24/12/2020
MEDITIAMO INSIEME PER QUESTA NOTTE (virtuale) di NATALE : La forza dirompente del Natale, sapete quale è? Ѐ proprio Dio nella piccolezza. L'istinto porta l’uomo a salire, a comandare, a prendere. Dio invece vuole scendere, servire, dare. Questo è il nuovo ordinamento delle cose, la nuova logica del cuore abitato da Dio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, custodivano il loro gregge. Una nuvola di ali, di canto li avvolse e un angelo del Signore gli apparve dicendo: “Non temete!” In effetti, Dio non fa mai paura. Se fa paura allora non è Dio colui che bussa alla tua vita. Dio si disarma in un neonato. Natale è come un corteggiamento di Dio che ci seduce con un bambino. Chi è Dio? È una domanda molto difficile per l’uomo da solo. Eppure, Natale ci rivela che «Dio è un bacio», caduto sulla terra.
L’angelo aggiunse: “Vi annuncio una grande gioia”. Da questo avviso la felicità non è un miraggio, è possibile e vicina. E sarà per tutto il popolo. Sarà una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona più ferita e piena di difetti, non solo per i più bravi o i più seri. Perché c’è qualcuno che ci porta la chiave della felicità. “Oggi vi è nato un salvatore”. Dio è venuto a portare non tanto il perdono annunciato da Giovanni Battista, ma molto di più; Ѐ venuto a portare sé stesso, vera luce nel buio, una fiamma in pieno freddo, l’amore dentro il disamore. Ѐ venuto a portare il cromosoma divino nel respiro di ogni uomo e di ogni donna. Ci ha portato la vita stessa di Dio in noi.
E sulla terra ha portato pace. Con Lui in mezzo a noi, ci può essere pace, anzi ci sarà di sicuro. Purtroppo, i violenti non smettono di distruggerla, ma la pace tornerà, come una primavera che non si lascia sgomentare dagli inverni della storia. Ci sarà pace agli uomini che egli ama: tutti, non solo quelli di buona volontà, ma tutti così come siamo, per quello che siamo, buoni e meno buoni, amati per sempre; a uno a uno, teneramente, senza rimpianti amati.
È stata bella questa unica visita al bambinello di un gruppo di pastori, odorosi di lana e di latte. Dio bambino si lascia visitare da tutti, cominciando dai poveri, dagli ultimi, dagli anonimi, dai dimenticati. Dio ricomincia da loro.
Natale è anche una festa drammatica: per loro non c'era posto nell'alloggio. Dio entra nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi. Dio si è fatto uomo persino per imparare a piangere. Per navigare con noi in questo fiume di lacrime, fino a che la sua e nostra vita siano un fiume solo. Appunto Gesù è il pianto di Dio fatto carne, il nostro grido, la nostra preghiera. Allora preghiamo, ognuno nel profondo del suo cuore:
Mio Dio, mio Dio bambino, povero come l'amore, piccolo come un piccolo d'uomo, umile come la paglia dove sei nato, mio piccolo Dio che impari a vivere questa nostra stessa vita. Mio Dio incapace di aggredire e di fare del male, che vivi soltanto se sei amato, insegnami che non c'è altro senso per noi, non c'è altro destino che diventare come Te.
Don Robert