madre, senza un “borgo natio” cui poter tornare, da cui, irraggiando, prendeva consistenza il mondo intero. Una festa non risponde ad una legge del calendario o ad una semplice scadenza, ma è una scelta fatta insieme per raccontare una storia, per incontrarsi e salutarsi per il Corso, per aggiornare profili, per scendere nel Centro Storico fino alla Cattedrale e incontrare la Madre e con Lei la nostra infanzia e quella della città. Nell’immagine dell’Assunta non c’è solo un’adesione di fede, ma il simbolo di una intera civitas che vuole innalzare lo sguardo oltre le guerre, oltre gli schieramenti politici, oltre i problemi economici, oltre lo spopolamento dell’Irpinia, oltre il diradarsi del mercato del lavoro, oltre la disperazione strisciante che ci accomuna, oltre… La grandezza di un uomo è travalicare, oltrepassare, trascendere le ristrettezze del presente per immaginare altro. Questo processo di saltare il muro (quello che impediva a Leopardi la visione “dell’ultimo orizzonte”) è un atto di coraggio difficile da innescare da soli, è più facile compierlo insieme. Spero che credenti e agnostici, vicini e lontani, giovani e adulti scelgano di incontrarsi in questi giorni per celebrare un’appartenenza, per manifestare affetto ai luoghi e alle pietre, per sentirsi comunità avellinese sotto l’antica protezione della Madonna Assunta in cielo. Una nota caratterizza la festa di quest’anno ed è il 60° anniversario dell’Incoronazione dell’Immagine dell’Assunta che ci farà ripetere quel gesto in Cattedrale venerdì sera. Mons. Gioacchino Pedicini, Vescovo di Avellino, nel 1966, poneva sulla Statua la corona d’oro simbolo di devozione e di legame con la città. Erano gli anni del boom economico, della visione positiva della vita che animava l’Italia, della lambretta e della cinquecento, del futuro roseo verso cui tutti guardavano con fiducia. Oggi ci sono meno sorrisi e più preoccupazioni, il pericolo della contrazione numerica per la provincia e per la città, un’identità debole ed un senso di appartenenza al territorio molto labile. Cosa può rappresentare per noi poggiare la preziosa corona sul capo della Statua che passerà benedicente per le strade della città? Corona dice regalità ed indica la Madre come Regina. Nelle corti del Settecento c’erano maree di questuanti che stazionavano fuori della porta della reggia in attesa di ricevere pane, accoglienza, riparo nelle endemiche epidemie e povertà. Così ci presenteremo alla Madre quest’anno con il palmo aperto di coloro che chiedono la ca**tà, come un popolo disperso che chiede unità e prospettive per vivere e per sperare. Il futuro della città è debole nelle nostre mani, ma diventa potente nelle Sue raccolte sul petto nell’atto della preghiera. Anche le mani sono disperse, pendono penzoloni dai nostri corpi impossibilitate alla danza, alla stretta con altre mani, all’impasto del pane, alla carezza, all’abbraccio. La Madre ci insegna daccapo il segno della Croce, prima lezione di fede ricevuta nell’infanzia, che si conclude con le mani giunte, unificate, pacificate tra loro in un tocco che esprime raccoglimento, il più semplice e fondamentale ritrovarsi. Avrà le mani giunte la coppia, la famiglia, la città, nello stupore di ritrovarsi, mano nella mano, mani nelle mani. Mani nelle Sue Mani.
+ Arturo Aiello

Indirizzo

Piazza Libertà, 19
Avellino
83100

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