Parrocchie San Michele Arcangelo e Santa Maria di Civita - Arpino -

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13/06/2026

Nome: Sant' Antonio di Padova
Titolo: Sacerdote e dottore della Chiesa
Nome di battesimo: Fernando Martins de Bulhões
Nascita: 15 agosto 1195, Lisbona, Portogallo
Morte: 13 giugno 1231, Arcella, Padova
Ricorrenza: 13 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Patrono di: Napoli, Venezia, Padova, Afragola, Anzio, Montesilvano, Favara, Gravina di Catania, Albignasego, Poggiomarino e altri comuni
Protettore: dei bambini, degli affamati, dalla sterilità, poveri, pescatori, degli oppressi, degli oggetti smarriti, nativi americani, del matrimonio, marinai, fidanzati, delle donne incinte, cavalli, degli animali, viaggiatori
Canonizzazione: 30 maggio 1232, Spoleto, papa Gregorio IX
Luogo reliquie: Basilica di Sant'Antonio di Padova

Sant'Antonio nacque a Lisbona nel 1195 da genitori favoriti da Dio di ricchezze spirituali e di un certo benessere. Dopo la prima educazione ricevuta nella casa paterna da uno zio canonico, continuò la sua istruzione nella scuola vescovile annessa alla Curia. Con l'età cresceva pure nell'umiltà, unita al disprezzo per le glorie mondane; virtù che, unitamente alla fama di taumaturgo, lo distingueranno sempre.

Sentendosi portato alla solitudine, il Santo pensò presto di ritirarsi in un convento e scelse i Canonici Regolari di S. Agostino. Qui si diede con tale fervore alla mortificazione della carne, alla ritiratezza e ad un silenzio operoso, da divenire uno specchio per i suoi confratelli.

Ma le sue brame non erano ancora pienamente appagate: il Santo desiderava di ricevere il martirio, se cosi fosse piaciuto al Signore; e a questo scopo, abbandonato il convento di S. Croce, si ritirò tra i Frati Minori ai quali erano permesse le Missioni.

Ma chi può scrutare i disegni altissimi dell'Onnipotente? Antonio, appena giunto in terra di Missione, è assalito da una malattia tale che lo costringe alla più assoluta inazione, e lo inchioda inesorabilmente in un letto, tanto che è costretto al ritorno. Si imbarca allora per ritornare in Portogallo, ma la nave, sbattuta da violenta tempesta, dopo una fortunosa navigazione, viene a sfasciarsi contro il litorale della Sicilia.

Soccorso da alcuni pescatori, viene trasportato a braccia al più vicino convento. Antonio adora la volontà di Dio, ed appena è in grado di camminare si reca ad Assisi. Qui ebbe la grazia di vedere il suo caro padre S. Francesco, e di assistere al capitolo delle stuoie. Ma in questa circostanza il nostro Santo non parlò, nè fu notato. Dopo l'umiliazione però la Provvidenza, in modo inaspettato, gli apriva la via della predicazione.

Fu una rivelazione: in poco tempo divenne celebre e dovette passare a Montpellier, a Tolosa, a Bologna, a Rimini e infine a Padova. Nella quaresima che tenne in quest'ultima città, i frutti della grazia divina furono copiosissimi: riconciliò nemici, ridusse i dissoluti a vita migliore, persuase gli usurai alla restituzione. La sua parola era come un dardo che trapassava i cuori e li infiammava d'amore alla virtù.

Il Signore confermava la santità del Santo con numerosissimi miracoli.
Conoscendo per rivelazione che suo padre era accusato ingiustamente della morte di un nobile, pregò Dio e si trovò miracolosamente a Lisbona accanto al padre. Qui richiamò a vita l'ucciso che indicò l'omicida: suo padre fu salvo.

Sentendosi vicino al termine della vita ottenne il permesso di ritirarsi nel romitorio di Camposampiero nel luogo che il signore del luogo, il conte Tiso, aveva affidato ai francescani, nei pressi del suo castello; qui passò i suoi ultimi giorni nella contemplazione e nell'esercizio sempre più puro dell'amor di Dio.

Si narra che Antonio camminando nel bosco, notò un maestoso noce e gli venne l’idea di farsi costruire tra i rami dell’albero una specie di celletta. Tiso gliela allestì. Il Santo passò così in quel rifugio le sue giornate di contemplazione, rientrando nell’eremo solo la notte.

Una sera, il conte si recò nella stanzetta dell’amico, quando, dall’uscio socchiuso, vide sprigionarsi un intenso splendore. Temendo un incendio, spinse la porta e restò immobile davanti alla scena prodigiosa: Antonio stringeva fra le braccia Gesù Bambino.

Quando si riscosse dall’estasi e vide il viso commosso, il Santo lo pregò di non parlare con nessuno dell’apparizione celeste. Solo dopo la morte del Santo il conte avrebbe raccontato quello che aveva visto.

Così poco dopo Frate Antonio si ammalò gravemente ed espresse il desiderio di essere portato a Padova per morire nel suo convento di S. Maria. Venne tosto disteso su di un carro, tirato da due buoi. Ma quando il carro giunse alle porte di Padova, si fece una breve sosta nel convento dell'Arcella. Qui l'ammalato peggiorò e domandò il S. Viatico e l'Estrema Unzione. Poi cominciò a cantare l'inno alla Madonna: "O gloriosa Signora, innalzata sopra le stelle...". Intorno a lui i frati pregavano e piangevano.

Ad un certo momento i suoi occhi velati, si aprirono, e si fissarono estatici e lucenti in alto come se vedessero qualche cosa di divino. Il frate che lo sorreggeva gli chiese: "Che cosa guardi?". Con voce che manifestava tutta la sua gioia, rispose: "Vedo il mio Signore!". Poco dopo Frate Antonio era in cielo: 13 giugno 1231 all'età di 36 anni.

Dopo la sua morte i fanciulli di Padova e dei dintorni andavano gridando: « È morto il Santo, è morto il Santo ». Ed era veramente morto un santo ed un grande santo, che lasciò tracce indelebili di ogni virtù.

LA CANONIZZAZIONE
Sant'Antonio di Padova fu canonizzato il 30 maggio 1232, a soli 11 mesi dalla sua morte, avvenuta il 13 giugno 1231. La cerimonia si svolse nella cattedrale di Spoleto durante la domenica di Pentecoste e fu presieduta da papa Gregorio IX.

Questo processo di canonizzazione è considerato il più rapido nella storia della Chiesa cattolica, completato in appena 352 giorni.

La straordinaria rapidità della canonizzazione fu motivata dalla profonda devozione popolare e dalla fama dei numerosi miracoli attribuiti a Sant'Antonio subito dopo la sua morte. La sua tomba, situata nella chiesa di Santa Maria Mater Domini a Padova, divenne rapidamente meta di pellegrinaggi. Le autorità civili e religiose di Padova inviarono ripetute delegazioni a papa Gregorio IX, che aveva personalmente conosciuto Antonio e ne apprezzava la santità.
Il processo canonico fu affidato a una commissione presieduta dal vescovo di Padova, che raccolse numerose testimonianze di guarigioni e altri prodigi. Il papa, dopo aver esaminato le prove e ascoltato la lettura dei 53 miracoli approvati, proclamò solennemente frate Antonio santo, fissando la sua festa liturgica il 13 giugno, anniversario della sua morte.

In seguito alla canonizzazione, la chiesa di Santa Maria Mater Domini fu ampliata per accogliere il crescente numero di pellegrini, dando origine all'attuale Basilica di Sant'Antonio di Padova, conosciuta anche come "il Santo"

PRATICA. Mentre ammiriamo il Santo, cerchiamo di imitarlo nella corrispondenza alla divina grazia e nel disprezzo delle cose terrene e nell'amore delle celesti.

PREGHIERA. L'annuale solennità del tuo beato confessore Antonio allieti, o Dio, la tua Chiesa, affinchè munita sempre di aiuti spirituali, meriti di godere le gioie eterne.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Pàdova sant'Antonio Portoghése, Sacerdote dell'Ordine dei Minori, Confessore e Dottore della Chiesa, illustre per la vita, pei miracoli e per la predicazione, il quale, non essendo ancora trascorso un anno dalla sua morte, dal Papa Gregorio nono fu ascritto nel numero dei Santi.

PROVERBIO. Sant’Antonio dalla barba bianca, fammi trovar quel che mi manca

Il Miracolo della Mula
Durante un dibattito tra Sant’Antonio da Padova e un eretico sulla presenza reale di Gesù Cristo nell’Eucaristia, l’eretico propose una sfida: avrebbe rinchiuso la sua mula senza cibo per alcuni giorni e poi, in piazza, avrebbe messo davanti a lei della biada. Se Sant’Antonio, presentando l'ostia consacrata, fosse riuscito a far inginocchiare l’animale davanti alla particola ignorando il cibo, l’eretico si sarebbe convertito alla fede cristiana.

Il giorno stabilito, la piazza era gremita di spettatori. L’eretico portò la mula affamata davanti alla biada, mentre Sant’Antonio sollevò l’ostia e pronunciò queste parole: «In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione».

Miracolosamente, la mula ignorò la biada, abbassò la testa fino ai garretti e si inginocchiò davanti all’ostia. Sbalordito, l’eretico mantenne la sua promessa e si convertì, riconoscendo la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Questo miracolo rafforzò la fede dei presenti e divenne un simbolo della potenza divina nel confermare le verità di fede.

IL PANE DEI POVERI
Tommasino è un bimbo di 20 mesi: la madre lo lascia in casa da solo a giocare e lo ritrova poco dopo senza vita, affogato in un mastello d’acqua bollente.

Disperata invoca l’aiuto del Santo, e nella sua preghiera fa un voto: se otterrà la grazia donerà ai poveri tanto pane quanto è il peso del bambino. Il figlio torna miracolosamente in vita e nasce così la tradizione del «pondus pueri» una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.
Questo miracolo è all’origine dell’Opera del Pane dei Poveri e poi della Caritas Antoniana, le organizzazioni antoniane che si occupano di portare cibo, generi di prima necessità e assistenza ai poveri di tutto il mondo.

SANT'ANTONIO E LA PREDICA AI PESCI
Come nella vita di san Francesco c’è la predica agli uccelli, nella vita di Antonio c’è la predica ai pesci. Sarebbe avvenuta a Rimini. La città era ben salda in mano a gruppi di eretici. All’arrivo del missionario francescano, i capi danno la parola d’ordine: chiuderlo in un muro di silenzio. Di fatto, Antonio non trova a chi rivolgere la parola. Le chiese sono vuote. Esce in piazza, ma anche lì nessuno mostra di accorgersi di lui, nessuno fa caso a quello che dice. Cammina pregando e pensando. Arrivato al mare, vi si affaccia e comincia a chiamare il suo uditorio: "Dal momento che voi dimostrate di essere indegni della parola di Dio, ecco, mi rivolgo ai pesci, per confondere più apertamente la vostra incredulità". E i pesci affiorano a centinaia, a migliaia, ordinati e palpitanti, ad ascoltare la parola di esortazione e di lode.
SANT'ANTONIO DA PADOVA E L'AVARO DANNATO
Mentre frate Antonio predicava a Firenze, morì un uomo molto ricco che non aveva voluto ascoltare le esortazioni del Santo. I parenti del defunto vollero che i funerali fossero splendidi e invitarono frate Antonio a tenere l'elogio funebre. Grande fu la loro indignazione quando udirono il santo frate commentare le parole del Vangelo: «Dove è il tuo tesoro, ivi è il tuo cuore» (Mt 6,21 ), dicendo che il morto era stato un avaro ed un usuraio. Per rispondere all'ira dei parenti ed amici il Santo disse: "Andate a vedere nel suo scrigno e vi troverete il cuore". Essi andarono e, con grande stupore, lo trovarono palpitante in mezzo al denaro e ai gioielli. Chiamarono pure un chirurgo perché aprisse il petto al ca****re. Questi venne, fece l'operazione e lo trovò senza cuore. Dinanzi a tale prodigio parecchi avari e usurai si convertirono e cercarono di riparare al male compiuto. Non cercare le ricchezze che rendono l'uomo schiavo e lo mettono in pericolo di dannarsi, ma la virtù, la sola accetta a Dio. Per tale motivo, la cittadinanza lodò con entusiasmo Dio e il suo Santo. E quel morto non fu deposto nel mausoleo preparatogli, ma trascinato come un asino sul terrapieno e colà sotterra
IL MIRACOLO DEL PIEDE RISANATO
Il miracolo del piede risanato è uno degli episodi più noti attribuiti a Sant'Antonio da Padova, spesso raccontato per illustrare la potenza della penitenza e del perdono.

Secondo la tradizione, un giovane di nome Leonardo, residente a Padova, si confessò con Sant'Antonio, ammettendo di aver colpito violentemente la propria madre con un calcio. Il santo, per esprimere il suo disappunto, gli disse che "il piede che colpisce la madre o il padre meriterebbe di essere tagliato all'istante". Tuttavia, Leonardo fraintese le parole di Antonio come un invito a punirsi fisicamente. Pieno di rimorso, tornò a casa e si recise il piede.

La notizia del suo gesto si diffuse rapidamente e giunse anche all'orecchio di Sant'Antonio. Il santo si recò immediatamente da Leonardo, pregò ferventemente e, tracciando un segno di croce, riattaccò miracolosamente il piede alla gamba. Il giovane si alzò, iniziò a camminare e saltare allegramente, lodando Dio e ringraziando Sant'Antonio per la sua intercessione.

Questo miracolo viene spesso interpretato come un simbolo della potenza del perdono e della misericordia divina. Sant'Antonio, attraverso questo gesto, insegna che il pentimento sincero può portare alla redenzione, anche dopo atti gravi. Inoltre, l'episodio sottolinea l'importanza di comprendere correttamente gli insegnamenti spirituali, evitando fraintendimenti che possano portare a gesti estremi.

Il miracolo del piede risanato è stato rappresentato in numerose opere d'arte nel corso dei secoli, testimoniando la sua rilevanza nella devozione popolare e nella tradizione cristiana.

IL BREVE DI SANT'ANTONIO
Il Breve di Sant‘Antonio di Padova, secondo la testimonianza di Giovanni Rigaude (sec. XIII), avrebbe avuto origine dal seguente prodigio:

“In Portogallo viveva una povera donna spessissimo molestata dal demonio; il marito un giorno, preso dall’ira glielo rinfacciò ingiuriandola, e la donna uscì di casa per andare ad affogarsi in un fiume. Era il giorno della festa del Beato Antonio, il 13 Giugno, e passando davanti alla Chiesa, vi entrò per farvi una preghiera al Santo. Mentre pregava, affranta per la lotta che dentro di sè combatteva, s'addormentò ed in sogno vide il Beato Antonio che le disse: “Alzati o donna e prendi questa polizza con la quale sarai libera dalle molestie del demonio". Si svegliò e con grande meraviglia si trovò tra le mani una pergamena con la scritta: “Ecce Crucem Domini; fugite partes adversae! Vicit Leo de Tribu Juda, radix David, Alleluja!" - “Ecco la Croce del Signore! Fuggite potenze nemiche: vince il Leone di Giuda, Gesù Cristo, stirpe di Davide. Alleluja!" A quella vista la donna sentì riempirsi l'animo di Speranza per la propria liberazione, strinse al cuore il biglietto prodigioso e, finchè lo portò, il demonio non le portò più nessuna molestia.

I Francescani si diedero premura di diffondere questa divozione esortando i Fedeli a portare indosso il Breve, e molti prodigi si raccontano operati per ragione di questo. Eccone un altro, fra i tanti. Una nave della Marina Francese, l'Africaine, nell'inverno 1708 nel Mare del Nord fu sorpresa dalla tempesta, e la violenza dell'uragano era tale che il naufragio pareva certo. Perduta ogni umana speranza di salvezza, il cappellano in nome di tutto l'equipaggio fece ricorso al Taumaturgo di Padova: prese un pezzetto di carta, vi scrisse le Parole del Breve e le gettò in mare gridando con fiducia: "O grande Sant‘Antonio esaudite le nostre Preghiere!".

Il vento si calmò, il cielo si rasserenò e la nave giunse felicemente in porto, e i naviganti si recarono subito alla prima Chiesa a ringraziare il Santo.
Il "Breve di Sant‘Antonio" è la formula di preghiera che il Santo usava per benedire i fedeli ed allontanare da essi, in virtù del Segno della Croce, ogni sorta di mali e tentazioni. I Frati Minori lo propagarono nel Mondo. E‘ sempre stato in grande venerazione presso i Fedeli che lo portano indosso e lo collocano nelle loro case per ottenere la protezione del Santo nei pericoli spirituali e temporali.

Papa Sisto V devoto del Poverello di Assisi fece scolpire la frase alla base dell’obelisco posto al centro di Piazza S. Pietro a Roma, dove ancora può essere letta.

SUPPLICA A SANT'ANTONIO

(da recitare ogni martedì ed ogni 13 del mese)
Glorioso sant'Antonio, scrigno delle Sacre Scritture, tu che con lo sguardo sempre fisso nel mistero del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo hai conformato la vita a lode della Trinità perfetta e della semplice unità, ascolta la mia supplica, esaudisci i miei desideri. Mi rivolgo a te, certo di trovare ascolto e comprensione; mi rivolgo a te che immergendo il cuore nella Sacra Scrittura l'hai studiata, assimilata, vissuta e fatta tuo respiro, tuo sospiro, tua parola: fa che anch'io possa col tuo aiuto capirne l'importanza, percepirne l'assolutezza, assaporarne la bellezza, gustarne la profondità. Fa' che possa gustare il Vangelo di quel Gesù che tu hai tanto amato; fa che possa vivere nella mia vita di quel mistero che tu hai tanto celebrato; fa' che possa annunciare a tutti la lieta novella che tu hai proclamato alle persone e agli animali. Rendi forti i miei passi, coraggiose le strade, decise le scelte, prudenti le prove.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Antonio, Santo di tutto il mondo, a te mi raccomando, a te mi affido, a te rivolgo il mio sguardo e in te ripongo ogni fiducia. Non lasciare che le preoccupazioni della vita tolgano tempo alla lode di Dio, che le agitazioni del tempo presente offuschino lo sguardo verso di lui, che le ansie e i dolori cancellino la consapevolezza che tutto è grazia, dono, delicatezza del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Dona agli uomini di oggi, sensibilità verso i poveri, attenzione verso i bisognosi, amore verso gli ammalati. Aiuta tutte le famiglie del mondo ad essere chiese domestiche: aperte per chi bussa, ospitali per chi cerca, caritatevoli per chiunque chiede. Proteggi i giovani dalle insidie del male, orientali alla ricerca del bene; illuminali nelle scelte della loro vita e fa' che sentano l'urgente bisogno di quel Dio da te tanto cercato, incontrato e amato; inoltre esaudiscili nei loro desideri: il lavoro, la serena amicizia, la realizzazione personale.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O sant'Antonio, Santo dei miracoli, ti chiedo con cuore sincero di accogliere la supplica che elevo al tuo celeste sguardo: che comprenda pienamente il miracolo della vita, la promuova, la rispetti e la faccia progredire in tutte le sue dimensioni e forme; che sappia donare con cuore generoso e disponibile ed essere felice con chi è nella gioia e partecipe del pianto di chi soffre.
Concedi sempre, o glorioso Santo, la tua benigna protezione a chi viaggia, la tua potente assistenza a chi smarrisce qualcosa, la tua efficace benedizione a chi intraprende un'opera.
Che quel bambino Gesù, teneramente in dialogo con te, possa, tramite la tua intercessione, volgere anche su di noi il suo penetrante sguardo, allungare la sua forte mano per proteggerci e benedirci. Amen.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

ICONOGRAFIA

Nell’iconografia sant’Antonio di Padova è quasi sempre rappresentato come un frate giovane col saio francescano che tiene in braccio Gesù bambino e un giglio in mano. Sono davvero tantissime le opere dedicate al santo di Lisbona e difficile menzionarle tutte o dare rilievo a una piuttosto che ad un'altra.
Elementi iconografici principali
Giovane frate con saio francescano: Riflette la sua appartenenza all'Ordine dei Frati Minori.
Gesù Bambino in braccio o in una nicchia sul libro: Simboleggia la visione mistica avuta da Antonio, in cui il Bambino Gesù gli apparve.
Libro: Indica la sua erudizione teologica e il ruolo di predicatore.
Giglio: Simbolo di purezza e castità.
Pane: Rappresenta la sua ca**tà e attenzione verso i poveri.
Lingua incorrotta: Riferimento alla sua lingua miracolosa, conservata come reliquia.

Per approfondire cliccare sul link di seguito:
https://www.santodelgiorno.it/sant-antonio-da-padova/?f&fbclid=IwY2xjawSaOExleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFCVlNwd2tBREpRWFlqcVNPc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHmXDrXrZ7jJJQNheA4Jygh7fcukNIS_zh8V7aV8z7Ivo1lx2QpYessRhBWeK_aem_uXm2yFCnpyI1K20KNZaubw

13/06/2026

Sabato 13 giugno 2026
Solennità di Sant'Antonio di Padova
La Chiesa resterà aperta dalle ore 06.00 alle ore 21.00

Orario delle Sante Messe: 07.00, 08.00, 09.30, 18.30
a termine delle celebrazioni verrà distribuito il Pane Benedetto.

Ore 09.30
Santa Messa solenne presieduta da S. E. Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo Diocesano.

Domenica 14 giugno 2026
Ore 09.00 Santa Messa
Ore 19,30 Santa Messa, a seguire solenne processione nelle strade cittadine con la statua del Santo.
Al rientro la Benedizione con la Reliquia del Santo.

13/06/2026
SABATO 13 GIUGNOMEMORIA LITURGICA DI S. ANTONIO DI PADOVAMesse nella chiesa di S. Antonio: ore 7,00-8,00-9,30 (presiedut...
12/06/2026

SABATO 13 GIUGNO
MEMORIA LITURGICA DI S. ANTONIO DI PADOVA
Messe nella chiesa di S. Antonio: ore 7,00-8,00-9,30 (presieduta dal VESCOVO DIOCESANO MONS. GERARDO ANTONAZZO) - 18,30.

12/06/2026

Il Messaggio di papa Leone XIV ai Sacerdoti in occasione della Giornata della Santificazione Sacerdotale che si svolge oggi

12/06/2026

Oggi è la festa che 170 anni fa Pio IX estese a tutta la Chiesa e che anima l’intero mese di giugno. Il gesuita De Bertolis: «È una spiritualità che può insegnare come vivere da cristiani nel mondo di oggi»

11/06/2026
11/06/2026

Pope Leo traveled to the Abbey of Montserrat to pray the rosary with the Benedictine community and pray before the Black Madonna.

11/06/2026

Ottavo giorno della Novena a Sant'Antonio di Padova:
Sant'Antonio, tu hai amato teneramente Maria, la Madre di Gesù. Tu l'invo­casti come "Gloriosa Signora e Porta del Cielo", e sei ricorso a Lei ogni giorno, specialmente nelle ore difficili. Con te, noi vogliamo pregarla umilmente e donarle la nostra fiducia raccomandandoci al suo buon soccorso.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

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