02/04/2026
Guerre, criminalità, crisi energetiche ed economiche, politici pedofili e satanisti, futuro distopico tra intelligenze artificiali e nuove tecnologie che avanzano, emergenze di qualsiasi tipo... un baratro senza fine.
Sembra che l’odio stia vincendo, che il male prevalga sul bene. State attenti, perché se vi convincete di una cosa simile, a cadere nel baratro sarete voi.
Il terrorismo mediatico a cui siamo sottoposti ogni giorno, 24 ore su 24, attraverso mass media e social, è puro veleno, roba tossica. Fa ammalare.
Viviamo immersi in un flusso continuo di notizie negative, spesso selezionate, enfatizzate e riproposte in loop. Il cervello umano non è progettato per gestire una quantità simile di stimoli emotivi. Per milioni di anni la nostra mente si è evoluta per reagire a pericoli immediati e locali; oggi invece riceviamo in tempo reale tragedie da ogni angolo del pianeta. Il risultato è una distorsione della percezione della realtà: abbiamo l’impressione che il mondo sia sull’orlo del collasso permanente, quando in realtà stiamo semplicemente osservando una lente d’ingrandimento puntata sul peggio dell’umanità.
Ora, il mio consiglio non è quello di estraniarsi, di evitare di informarsi e ignorare qualsiasi notizia, perché è fondamentale sapere cosa succede intorno a noi, rimanere aggiornati sui fatti principali, attivi e partecipi (il cambiamento inizia dalla conoscenza), ma è ancora più importante mantenere la lucidità e l’equilibrio necessari a non perdere la bussola, a non farsi demoralizzare o distrarre dai propri obiettivi, a non cadere nella rassegnazione.
Informarsi sì, ma con criterio. Scegliendo fonti diverse, prendendosi il tempo di approfondire, evitando la reazione impulsiva al titolo sensazionalistico o alla notizia lanciata per generare click. L’informazione non dovrebbe essere un consumo compulsivo, ma un esercizio di consapevolezza.
Ragazzi… vi vogliono impauriti, timorosi, diffidenti, arrabbiati e divisi, così da manovrarvi meglio. Non fatevi manipolare.
La paura è una delle leve più potenti della storia umana: quando siamo spaventati pensiamo meno lucidamente, cerchiamo protezione, accettiamo più facilmente decisioni o narrazioni che in condizioni normali metteremmo in discussione. È sempre stato così, ben prima dei social network. La differenza è che oggi questa dinamica è amplificata da algoritmi progettati per premiare ciò che genera reazioni forti: indignazione, rabbia, paura.
Restate vigili, positivi e grati nonostante tutto. Queste due parole sono molto importanti, devo sottolinearle: NONOSTANTE TUTTO.
Ciò non significa negare i problemi o chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie del mondo.
Significa evitare che diventino l’unica lente attraverso cui guardiamo la realtà.
Se permettete a qualcosa o qualcuno di interferire col vostro umore, allora il vostro umore non sarà più vostro ma di qualcun altro.
E oggi questo rischio è enorme, perché gran parte delle nostre emozioni quotidiane è mediata da uno schermo. Bastano pochi minuti di scrolling, magari fatto la mattina appena svegli o la sera prima di addormentarsi (trappola infernale, da evitare assolutamente) per cambiare il vostro stato d’animo e prosciugarvi le energie positive, senza che ve ne rendiate conto conto.
Il mondo non sta impazzendo, gli esseri umani sono una specie giovane e tormentata, abbiamo sempre combinato grandi casini ma siamo anche capaci di cose straordinarie e là fuori, c’è una moltitudine silenziosa che ogni giorno coltiva il bene.
Persone che aiutano gli altri, che lavorano con onestà, che educano figli, che curano malati, che proteggono l’ambiente, che cercano soluzioni invece di alimentare conflitti. Queste storie raramente fanno notizia, perché la normalità non genera audience. Eppure è proprio questa normalità che tiene in piedi il mondo.
È che… “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” dunque siamo portati a notare solo ciò che non va.
È un meccanismo psicologico ben noto: il nostro cervello è programmato per dare più peso alle minacce che alle cose positive. È un’eredità evolutiva.
Ma il timone della nostra vita ce l’abbiamo noi, decidiamo noi, ogni singolo giorno, dove volgere lo sguardo e quali energie alimentare.
Possiamo scegliere se diventare recettori e megafoni della rabbia collettiva oppure coltivare una visione diversa, più utile, sana e costruttiva.
Sono i nostri pensieri che creano la nostra realtà, ripeto: SONO I NOSTRI PENSIERI CHE CREANO LA NOSTRA REALTÀ.
Dunque… a voi la scelta.
Mi permetto infine di ricordarvi che, anche se tutto sembra andare storto, l’universo è un luogo amichevole, dove la benevolenza, l’armonia e l’amore, hanno sempre la possibilità di trionfare. Dipende solo da noi.
(foto credit: Fabrizio Vinti)