Monastero San Nazario

Monastero San Nazario Monastero delle Benedettine Olivetane San Nazario

26/05/2026

Madonnina mia,
Poiché io sono tuo figlio, ti amo e amo ciò che tu ami.
Ti consegno le mie mani.
Benedici e accetta il bene da loro compiuto e tieni lontano ogni proposito di male.
Ti consegno i miei piedi, moltiplica i passi di bene e interrompi quelli verso il peccato.
Ti consegno la mia bocca.
Accogli le parole di bontà e chiudi le labbra alle mormorazioni, ai pettegolezzi e a tutto ciò che non è ca**tà e amore.
Ti consegno i miei pensieri .
Tieni lontano ogni desiderio cattivo e ogni tentazione.
Benedici tutti i miei santi propositi e se sono per la gloria di Dio, spiana la strada perché si realizzino.
Mamma dolce,
Mamma bella,
Tu per me sei la mia stella.
Mamma bella e silenziosa,
Accetta oggi questa rosa.
Mamma dolce e dal bel sorriso,
Portami con te in paradiso.
Amen.
(Preghiera di Don Francesco Cristofaro ).

26/05/2026

❤️ Il Pensiero spirituale di San Pio da Pietrelcina di oggi 26 Maggio 2026 ❤️ Buona e Santa Giornata

26/05/2026

🕯 ✨IL SANTO DEL GIORNO 🕯 ✨
SAN FILIPPO NERI
26 Maggio

Nacque a Firenze da ricca famiglia nel 1515. Ebbe un carattere singolarmente mite, così da essere chiamato "Pippo il Buono".

Studiata umanità, per poter farsi sacerdote rinunziò all'eredità dello zio e partì per Roma, ove fu accolto da un suo concittadino. Visse in questa famiglia vita illibata e mortificata, cautissimo nello stringere amicizie. Il demonio gli suscitava violenti moti della carne, che egli vinceva coll'orazione e coi digiuni, fin che il Signore in premio di tanta lotta gli concesse la grazia di esserne per sempre immune.

Finiti gli studi e fatto sacerdote, si diede con tutte le forze alla propria santificazione.

Favorito della più sublime contemplazione, le ineffabili dolcezze spirituali lo facevano esclamare: «Basta, Signore, basta! perché questo mio cuore è sì piccolo per amare Voi così amabile!».

Amava molto i poveri ed era di continuo a contatto con il popolo; visitava gli ammalati nelle loro case e negli ospedali, e li serviva di giorno e di notte. Però prediligeva i giovani, e la sua stanza era divenuta il loro ritrovo gradito. La sua parola era ricca di facezie e comunicava agli astanti l'allegria santa che traboccava dal suo cuore: i suoi detti ai giovani sono passati alla posterità come proverbi di grande sapienza.

Nella celebrazione della santa Messa era spesso rapito in dolci estasi, sollevato in aria e circonfuso da ogni parte di luce celestiale: un angelo in carne!

Al confessionale passava le intere giornate ed era tanta la sua abilità che non andava a lui peccatore, per ostinato che fosse, senza rimettersi sulla retta via; taluni appunto lo evitavano per non avere a convertirsi!

Il Signore lo visitò anche con prove e contrarietà gravissime: fino allo scherno sopra le sue opere di bene, fino alla calunnia più vile, fino alla ribellione di qualcuno dei suoi confratelli; prove che egli vinceva colla dolcezza e colla confidenza filiale in Dio.

A S. Maria della Vallicella fondò la Congregazione dell'Oratorio che di tanto aiuto fu ed è alla Chiesa nell'educazione della gioventù.

Filippo, semplice ed umile, rifuggì sempre gli onori e dignità ecclesiastiche, più volte offertegli. E Dio lo favorì col dono della profezia, dei miracoli e con frequenti visioni.

Morì il 26 maggio del 1595, in età di anni 80. I medici gli trovarono due costole adiacenti al cuore inarcate a causa dei violenti battiti di amor di Dio.

CITAZIONE. State buoni se potete.

PRATICA. «Paradiso! Paradiso! Attendete a vincervi nelle piccole cose, se volete vincervi nelle grandi» (S. Filippo Neri).

PREGHIERA. Signore, che sublimasti alla gloria dei tuoi Santi il tuo beato confessore Filippo, concedici, propizio, che mentre ci rallegriamo per la sua festa approfittiamo dell'esempio delle sue virtù.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma san Filippo Neri, Prete e Confessore, Fondatore della Congregazione dell'Oratorio, insigne per la verginità, per il dono della profezia e pei miracoli.

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26/05/2026

26 Maggio
SAN FILIPPO NERI
Nacque a Firenze il 21 luglio 1515, da una famiglia di condizioni agiate. Nel 1520 Filippo Neri p***e la madre. Il padre decise così di risposarsi con Alessandra di Michele Lenzi che, dopo essere entrata a far parte della famiglia Neri, si affezionò molto ai figli del marito. Filippo ricevette la prima istruzione in famiglia, in seguito venne mandato a studiare presso un certo maestro Clemente, e cominciò a frequentare il convento di San Marco Evangelista a Firenze, un tempo sotto la direzione del frate domenicano Girolamo Savonarola, che Filippo nutrirà grande devozione lungo tutto l’arco della vita, pur nella evidente distanza dai metodi e dalle scelte del focoso predicatore apocalittico. Durante gli anni di studio presso il convento, Filippo si appassionò a due testi che avrebbero influenzato il suo successivo apostolato: le Laudi di Jacopone da Todi e le Facezie del Pievano Arlotto, un libro umoristico scritto da un sacerdote fiorentino. Tra le sue meditazioni quotidiane figura l’Autobiografia di santa Camilla da Varano. Intorno ai 18 anni di età, su consiglio del padre, desideroso di offrire a Filippo ogni possibilità, Filippo si reca a San Germano (attuale Cassino) da un parente, tale Bartolomeo Romolo, di professione commerciante e senza prole. L’esperienza lavorativa dura poco tempo. In quegli anni cominciò a sentire la propria vocazione religiosa, così da costruire una piccola ca****la in una roccia a picco sul mare denominata “Montagna Spaccata” a Gaeta, dove si recava tutti i giorni per pregare in silenzio. Lo zio, che si era particolarmente affezionato a lui, non avendo eredi, aveva deciso di lasciare al nipote, dopo la morte, tutti i suoi averi che questi però rifiutò per dedicarsi a una vita più umile. Dal 1534 è a Roma dove si reca, probabilmente, senza un progetto preciso. Filippo vi giunge con l’animo del pellegrino penitente: vive questi anni della sua giovinezza in modo austero e lieto al tempo stesso, tutto dedito a coltivare e a dedicarsi al proprio spirito. La casa del fiorentino Galeotto Caccia, capo della Dogana, gli offre una modesta ospitalità, ricambiata dal giovane con l’incarico di precettore dei figli del Caccia. Nello stesso tempo egli seguiva corsi di filosofia e teologia all’Università della Sapienza e presso i monaci agostiniani, ma ben maggiore è l’attrazione della vita contemplativa che gli impedisce persino di concentrarsi sugli argomenti delle lezioni. La vita contemplativa che Filippo attua è vissuta nella libertà del laico che poteva scegliere, fuori dai recinti di un chiostro, i modi ed i luoghi della sua preghiera: predilige le chiese solitarie, i luoghi sacri delle catacombe, memoria dei primi tempi della Chiesa apostolica, il sagrato delle chiese durante le notti silenziose. Questa intensa vita contemplativa si sposa con l’attività di apostolato nei confronti di coloro che incontrava nelle piazze e per le vie di Roma, nel servizio della ca**tà presso gli Ospedali degli incurabili, nella partecipazione alla vita di alcune confraternite, tra le quali, in modo speciale, quella della Trinità dei Pellegrini. A 36 anni, il 23 maggio 1551, dopo aver ricevuto gli ordini minori, il suddiaconato ed il diaconato, fu ordinato sacerdote. Filippo continua da sacerdote l’intensa vita apostolica che già lo aveva caratterizzato da laico. Va ad abitare nella Casa di san Girolamo, sede della Confraternita della Ca**tà, che ospita a pigione un certo numero di sacerdoti secolari, dotati di ottimo spirito evangelico, i quali attendevano alla annessa chiesa. Qui il suo principale ministero diviene l’esercizio del confessionale, ed è proprio con i suoi penitenti che Filippo inizia, nella semplicità della sua piccola camera, quegli incontri di meditazione, di dialogo spirituale, di preghiera, che costituiscono l’anima ed il metodo dell’Oratorio. Nasce così, senza un progetto preordinato, la “Congregazione dell’Oratorio”: la comunità dei preti che nell’Oratorio avevano non solo il centro della loro vita spirituale, ma anche il più fecondo campo di apostolato. Nel 1575 papa Gregorio XIII affida a Filippo ed ai suoi preti la piccola e fatiscente chiesa di Santa Maria in Vallicella, l’obiettivo è ridare slancio alla cura pastorale ad una zona molto popolosa. Il 15 luglio 1575 il papa eresse con la Bolla Copiosus in misericordia Deus la “Congregatio presbyterorm saecularium de Oratorio nuncupanda”. Qui trascorre gli ultimi 12 anni della sua vita. Morì il 26 maggio 1595, a 80 anni.

26/05/2026

«La tecnologia può curare e custodire; ma può anche dividere e scartare».

Dalla prima Enciclica di Papa Leone XIV "Magnifica humanitas" sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: una delle principali sfide dell’epoca contemporanea.
Libreria Editrice Vaticana

Indirizzo

Monastero Benedettine Olivetane San Nazario
Asciano
53041

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