San Sosio Chiesa - Arpino

San Sosio Chiesa - Arpino Pagina dedicata alla Chiesa di San Sosio, Arpino (FR). Ore 9:30 Santa Messa tutte le domeniche San Sosio nacque a Miseno nel 275 d.C. Il 19 Settembre del 305 d.C.

da una nobile famiglia romana. Educato fin da bambino alla fede cristiana, sentì presto in lui il bisogno di trasmettere la sua fede agli altri. Egli divenne, perciò, diacono. Per le sue doti di grande prudenza, zelo nello svolgere il suo ministero e per essere uomo di santità salda, San Sosio divenne presto famoso al di fuori di Miseno: San Gennaro, Vescovo di Benevento, andava spesso a fargli vi

sita, segno della sua stima e venerazione. Fu durante una di queste visite che avvenne un prodigio simile a quello della Pentecoste: mentre San Sosio leggeva e commentava il Vangelo, una lingua di fuoco si posò sul suo capo, segno che su di lui era disceso lo Spirito Santo. Per questo motivo, tutte le statue ed i dipinti raffiguranti il Santo, lo rappresentano con una fiammella in testa. Allo scoppio della persecuzione di Diocleziano, San Sosio fu uno dei primi ad essere arrestato e gettato in carcere nell'anfiteatro di Pozzuoli. Durante la sua permanenza in carcere, San Sosio ricevette la visita di San Gennaro ed altri cristiani, i quali vennero arrestati in quella occasione. Rifiutati gli inviti del magistrato Timoteo a venerare l’imperatore e mostrandosi risoluti di fronte alle sue minacce, i 7 cristiani furono condannati alla decapitazione. Si racconta anche che, prima di essere decapitati, i sette Martiri vennero esposti alle belve ma da queste non furono neanche sfiorati. Sosio, Gennaro e gli altri cristiani furono martirizzati nel Foro Vulcano (Solfatara di Pozzuoli). All’epoca del martirio, San Sosio aveva 30 anni. Il culto al Santo di Miseno fu portato ad Arpino, in zona Vallone, da una nobildonna Napoletana che in un terreno di sua proprietà fece costruire una piccola ca****la dedicata al Santo, un paio di secoli fa. Quella zona della contrada Vallone assunse così il nome del Santo. Nel 1949 un gruppo di fedeli, con il contributo degli altri fedeli della contrada e del Parroco di allora, Mons. Luigi Ippoliti, prese l’impegno di costruire una chiesa più grande sul posto dell’antica ca****la. In un solo anno, il gruppo fondatore riuscì a portare a termine la costruzione della chiesa, che fu benedetta dal Vescovo Diocesano, Mons. Michele Fontevecchia, il 30 Maggio 1950. L’affresco presente in chiesa è quello contenuto nella ca****la originale e la statua fu acquistata nella Pentecoste del 1953 con l’autorizzazione del Vescovo Diocesano Mons. Biagio Musto e benedetta dal Delegato Vescovile Mons. Cardarelli nel Gennaio 1954. San Sosio è protettore delle ossa è ricorre il 23 Settembre. Viene festeggiato, in Arpino, il lunedì successivo alla Pentecoste. La festa viene preceduta da un mese di preparazione, che ha inizio con il tradizionale Falò.

10/06/2026
08/06/2026

Quinto giorno della Novena a Sant'Antonio di Padova:
Sant'Antonio, riconosciuto come il "santo di tutto il mondo", hai amato particolarmente i piccoli e i poveri. Rendici fraterni a tutti coloro che soffrono e che sono afflitti perché rinascano alla speranza e ritrovino il cammino della gioia.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Corpus Domini 2026Verso la metà della cena, prese il pane, alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, lo spezzò e lo distrib...
07/06/2026

Corpus Domini 2026
Verso la metà della cena, prese il pane, alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, lo spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: « Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo ». Similmente fece del vino che distribuì dicendo: « Prendete e bevete, questo è il mio Sangue; ogni qualvolta farete questo, fatelo in mia memoria »

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(Dal web)

Il miracolo eucaristico di Cascia avvenne in Italia nel 1330 e rappresenta uno dei segni più forti della presenza reale ...
07/06/2026

Il miracolo eucaristico di Cascia avvenne in Italia nel 1330 e rappresenta uno dei segni più forti della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. La tradizione narra che un sacerdote, ormai privo di fede e solito celebrare la Messa solo per dovere, venne chiamato una mattina molto presto per portare la Comunione a un malato in pericolo di vita.

Per comodità o per negligenza, prese un'ostia consacrata dal tabernacolo e la ripose tra le pagine del suo breviario, poi sellò il cavallo e partì. Giunto alla casa del moribondo, aprì il libro e vide con sgomento che le due pagine erano intrise di un liquido rosso, simile a sangue: l’ostia si era trasformata visibilmente. Profondamente scosso e pentito, confessò la sua incredulità e tornò alla fede.

Il sacerdote andò a Siena, al Convento agostiniano, per raccontare il fatto a Padre Simone Fidati da Cascia, che era un celebre predicatore. Dopo aver visto con i suoi occhi l'ostia insanguinata, P. Simone concesse il perdono al sacerdote e chiese di tenere con sé quelle due pagine macchiate di sangue che, in seguito, portò una a Perugia e l'altra a Cascia, nella chiesa di Sant'Agostino. Da allora, la Chiesa promosse il culto della Reliquia con numerose e speciali indulgenze, tra le quali quella della Porziuncola, concessa da Papa Bonifacio IX, nel 1401. Nel 1930 (600 anni dopo l'evento prodigioso), fu celebrato a Cascia un Congresso eucaristico per l'intera diocesi di Norcia. In quell'occasione, fu donato un Ostensorio prezioso ed artistico conservato nel monastero e utilizzato per le solenni esposizioni.

Venne inoltre pubblicata tutta la documentazione storica sul fenomeno. Ogni anno, il prodigioso avvenimento viene ricordato per la festa del Corpus Domini, quando la Reliquia viene solennemente esposta o portata in processione. Ancora oggi, molte persone dicono di vedere, in quelle macchie di sangue, l'espressione di un volto umano sofferente e in effetti anche l'impressione fotografica sembrerebbe rilevare la stessa cosa.
(Dal web)

Nel cuore dell’Abruzzo, a Lanciano, si conserva uno dei miracoli eucaristici più antichi e celebri della Chiesa cattolic...
07/06/2026

Nel cuore dell’Abruzzo, a Lanciano, si conserva uno dei miracoli eucaristici più antichi e celebri della Chiesa cattolica. L’evento risale all’VIII secolo, quando un monaco basiliano, durante la celebrazione della Messa, fu assalito dal dubbio sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. In quel momento, sotto i suoi occhi, l’ostia si trasformò in carne viva e il vino in sangue, che si coagulò in cinque grumi. I presenti rimasero sconvolti, e da allora le reliquie furono custodite con grande devozione.

Oggi sono conservate nella chiesa di San Francesco, nello stesso luogo dove avvenne il fatto. La carne, di colore bruno-rossastro, ha la forma di una sottile membrana; il sangue, rappreso in cinque frammenti irregolari, è esposto in un antico reliquiario. Nel 1970, il dottor Odoardo Linoli, con l’approvazione ecclesiastica, condusse un’analisi scientifica che rivelò che la carne appartiene a un cuore umano, precisamente al miocardio, e che il sangue è del gruppo AB, lo stesso attribuito al sangue sulla Sindone.

Le analisi esclusero la presenza di conservanti e confermarono la straordinaria conservazione delle reliquie, rimaste intatte per oltre dodici secoli. Il miracolo di Lanciano è oggi meta di pellegrinaggio e venerazione, considerato una potente testimonianza della dottrina cattolica sulla presenza reale di Cristo nel sacramento dell’Eucaristia.
(Dal web)

Il Miracolo eucaristico di Bolsena avvenne nel 1263 nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena. Un sacerdote boemo, Pietro...
07/06/2026

Il Miracolo eucaristico di Bolsena avvenne nel 1263 nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena. Un sacerdote boemo, Pietro da Praga, in crisi di fede sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, stava celebrando la Messa. Al momento della consacrazione, l’Ostia cominciò a sanguinare, macchiando il corporale (il panno sacro) e le sue mani.

Spaventato, il sacerdote avvolse l’Ostia e il corporale insanguinati (alcuni fiotti caddero sul marmo dell’altare) e si recò immediatamente a Orvieto, dove risiedeva Papa Urbano IV.

Il Papa ordinò un’inchiesta, affidando il recupero delle reliquie al vescovo di Orvieto, supportato da teologi come Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio. L’effetto fu giudicato miracoloso: nel 1264 Urbano IV istituì la solennità del Corpus Christi e incaricò Aquinas di comporre i testi e i famosi inni “Pange lingua” e “Tantum ergo”.

Le reliquie — l’Ostia miracolosamente trasformata e il corporale insanguinato — furono conservate nella Cattedrale di Orvieto, nella ca****la detta “del corporale”. In chiesa a Bolsena restano lastre di marmo macchiate, testimonianza visibile dell’evento. Ogni anno, il Corpus Christi viene celebrato con una solenne processione ad Orvieto, in cui il corporale viene portato in processione .
(Dal web)

Indirizzo

Chiesa San Sosio Martire, Piazza San Sosio, Arpino FR, Https://maps. App. Goo. Gl/1KsyFCot1N9ivAj 28
Arpino
03033

Orario di apertura

09:00 - 23:00

Sito Web

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