Gesu' Confido e Spero in Te

Gesu' Confido e Spero in Te Non sono venuto per essere servito ma per servire.

10/06/2026

IL GRANELLINO🌱
(Mt 5,17-19)

La Parola di Dio non passerà mai. Ecco perché il primo ministero che un sacerdote deve svolgere è la predicazione che, a volte, esorta e, a volte, rimprovera, ma sempre indica le vie e i pensieri di Dio. Purtroppo ci sono molti sacerdoti che per pigrizia non si dedicano al ministero della Parola. Eppure Gesù, per tre anni, ha sempre predicato e insegnato la Parola di Dio, anche se molte volte dalla folla i suoi insegnamenti non venivano accolti perché le persone dicevano che il suo linguaggio era duro.

Dove non si predica la Parola di Dio quotidianamente i cristiani non crescono nella fede. La fede - dice San Paolo - viene dall'ascolto della Parola di Dio. Ma per ascoltare c'è bisogno che i preti annuncino il Vangelo opportunamente e inopportunamente. La Parola di Dio dev'essere proclamata e insegnata non solo quando davanti si ha una folla ma anche quando l'assemblea è fatta di due o tre persone. Purtroppo ci sono preti che predicano solo quando davanti a loro c'è la folla. Gesù parlava alle f***e, ma anche a poche persone.

Nel mio ministero della Parola trovo più efficace quando predico a una piccola comunità che a una folla. La folla non è attenta; essa vuole vedere più i miracoli che ascoltare la Parola di Dio. La folla capisce pochissimo di quello che dice il predicatore.

Oggi la Chiesa ci dona un fulgido esempio di un instancabile predicatore della PAROLA di Dio. È Sant'Antonio di Padova... Il diavolo lo perseguitava proprio perché il Santo era divorato dallo zelo della predicazione. Lo Spirito Santo riempiva la sua bocca della Parola di Gesù. Perciò molte conversioni avvenivano all'ascolto della sua predicazione
La parola di Sant'Antonio era di fuoco. La sua predicazione non lasciava indifferenti gli ascoltatori. Egli non era un cembalo che tintinnava, ma parlava al cuore dell'assemblea.

Preghiamo in questo giorno perché lo Spirito Santo susciti nella Chiesa molti e santi predicatori della Parola di Dio. Pregate per me perché la mia predicazione abbia l'unzione dello Spirito Santo.

Amen. Alleluia.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

10/06/2026
10/06/2026

Troppo spesso crediamo che il cristianesimo sia una liberazione dalle regole. In realtà il Vangelo non ci libera dalle regole, ma ci libera da un modo sbagliato di viverle. Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a mostrarne il significato più profondo. Le regole, quando sono sane, non servono a limitare la vita, ma a custodirla e a farla fiorire. Pensiamo a una ricetta: seguire alcune indicazioni non rovina la festa, ma rende possibile un buon dolce. Allo stesso modo, le regole della vita non sono ostacoli alla felicità, ma sentieri che ci aiutano a raggiungerla. Il problema nasce quando riduciamo tutto a un insieme di obblighi esteriori oppure, al contrario, quando pensiamo di poter vivere seguendo soltanto ciò che sentiamo nel momento. Gesù ci insegna un rapporto maturo con la Legge. Egli ci mostra che il centro non è la regola in sé, ma l'amore che quella regola vuole custodire. Per questo nel Vangelo combatte il legalismo, ma non l'obbedienza. Contesta il moralismo, ma non la verità. Denuncia l'ipocrisia di chi osserva esteriormente i comandamenti senza lasciarsi cambiare il cuore. Senza una regola, infatti, la nostra vita rischia di diventare un intreccio confuso di capricci, desideri, paure, entusiasmi e delusioni. Somiglia a un fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra invece di scorrere verso una meta. Le regole autentiche sono come gli argini di quel fiume: non ne soffocano la forza, ma le permettono di diventare feconda. Per questo il Vangelo di oggi ci pone alcune domande decisive. Attorno a quale criterio sto costruendo la mia vita? La maturità cristiana consiste nel riscoprire che la vera regola è Cristo stesso. Quando Lui diventa il centro, la Legge non è più una catena, ma una strada che conduce alla libertà.



Don Luigi Maria Epicoco

10 MODI IN CUI SATANA CI IMPEDISCE DI RICONCILIARCI CON DIO.1 - PECCATI TROPPO GRANDI!Il diavolo può convincerci che i n...
08/06/2026

10 MODI IN CUI SATANA CI IMPEDISCE DI RICONCILIARCI CON DIO.

1 - PECCATI TROPPO GRANDI!

Il diavolo può convincerci che i nostri peccati sono troppi e troppo grandi! Quanto è astuto il diavolo, ma quanto si sbaglia! Gesù non è venuto per i perfetti o per i santi senza peccato. Al contrario, Gesù è venuto per salvare i peccatori. Lo scopo e la missione primaria della venuta di Gesù erano SALVATORI: è venuto a salvarci dai nostri peccati. Il perdono dei peccati si esprime in modo particolare attraverso la Confessione sacramentale!

2 - Domani.

Il diavolo del domani non è mai troppo lontano. Quante volte rimandiamo a domani, soprattutto nella nostra vita spirituale, ciò che dovremmo fare oggi! In spagnolo c'è un'espressione che dice tutto: "La Filosofia de la mañana!" Non avere fretta, lo farò domani! Leggete il classico di C.S. Lewis, "Le lettere di Berlicche", e imparerete le tattiche del diavolo, in particolare come convincerci dell'arte della procrastinazione!

3 - DIVENTO NERVOSO: MI SI BLOCCA LA MENTE!!!

Può succedere, ma per rimediare, perché non prepararsi la sera prima del giorno della confessione e scrivere i propri peccati su un foglio di carta, come guida e promemoria? Missione compiuta e diavolo sconfitto, per chi ha la memoria corta!

4 - Il prete mi conosce!!!

È facile sconfiggere questo diavolo! Puoi semplicemente andare dietro al confessionale e confessarti in forma anonima. Tuttavia, anche se fosse faccia a faccia, il prete ti ammirerà sempre di più per la tua grande umiltà. Inoltre, i preti che si confessano spesso hanno probabilmente già sentito queste confessioni molte volte e non ne rimarranno scioccati o sconvolti!!! Anche i preti sono afflitti da debolezza e devono confessare i loro peccati ad altri preti. (Ebrei 5:2)

-5 IL SACERDOTE POTREBBE RIVELARE I MIEI PECCATI!

Mai! Il sacerdote è obbligato; altrimenti rischierebbe la scomunica, la perdita del segreto confessionale, ovvero non potrebbe mai rivelare ciò che ha udito nel confessionale. Ci sono stati persino sacerdoti che sono morti per proteggere il segreto confessionale, come nel caso di San Giovanni Nepomuceno, il quale si rifiutò di rivelare i peccati della regina nonostante la minaccia di morte del re. San Giovanni morì martire, preservando il segreto confessionale!

6 - TORNERÒ INDIETRO E RIPETERÒ GLI STESSI PECCATI.

Un'altra tentazione comune che proviene dal diavolo è quella di convincerti che non cambierai mai, che tornerai a commettere gli stessi peccati più e più volte e che in realtà sei un vero "caso disperato", un rinnegato senza speranza! Sbagliato! La teologia morale classica ci insegna quello che viene chiamato "il principio di gradualità". In termini semplici, questo significa che è vero che potremmo tornare a commettere lo stesso peccato. Tuttavia, attraverso la grazia del Sacramento della Confessione, commetteremo peccati meno frequenti e meno gravi! In altre parole, gradualmente, con l'aiuto della grazia di Dio, il peccato può essere vinto.

7 - Il prete è troppo occupato e gli farò perdere tempo!

Un altro inganno del diavolo, il serpente astuto e subdolo! Al contrario, una delle funzioni primarie del sacerdote è il ministero della riconciliazione. San Paolo insegna: "Riconciliatevi con Dio. Ora è il giorno della salvezza. Spogliatevi delle opere delle tenebre e rivestitevi delle armi della luce" (Romani 13,13). Queste furono le parole che portarono alla conversione di Sant'Agostino, quando le lesse nell'Orto degli Ulivi! Un sacerdote è ordinato per predicare la Parola di Dio, celebrare il Santo Sacrificio della Messa, ascoltare le confessioni e riconciliare le anime con Dio. Ascoltando le confessioni, il sacerdote diventa un sacerdote migliore e più santo! Andate a confessarvi e aiuterete il sacerdote nella sua personale santificazione!

8 - NON SO COME CONFESSARMI, O COME FARE L'ATTO DI CONTRIZIONE???

Che scusa banale, il diavolo è dietro! Com'è facile che il diavolo ci riempia di paure inutili per impedirci di ricevere una pioggia torrenziale di grazie! Racconta al sacerdote la tua situazione e lui ti aiuterà a iniziare e a finire! La cosa più importante è confessare i propri peccati, essere sinceramente pentiti, promettere di evitare occasioni prossime di peccato e confidare nell'infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù. Possa la preghiera che risuona sempre nei nostri cuori essere: GESÙ, IO CONFIDO IN TE!!!

9 - MI VERGOGNO TROPPO!!!

È interessante come agisce il diavolo, con la sua psicologia astuta, subdola e perversa, ma estremamente efficace! Quando il diavolo ci tenta al peccato, ci libera dalle nostre paure e dalla nostra vergogna. Tuttavia, una volta che pecchiamo, il diavolo può riempirci di una paura tale da paralizzarci, impedendoci di arrivare al Confessionale e rendendoci così schiavi dei nostri peccati! San Filippo Neri era in grado di vedere il "diavolo della vergogna" che impediva alle anime di ricevere le abbondanti grazie del Sacramento della Confessione.

10 - Posso confessarmi direttamente a Dio, perché il prete???

Anche questa è una tattica tipica e frequente del nemico, del tentatore, del bugiardo e assassino fin dal principio, il diavolo! E disse: «Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». Il suo Cuore amorevole e misericordioso!

In conclusione, tutti noi abbiamo le nostre paure, i nostri dubbi. Tutti noi abbiamo molti fantasmi che appaiono nelle nostre vite per paralizzarci e impedirci di avvicinarci al misericordioso e amorevole Gesù. Il peggiore di tutti i peccati è la mancanza di fiducia nell'infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù.

Perché non vincere il demone della paura proprio ora e fare la confessione più importante della tua vita? Gesù ti invita ora ad avere fiducia e a non temere: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce..."

- Padre David Olusi -

d.w. c.m.

08/06/2026

IL GRANELLINO🌱
(Mt 5,1-12)

Oggi lo Spirito mi spinge a riflettere sulla beatitudine che dice: "Beati i miti, perché avranno in eredità la terra". Secondo la logica del mondo per possedere bisogna essere aggressivi, violenti e prepotenti. Con la violenza si possono possedere le cose di questo mondo ma non la mente e cuore dell'uomo. C'è una violenza fisica e una violenza psicologica. Ai giovani dico sempre di non sposare un fidanzato (o fidanzata) violento fisicamente. Vivere con un marito violento è come camminare su un campo minato: all'improvviso, per un futile motivo, ci può essere una deflagrazione. Non bisogna neppure sposarsi con un uomo (o donna) che usa la violenza psicologica per schiavizzare l'altro al proprio modo di pensare e vivere. La gelosia è violenza psicologica che, a volte, sfocia in quella fisica. E sono guai! Di solito il violento è cresciuto in una famiglia senz'amore. Nella società il numero dei violenti crescerà sempre più a causa di figli che crescono in famiglie dove c'è il divorzio. Il violento non perdona, si vendica, si adira e tiene conto del male ricevuto. Il violento è come un lupo affamato che va in giro per divorare gli agnelli. La violenza non è forza, ma debolezza. Il mite è forte perché, con la grazia di Cristo, sa dominare l'istinto violento che dimora in sé. Il mite, con la forza dello Spirito Santo, non reagisce al violento. Il mite sa agire e parlare con pazienza. La pazienza è la virtù dei forti, come dicono i saggi.

Ma gli stolti dicono che non bisogna essere miti perché, se ti fai agnello, il lupo ti mangia. Gesù si è fatto agnello per fermare il fiume della violenza.

San Francesco, al contrario dei cittadini di Gubbio, andò incontro al lupo con l'arma della mitezza. Vista la mitezza di Francesco, il lupo fu conquistato dal cuore mite del Santo Frate.
I dittatori, dopo aver conquistato tutto con la violenza, hanno perso tutto. Chi di spada ferisce di spade muore. Chi ha orecchio per intendere intenda.

AMEN. ALLELUIA.

(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

PS: IL MATRIMONIO È PER SEMPRE...DOVE E CON CHI? (per fidanzati)..L'AMORE GUARISCE..COME SIGILLO SUL TUO CUORE sono libri di Padre Lorenzo che aiutano a capire e a vivere meglio il matrimonio. Per richiedere i libri, chiama oppure invia un messaggio Whatsapp o SMS ai seguenti numeri: 331 3347521 - 3493165354 - 3388265226.

Per gentile concessione dei Padri Vocazionisti.

08/06/2026

Il discorso delle Beatitudini, pronunciato da Gesù nella pagina del Vangelo di oggi, è una grande lezione sul modo in cui dovremmo guardare la nostra vita. Molto spesso siamo convinti che ciò che ci manca sia la causa della nostra infelicità. Pensiamo che, se avessimo di più, se fossimo più forti, più sicuri, più appagati, allora saremmo finalmente felici. Gesù invece capovolge questa logica e ci dice che proprio ciò che ci manca può diventare lo spazio in cui Dio opera le cose più grandi. Chi è sazio non desidera più nulla e rischia di perdere il gusto delle cose essenziali. Chi si sente sempre forte fatica a comprendere la fragilità degli altri. Chi è pieno di sé non lascia spazio a nessuno, nemmeno a Dio. Chi vive solo per difendere il proprio equilibrio spesso rinuncia a spendersi per la giustizia e per l'amore. Chi indossa continuamente maschere finisce per non riconoscere più il volto autentico della realtà e neppure quello di Dio. Le Beatitudini non sono l'elogio della sofferenza, della povertà o delle lacrime. Gesù non sta dicendo che il dolore è un bene in sé. Sta dicendo invece che ogni nostra mancanza, ogni ferita, ogni fame di senso può diventare il luogo di un incontro. La povertà di cui parla il Vangelo è la disponibilità a lasciarsi riempire da Dio. Per questo i poveri, gli affamati, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore sono chiamati beati: non perché abbiano meno degli altri, ma perché hanno ancora spazio per accogliere ciò che conta davvero. La vera tragedia non è essere mancanti, ma credere di bastare a noi stessi. Quando riempiamo ogni vuoto con qualcosa, quando anestetizziamo ogni desiderio, quando evitiamo ogni fragilità, priviamo la nostra vita della possibilità di una svolta. Le Beatitudini ci insegnano che Dio entra quasi sempre dalle nostre crepe. E ciò che consideriamo una debolezza può diventare il luogo più fecondo della sua grazia.



Don Luigi Maria Epicoco

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