Parrocchia Santa Caterina Asti

Parrocchia Santa Caterina Asti Pagina facebook della Parrocchia Santa Caterina di Asti

L’altra giustiziaLa giustizia degli uomini si limita a pesare quello che è visibile e tangibile; in tanti casi risulta m...
23/10/2025

L’altra giustizia

La giustizia degli uomini si limita a pesare quello che è visibile e tangibile; in tanti casi risulta miope e utilizza strumenti imprecisi e imperfetti. Un peccatore pubblico è un colpevole con l’etichetta ben visibile e diventa preda del dito puntato di chi considera di essere superiore.
L’alta considerazione di sé stessi cammina dritta e sicura e pensa di poter reggere anche di fronte a Dio a cui riserva l’ipocrisia di un grazie che ha l’unico compito di esaltare la propria immagine.
La consapevolezza di essere peccatori si piega in due e si limita a riconoscere la propria colpa e a sperare che almeno Dio dica il perdono taciuto dagli uomini.
Chi pensa di essere giusto non ha bisogno (o almeno pensa che sia così) di qualcuno che lo aiuti a trovare quella giustizia che da solo non riesce a darsi.
Chi riconosce la propria distanza e si accorge di quanto è piccolo di fronte a Dio è già sulla buona strada… l’altra giustizia è pronta a soccorrerlo e a restituirgli la dignità perduta.

Provarci ancoraCi sono esami che passiamo al primo tentativo e altri che richiedono uno sforzo maggiore, ripetuti approf...
16/10/2025

Provarci ancora

Ci sono esami che passiamo al primo tentativo e altri che richiedono uno sforzo maggiore, ripetuti approfondimenti e il tempo necessario per raggiungere il nostro obiettivo. Anche in ambito sportivo, quando ammiriamo un atleta che stabilisce un primato non sempre consideriamo quante ore e giorni di allenamento sono stati necessari per superare il limite…
La vita spirituale richiede la stessa dedizione e la medesima volontà per dare frutto, ma in tanti casi pensiamo che sia sufficiente una preghiera di qualche istante perché sbuchi un genio da una lampada disponibile a realizzare qualunque desiderio.
Una candela accesa prima della scuola o del lavoro, un segno di croce distratto prima di andare a dormire o un “Padre Nostro” con parole pronunciate più come una formula magica che con reale partecipazione e se dall’alto non giunge una risposta subentra la delusione.
La vita spirituale non può evolvere e crescere senza una certa costanza, una volontà ferrea e tutto il tempo di cui ha bisogno per poter incidere concretamente sulla nostra vita di tutti i giorni.
Le troppe domeniche saltate con entrambi i piedi per qualunque motivo, l’assenza di una preghiera quotidiana, la dipendenza dalle emozioni che non sempre spingono e supportano nella direzione dell’incontro con Dio…
L’idea malsana che la preghiera sia vera solo quando la sento, le troppe cessioni all’indolenza spirituale o la rinuncia alla fatica di provarci comunque finiscono col rinviare a domani quello che mi sembra inutile oggi.
Provarci ancora non è semplice per nessuno, non lo è per il prete che celebra la terza messa di una domenica senza arrendersi all’abitudine e non lo è per il laico che decide ogni giorno di entrare per qualche minuto in una chiesa prima di affrontare la propria giornata.
Provarci ancora, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione può portarci dove neanche immaginiamo, ma non lo scopriremo mai se la preghiera resta solo un’esperienza straordinaria.
Provarci ancora, insistere e attendere pazientemente e non perdere mai la convinzione che Qualcuno ascolta, prima o poi, trova sempre la tanto attesa risposta.

Uno su dieciUno su dieci ritorna a dire Grazie! Gli altri sono già ritornati alla vita di sempre come se nulla fosse…Un ...
09/10/2025

Uno su dieci

Uno su dieci ritorna a dire Grazie!
Gli altri sono già ritornati alla vita di sempre come se nulla fosse…
Un uomo della Samaria, uno straniero che non segue quello che fa il gruppo, ma sente il desiderio di ritornare personalmente per esprimere la propria riconoscenza.
Chi ancora sa dire grazie è sempre un po’ estraneo e differente rispetto a chi dimentica in fretta quello che ha ricevuto.
Chi non conosce il linguaggio della gratitudine passa sempre oltre e si perde la gioia di essere consapevole del dono non andando oltre il fiocco luccicante e la carta colorata in cui era avvolto.
Uno su dieci guarisce anche dentro e s’interroga in profondità sull’uomo che gli ha permesso di uscire dalla solitudine e dall’isolamento della sua malattia.
Uno su dieci può gioire a un’altra profondità, perché ha visto e toccato con mano la misericordia di un Dio che si china sull’umanità ferita per pronunciare una Parola che guarisce e salva.
Uno su dieci non ritorna semplicemente alla vita di sempre, perché quanto ha visto è la novità di un orizzonte in cui Dio si rende vicino e presente.
Ogni grazie pronunciato può cambiare il volto di una giornata e ogni grazie al quale rinunciamo appesantisce il nostro cammino e quanto è importante capirlo in un mondo che si esprime utilizzando il linguaggio della pretesa e ignorando il valore della gratitudine.

Servi inutiliNon è di certo l’ozio o l’apatia a caratterizzare il “servo inutile”, ma quell’umiltà di fondo che lavora c...
02/10/2025

Servi inutili

Non è di certo l’ozio o l’apatia a caratterizzare il “servo inutile”, ma quell’umiltà di fondo che lavora con dedizione e costanza senza avvertire la necessità di consensi, approvazioni e applausi.
La gloria degli uomini si accontenta di mani che battano numerose e scroscianti e poco importa se quel suono è solo l’eco della circostanza, dell’abitudine o peggio ancora dell’ipocrisia.
Il servo inutile cerca nel silenzio di una preghiera, nella contemplazione e nel mistero del proprio incontro con Dio, quello che i più vanno attendono dalla riconoscenza e dalla gratitudine degli altri.
Il servo inutile non ha bisogno di simulare il proprio ego rimpicciolendosi ad arte e nascondendo dietro a un sipario i propri sogni di grandezza.
Quando finisce il giorno e il proprio lavoro è stato portato a termine, il premio tanto ambito è una notte serena per riposare senza troppi rimorsi e rimpianti.
Di fronte a Dio solo la presunzione e l’arroganza possono non avvertire quell’essere piccoli che caratterizza ogni essere umano.
Là dove qualcuno è già in ansia per rinnovare la propria grandezza anche domani, il servo inutile può respirare e sentire di essere semplicemente quello che è; il servo inutile sa benissimo che è più che sufficiente per poter essere amato e benvoluto da chi gli ha concesso il dono della vita. E la vita che sa ringraziare, non è mai inutile.

Senza un nomeNon riconoscere la dignità dell’altro, vederlo solo come un mezzo per soddisfare le proprie esigenze e igno...
25/09/2025

Senza un nome

Non riconoscere la dignità dell’altro, vederlo solo come un mezzo per soddisfare le proprie esigenze e ignorare l’essenzialità dei suoi bisogni è una scelta che può durare per l’intero arco di una vita, ma rende inaccessibile la possibilità di andare oltre.
Il dirupo che ci separa dalla vita del povero va colmato nei giorni della nostra storia, il ponte che ci separa dalla sofferenza del fratello si costruisce adesso, perché quando si spezzerà il filo della nostra esistenza le relazioni che abbiamo costruito siano quelle tra fratelli che si chiamano per nome.
Il nome di chi ha avuto meno fortunato non può essere pronunciato come un ordine che attende di essere eseguito e i ruoli della società di cui facciamo parte sono parte di un’azione teatrale che presto o tardi vedrà la chiusura del sipario.
Lazzaro è riconosciuto da Abramo, ma il ricco senza nome si è identificato a tal punto nella propria fortuna al punto di perdere il senso della propria identità.
C’è chi è ritornato per rivelarci un altro respiro e se non crediamo alla sua Parola, l’inferno a cui andiamo incontro è opera delle nostre mani e di un cuore che ha saputo ba***re solo per sé stesso.

Scaltro e disonestoNon c’è niente di lodevole nella mancanza di onestà e certamente Gesù non si erge a paladino di chi è...
18/09/2025

Scaltro e disonesto

Non c’è niente di lodevole nella mancanza di onestà e certamente Gesù non si erge a paladino di chi è disonesto. L’ammirazione nei confronti dell’amministratore va cercata nella sua capacità di trarsi fuori dagli impicci con un certo acume e nel considerare la sua scaltrezza.
L’uomo abituato a far di conto si ritrova a dover considerare che sta per perdere il suo lavoro e ha bisogno dell’appoggio e del supporto degli altri per poter restare a galla. La sua ricchezza è iniqua e gli sconti applicati ai debitori del suo padrone sono chiaramente finalizzati alla ricerca di qualcuno che lo guardi con benevolenza e amicizia. Prendere coscienza che in quel momento sono più importanti le persone del denaro, per quanto l’azione sia viziata dal proprio interesse è comunque una manifestazione d’intelligenza non così prevedibile e scontata.
Il suggerimento conclusivo va oltre e ci ricorda che il denaro che tante volte ci separa, può essere utilizzato per costruire relazioni positive e dare vita a rapporti più umani. Prima di allontanarci da qualcuno per questioni economiche è buona cosa ricordarlo.

Via dalla croce…Sarà ancora abbastanza inclusiva la croce come segno di salvezza e di redenzione o dobbiamo nasconderla,...
11/09/2025

Via dalla croce…

Sarà ancora abbastanza inclusiva la croce come segno di salvezza e di redenzione o dobbiamo nasconderla, smettere di narrarla o addomesticarla per andare incontro a chi non fa mistero del proprio rifiuto?
Il mondo sembra andare in tutt’altra direzione e ha più rispetto per chi colleziona follower esibendo la propria intimità che per chi si alza presto ogni mattina per affrontare una giornata di lavoro.
Il mondo batte le mani a chi decide di fare scena muta di fronte a un esame ed evita accuratamente di dimostrare di aver acquisito la capacità di organizzare i contenuti acquisiti durante il proprio percorso scolastico.
Il mondo ti regala tutte le anestesie che desideri per proteggerti da qualsiasi forma di dolore e sofferenza.
Via dalla croce che qualcuno vorrebbe nascondere anche dai cimiteri per evitare qualsiasi turbamento in chi non crede.
Via dalla croce perché nel nuovo mondo non devono esistere sconfitte, rinunce e fatiche d’ogni genere e specie.
Via dalla croce perché la vittoria è certa, la gloria dovuta e il successo non deve costare nulla.
No, non riesco a credere che queste siano le basi del paradiso in terra e la realtà che vedo e tocco con mano è alienazione, mancanza di significato e nichilismo senza più alcuna misura.
Anche per oggi voglio alzare lo sguardo e riconoscere in quel segno la fonte e l’origine di un’apparente sconfitta che rivela la vera Gloria, il Dono per eccellenza e la Salvezza che scaturisce da Chi non ha rinunciato ad amare sino in fondo.

Vincere facile...L’idea di poter fare a meno della fatica, di vivere tranquillamente senza incontrare mai ostacoli, di p...
04/09/2025

Vincere facile...
L’idea di poter fare a meno della fatica, di vivere tranquillamente senza incontrare mai ostacoli, di potersi circondare di un mare di gente pronta ad accoglierci e a dire ogni bene di noi è quanto di più distante ci possa essere da quanto suggerisce il Vangelo.
La superficialità di un successo che confonde il cammino verso Gerusalemme come una marcia trionfale è reale nel suo epilogo, ma la Risurrezione si raggiunge passando per la Passione e la Morte. Raccontare il mistero Pasquale tacendo o sminuendo gli aspetti che non incontrano il favore di questo mondo può essere una suggestione accattivante per incrementare i numeri, ma penalizza pesantemente la verità che dovremmo annunciare.
Gesù lo ripete più volte ai suoi discepoli e a quanti decidono di seguirlo: prendere la propria croce non è una scelta che si può evitare in alcun modo.
Chi desidera “vincere facile”, chi non mette mai in conto il rifiuto, lo scherno, l’insulto e anche la violenza di chi si oppone al Vangelo non sta ragionando realisticamente e cerca rifugio tra una delle tante favole di questa terra.
Chi non apprezza la difficoltà di una salita, potrà mai capire quanto è prezioso un bicchiere d’acqua?

I quasi ultimi…Narcisismo, egocentrismo e vittimismo ritraggono alla perfezione questo mondo in cui è diventato facile r...
28/08/2025

I quasi ultimi…

Narcisismo, egocentrismo e vittimismo ritraggono alla perfezione questo mondo in cui è diventato facile rivendicare la propria partecipazione al mondo degli ultimi. Una sciocchezza qualunque diventa un’ingiustizia, un dettaglio insignificante è un diritto negato e una battuta di pessimo gusto, il peggiore degli abusi.
La propria, personale condizione è sempre più pesante di quella degli altri e qualsiasi difficoltà ci si ritrovi ad affrontare diventa una denuncia da condividere con l’intero universo via social nella speranza che arrivino gli alieni a porre rimedio.
I “quasi ultimi” sono raccontati ovunque e rispondono con prontezza agli inviti televisivi, ma chi davvero è ultimo non trova microfoni disponibili e resta in un angolo silenzioso di questa terra.
I “quasi ultimi” spingono, sgomitano se le danno di santa ragione pur di guadagnare un posto tra quelli che realmente contano.
L’equivalente degli storpi, degli zoppi e dei ciechi del Vangelo possono esistere solo se qualcuno ha il coraggio di provare a raccontarli, ma chi può davvero dare voce a chi non appartiene a nessuna narrazione che abbia un suo mercato?
L’umanità in festa chiama il fratello e l’amico del cuore per l’apericena o le prime file a teatro e difficilmente immagina qualcuno a cui quel posto sia stato sottratto.
Le ideologie, le spinte umanitarie, la ricerca della giustizia e tutto il resto… va bene, ma se Dio non viene messo realmente al centro, gli ultimi resteranno sempre invisibili.

Una domanda sbagliataAbbiamo una certa premura e non pochi scrupoli nell’andare a cercare dati per incasellarli nelle no...
21/08/2025

Una domanda sbagliata

Abbiamo una certa premura e non pochi scrupoli nell’andare a cercare dati per incasellarli nelle nostre statistiche, ma quando è in gioco la nostra salvezza, il vero problema non è il numero degli altri, ma la nostra partecipazione o esclusione.
Scegliere la porta stretta, quando il mondo ti presenta e ti offre portoni spalancati, richiede una certa capacità di dare a tutte le cose il loro valore reale e non è così semplice mettere a tacere il canto delle sirene del “più consumo più esisto”.
Scegliere di passare attraverso quanto ci suggerisce Gesù nel Vangelo non rende molto in termini di popolarità e non sembra essere un investimento al passo coi tempi.
Fingere o simulare interesse nei suoi confronti senza cambiare una sola virgola delle nostre abitudini potrebbe riservarci spiacevoli sorprese: le nostre ingiustizie possono anche incantare il mondo intero, ma c’è chi vede quello che è vero e non si lascia suggestionare dalla nostra abilità di raccontarci per quello che non siamo.
La domanda che vuole ridurre a numero la questione relativa alla Salvezza è fuorviante e sbagliata: meglio considerare quella porta stretta che ricorda a ognuno di noi quanto sia importante farsi piccoli per poter accedere.

Quieto vivereC’è chi riduce il Vangelo a zucchero e melassa e pensa che alcune pagine si possano tranquillamente ignorar...
14/08/2025

Quieto vivere

C’è chi riduce il Vangelo a zucchero e melassa e pensa che alcune pagine si possano tranquillamente ignorare per passare oltre e non inquietarsi troppo.
La pace di questo mondo, quella che si raggiunge evitando accuratamente i troppi impegni, le difficoltà quotidiane e i fastidiosi conflitti.
La pace che ignora le guerre che si combattono su altri territori e si autocompiace tra una fiaccolata e quattro bandierine prima dell’apericena.
La pace che tace sulle questioni spinose e considera normale accettare ab**to, eutanasia, uteri in affitto e transizioni di genere a qualunque età.
Gesù non nasconde ai suoi discepoli che Passione, Morte e Risurrezione si stanno avvicinando e quell’immersione alla quale non ha alcuna intenzione di sottrarsi chiederà a ognuno di noi di scegliere se seguirlo sino in fondo o rinunciare.
L’opzione di chi vuole accogliere il Signore porterà il fuoco sulla terra, perché a volte, anche all’interno di una stessa famiglia, sarà inevitabile il confronto con chi ha deciso di rifiutare il suo messaggio.
La Pace che Gesù dona ai suoi discepoli non è il quieto vivere di chi fugge dalla realtà e prende le distanze da qualunque situazione conflittuale, ma la volontà risoluta di chi sceglie di vivere sino in fondo il Battesimo che ha ricevuto.

Indirizzo

C. So Alfieri 426
Asti
14100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia Santa Caterina Asti pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Parrocchia Santa Caterina Asti:

Condividi