Monastero San Nazario

Monastero San Nazario Monastero delle Benedettine Olivetane San Nazario

30/08/2026
25/08/2026
25/08/2026

Ti saluto, o Maria
Saluta Gesù da parte mia.
Buona Sera, Madonna Mia,
tutto il mondo a te s’inchina.
Per quel frutto che portasti
Tutto il mondo illuminasti.
Illuminasti l’anima mia
Buona sera, Madonna mia.
Tu sei la madre mia
Immacolata Concezione
Dà La benedizione

25/08/2026

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25/08/2026

MARTEDÌ 25 AGOSTO 2026 - SANTA PATRIZIA DI COSTANTINOPOLI

Patrizia di Costantinopoli (Costantinopoli, 664 (?) – Napoli, 13 o 25 agosto 685) è stata una religiosa bizantina, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. È compatrona della città di Napoli.
La sua esistenza fu breve e le scarne notizie sono state tramandate da fonti tardive, fondate sulla tradizione trasmessa oralmente dai membri della sua comunità religiosa.
Sembra sia nata nel 664, da una famiglia ricca e nobile di Costantinopoli, discendente dell'Imperatore Costantino e secondo alcuni, congiunta di Costante II (668-685). Costante tentò di imporle con la forza il matrimonio; si distaccò dal lusso familiare per sposare uno stile di vita sobrio e improntato alla semplicità, riparando a Roma con la sua nutrice Aglaia per ricevere dal Papa la consacrazione verginale.
Tornata in patria alla morte del padre, lasciò il palazzo imperiale rinunziando ad ogni pretesa dinastica per distribuire la sua eredità ai bisognosi e partire per la Terra Santa in pellegrinaggio; durante il viaggio, secondo la leggenda tramandata, finì, naufraga, a Napoli, sull'isolotto di Megaride, nelle cui grotte si sarebbe insediata la sua prima piccola comunità di preghiera e di assistenza spirituale e morale ai bisognosi ma, dopo breve tempo dal suo arrivo, morì all'età di 21 anni, il 13 agosto 685 (una leggenda napoletana narra che sia morta il 25 agosto, giorno in cui si celebra la sua ricorrenza liturgica).

25/08/2026

Nella Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato e apertura del Tempo del Creato, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, Leone XIV ...

25/08/2026

🕯 ✨IL SANTO DEL GIORNO 🕯 ✨
SAN GIUSEPPE CALASANZIO
25 Agosto

Si deve a Giuseppe Calasanzio la prima scuola popolare gratuita e aperta a tutti, a Roma. Calasanzio era il vicario generale della diocesi di Urgel, in Spagna (dove era nato nel 1557). A Roma era approdato al seguito del cardinale Marc'Antonio Colonna in qualità di consulente teologo. Ma a Giuseppe quel ruolo di quasi cavalier servente, sia pure per motivi teologici, andava un po' stretto, tanto più che l'eminentissimo cardinale era abbastanza cresciuto per badare da solo alla propria formazione culturale.

E così Giuseppe trascorreva il suo tempo romano a visitare basiliche, assorto in lunghe e intense meditazioni, sfoghi di una voglia di vita eremitica che non aveva mai potuto soddisfare; e poi a visitare malati negli ospedali e prigionieri nelle carceri, alla ricerca di una precisa missione nella quale far convogliare tutto il suo impegno.

In quest'inquieto ricercare si imbatté spesso, soprattutto nel quartiere di Trastevere, in torme di bambini e ragazzetti senza istruzione, senza dignità, malconci e abbandonati a se stessi, che tiravano a campare ricorrendo a mille sotterfugi, primi passi verso le vie della delinquenza e del vizio. Quei ragazzetti riuscivano a scucire a qualche anima pia e generosa un tozzo di pane, una minestra, un vecchio vestito, ma non trovavano nessuno che offrisse loro, con la scuola e l'istruzione, la possibilità di togliersi definitivamente dalla br**ta strada. Alle scuole romane, tutte private, poteva accedere solo chi aveva un genitore con la borsa stipata di baiocchi, così come solo i figli di benestanti potevano sostenere le spese di frequenza nelle scuole comunali, che molte libere città del nord avevano istituito.

In Giuseppe, alla ricerca di un qualcosa di forte e importante da fare, quella dolente realtà apri spiragli luminosissimi: se voleva che le cose cambiassero doveva fare qualcosa. Cominciò interessando alla causa sacerdoti e laici disposti a condividere la sua passione; assieme a loro si mise poi a dare lezioni gratuite a quei poveri ragazzi. Alla fine, riuscì a raggruppare un bel numero di signori che trovarono straordinario poter impegnare in quel versante nuovo della carità cristiana la propria vita. E così, insieme alla prima scuola popolare, ponevano la prima pietra di una nuova congregazione, i Fratelli delle scuole pie, detti anche scolopi, i quali ai tre classici voti di povertà, obbedienza e castità, ne aggiunsero un quarto che li impegnava all'istruzione dei ragazzi.

Quella del Calasanzio fu un'idea vincente e le sue scuole in brevissimo tempo si diffusero in tutta Italia e poi anche in Germania, in Boemia, in Polonia e altrove. Ma il successo fu per lui fonte di innumerevoli guai e dolori. «Se il grano non muore...», diceva Gesù nel Vangelo. E così l'opera dell'ex vicario di Urgel doveva morire per mettere solide radici. Alcuni discepoli e confratelli, intriganti e pieni di ambizioni e di malanimo, lo accusarono di incapacità, lo diffamarono, lo calunniarono sperando di toglierselo di torno. E ci riuscirono.

La Santa Sede inviò a dirimere la questione un «visitatore» prevenuto e poco intelligente: Calasanzio finì arrestato e sottoposto a sfibranti interrogatori. Alla conclusione dell'inchiesta Innocenzo X degradava l'Ordine delle scuole pie a semplice e ininfluente confraternita. Il Calasanzio vide nella persecuzione un disegno provvidenziale di Dio: «Sarebbe follia � diceva �preoccuparsi delle cause seconde, che sono gli uomini, e non vedere la causa prima, cioè Dio, che invia questi uomini per il nostro maggior bene».

Ma anziché arrendersi all'apparente fallimento, si rimboccò le maniche e ricostruì l'intera opera sotto forma di congregazione religiosa e con le medesime finalità della precedente e cioè l'istruzione dei ragazzi. Giuseppe Calasanzio non fece in tempo a vedere la sua opera affermata e consolidata, moriva infatti nel 1648, a novantuno anni, con il cuore ancora ferito dalle tristi vicende che lo avevano coinvolto, ma mormorando parole di perdono e di fiducia. La sua santità venne ufficialmente riconosciuta nel 1767.

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Indirizzo

Monastero Benedettine Olivetane San Nazario
Asciano
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