Il Santo del Giorno

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GIOVEDÌ 04 GIUGNO 2026 - SAN FRANCESCO CARACCIOLOFrancesco Caracciolo, al secolo Ascanio (Villa Santa Maria, 13 ottobre ...
04/06/2026

GIOVEDÌ 04 GIUGNO 2026 - SAN FRANCESCO CARACCIOLO

Francesco Caracciolo, al secolo Ascanio (Villa Santa Maria, 13 ottobre 1563 – Agnone, 4 giugno 1608), è stato un presbitero italiano, fondatore dell'ordine dei Chierici regolari minori (Caracciolini). È stato proclamato santo da papa Pio VII nel 1807.

MERCOLEDÌ 03 GIUGNO 2026 - SAN CARLO LWANGACarlo Lwanga (Bulimu, 1º gennaio 1865 – Namugongo, 3 giugno 1886) fu un marti...
03/06/2026

MERCOLEDÌ 03 GIUGNO 2026 - SAN CARLO LWANGA

Carlo Lwanga (Bulimu, 1º gennaio 1865 – Namugongo, 3 giugno 1886) fu un martire ugandese, capo dei paggi della corte del re di Buganda Mwanga II. Fu ucciso assieme ad un gruppo di suoi coetanei durante le persecuzioni anticristiane nel suo paese (1885-1887), particolarmente per essersi rifiutato di accondiscendere ai desideri omosessuali del re. Beatificato nel 1920, è stato proclamato santo da papa Paolo VI nel 1964 ed è il capofila dei santi Martiri dell'Uganda.

MARTEDÌ 02 GIUGNO 2026 - SANTI MARCELLINO E PIETROI santi Marcellino e Pietro (morti a Roma nel 304), rispettivamente pr...
02/06/2026

MARTEDÌ 02 GIUGNO 2026 - SANTI MARCELLINO E PIETRO

I santi Marcellino e Pietro (morti a Roma nel 304), rispettivamente presbitero ed esorcista della Chiesa romana, sono venerati ab antiquo come santi dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa per aver subito il martirio durante le persecuzioni di Diocleziano.
Secondo la passio scritta da papa Damaso I (366 - 384), i due vennero condotti in un luogo chiamato Selva Nera (poi ribattezzato Silva Candida, sulla via Cornelia) e decapitati dopo essere stati sottoposti a varie torture; i loro corpi sarebbero stati ricomposti dalla matrona Lucilla e deposti nelle catacombe Ad Duas Lauros (oggi a Torpignattara), sulla via Labicana. Alla loro agiografia è legata quella dei santi martiri Artemio, Candida e Paolina, da loro convertiti e battezzati.

LUNEDÌ 01 GIUGNO 2026 - SAN GIUSTINOGiustino, conosciuto come Giustino martire o Giustino filosofo (Flavia Neapolis, 100...
01/06/2026

LUNEDÌ 01 GIUGNO 2026 - SAN GIUSTINO

Giustino, conosciuto come Giustino martire o Giustino filosofo (Flavia Neapolis, 100 – Roma, 163/167), è stato un martire cristiano, filosofo e apologeta di lingua greca e latina, autore del Dialogo con Trifone, della Prima apologia dei cristiani e della Seconda apologia dei cristiani. A lui dobbiamo anche la più antica descrizione del rito eucaristico.
Fu uno dei primi filosofi cristiani, ed il maggiore interprete del Logos fra gli autori patristici vissuti nel II secolo.
È venerato come santo e Padre della Chiesa dai cattolici e dagli ortodossi. La memoria si celebra il 1º giugno.
La Chiesa Cattolica lo venera anche come santo patrono dei filosofi (insieme a Caterina d'Alessandria), pur non essendo nessuno dei due nel più ristretto novero dei Dottori della Chiesa.
Le sue reliquie si trovano sotto l'altare del coro della chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini. Questa chiesa si trova a Roma, in via Veneto, presso Palazzo Barberini, e fu edificata da Papa Urbano VIII, perché il fratello Antonio Barberini faceva parte dell'ordine dei Frati Cappuccini. Anche la chiesa di Giustino martire, quartiere Alessandrino di Roma, custodisce parte delle reliquie del Santo e all'interno ci sono molti affreschi che rappresentano le scene della vita di Giustino: nella parete centrale è raffigurato il Santo insieme ai suoi discepoli; nella seconda ca****la ci sono due grandi opere che rappresentano la conversione e il martirio del grande apologista cristiano.

DOMENICA 31 MAGGIO 2026 - SANTISSIMA TRINITÀ La Trinità è la dottrina fondamentale e più importante delle Chiese cristia...
31/05/2026

DOMENICA 31 MAGGIO 2026 - SANTISSIMA TRINITÀ

La Trinità è la dottrina fondamentale e più importante delle Chiese cristiane, quali la cattolica, le ortodosse, le riformate storiche come quella luterana, quella calvinista, quella anglicana, oltre che di buona parte di quelle evangeliche.
Il dogma della "Trinità" è in relazione alla natura divina: esso afferma che Dio è uno solo, dalla "sostanza" (o essenza) unica e assolutamente semplice, ma comune a tre "Persone" (o "ipòstasi", secondo il linguaggio mutuato dalla tradizione greca) che sono distinte pur condividendo la stessa sostanza in maniera paritaria (consustanziali). Esse sono:
Dio Padre, creatore del cielo e della terra, Padre trascendente e celeste del mondo;
il Figlio: generato dal Padre prima di tutti i secoli, fatto uomo come Gesù Cristo nel seno della Vergine Maria, il Redentore del mondo;
lo Spirito Santo che il Padre e il Figlio mandano ai discepoli di Gesù per far loro comprendere e testimoniare le verità rivelate.

SABATO 30 MAGGIO 2026 - SANTA GIOVANNA D'ARCO
30/05/2026

SABATO 30 MAGGIO 2026 - SANTA GIOVANNA D'ARCO

GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026 - SAN GERMANO DI PARIGIGermano di Parigi (in francese Germain, in latino Germanus; Autun, fine de...
28/05/2026

GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026 - SAN GERMANO DI PARIGI

Germano di Parigi (in francese Germain, in latino Germanus; Autun, fine del V secolo – Parigi, 28 maggio 576) fu vescovo di Parigi dal 555 fino alla morte ed è considerato santo dalla Chiesa cattolica.

26/05/2026

MARTEDÌ 26 MAGGIO 2026 - SAN FILIPPO NERI

Filippo Romolo Neri (Firenze, 21 luglio 1515 – Roma, 26 maggio 1595) è stato un presbitero e educatore italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Fiorentino d'origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l'appellativo di «secondo apostolo di Roma».
Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l'Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575.
Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il «santo della gioia» o il «giullare di Dio»

DOMENICA 24 MAGGIO 2026 - PENTECOSTE Pentecoste è la Solennità cristiana che celebra l'effusione dello Spirito Santo Dio...
24/05/2026

DOMENICA 24 MAGGIO 2026 - PENTECOSTE

Pentecoste è la Solennità cristiana che celebra l'effusione dello Spirito Santo Dio, dono di Gesù, che segna la nascita della Chiesa. Cade nel cinquantesimo giorno a partire dal giorno di Pasqua compreso (da cui il nome), di domenica, vale a dire alla fine della settima settimana dopo quella pasquale, ed è quindi una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua. Festeggia soprattutto l'inizio del raccolto, poi come secondo significato si festeggia il dono della legge. Pentecoste è inoltre l'antico nome greco della festività ebraica di Shavuot, che rappresenta una festa di ringraziamento.

VENERDÌ 22 MAGGIO 2026 - SANTA RITA DA CASCIARita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 ...
22/05/2026

VENERDÌ 22 MAGGIO 2026 - SANTA RITA DA CASCIA

Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381 – Cascia, 22 maggio 1457), è stata una religiosa italiana del monastero eremitano di Santa Maria Maddalena. Beatificata da papa Urbano VIII nel 1628, è stata proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900.
Il luogo di nascita è concorde per Roccaporena, una frazione montagnosa a circa cinque chilometri da Cascia (provincia di Perugia), all'epoca uno dei castelli ghibellini facenti parte del contado del comune di Cascia. Le date di nascita e morte sono incerte; dipendono tra l'altro dall'altezza cui si pone la data di morte, ovvero il 1447 per alcuni o il 1457 per altri[2], dopo quarant'anni di vita monacale.[3] Papa Leone XIII, in occasione della canonizzazione di Santa Rita, sostenne le date 1381 e 1457.
Secondo le biografie tradizionali, Rita nacque da Antonio Lotti e Amata Ferri, genitori già anziani, molto religiosi, nominati dal Comune come "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini, e in discrete condizioni economiche, come proprietari di terreni agricoli. I genitori, come era d'uso, la indirizzarono molto presto verso il matrimonio; Rita sposò quindi Paolo di Ferdinando di Mancino (o Mancini), forse un ufficiale della guarnigione di Collegiacone, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruento, appartenente alla fazione ghibellina.
Le nozze si tennero nella chiesetta di San Montano a Roccaporena. Secondo le agiografie tradizionali, il carattere mite di Rita acquietò, col tempo, lo spirito impulsivo e violento del marito, tanto che questi abbandonò le armi per convertirsi al lavoro presso un mulino da poco accomodato come loro casa. Nacquero due figli (forse gemelli), Giangiacomo Antonio e Paolo Maria.
Dopo alcuni anni di matrimonio, Paolo Mancini venne ucciso — probabilmente da suoi ex-compagni, a causa di rancori passati ed accuse di tradimento — mentre rincasava in piena notte. Tuttavia, Rita non serbò odio, anzi perdonò gli assassini e pregò anche per i suoi due figli che, come era costume del tempo, probabilmente stavano pensando alla vendetta. I due figli, da lì a breve, morirono di malattia, quasi contemporaneamente. Si dice che la Santa pregò Dio per la morte dei suoi figli così da non sporcarsi le mani del sangue degli assassini del padre.
Abbandonata anche dai parenti del marito, Rita decise di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia. Chiese per tre volte inutilmente il noviziato, che le venne rifiutato per ragioni non chiare; alcuni biografi pensano che rappresentasse un ostacolo la presenza di una parente del marito tra le monache, rancorosa poiché non fu vendicato. Tuttavia, con tenacia, fede e preghiera, Rita convinse la famiglia Mancini ad abbandonare ogni proposito di vendetta. Dopo aver riconciliato i Mancini con le fazioni degli assassini, Rita riuscì ad entrare in monastero intorno al 1407. Secondo la tradizione agiografica che si rifà alla biografia di Cavallucci, Rita, in piena notte, venne portata in volo dal cosiddetto "scoglio" di Roccaporena (altura dove andava spesso a pregare) fino dentro le mura del monastero di Cascia dai suoi tre santi protettori (Agostino, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, quest'ultimo canonizzato soltanto nel 1446).
Sempre secondo Cavallucci, la badessa del monastero mise a dura prova la vocazione e l'obbedienza di Rita, facendole annaffiare un arbusto di vite secco, presente nel chiostro del monastero. Il legno, dopo un po' di tempo, riprese vita e dette frutto. Nello stesso chiostro, oggi, è presente una vite risalente al XIX secolo. Durante i quarant'anni di vita monacale, Rita non solo si dedicò alla preghiera, a penitenze e a digiuni nel monastero, ma uscì spesso per andare in servizio a poveri e ammalati di Cascia.
Secondo la tradizione devozionale, la sera del Venerdì Santo 18 aprile 1432 (o 30 marzo 1442 secondo un'altra tradizione), ritiratasi in preghiera della Passione di Gesù, dopo la predica di fra' Giacomo della Marca, avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte. L'evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato nell'iconografia quattrocentesca pervenutaci e nel breve testo dipinto sulla "cassa solenne" (1457), nel quale si legge "quindici anni la spina patisti".La stigmata sulla fronte e la precaria salute la obbligavano a non spostarsi da Cascia. Tuttavia, si narra che nel 1446 volle partire per Roma, per assistere alla canonizzazione del predicatore agostiniano Nicola da Tolentino. La badessa era contraria per via della ferita purulenta sulla fronte, ma essa scomparve il giorno prima del pellegrinaggio, così che Rita poté partire. Al ritorno da Roma, però, la stigmata ricomparve.
Rita rimase malata a letto per molto tempo. Sempre secondo la tradizione devozionale seicentesca, che lega strettamente Rita alle api, come apparvero api bianche sulla sua culla, così apparvero api nere sul suo letto di morte. Inoltre, nonostante la fredda stagione, nell'inverno prima di morire Rita mandò sua cugina a prendere una rosa e due fichi nel suo orto a Roccaporena. La cugina, incredula, pensava che delirasse, ma effettivamente trovò tra la neve la rosa rossa e i fichi richiesti, segni interpretati come la salvezza e il candore dell'anima di suo marito e dei suoi figli.
Sulla base di questi racconti, le api, le rose e la spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti della Santa.
La monaca agostiniana si spense la notte del 22 maggio 1447 (o, per Papa Leone XIII e per altri, 1457).

Indirizzo

Augusta
96011

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