05/07/2026
Augusta o Agosta
«Vi sono in Augusta tre fortezze; cioè una dentro alla città in alto; una nella bocca del porto, che è molto grande dentro, ed un'altra però dentro al porto, divisa in due sopra due scoglietti vicino l’uno all'altro.» Pietro della Valle 1626
Augusta fu fondata nei pressi del sito dell'antica città dorica di Megara Hyblaea dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1232. Federico la chiamò Augusta Veneranda (Augusto era titolo reale o imperiale) e divenne una delle sue località preferite.
Augusta venne occupata dagli Angioini e poiché era rimasta fedele agli Hohenstaufen, fu rasa al suolo con il concorso dei messinesi.
Gli abitanti combatterono nei Vespri siciliani e già nel 1282 sul castello sventolava la bandiera aragonese, dominio che durerà per quattro secoli.
Nel 1326 Augusta divenne feudale sotto il possesso di Guglielmo Raimondo II Moncada, il primo dei ventiquattro conti del territorio di Augusta. Passati due secoli come città feudale, Augusta tornò al demanio nel 1560, dopo che il re, vista l'insufficiente difesa che i conti avevano provveduto durante le invasioni turche del 1551, 1552, 1553 e 1560, decise di provvedere personalmente alla difesa della città. Avvennero infatti tutte dopo il 1560 i primi interventi di fortificazione: dal taglio dell'istmo alla costruzione di bastioni e dei forti Garcia, Vittoria e Avalos. Ma nonostante ciò i turchi continuarono ad attaccare. Nel 1594 avvenne il miracolo. San Domenico, apparve in cielo e mise fuga i turchi. Questo dice la leggenda; altri pensano che si trattava di domenicani, che già anni prima vennero autorizzati a tenere armi per difesa.
Il XVII secolo si rivela fiorente per Augusta anche per l'arrivo dell'ordine dei Cavalieri di Malta che qui costruirono un grande forno per la produzione di biscotti intorno alla metà del secolo. Nel 1675 il porto fu campo della Battaglia d'Agosta tra spagnoli e francesi, che vide la vittoria di questi ultimi che però abbandonarono pochi anni dopo il castello. Il 9 e l'11 gennaio del 1693 la città venne rasa al suolo dal terremoto. Nonostante ciò in pochissimi anni la città si risollevò e venne pure elevata alla dignità senatoria. Gli edifici della città distrutti dal terremoto vennero costruiti in stile tardo barocco come nelle altre città del Val di Noto. Dopo ciò Augusta incominciò un lento declino, dal passaggio ai Borboni fino all'unità d'Italia, e concludere con la costruzione nel 1890 del penitenziario sull'antico castello fridericiano. Nel 1778 Vivant Denon visita Augusta lasciando una descrizione del castello fortificato e del porto all'interno del suo Voyage en Sicilie.
(Credito fotografico Pio Andrea Peri)