02/09/2026
Quest’anno le campane saranno la nostra forza 🔔
Nel Calendario Necrologio della cattedrale di Asti dalla seconda metà del XIII si trovano numerosi riferimenti a lasciti per la riparazione delle campane a testimonianza della grande importanza religiosa e civile che questi oggetti rivestivano nel periodo medievale. Il Capitolo della cattedrale destina la donazione di Andrea Pelletta al rifacimento della campana Serena, quella di Alexina Pelletta al restauro della campana Tina mentre la donazione generosa di 100 fiorini da parte di Violante Laiolo sarà impiegata per ristrutturare la campana Grossa. Trattate con venerazione, le campane erano benedette e battezzate prima di cominciare la propria funzione mediante preghiere specifiche. Le campane non possedevano solo un valore materiale dato dal bronzo con cui erano realizzate e dalla difficoltà tecnica che si riscontrava nel realizzarle ma anche simbolico e civile: erano elemento fondante della coesione sociale. Le campane, considerate “voce di Dio in terrà”, portavano benedizione ovunque udite suonare, chiamavano a raccolta i fedeli per le celebrazioni, scandivano la liturgia delle ore e i tempi della giornata dell’uomo medievale in città come nel contado. Durante i temporali erano suonate per scongiurare il male celato dietro l’evento atmosferico e il potere civile, prima che i Comuni si dotassero di campane civiche, utilizza quelle sui campanili delle chiese come potente mezzo di comunicazione verso il popolo: incendi, attacchi nemici o adunate cittadine, la vita era scandita dal suono delle campane. A forgiarle direttamente sui cantieri delle chiese, in fosse di fusione mediante stampi in terracotta, i mastri fonditori tra cui il Mastro Pietro Antonio De Ast chiamato a Lodi a prestare la propria opera nel 1447.
Il corteo partirà alle 13.45 da Piazza Cattedrale, a domenica