18/08/2026
โ ๐ฆ๐ฃ๐๐ฅ๐๐ง๐จ๐๐๐๐งร | ๐๐๐ข๐๐๐๐๐๐ก๐ข ๐ฃ๐๐๐๐๐๐ก๐ โ ๐๐ ๐ฉ๐๐ฆ๐๐ข๐ฉ๐ข ๐๐ก๐ก๐๐ ๐ข๐ฅ๐๐ง๐ข ๐๐๐๐โ๐๐จ๐๐๐ฅ๐๐ฆ๐ง๐๐, ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ข๐ก๐ก๐ ๐ ๐๐๐ ๐ฃ๐ข๐ฉ๐๐ฅ๐โ
Proseguiamo i racconti sulla spiritualitร e, nel ๐ฒ๐ฌยฐ ๐ฎ๐ป๐ป๐ถ๐๐ฒ๐ฟ๐๐ฎ๐ฟ๐ถ๐ผ ๐ฑ๐ฒ๐น๐นโ๐๐ป๐ฐ๐ผ๐ฟ๐ผ๐ป๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ, parliamo proprio del Vescovo che incoronรฒ la Madonna quel 14 agosto 1966, ๐๐ถ๐ผ๐ฎ๐ฐ๐ฐ๐ต๐ถ๐ป๐ผ ๐ฃ๐ฒ๐ฑ๐ถ๐ฐ๐ถ๐ป๐ถ.
ร la volta di un altro Santo Uomo, che scrisse un pezzo di storia di Avellino nella metร del 1900, pazzamente innamorato dell' Eucarestia, dell' Immacolata e dei poveri, molto legato anche alla vita dell' Arciconfraternita.
๐น๏ธ ๐๐ถ๐ผ๐ด๐ฟ๐ฎ๐ณ๐ถ๐ฎ
๏ธGioacchino Pedicini, nacque l' 8 aprile 1883 a , piccolo comune della provincia di Benevento, da Angelo Pedicini e Rosa Martini, genitori profondamente cattolici.
A soli 10 anni, il piccolo Gioacchino entrรฒ nel seminario Arcivescovile e successivamente nell' Ateneo Pontificio di Benevento, ove completรฒ i suoi studi distinguendosi sempre per diligenza e pietร , come si legge sul Bollettino Ecclesiastico dell' Arcidiocesi di Benevento risalente all'ottobre 1989.
Il 25 maggio del 1907, nella Cattedrale di fu ordinato dall' Arcivescovo Benedetto Bonazzi, nominato poi parroco della parrocchia San Ciriaco di Foglianise nel 1910, ove sin da subito lo si vide operante con il suo spirito d'iniziativa e le sue doti sacerdotali. Sempre vigilante ed instancabile, intelligente e dinamico, volitivo e disinteressato, impiegรฒ tutte le sue energie per il popolo affidato alle sue cure.
Nel 1915, fu chiamato alle armi e partรฌ come ca****lano militare, meritandosi la "croce di guerra".
Fu solente e zelante pastore, con una spiritualitร profonda che si manifestava in ogni atto della sua vita quotidiana: l'amore per i poveri, la ca**tร , l'interesse per ogni sofferente, spiccate qualitร sacerdotali che lo hanno contraddistinto per tutta la sua vita e che lo hanno portato, nel 1931, ad essere nominato "ca****lano di onore di Sua Santitร " e, l'Arcivescovo di Benevento, lo volle fortemente a Benevento come Padre spirituale degli aspiranti al sacerdozio nel seminario egionale, ed ivi rimase fino al 1939, potendo cosรฌ formare le coscienze di tanti "pastori di anime", nutrendo sempre una grande fiducia e capacitร nei giovani, purchรฉ aiutati, sostenuti e valorizzati.
Gioacchino Pedicini manifestava tre principali amori:
โซ๏ธ l'amore per l'Eucarestia, sintesi della sua vita di pietร e fonte delle sue risorse spirituali;
โซ๏ธl'amore per la Madonna, invocata in ogni sua faccenda, perchรฉ in Lei riponeva ogni fiducia e da Lei aspettava ogni soccorso;
โซ๏ธl'amore per il Papa, in cui vedeva non il superiore - ma, come diceva Santa Caterina, il "dolce Cristo in terra".
Diceva il Cardinale Giuseppe Caprio che il segreto di Monsignor Pedicini ebbe quattro nomi:
- una fede genuina ed immensa ;
-una pazienza biblicamente filtrata, fatta di poche parole e di tanti silenzi significanti;
-una bontร fatta di fortezza e magnanimitร ;
-una semplicitร evangelica, che obbligava spesso l'interlocutore ad arrossire.
Un sacerdote cosรฌ solente e zelante, pur se profondamente umile, non poteva rimanere inosservato e, il 12 agosto del 1939, fu proclamato Vescovo.
๐น๏ธ VESCOVO DI AR**NO
Il 12 agosto 1939, S.E. Agostino Moncinelli, Arcivescovo di Benevento ed Amministratore Apostolico, della Diocesi di Ar**no Irpino, notificava ai fedeli "Con gaudio nello spirito vi possiamo annunciare che Sua Santitร Pio XII, ha voluto provvedere la diletta Diocesi di Ar**no del suo Pastore nella persona di Mons. Gioacchino Pedicini, Canonico della Metropolitana e direttore Spirituale del seminario regionale di Benevento".
Ad Ar**no, Mons. Pedicini vi rimase fino al 1949: non furono affatto anni facili quelli dell'episcopato in Ar**no, poichรฉ erano interessati dalla II guerra mondiale, eppure Pedicini non demorse e cercava con animo di spirito di stare sempre vicino al suo popolo, in ogni momento, senza mai lasciarlo solo.
Passata la guerra, nel 1948 indisse ad Ar**no il "Congresso Eucaristico Diocesano", affinchรฉ clero e fedeli, divenissero nuovi fermenti di vita evangelica, destinati a germogliare in molteplici frutti di bene e indisse, nella Chiesa di S. Anna, in ricordo del Congresso, l' Adorazione perpetua.
๐น๏ธVESCOVO DI AVELLINO
Nel 1949, fu nominato Vescovo di Avellino e il 15 gennaio 1950, avvenne l'insediamento tra la gioia del popolo che lo accolse osannandolo, ove poi restรฒ a reggere la Diocesi fino al 1967, prima del ritiro spirituale.
Egli trovรฒ una cittร piena di piaghe materiali e morali per mezzo della guerr,a, che causรฒ oltre 3.000 morti e dunque badรฒ al suo risanamento.
Pedicini si fece amare sin da subito per il suo cuore immenso, per modestia e generositร , e visse i due periodi delle grandi guerre con immenso spirito cristiano, in povertร e nella sofferenza in mezzo alla sua gente.
Egli continuรฒ l'opera di ristrutturazione della Cattedrale e dell'episcopio ma, piรน di tutto, badรฒ alla diffusione di opere di ca**tร e alla formazione dei giovani.
Egli fu uomo di spirito, ma anche di azione: ad ogni azione, dava un'impronta di spiritualitร e viveva in pieno la teoria francescana di San Bonaventura "sursum actio".
Da Vescovo di Avellino, si prodigรฒ sin da subito per la santificazione del clero: la quotidiana meditazione del Vangelo, ricordando spesso ai sacerdoti le parole del Signore "io vi ho eletti perchรฉ andiate e facciate grande frutto di me".
Esortava loro a non badare agli interessi personali, ma ad agire a gloria di Gesรน Cristo, fondamento di ogni cosa, amando la povertร e staccandosi dalle mondanitร . Per rafforzare tutto ciรฒ, istituรฌ l' Ora di Adorazione Eucaristica settimanale per tutto il Clero ed i ritiri spirituali che consistevano nelle celebrazioni dell' Eucarestia, le confessioni, gli esami di coscienza e istruzioni pratiche.
Pedicini si mostrรฒ come uomo di elevate virtรน ed ebbe il coraggio, nel giro di pochi anni, di indire il (1954), il (1956) ed il (1959).
โซ๏ธ Nel 1956, per promuovere il rinnovamento interiore e il consolidamento della disciplina ecclesiastica, indisse il sinodo diocesano, ove sempre specificava ai presbiteri che il Vangelo andava tramandato con le azioni, perchรจ "le parole a poco servono se non susseguite dalle opere", e precisava che bisognava essere Chiesa in uscita e badare soprattutto ai poveri.
Il sinodo diocesano aveva 5 finalitร , che Mons. Pedicini trasse dalle parole del Beato Gregorio Barbarigo, grande Vescovo di Padova:
1) ubbidienza; 2) ringraziamento; 3) scusarsi; 4) consolarsi; 5) incitarsi a far meglio .
โซ๏ธNel 1959, indisse il suo secondo Congresso Eucaristico a 20 anni dalla sua nomina di Vescovo e nel decennale come Vescovo di Avellino, come atto di ringraziamento al Signore e scrivendo che "tutta la grandezza del sacerdozio proviene dall' Eucarestia e tutto l'onore e la riconoscenza deve andare all' Eucarestia".
Pedicini, studiรฒ il programma nei minimi dettagli per molto tempo, poi costituรฌ il comitato esecutivo al quale manifestava la sua volontร di eseguire una programmazione degna.
Come tema del Congresso scelse "l'Eucarestia e la Liturgia", stabilendo che in tutte le parrocchie della Diocesi, fossero tenuti corsi di preparazione e processioni Eucaristiche.
Ad Avellino le celebrazioni ebbero luogo dal 30 aprile al 7 maggio 1959 e l'apertura del Congresso ebbe luogo in Cattedrale, in forma solenne, alla presenza del Cardinale Castaldo, Arcivescovo di Napoli.
Parteciparono a tutto il Congresso vari Vescovi e Oratori di fama nazionale e, nonostante i giorni feriali e a volte piovosi, la presenza dei fedeli fu notevole.
Il 6 maggio, vescovi e autoritร civili e religiose accolsero solennemente il Cardinale Ottaviani, il quale dopo un magnifico discorso in Cattedrale, impartรฌ la benedizione Eucaristica e, il giorno seguente, 7 maggio, a conclusione del Congresso, fu un vero trionfo dell' Eucarestia, con folti gruppi di fedeli, associazioni cattoliche e confraternite.
๐ท๏ธ INNAMORATO DELLA MADONNA
Pedicini era molto innamorato della Madonna. Nelle espressioni piรน spontanee e piรน sincere dell'anima sua, Mons. Pedicini sapeva incrementare l'amore per la Madonna, attuando l'educazione ricevuta e l'esercizio spirituale costante: non solo visse integralmente l'amoree l'affidamento alla Madonna, ma lo incalzรฒ a seminaristi, sacerdoti e ai fedeli.
Da Vescovo, ebbe la gioia di avere entrambe le Cattedrali in cui fu presule dedicate alla B.V. Assunta.
๐น๏ธ IL CONGRESSO MAR**NO
Nel 1954, per la ricorrenza del primo centenario della proclamazione del Dogma dell' Immacolata Concezione di Pio IX, il Papa del tempo, Pio XII, con la lettera enciclica "Fulgens Corona", indisse l' in tutto il mondo, per una pace solida, sincera e duratura tra i popoli.
In merito, Pedicini meditรฒ attentamente l' Enciclica e, per commemorare degnamente l'anno Mariano e per "riaccendere negli animi la devozione ardente verso la Vergine Madre di Dio", il Vescovo pubblicรฒ una lettera indirizzata al clero e al popolo della Diocesi di Avellino incentrandola sul tema "la Madonna e la famiglia", perchรฉ tutti prendessero come modello la famiglia di Nazaret, piรน Santa mai esistita e come esempio la Madonna, perchรฉ "cardine della famiglia", stabilendo che in tutte le parrocchie della Diocesi si svolgessero funzioni religiose, convegni e conferenze in preparazione al che si tenne poi dall'8 al 15 agosto.
Mons. Pedicini organizzรฒ cosรฌ questo grande Congresso Mariano, che fu anche il primo organizzato dal Vescovo alla guida della Diocesi di Avellino, dedicato proprio all'amatissima Madonna.
Esso,, fu svolto nella Cattedrale di Avellino durante il Solenne Novenario dell' Assunta. All'apertura del Congresso, intervenne l'Arcivescovo di Salerno, Moscato, che tenne un magistrale discorso, dimostrando il fallimento dell'umana esistenza senza la presenza di Dio, di qui il bisogno di tornare a Dio per mezzo di Maria.
Durante i giorni del Congresso, in Cattedrale vi fu un continuo affluire di pellegrini da ogni paese della Diocesi e non solo, i quali, dopo le solenni celebrazioni che venivano officiate sempre da un Vescovo differente, prendevano parte ai convegni o conferenze, che illustravano la dottrina Mariologica, ove si esaltavano le virtรน, le lodi e i privilegi della Beata Vergine Maria, argomenti semplici, pratici e di attualitร sulla Santa Vergine, Madre di Dio e fulcro della famiglia, modello e principale guida del popolo.
Il giorno 14, si tenne la chiusura del Congresso Mariano e l'intervento di Vescovi e Arcivescovi influรฌ molto sulla grande riuscita del Congresso.
Nel giorno della solennitร dell' Assunzione, avvenne un apoteosi della Celeste Patrona di Avellino: al mattino, fra le tante Messe, tenne il pontificale l'Arcivescovo di Benevento, Mons. Mancinelli e, nel pomeriggio, avvenne la solenne processione di Maria Santissima, alla quale presero parte Vescovi, Arcivescovi, presbiteri, autoritร civili e militari, associazioni cattoliche e un grandissimo concorso di popolo locale e proveniente da fuori cittร , come spesso รจ capitato nel corso dei secoli.
Alla fine del grande evento Mariano, il Santo Vescovo Pedicini ringraziรฒ il Signore per aver constatato un maggior risveglio di pietร verso la Vergine Santa e un maggior fervore di preghiere a Lei rivolte.
Alla luce del soprannaturale, Pedicini guardรฒ e seppe risolvere tanti problemi rivolgendosi sempre a Maria: spirito votato al Divino, cuore aperto e generoso, umile servitore della Chiesa e dei fratelli: era un uomo di continua e instancabile preghiera e, ogni sera, si raccoglieva in ca****la per pregare la Madonna, trasportando quanti si trovavano negli uffici di palazzo Vescovile.
๐น๏ธ ๐๐ก๐ก๐ข ๐ญ๐ต๐ฒ๐ฒ: ๐จ๐ก ๐๐ง๐ง๐ข ๐โ๐๐ ๐ข๐ฅ๐ ๐ ๐ ๐๐ฅ๐๐ ๐ฆ๐๐ก๐ง๐๐ฆ๐ฆ๐๐ ๐
Nel 1966, Mons. Pedicini scriveva nella storia della Chiesa avellinese una pagina degna di menzione e fu
l'ultimo atto prima del suo ritiro spirituale.
In quell'anno, ricorreva l' VIII centenario della Cattedrale ed avvenne anche l'Incoronazione della Madonna.
Il 5 agosto del 1966, giorno della dedicazione della Cattedrale all' Assunta, si svolse una solenne celebrazione commemorativa con pontificale del Vescovo, il tutto preceduto da un Triduo di preghiera ed una conferenza che illustrรฒ il significato della Cattedrale.
In coincidenza, per iniziativa dell' Arciconfraternita dell'Immacolata, la sera del 14 agosto, che fu una domenica, Pedicini incoronรฒ con una corona aurea l'effige sacra della Celeste Patrona di Avellino, il tutto avvenuto con una solenne cerimonia tenutasi in via Matteotti ad Avellino, a cui assistette un'immensa folla di fedeli festanti, alla presenza di numerosi Vescovi, del Capitolo Cattedrale, del Seminario vescovile e di tutte le autoritร civili e militari, per delega del Capitolo Vaticano.
๐น๏ธ IL RITIRO SPIRITUALE
Agli inizi di agosto del 1966, Pedicini fece richiesta al Papa di essere esonerato dal governo della Diocesi per limiti di etร e, la richiesta, fu accolta e messa in esecuzione nel 1967. Pedicini si ritirรฒ nella casa paterna di Foglianise, ove rimase fino al 24 giugno 1974, accudito da parenti e continuando, per quanto gli era possibile, il suo ministero apostolico, rendendosi ancora e ancora disponibile a quanti gli chiedessero collaborazione, partecipando ad ogni funzione cui veniva invitato e ricevendo manifestazioni di affetto, come quando era Vescovo residenziale.
Volle trasferirsi poi ad Aiello del Sabato, nella casa del suo fraterno amico Don Domenico Imbimbo, parroco del luogo, dove lรฌ stette sino alla sua dipartita.
Nonostante tante difficoltร dovute alla vecchiaia, mai ha mollato la preghiera, in modo particolare la recita del Santo Rosario, che recitava piรน volte al giorno. L'anno 1979, fu una felice preparazione al transito alla Casa del Padre .
Nel gennaio del 1980, la salute del caro Vescovo peggiorรฒ. Il 14 gennaio 1980, Pedicini aveva il respiro lento e affannoso e vani furono gli interventi dei medici. Alle ore 10.20, il Signore aveva predisposto l'incontro col suo servo fedele e Pedicini, senza mai lamentarsi, come avvenuto per tutta la sua vita, con un lieve sorriso spirรฒ e lasciรฒ questo mondo.
๐ ร MORTO UN SANTO
Fu amato da quanti lo avvicinarono e la conferma avvenne il 15 gennaio 1980 quando, trent'anni dopo il suo ingresso trionfale in Avellino da Vescovo, tra gli osanna del popolo, vi rientrรฒ in cittร esamine e da tutti pianto, tra gli osanna ancora piรน calorosi del popolo, in una cerimonia funebre avvenuta nella Chiesa di San Ciro in viale Italia di Avellino, presieduta dal Cardinale Giuseppe Caprio con numerosi vescovi e sacerdoti, con grandissima presenza di fedeli addolorati per la dipartita di un Santo.
Alla fine della cerimonia, vi fu l'abbraccio con la cittร e la gente che urlava "Gioacchino Pedicini รจ un Santo", con una processione che condusse il feretro del venerato Vescovo verso la Cattedrale di Avellino, nella Cripta, dove riposa in pace, sotto ai piedi della Sua Mamma Celeste.