Collaborazione Pastorale di San Pietro in Carnia

Collaborazione Pastorale di San Pietro in Carnia Collaborazione Pastorale di San Pietro in Carnia (parroco coordinatore: mons. Ivo Dereani)

24a  DOMENICA  anno A 13 settembre 2026La nostra vita è diventata un incubo ad aria condizionata: affollata di sensazion...
12/09/2026

24a DOMENICA anno A 13 settembre 2026

La nostra vita è diventata un incubo ad aria condizionata: affollata di sensazioni e vuota di scopi, sazia di cose e affamata di significati; o piuttosto noi tentiamo di attingere tutti i nostri significati e i nostri valori dal mondo degli oggetti disumanizzati.

Domenica del “perdono”.
Celebriamo la XXIV Domenica del Tempo Ordinario.
Dopo l’invito di Domenica scorsa alla correzione fraterna, la Liturgia odierna ci consegna l’impegno forte del perdono.
La nostra storia, tanto amara e dolorosa, trafitta dal peccato e dalla morte, dalla guerra e dalla violenza, dalla furbizia e dalla disonestà, dall’opulenza e dall’oppressione, dal desiderio di vendetta e di giustizia alla maniera degli uomini… ha tanto bisogno di riscoprire la gioia del Perdono e della Riconciliazione.
Tutti siamo chiamati a costruire il mondo nuovo della giustizia e dell’Amore, della pace e della vita, della libertà e della fraternità.
Celebrando l’Eucaristia, sacramento di riconciliazione e di pace, chiediamo al Signore di riuscire - forti del suo perdono - a consegnare alla storia gesti di amore e di fraternità, nella certezza di vivere nel perdono del Signore.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.
PER CHIEDERE PERDONO:
Il Signore oggi ci ricorda che, sul suo esempio, dobbiamo saper perdonare sempre i nostri fratelli. Riconosciamo e confessiamo i nostri peccati, in particolare, per non essere riusciti a vivere in pienezza il gesto misericordioso del perdono.
- Signore Gesù, tu sei buono e grande nell’amore; insegnaci ad imitare il tuo stile per crescere nell’amore… e abbi pietà di noi. Signore pietà!
- Cristo Gesù, la tua misericordia è potente per quanti ti amano; insegnaci a confidare sempre nel tuo perdono e a donarlo senza misura… e abbi pietà di noi. Cristo pietà!
- Signore Gesù, tu ci circondi di bontà; ricordaci sempre il tuo perdono che ci affidi perché lo condividiamo con i nostri fratelli… e abbi pietà di noi. Signore pietà!
(Diciamo insieme) Padre buono, che largamente perdoni a chi a te si affida, ascolta la nostra preghiera e risollevaci con il tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

GLORIA A DIO
e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO
O Dio di giustizia e di amore, che perdoni a noi se perdoniamo ai nostri fratelli, crea in noi un cuore nuovo a immagine del tuo Figlio, un cuore sempre più grande di ogni offesa, per ricordare al mondo come tu ci ami.
Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
La Parola di Dio ricorda come sia impensabile chiedere il perdono a Dio se in noi manca la disponibilità a saper perdonare. La cifra del perdono, ricorda Gesù nel Vangelo, va oltre la parzialità e deve entrare nella dimensione della totalità e della profondità del cuore.
Lo stile del cristiano è chiaro: perdonati, perdoniamo e perdonando siamo certi di diventare perdonati.

PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide (27,30-28,1-7)
Sdegno e collera sono cose orrende eppure sono il pane quotidiano del peccatore. Ricorda che il Signore scrive sul suo Libro i tuoi peccati e se ti vendichi di qualcuno, il Signore si vendicherà di te. Se il tuo vicino ti ha offeso, perdonalo e quando sarai tu a pregare, Dio perdonerà i tuoi peccati. Infatti, se uno rimane in collera contro un altro, come potrà chiedere perdono al Signore? Se non sa perdonare a un uomo che è simile a lui, come fa a chiedere perdono dei suoi peccati? Se l’uomo, che è fragile, conserva rancore, da chi potrà avere il perdono per quello che ha fatto? Pensa che devi morire e smetterai certo di odiare, ricorda che finirai sotto terra e osserverai i comandamenti. Insomma: osserva i comandamenti e non conservare rancore al tuo vicino; ricorda che Dio ha fatto alleanza con gli uomini e non badare all’offesa ricevuta.
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 102)
Rit. Il Signore è buono e grande nell’amore.
Benedici il Signore, anima mia: / dal profondo del cuore loda il Dio santo. / Benedici il Signore, anima mia: / non dimenticare tutti i suoi doni. Rit.
Egli perdona tutte le mie colpe, / guarisce ogni mia malattia. / Mi strappa dalla fossa della morte, / mi circonda di bontà e tenerezza. Rit.
Il Signore é bontà e misericordia; / è paziente, costante nell’amore. / Non ci ha trattati secondo i nostri errori, / non ci ha ripagati secondo le nostre colpe. Rit.
Come il cielo è alto sulla terra, / grande è il suo amore per chi gli è fedele. / Come è lontano l’oriente dall’occidente, / egli allontana da noi le nostre colpe. Rit.

SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (14,7-9)
Nessuno di noi infatti vive per se stesso o muore per se stesso. Perché se viviamo, viviamo per il Signore, e se moriamo, moriamo per il Signore. E così, sia che viviamo, sia che moriamo, apparteniamo al Signore. Infatti Cristo é morto ed é tornato in vita per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia. Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore, che vi amiate a vicenda come io ho amato voi.

VANGELO
Dal vangelo secondo Matteo (18,21-35)
Allora Pietro si avvicinò a Gesù e gli domandò: «Signore, quante volte dovrò perdonare a un mio fratello che mi fa del male? Fino a sette volte?». Rispose Gesù: «No, non dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette! Perché il regno di Dio è così. Un re decise di controllare i servi che avevano amministrato i suoi beni. Stava facendo i suoi conti, quando gli portarono un servitore che doveva pagargli un’enorme somma di denaro. Ma costui non poteva pagare, e per questo il re ordinò di venderlo come schiavo e di vendere anche sua moglie, i suoi figli e ciò che possedeva, per fargli pagare il debito. Allora il servitore si inginocchiò davanti al re e si mise a pregarlo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto!”. Il re ebbe pietà di lui: cancellò il suo debito e lo lasciò andare. Il servitore uscì e per la via incontrò un suo compagno che doveva pagargli una piccola somma di denaro. Lo prese per il collo e lo stringeva fino a soffocarlo mentre diceva: “Paga quel che mi devi!”. L’altro cadde ai suoi piedi e si mise a supplicarlo: “Abbi pietà con me e ti pagherò”. Ma costui non volle saperne, anzi lo fece mettere in prigione fino a quando non avesse pagato tutto il debito. Gli altri servitori videro queste cose e rimasero molto dispiaciuti. Andarono dal re e gli raccontarono tutto quel che era accaduto. Allora il re chiamò di nuovo quel servitore e gli disse: “Servo crudele! io ti ho perdonato quel debito enorme perché tu mi hai supplicato. Dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te”. Poi, pieno di collera, lo fece mettere in prigione fino a quando non avesse pagato tutto il debito». E Gesù aggiunse: «Così il Padre mio che è in cielo farà con ciascuno di voi, se non perdonerete generosamente al vostro fratello».
Parola del Signore.
Lode a te o Cristo

PROFESSIONE DI FEDE.
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero dà Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI
Signore Dio, tu non ci chiedi di perdonare al nostro fratello solo qualche volta, ma sempre. Tu stesso hai mostrato verso di noi una misericordia senza limiti. È per questo che ci rivolgiamo a te e ti diciamo:
Ascoltaci, Padre buono!
1. Signore, che ami la giustizia e ci avvolgi di perdono, crea in tutti gli uomini un cuore più grande di ogni offesa per vincere il male con il perdono; noi ti preghiamo.
2. Signore, dona ad ogni battezzato un cuore più grande di ogni offesa, per nutrire profondi sentimenti di perdono per rinnovare il mondo nella pace; noi ti preghiamo.
3. Spirito del Cristo, che ricordi al mondo l’amore senza misura di Dio, concedi a tutti gli uomini un cuore più luminoso di ogni ombra perché si realizzi il progetto di Dio su ogni creatura; noi ti preghiamo.
4. Signore Dio sostieni il cammino di ogni credente per realizzare il desiderio di un mondo solidale, unito nella giustizia e nella pace; noi ti preghiamo.
(Diciamo insieme) Ma perché, Signore Dio, non ti accontenti che perdoniamo “solo” molte volte? Perché dovremmo perdonare sempre? È così difficile! Eppure, Padre, è proprio in questo modo che tu ti comporti con noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, i doni e le preghiere del tuo popolo, e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Chiamati a dare una risposta con la vita alle parole forti ed esigenti del tuo Figlio, siamo riuniti per cantare la tua misericordia infinita, o Padre che offri a tutti il perdono e chiedi di imitare la tua bontà senza confini.
Gesù ci ricorda che sei tu la fonte del perdono, una sorgente che mai si esaurisce: a tutti offri la grazia che ridona speranza e chiedi di imitare il tuo stile di amore. Se non chiudiamo il cuore al fratello che invoca con fiducia anche la nostra misericordia, allora siamo davvero tuoi figli, e abbiamo fatto tesoro delle parole e dei gesti di Gesù che con larghezza offre a tutti il perdono perché lo seminiamo nei nostri cuori per spezzarlo, come pane condiviso, con tutti.
Educati dalle sue parole, consapevoli della responsabilità che ci assumiamo, insieme con la Chiesa santa e peccatrice, e con quanti vedono già la bellezza del tuo volto gustiamo la gioia di cantare la tua lode:
Santo…

(Diciamo assieme) Guarda, o Padre, questa tua famiglia, che ricongiungi a te nell’unico sacrificio del Cristo, e donaci la forza dello Spirito Santo, perché vinta ogni divisione e discordia siamo riuniti in un solo corpo. Custodisci tutti noi in comunione di fede e di amore con il nostro Papa Leone e il nostro vescovo Riccardo.
Aiutaci a costruire insieme il tuo regno fino al giorno in cui verremo davanti a te nella tua casa, santi tra i santi, con la beata Vergine Maria, con san Giuseppe, suo sposo, gli Apostoli e i nostri fratelli e sorelle defunti che raccomandiamo alla tua misericordia.
Allora nella creazione nuova, finalmente liberata dalla corruzione della morte, canteremo l’inno di ringraziamento che sale a te dal tuo Cristo vivente in eterno.

AL PADRE NOSTRO
La preghiera che il Signore Gesù ci ha lasciato come modello di ogni preghiera cristiana indica l’itinerario del perdono. Invochiamo il Padre perché, rendendoci capaci di perdonare, ci faccia degni di accogliere sempre il suo perdono senza limiti. Diciamo insieme:
Padre nostro...

DOPO LA COMUNIONE
La potenza di questo sacramento, o Padre, ci pervada corpo e anima, perché non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l’azione del tuo Santo Spirito. Per Cristo nostro Signore. Amen.

PERDONA, PERCHÉ SEI PERDONATO!
Il vangelo di oggi ci mette davanti a una realtà che molti considerano addirittura impossibile: il perdono.
In effetti perdonare non è istintivo, spontaneo. Tutt’altro!
Facciamo fatica a perdonare a noi stessi: il ricordo dei nostri sbagli rappresenta un peso che non riusciamo a sopportare, il rimorso ci perseguita e offusca la nostra percezione della realtà. Integrare anche le colpe nel proprio percorso di vita è un’operazione di non poco conto.
Facciamo fatica a perdonare agli altri. Per quello che consideriamo un “senso di giustizia”: “Quando uno sbaglia, deve in qualche modo pagare. Altrimenti dove andremmo a finire?”. Perché quello che ci è stato fatto ha provocato dentro di noi un rancore, un astio, talvolta addirittura un desiderio di vendetta, che non abbiamo neanche il coraggio di chiamare per nome, dal momento che sappiamo bene che è un atteggiamento sbagliato.
La domanda è lo stesso Pietro a lanciarla: “Signore, se mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”. È interessante perché l’apostolo non si limita a formulare una richiesta, ma offre addirittura una via d’uscita, che considera generosa. Non tre volte, che era quanto suggerivano i rabbini dell’epoca, ma più del doppio, che poi corrisponde a “tante”.
Tuttavia la risposta di Gesù lo spiazza: “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”. Il che non corrisponde a 490, ma è come dire “devi perdonare tutto e sempre”. E per far capire di che cosa si tratta il Signore racconta una parabola. La sproporzione tra “tante” e “tutto e sempre” continua, in effetti, nel racconto, attraverso la differenza vistosa che c’è tra il primo e il secondo debito e, a cascata - in modo del tutto paradossale - tra l’atteggiamento del padrone e quello del primo servo.
Il debito contratto nei confronti del re è talmente enorme da rendere impossibile una restituzione (36 kg di oro? 100 milioni di denari?). Ma, di fronte alla supplica del servo, il re compie un gesto inatteso: gli condona addirittura il debito.
Il debito contratto dal compagno del servo è, al contrario, una somma non importante: 100 denari, poco più di tre mensilità di un bracciante agricolo. La preghiera che raggiunge il servo è la stessa che egli ha fatto al re, ma mentre il re ha avuto compassione, il servo fa gettare il compagno in prigione «fino a che non avesse pagato il debito».
Una simile reazione non può che indispettire tanto è palpabile l’ingiustizia palese che vi si manifesta, l’evidente contrasto tra quello che si è ricevuto in abbondanza e quello che si è negato per molto meno...
Ecco perché gli altri servi lo riferiscono al padrone e così tutto viene rimesso in discussione.
Perché perdonare, allora?
Perché perdonare tutto e sempre? Perché Dio fa così con noi e dunque anche noi siamo disposti a farlo con i nostri fratelli.
Perché solo il perdono immette nella nostra storia una novità che la trasforma.

Informazioni interparrocchiali
PIEDIM: VENERDÌ 11, SABATO 12 E DOMENCA 13 SAGRA DEAI CJRSONS

SABATO 19 SETTEMBRE 2026
CABIA BATTESIMO: ELIZABETH GORTANI DI ANTHONY E DI EMILY LEBON

DOMENICA 20
PIANO: DURANTE LA SANTA MESSA DELLE ORE 11.00 SI RICODANO I 100 ANNI DI CELESTINA CIMIOTTI
PIEDIM: BATTESIMO DI LUCE CACITTI DI FABIO E DI ILARY RIGHINI

Suore: Cedarchis 334 185 2226 - 348 566 3540
don Ivo 334 57 85 102; e-mail: [email protected]
Per eventuali offerte:
IBAN IT66D0623064320000015306127
ORARI SANTE MESSE
PIANO: FESTIVO 11.00; FERIALE: lunedì a Chiusini ore 18.00; PREFESTIVO sabato ore 18.00; ARTA: FESTIVO ore 10.00; FERIALE, martedì ore 18.00 - CEDARCHIS: FESTIVO ore 10.00; FERIALE: mercoledì ore 18.00 - PIEDIM: FESTIVO ore 11.00; FERIALE: giovedì ore 18.00 - CABIA: FESTIVO ore 9.00; FERIALE venerdì ore 18.00 - RIVALPO-VALLE: FESTIVO ORE 9.45 - LOVEA: FESTIVO ORE 11.15

23a  DOMENICA  anno A 6 settembre 2026Bisogna saper tacere, costruire pace in famiglia, rispettare gli altri... allora s...
05/09/2026

23a DOMENICA anno A 6 settembre 2026

Bisogna saper tacere, costruire pace in famiglia, rispettare gli altri...
allora si vive... (Un’anziana).

Celebriamo la Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario.
Raccolti per celebrare l’Eucaristia, abbiamo la certezza che il Signore è in mezzo a noi, riuniti nel suo nome.
Lui ci salva in questa assemblea che celebra l’Amore e ci dona la forza di vivere l’impegno evangelico dell’Amore che sa perdonare.
La sintesi di ogni impegno cristiano si realizza nell’autentica esperienza del perdono, richiamato come realtà necessitante dalla Liturgia di oggi. Può risultare difficile vivere questa dimensione evangelica, ma non possibile se scegliamo di fidarci di Dio e di affidarci alla potenza della Parola che salva.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
E con il tuo spirito.

PER CHIEDERE PERDONO
Non è possibile formare una comunità autentica se non viviamo l’esigenza dell’amore e del perdono, donato ed accolto.
Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre e perdoniamoci a vicenda, per sentirci accolti ed amati da Dio.
- Signore Gesù, perdonaci se invece di cercare con umiltà il dialogo con chi ci ha offeso siamo pronti a denunciare la sua scelta davanti a tutti, dimenticando di usare prudenza e misericordia… e abbi pietà di noi.
Signore pietà!
- Cristo Gesù, perdonaci, abbiamo sempre troppa fretta di giudicare e di condannare chi non la pensa come noi, pretendendo che tu stia sempre dalla nostra parte… e abbi pietà di noi.
Cristo pietà!
- Signore Gesù, perdonaci, neppure quando preghiamo siamo in vera sintonia con le persone che condividono la stessa fede… e abbi pietà di noi.
Signore pietà!
(Diciamo insieme) Signore, perdona le nostre colpe. Aiutaci ad essere persone capaci di portare la pace dove regna l’odio e di essere degni figli tuoi che sei il Signore della pace, e vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

GLORIA A DIO NELL’ALTO DEI CIELI
e pace in terra agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

PREGHIAMO
O Padre, che ascolti quanti si accordano nel chiederti qualunque cosa nel nome del tuo Figlio, donaci un cuore e uno spirito nuovo, perché ci rendiamo sensibili alla sorte di ogni fratello, secondo il comandamento dell’amore, compendio di tutta la legge.
Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo figlio che è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
La Parola di Dio ci ricorda oggi che il Signore ci ha posto accanto ai fratelli che noi dobbiamo amare con generosità e nella verità. Il perdono è l’elemento qualificante questa esperienza evangelica.
Solo guardando a Cristo possiamo riscoprire la grandezza dell’Amore che perdona.
L’Eucaristia che celebriamo è il segno pieno e perfetto del perdono, della riconciliazione e dell’Amore.

PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Ezechiele (33,7-9)
Ezechiele, ti farò sentinella per avvertire il popolo d’Israele. Quando sentirai le mie parole le riferirai agli Israeliti. Se io dico che un uomo malvagio deve morire, tu hai il compito di avvertirlo perché cambi vita. Se tu non l’avverti egli morirà per le sue colpe, ma per me tu sarai responsabile della sua morte. Se invece tu lo avverti di cambiare il suo comportamento ed egli non lo fa, morirà per le sue colpe, ma tu avrai salvato la tua vita.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 94).
Rit. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, lodiamo il Signore, / gridiamo di gioia al Dio che ci protegge! / Andiamogli incontro con gratitudine, / cantiamo a lui canti di festa. Rit.
Venite, in ginocchio adoriamo, / inchiniamoci al Dio che ci ha creati. / Lui è il nostro Dio e il nostro pastore, / noi siamo il suo popolo, / il gregge che la sua mano conduce. Rit.
Ascoltate oggi questa sua parola: / Non indurite i vostri cuori / come i vostri padri nel deserto, / in quel giorno di tentazione e di discordia / mi misero alla prova e vollero tentarmi, / eppure sapevano quel che avevo fatto per loro. Rit.

SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (13, 8-10)
… Non abbiate debiti con nessuno, salvo quello dell’amore vicendevole: perché chi ama il prossimo, ha ubbidito a tutta la legge di Dio.
La legge dice: Ama il tuo prossimo come te stesso. In questo comandamento sono contenuti tutti gli altri, come: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare.
Chi ama il suo prossimo, non gli fa del male. Quindi, chi ama compie tutta la legge.
Parola di Dio. Rendiamo grazie e Dio.

Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.

VANGELO
Dal vangelo secondo Matteo (18,15-20)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Se un tuo fratello ti fa del male, va a trovarlo e mostragli il suo errore, ma senza farlo sentire ad altri. Se ti ascolta, avrai ricuperato tuo fratello. Se invece non vuole ascoltarti, fatti accompagnare da una o due persone, perché sia fatto come dice la Bibbia: “Ogni questione sia risolta mediante due o tre testimoni”. Se non vuole ascoltare nemmeno loro, va’ a riferire il fatto alla comunità dei credenti. Se poi non ascolterà neppure la comunità, consideralo come un pagano o un estraneo. Vi assicuro che tutto quel che voi avrete proibito sulla terra sarà proibito anche in cielo; e tutto quel che voi permetterete sulla terra sarà permesso anche in cielo. E ancora vi assicuro che se due di voi, in terra, si troveranno d’accordo su quel che devono fare e chiederanno aiuto nella preghiera, il Padre mio che è in cielo glielo concederà. Perché, se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome, io sono in mezzo a loro».
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.

PROFESSIONE DI FEDE
IO CREDO IN DIO, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

PREGHIERA DEI FEDELI
Il Padre ascolta la preghiera di coloro che si accordano nell’invocarlo. Presentiamo a lui con fiducia le nostre intenzioni perché le esaudisca. Preghiamo insieme e diciamo:
Padre, ascolta la nostra preghiera.
1. Signore Gesù, che ci raduni in questa celebrazione eucaristica, fa di tutti noi un cuor solo e un’anima sola per manifestare la tua presenza nel nostro ambiente di vita e di lavoro: preghiamo.
2. Signore Gesù, rinnova la nostra fiducia verso coloro che hai posto come sentinelle nella Chiesa per illuminare la nostra fede e sostenere la nostra carità: papa Leone, il nostro vescovo e i nostri sacerdoti: preghiamo.
3. Signore Gesù, la tua presenza e il tuo Vangelo vengano accolti come proposta di vita nelle famiglie e nella società. Donaci di desiderare e costruire la pace, la giustizia, la fraternità tra le persone e tra i popoli: preghiamo.
4. Signore Gesù, ti affidiamo i ragazzi e giovani nella ripresa della scuola. Rinnova l’impegno e la dedizione degli educatori e degli insegnanti nella formazione della mente e del cuore delle nuove generazioni: preghiamo.
(Diciamo insieme) O Padre, che ascolti chi ti chiede ogni cosa nel nome del tuo Figlio Gesù, donaci un cuore nuovo, sensibile alla sorte di ogni fratello secondo la legge dell’amore. Per Cristo nostro Signore. Amen!

SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Siamo riuniti nella gioia pasquale, per celebrare, o Padre, le meraviglie del tuo amore, e soprattutto per lodarti e ringraziarti del dono che in Gesù, tuo Figlio, offri alla Chiesa e a tutti gli uomini, da te amati.
La tua Parola vivente, il Crocifisso Risorto, ci indica un traguardo impegnativo, perché possiamo assomigliare a te, o Padre, che hai a cuore le sorti di ogni uomo, tutti ugualmente santi e chiamati alla conversione.
Tu lo doni come Maestro e modello di una comunità sempre bisognosa di salvezza per rispondere alla grande vocazione che le affidi, avendo cuore e uno spirito rinnovato, anticipo dei cieli nuovi e della terra nuova che attendiamo con gioia.
Sostenuti e guidati dall’assemblea celeste, in cammino con tutta la Chiesa, santa e peccatrice, ci uniamo al canto di lode: Santo...

(Diciamo insieme) Lo Spirito che è vincolo di carità, ci custodisca in comunione con il nostro Papa Leone, il nostro Vescovo Riccardo, il collegio episcopale, i presbiteri, i diaconi e tutto il popolo cristiano. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli, che si sono addormentati nel Signore, e tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede.
Tu che ci hai convocati intorno alla tua mensa, raccogli in unità perfetta gli uomini di ogni stirpe e di ogni lingua, insieme con la Vergine Maria, con san Giuseppe, suo sposo, con gli Apostoli e tutti i santi nel convito della Gerusalemme nuova, per godere in eterno la pienezza della pace.

AL PADRE NOSTRO
L’Amore di Dio è senza calcoli. Lui è sempre disponibile nei nostri confronti e pronto ad aiutarci. Lui è misericordioso e sa perdonare. Mentre chiediamo l’avvento del suo Regno, preghiamolo perché ci renda capaci di perdonare i fratelli come lui ha perdonato noi. Diciamo insieme:
Padre nostro...

RITO DELLA PACE
(Diciamo assieme) Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace», non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA FINALE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio aiutaci a progredire costantemente nella fede, per divenire partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo»: tu esci, prendi il sentiero, bussa alla sua porta. Dio è una strada che ci porta gli uni verso gli altri. Se tuo fratello sbaglia, tu va’, tu avvicinati, tu cammina verso di lui.
Ma che cosa mi autorizza a intervenire nella vita dell’altro? Non è la verità che credo di avere, non è la certezza di possedere cose importanti o buone da dare. Ciò che mi autorizza a intervenire nella vita dell’altro è solo questa parola: «fratello».
Solo se è la sua fioritura che ti preme, se porti il peso e la gioia dell’altro, se ne conosci le lacrime e le speranze, solo se sei fratello, allora sei autorizzato a intervenire. Ciò che ci autorizza è la fraternità che tentiamo di vivere, non la verità che crediamo di avere.
San Paolo dice che i cristiani sono coloro che «fanno la verità nell’amore» (Ef 4,15), coloro che non separano mai verità e amore. Per non farli morire entrambi. Perché la verità e l’amore non possono esistere separati.
La verità senza amore porta a tutti i conflitti, alle guerre di religione, ai roghi. «Mettere la verità prima della persona è l’essenza della bestemmia», dice Simone Weil. D’altro canto, l’amore senza verità è sterile, perché è amore per caso, amore occasionale, fortuito, senza progetto né futuro.
«Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello». Questo verbo è stupendo: «guadagnare» un fratello. Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo, un talento, una ricchezza di Dio per la terra.
Tra me e mio fratello vige una nuova economia: guadagno e debito d’amore. San Paolo scrive ai cristiani di Roma: «Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole» (Rm 13,8): il debito della vita, il debito di esistere si paga con l’amore. Questa parola luminosa dice che io devo restituire amore al mondo, che devo pagare un debito agli uomini. Tutto sulla terra si paga con il denaro; solo il senso della vita si paga con l’amore.
Allora sentiamoci debitori, oggi, nei confronti dei genitori, nei confronti degli amici, di tutti quelli ci vogliono bene e per questo ci fanno vivere, debitori verso coloro che ci hanno insegnato la vita, forse addirittura salvato la vita. E poi debitori verso Dio. È dalla consapevolezza di un debito che non potrò mai pagare che nasce l’atteggiamento della gratitudine e della fiducia.
Non possiamo accampare pretese: non siamo coloro cui tutto è dovuto, stima, rispetto, servizio, amore. Non abbiamo il diritto di essere amati, ma il dovere di essere amabili e di restituire amore.
Ecco da dove nasce e fiorisce la comunione dentro la mia casa, nella mia famiglia, dentro la mia comunità, persino nel rapporto con Dio: nasce dal fatto che io sono un debitore, e un debitore grato. E il debito e la gratitudine mi fanno custode di mio fratello (cfr. Gen 4,9), una sentinella responsabile della sua vita e della sua morte (cfr. Ez 33,1-9).
Dice ancora Gesù: «Ciò che legherete sulla terra.., ciò che scioglierete sulla terra, sarà legato o sciolto anche in cielo». Questo potere non è conferito alla gerarchia o ai preti, ma è di tutti i credenti: è il potere di creare legami e libertà.
E significa: ciò che avrete legato, riunito attorno a voi, le persone, gli affetti, le speranze, non andrà perduto in eterno; e ciò che avrete sciolto, liberato attorno a voi, energie, vita, audacia, sorrisi, non sarà più dimenticato, lo ritroverete liberato per sempre nella storia della terrà e in quella del cielo. Unica storia.
«Ciò che scioglierete»: come lui che ha sciolto Lazzaro dalle bende della morte; «ciò che legherete»: come lui che ha legato a sé uomini e donne capaci di scommettere sull’impossibile. Ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che legherete avrà comunione per sempre.
Perché Dio dona eternità a tutto ciò che di più bello hai seminato nel mondo.
Le ultime parole di Gesù nel Vangelo di oggi aprono nuovi orizzonti del vivere: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Sappiamo bene che l’uomo è un essere sociale, ma Gesù dice che questo non basta, che l’uomo è teologale, che dove due o tre sono riuniti nel suo nome, lì c’è lui stesso, Dio seminato nei solchi dell’umanità.
Non significa soltanto «quando due o tre pregano». Certamente, perché pregare è riattaccare la terra al cielo. Ma non solo: quando vivono e pensano e agiscono secondo Dio, allora Dio è lì.
Quando due o tre si guardano con pietà e verità, lì c’è Dio. Quando l’amico paga all’amico il debito del reciproco affetto, lì c’è Cristo, l’uomo perfetto, il fine della storia umana, punto focale dei desideri, gioia di ogni cuore, pienezza delle aspirazioni, forza che ti fa partire, energia che ti mette in cammino verso ogni tuo fratello.

Informazioni interparrocchiali

SABATO 12
PIANO: BATTESIMO DI KILIAN ROMANO DI ALEX E DI MARTINA ZANIER
DOMENICA 13
PIANO: FESTA DEI DONATORI DI SANGUE

AVVISO
PER CHI DESIDERASSE INTEGRARE LA PROPRIA COLLEZIONE DEI BOLLETTINI INTERPARROCCHIALI, PRESSO LA CANONICA DI PIANO, SONO A DISPOSIZIONE PARECCHI NUMERI ARRETRATI

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