Gesu' Confido e Spero in Te

Gesu' Confido e Spero in Te Non sono venuto per essere servito ma per servire.

09/09/2026

IL GRANELLINO

(Lc 6,20-26)

Cosa cerca l'uomo per essere beato? Anzitutto la ricchezza. Egli pensa che la felicità viene dal possedere i beni di questo mondo. Poi cerca di essere "qualcuno" nella società, così viene servito, onorato e applaudito. Inoltre cerca di evitare ogni evento, situazione e persona che gli possa dar fastidio e farlo soffrire e si tuffa in ogni evento e situazione che gli possa procurare piacere.

Infine è sempre pronto a calunniare, a mettere a morte e a disprezzare con violenza chi si mette contro la realizzazione dei suoi desideri e progetti. Chi vive e si comporta così segue le vie e i pensieri di Satana. La sua fine sarà come p**a che il vento disperde.

Se sei cristiano, non invidiare tale uomo e non dirgli: "Beato te che sei ricco... che sei famoso... che ti va tutto bene... che sei temuto da tutti... che ti fai valere... che non ti fai commuovere da niente e nessuno...". Se nel tuo cuore desiderassi vivere come lui e avere quello che egli possiede, saresti anche tu un pagano. Le vie e i pensieri di Dio non sono quelli del mondo. Il Vangelo ci insegna che diventiamo felici se desideriamo avere solo il pane quotidiano, se ci mettiamo al servizio del prossimo, se portiamo la nostra croce quotidiana, se condividiamo la sofferenza del prossimo, se perdoniamo, se veniamo perseguitati per il Vangelo. Se non vivi secondo i pensieri e le vie del mondo sarai additato come persona infelice e senza vita. Invece dentro il tuo cuore ci sarà una beatitudine intima e profonda che niente e nessuno ti può togliere.

Non ha detto forse ai suoi discepoli Gesù: "Io prego per voi perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena?". Oggi il Vangelo viene a chiederci: "Vuoi tu essere felice alla maniera di Gesù o alla maniera del mondo?". La felicità del mondo è come la rugiada del mattino. Noi siamo fatti per la felicità eterna.

Amen. Alleluia.

(Padre Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

P.S. Leggi MARIA, MADRE D’AMORE (per il mese mariano di ottobre), CHE IO VEDA, SIGNORE e LA PERLA PERDUTA. Sono libri di Padre Lorenzo che illuminano il cuore e aiutano a comprendere e vivere più profondamente la preghiera.

Per richiederli, invia un messaggio WhatsApp o SMS ai seguenti numeri:

349 316 5354 – 338 826 5226.

Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

08/09/2026
08/09/2026

IL GRANELLINO🌱
(Mt 1,1-16.18-23)

Oggi si celebra festa del nome di Maria, Madre di Gesù e nostra. Qual è il messaggio che la Vergine Maria vuole comunicare alla Chiesa e, attraverso la Chiesa, a tutta l'umanità? Mi azzardo ad essere voce di Maria, nonostante i miei peccati. La Vergine Maria, con dolcezza materna, ma anche con fermezza, ci ricorda che il peccato più grave che sta mandando l'umanità alla deriva è l'aborto. Molte donne cristiane e non, pur sapendo che è un grande crimine rifiutano la vita che hanno nel grembo.

L'aborto è il rifiuto di credere in Dio Padre e Creatore, origine di ogni vita umana. L'aborto causa nelle donne squilibri mentali e psichici.

Solo una vera contrizione del cuore può dare alle donne una serenità interiore che è frutto della fede nella misericordia infinita di Dio.
Oggi la Vergine Maria esorta la coppia cristiana ad aprirsi alla vita. I figli non si fanno, ma si hanno. Il figlio è sempre un progetto eterno di Dio che si realizza tra un uomo e una donna. La denatalità voluta è contro la volontà di Dio e porta l'umanità alla estinzione.

Infine la Vergine Maria esorta le ragazze a rimanere vergini fino al matrimonio. La sessualità prima del matrimonio è un'avventura molto pericolosa sotto molti punti di vista. Senza l'effusione dello Spirito Santo si vive la sessualità in maniera animalesca.

Non siamo solo corpo, siamo soprattutto immagine e somiglianza di Dio. Il corpo è a servizio dell'anima e non viceversa.

Amen. Alleluia.

(Padre Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

P.S. Leggi MARIA, MADRE D’AMORE (per il mese mariano di ottobre), CHE IO VEDA, SIGNORE e LA PERLA PERDUTA. Sono libri di Padre Lorenzo che illuminano il cuore e aiutano a comprendere e vivere più profondamente la preghiera.
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349 316 5354 – 338 826 5226.

Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

08/09/2026

Tutti noi veniamo da qualcuno. Nessuno comincia dal nulla. La nostra storia è fatta di persone che ci hanno preceduto, di volti, di scelte, di sì pronunciati prima ancora che noi potessimo pronunciare il nostro. Celebrare la Natività di Maria significa ricordarci innanzitutto questa verità: anche Gesù viene da una storia e questo perché egli è veramente uomo non solo veramente Dio. E se è veramente uomo, allora anche Lui ha voluto avere una storia umana. Non è apparso improvvisamente nel mondo. È entrato dentro una genealogia, dentro una famiglia, dentro una trama di volti e di vicende che lo precedono.
In questa storia Maria occupa un posto unico. In lei l'umanità che accoglie Cristo corrisponde in maniera singolare al progetto originario di Dio. È ciò che la fede della Chiesa esprime quando parla dell'Immacolata Concezione. Dio non sceglie Maria per usarla come uno strumento. Attende il suo sì. E quel sì diventa lo spazio umano attraverso cui il Figlio di Dio entra nella storia. Forse proprio qui possiamo comprendere qualcosa di importante: Amare qualcuno non significa possederlo, decidere al suo posto o costruirgli addosso il futuro che abbiamo immaginato per lui. Maria ama Gesù accogliendolo, custodendolo e, soprattutto, lasciandolo libero. Il suo «eccomi» non è soltanto disponibilità a diventare madre. È la disponibilità ad accogliere un progetto che non controllerà mai completamente. Maria dice sì senza mettere condizioni a Dio. Forse la Natività di Maria ci ricorda proprio questo: le storie più grandi cominciano quasi sempre dal sì di qualcuno. Anche noi siamo qui perché qualcuno, prima di noi, ha detto sì alla vita. E forse qualcun altro potrà incontrare qualcosa di decisivo proprio attraverso il sì che noi avremo il coraggio di pronunciare oggi.



Don Luigi Maria Epicoco

Il Santissimo Nome di MariaL’inizio del Vangelo di San Matteo è una lunga storia di generazioni, una lettura che appare ...
08/09/2026

Il Santissimo Nome di Maria
L’inizio del Vangelo di San Matteo è una lunga storia di generazioni, una lettura che appare noiosa e inutile, mentre spiega la sintesi del progetto di Dio Padre fino all’Incarnazione di suo Figlio nella Fanciulla di Nazaret. Sono molti nomi di persone che non si conoscono perché si conosce poco la Scrittura, sono passaggi importanti che hanno un inizio e il completamento nella nascita di un Bambino che era anche Dio.

La discendenza davidica di Gesù vuole evidenziare che Egli da millenni era l’Atteso dagli israeliti, proprio a Davide Dio profetizzò un discendente che sarebbe stato il vero Re dell’universo. È Gesù a spiegare durante la predicazione che la sua discendenza davidica Lo attesta come Colui che lo stesso re Davide chiamò profeticamente suo Signore.

San Matteo inserisce la genealogia già nel 1° capitolo per dimostrare agli ebrei che quel Gesù che avevano crocifisso era davvero il Figlio di Dio. Anche della Vergine Maria, ma qui il mistero si infittisce e per dare esclusiva gloria a suo Figlio Gesù, la Vergine Santa con immensa umiltà non permise di scrivere nel Vangelo altri interventi compiuti da Lei nei trentatré anni di Gesù.

Indubbiamente la Parola di Dio è ispirata dallo Spirito Santo, ma l’Immacolata è la sua Sposa, una Creatura unica tra gli esseri umani, «piena di Grazia» senza essere stata mai sfiorata da un minimo peccato, quindi, Ella desiderò esclusivamente la gloria di suo Figlio che era anche il suo Dio, e per questo nel Vangelo si trova poco materiale che La riguarda ma è molto incisivo.

Poche citazioni ma tutte determinanti per comprendere il suo singolare ruolo di Madre di Dio e di Mediatrice di tutte le Grazie.

Tutto il Vangelo è perfetto e non esiste alcuna incongruenza, è la rivelazione eccezionale di Dio nell’Incarnazione e le opere del Verbo eterno, Colui che all’interno della Trinità Santissima aveva il ruolo di esternare la Volontà Divina e parlava con Mosè sul Sinai.

Nel Vangelo troviamo dei misteri che i cristiani accettano per Fede, altrimenti rimarrebbero stupiti dinanzi alle letture meravigliose e assai superiori alla ragione umana. Sono eventi soprannaturali che si accolgono per Fede e maggiore adesione si ha verso questi misteri, più ci si avvicina a Dio e si ricevono i suoi abbondanti doni.

Nulla avviene per caso quando il cristiano vive con impegno la sua Fede e si sforza di evitare le occasioni di perdere la Luce di Dio e rimanere nelle tenebre, senza più riuscire a distinguere il Bene dal Male. Il cristiano è chiamato ogni giorno a rivitalizzare la sua Fede con le preghiere fin dal mattino con il santo proposito di osservare i Comandamenti, vivere gli insegnamenti del Vangelo.

La liturgia indica oggi come il giorno di nascita della Madonna, l’importante è festeggiarlo senza pensare ad altre date. La nascita della Vergine ci deve far riflettere sul disegno eterno di Dio proprio sulla Fanciulla di Nazaret. Già circa 700 anni prima dell’Annunciazione il Profeta Isaia annunciava la sua nascita: «Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a Lui sarà dato il Nome di Emmanuele».

Dio eterno ha sempre pensato alla Madonna, in Lei doveva incarnarsi il Figlio eterno del Padre, che è diventato anche Figlio di Maria!
La presenza di tutti i nomi letti all’inizio del Vangelo di oggi hanno lo scopo di indicare Gesù come il Messia atteso, nato dalla Vergine profetizzata nella Bibbia, quindi con un po’ di buona volontà anche i farisei potevano raggiungere questa Verità.

La nascita di Gesù dalla Madre Immacolata, e tutti i nomi citati all’inizio del Vangelo di oggi ci spiegano che Dio aveva preparato tutti loro, tante generazioni in vista della nascita di Maria e quindi della nascita di Gesù, e ha agito sempre in modo soprannaturale con tutti i personaggi coinvolti.

Un grande impegno da parte di Dio per la nascita di Gesù, ma prima venne la nascita della Vergine Madre che festeggiamo oggi.

A Te, Madre nostra, adesso consacriamo incondizionatamente la nostra vita e ti imploriamo di donarci il tuo Spirito per diventare come Te!

1 Ave Maria per Padre Giulio

Padre Giulio Maria Scozzaro

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07/09/2026

IL GRANELLINO🌱
(Lc 6,6-11)

Chissà da quanti anni l'uomo dalla mano destra paralizzata frequentava la sinagoga senza mai essere guarito! Si vede che la sinagoga non era un luogo ricolmo della potenza dello Spirito Santo. Il rito che si svolgeva era senz'altro vuoto dell'unzione dello Spirito Santo. E, al dire di molti cattolici, è il rito noiosio e glaciale che si sperimenta in molte chiese, purtroppo.

Per me, l'uomo con la mano destra paralizzata cosa rappresenta? Rappresenta il cristiano che è avaro, avaro non solo rispetto a gesti di generosità economica, ma anche a gesti di tenerezza. Come il bambino, l'avaro tiene sempre il pugno chiuso dicendo: "Questo è mio ed è solo mio". L'avaro ti può chiamare anche "tesoro mio", ma in realtà il suo tesoro è quello che possiede e se lo tiene gelosamente stretto nel suo pugno.

Il Cristiano non dice mai "dammi", ma, aprendo il pugno, dice sempre "prendi".

Quanti pugni chiusi nel momento della raccolta delle offerte durante l'offertorio! Molti cattolici ancora non credono nelle parole della Sacra Scrittura: "Dio ama chi dona con gioia e largamente". Non si dona al sacerdote, ma ai poveri. E se il sacerdote amministra la tua offerta in maniera disonesta, peggio per lui!
Un giorno dovrà dare conto a Dio per essere stato un amministratore disonesto.

Quando ero parroco, grazie alle catechesi che facevo costantemente, molte mani paralizzate si aprirono alla condivisione.

Per me, la mano paralizzata rappresenta anche colui a colei che non è capace di fare gesti di tenerezza. Siamo fatti per fare e ricevere gesti di tenerezza.

La carezza è vita e lo schiaffo è morte.

Il pugno innalzato verso il cielo in segno di sfida non appartiene ai miti, ma ai violenti
Se dopo anni di preghiera, di rosari e di comunioni hai ancora la mano paralizzata, significa che non hai incontrato Gesù.

Chi veramente ha incontrato Gesù ha un cuore grande nell'amore.

Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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