Suore Oblate di San Francesco Saverio

Suore Oblate di San Francesco Saverio Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Suore Oblate di San Francesco Saverio, Ariano Irpino.

Le “Suore Oblate di San Francesco Saverio” (SOSFS) è una famiglia religiosa di Diritto Diocesano nata nella città di Ar**no Irpino il giorno di Natale del 1732.

INIZIAZIONE ALLA VITA CONSACRATA                               di       Amelia Putri Yosepa Sembiring                 Ma...
01/06/2026

INIZIAZIONE ALLA VITA CONSACRATA
di

Amelia Putri Yosepa Sembiring
Maria Susi Aritonang
Saholy Viviane Micheline Santatriniaina

Presiede
S.E. Mons. Arturo Aiello
Vescovo di Avellino

IL NOVIZIATO rappresenta una delle tappe più significative del cammino religioso: è il tempo in cui una persona, dopo aver percepito una chiamata interiore, entra più profondamente nella vita della comunità e nel discernimento della propria vocazione. Non si tratta semplicemente di un periodo di prova, ma di un’esperienza di formazione spirituale, umana e comunitaria che prepara alla consacrazione religiosa.
Durante il Noviziato, la novizia è invitata a conoscere più da vicino il carisma della Congregazione, approfondire la vita di preghiera, maturare nella libertà interiore e verificare con sincerità la propria risposta alla chiamata di Dio. È un tempo di silenzio, ascolto, studio e condivisione fraterna, nel quale si impara progressivamente a conformare la propria vita al Vangelo.
L’ingresso nel Noviziato segna quindi un nuovo inizio: un passo compiuto con fiducia, umiltà e speranza, accompagnati dalla comunità e sostenuti dalla grazia del Signore. È il momento in cui il desiderio di seguire Cristo si traduce in una scelta concreta di vita, aperta alla crescita e alla scoperta del progetto che Dio ha su ciascuna.

Ringraziamo il Signore per il dono della vocazione religiosa. Continuiamo a pregare perché "mandi operai alla sua messe".

Domenica, 31 maggio 2026
Solennità della Santissima Trinità
Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria
Casa di Noviziato delle SOSFS (Avellino)

Ingresso al NOVIZIATO delle postulanti Amelia. Maria e Viviane. 31...

L'ALBERO DI FALCONE nella nostra scuola!!!
16/04/2026

L'ALBERO DI FALCONE nella nostra scuola!!!

L'albero di Falcone nella Scuola Primaria Paritaria San Francesco Saverio - 16 Aprile 2026

24 febbraio 2026Con immensa gratitudine, la Comunità delle SUORE OBLATE di SFS residente in Avellino,  Ringrazia il Sign...
25/02/2026

24 febbraio 2026

Con immensa gratitudine, la Comunità delle SUORE OBLATE di SFS residente in Avellino, Ringrazia il Signore, per i 64 anni di vita consacrata di Suor Irene Calò attraverso i CONSIGLI EVANGELICI e per il suo fervente zelo apostolico a servizio del popolo di Dio e dei piccoli nell'ambito della scuola.

Tutte le consorelle unitamente alla nostra Madre Generale le porgono i migliori auguri di lunga vita, buona salute e tanta serenità.

La Santa Messa di ringraziamento presieduta da P. Marco Masi, Passionista, è stata celebrata nella chiesa delle Oblate alle ore 18:00.

Si ritorna a casa ...lasciamo una parte del nostro cuore qui in 🇲🇬Madagascar🇲🇬
04/02/2026

Si ritorna a casa ...
lasciamo una parte del nostro cuore qui in 🇲🇬Madagascar🇲🇬

Con immensa gioia condividiamo alcune foto che sono il riflesso per riscoprire l’originalità e l’attualità del carisma d...
02/02/2026

Con immensa gioia condividiamo alcune foto che sono il riflesso per riscoprire l’originalità e l’attualità del carisma della nostra famiglia religiosa che si esprime “nell’accogliere per rigenerare con misericordia”.
La nostra Madre Generale - Madre Maria Juna Futolan, dal 23 Gennaio 2026 è ad Antsirabe - Madagascar 🇲🇬 per la prima visita materna, dopo la celebrazione del 15^ Capitolo Generale Ordinario. Come Madre e sorella maggiore è in terra Malgascia per incontrare le suore, le giovani in formazione e l’opera educativa- caritativa che la nostra famiglia religiosa ha iniziato nel Dicembre 2019.
Sono con lei Padre Florindo Maria Amato OFM CONV nostro assistente, il quale ha il compito di trasmettere le linee guida stabilite dal Capitolo Generale, presentare il progetto per il sessennio 2025-2031 approvato dall’assemblea capitolare e consegnare gli atti capitolari. Suor Ismayanti Marbun - Segretaria Generale che sta espletando la documentazione per il progetto scuola e altre opere educative. Le foto che condividiamo ci fanno comprendere che la missione non è un’ attività, non si identifica con ciò che facciamo, ma con quello con cui misteriosamente collaboriamo, una missione condivisa, ESSERE CON GLI ALTRI.
Ringraziamo il Signore per la presenza delle nostre suore in Madagascar 🇲🇬 Ringraziamo il Signore per l’affetto, la cura, la premurosa attenzione e la ca**tà, che il vescovo di Antsirabe Monsignor Jean Pascal Andriantsoavina ha per le nostre suore. Ringraziamo il Signore per la comunione e la condivisione, che le famiglie religiose maschili e femminili vivono in questa terra. La gioia di camminare insieme nell’ unità mediante la diversità e la bellezza dei propri carismi e la spiritualità dei rispettivi fondatori e fondatrici. Ringraziamo il Signore perché l’esperienza missionaria condivisa con i poveri ci dà l’opportunità di crescere insieme, per respirare il profumo della profezia del Regno di Dio. Ringraziamo Madre Maria Juna, che sta dedicando il suo tempo a ciascuna di noi e alle giovani in formazione, attraverso l’ascolto attento e premuroso. Ringraziamo il Signore per il dono delle vocazioni, esse sono un dono del Signore per tutto il bene che le nostre suore fanno e che Lui largamente ci ricompensa. Ringraziamo il Signore perché la nostra presenza qui in Madagascar sta assumendo un volto comunionale, di servizio e di evangelizzazione. La presenza di Madre Maria Juna e di padre Florindo, ci sta offrendo l’opportunità di incarnare in questa terra il tema del 15^ Capitolo Generale Ordinario: ”vivere ciò che siamo… (delle Suore Oblate di San Francesco Saverio) e la profezia della sponsalità” (nella fedeltà alla nostra vocazione).

30/01/2026

Le celebrazioni per commemorare le vittime dell'Olocausto

LA FAMIGLIA PALESTRA DI CONVIVIALITÀ                         DOVE L'IO DIVENTA NOI                                      ...
07/01/2026

LA FAMIGLIA PALESTRA DI CONVIVIALITÀ
DOVE L'IO DIVENTA NOI

La FAMIGLIA
È immagine sacramentale di Dio Amore
È sguardo e visione verso la stessa direzione
È fucina di dialogo per armonizzare il mondo
È cellula di un ambiente nuovo,
sinfonia di melodia celestiale
(Magro Don Giacinto)

1 Gv 4, 12: "Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane
in noi e l'amore di Lui è perfetto in noi"

SERATA FAMIGLIA - SCUOLA
Scuola Primaria Paritaria San Francesco Saverio
Ar**no Irpino, 7 gennaio 2026

L’ ATTESA si fa ACCOGLIENZA e PACE diverrà L’antica profezia da secolo in attesa inconsistente appare, eppure, sull’arid...
24/12/2025

L’ ATTESA si fa ACCOGLIENZA e PACE diverrà

L’antica profezia da secolo in attesa inconsistente appare,
eppure, sull’arido tronco di Jesse l’evento è già accaduto
e sempre nuovo germoglia.
Egli spunta e riappare, come fragile bocciolo;
Piccolo e indifeso come Pace disarmata si propone.
Egli, fattosi nulla, Re povero sorge.
La sua pochezza è vera ricchezza, tutto dona e nulla trattiene.

Principe è quel nulla che tutto dà,
Luce e splendore è sempre novità.
Principio e fine di ogni cosa è; tutto in Lui esiste,
ogni vivente, ogni minuscola realtà,
anche la pace solo da Lui fiorirà...
Ecco, un Bambino ci è stato dato.
Gli opposti solo in Lui trovano conciliazione.
Il lupo con l’agnello sarà riconciliato.

Potere e trame di occulta ricchezza fermeranno?
Lui, bimbo disarmato, li condurrà.
Giustizia e misericordia farà baciare;
Sapiente l’uomo diverrà, pace troverà.
solo nell’Amore la vita rifiorirà.
Torniamo a Betlemme, il pane condividiamo,
adoriamo il Bambino che tutto dà.

Caino si umanizzerà e i potenti fermerà.
Lui, il bimbo inerme, è leva che può il mondo risollevar
Egli è il vuoto che accoglie.
É il vincitore e ogni orgoglio atterra.
Venite, accorriamo, il Bambino accogliamolo,
ogni fratello ritroviamo;
la spada della lingua deponiamo.

Cooperiamo, il dialogo riaccendiamo...
L’armatura della pace disarmata indossiamo
Il fuoco d’amore propaghiamo.
É Natale... Pace ridoniamo.
La Casa alla Sapienza edifichiamo,
tutti ospitiamo, nuova Pace ci avvolgerà.
Essa è Luce e ca**tà!

M. G. 2025

O Dio, che hai chiamato molti popoli dell'Orientealla luce del Vangelo,con la predicazione apostolica di san Francesco S...
03/12/2025

O Dio, che hai chiamato molti popoli dell'Oriente
alla luce del Vangelo,
con la predicazione apostolica di san Francesco Saverio,
fa' che ogni comunità cristiana arda dello stesso
fervore missionario, perché su tutta la terra
la santa Chiesa si allieti di nuovi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli!

🙏 BUONA FESTA DELL'APOSTOLO delle INDIE 🙏

NONO GIORNO della Novena a San Francesco Saverio "LA FESTA"Il 3 dicembre è la festa liturgica di san Francesco Saverio. ...
03/12/2025

NONO GIORNO della Novena a San Francesco Saverio
"LA FESTA"

Il 3 dicembre è la festa liturgica di san
Francesco Saverio. Un Santo che ha
dell’incredibile. Partì da solo per le Indie, con
una sola ricchezza: portare Cristo a chi ancora
non lo conosceva. Un esempio di cristianesimo
militante.
San Francesco Saverio è considerato il più
grande missionario dell’epoca moderna. Fu
proclamato Patrono dell’Oriente, dell’Opera
della Propagazione della Fede e, con Santa
Teresina di Lisieux, delle Missioni. Infatti,
nella sua vita, tutta dedicata all’apostolato,
giunse in India, Giappone e Cina, dove morì.
Francesco De Jassu venne alla luce in Spagna
il 7 Aprile 1506 nel Castello di Xavier (dal
quale poi Saverio) nella Navarra da una nobile
famiglia di sani princìpi religiosi. Dopo la
distruzione del Castello e la morte del padre,
avvenuti durante la guerra fra Ferdinando di
Castiglia e i reali di Navarra , che erano filofrancesi, ebbe inizio un triste periodo per la
famiglia dei Saverio.
Francesco, sia per sfuggire alla sconfitta e alla
miseria, sia per prepararsi a restaurare la gloria
della sua famiglia, si trasferì a Parigi per
studiare all’Università. Lì prese parte alla vita
mondana della città, conobbe umanisti e fu
attratto dalle teorie eretiche del tempo, ma fu
“salvato” da due figure che lo avrebbero
positivamente influenzato. Trovandosi a
vivere in un pensionato universitario, ebbe
modo di conoscere come compagni di stanza
prima il beato Pietro Favre e poi Sant’Ignazio
di Loyola.
L’agiografia vuole che sin da subito
sant’Ignazio, notando l’interessante
temperamento del ragazzo, tentò di
distoglierlo dalla sua visione della vita troppo
legata ai beni materiali ripetendogli spesso la
frase: «Che giova all’uomo guadagnare anche
tutto il mondo, se poi perde l’anima?» (Mc.
8,36). Francesco, all’inizio, mosso
dall’antipatia verso Ignazio, rimase
indifferente ai suoi richiami ma infine dovette
cedere.
L’antipatia si trasformò in profonda
ammirazione e gratitudine e il 15 agosto del
1534 si consacrò a Cristo tra i primi sette componenti della Compagnia di Gesù. I suoi
due fratelli maggiori tentarono di dissuaderlo
da una tale decisione riuscendo a procurargli il
canonicato a Pamplona, ma era troppo tardi:
Francesco era già in viaggio verso l’Italia con
i suoi compagni, deciso a partire per la Terra
Santa. Giunti a Venezia, non riuscirono a
partire per la Palestina a causa delle guerre in
corso tra Veneziani e Turchi e così si recarono
a Roma dove ricevettero l’approvazione del
papa Paolo III e furono ordinati sacerdoti.
Di lì a poco sarebbero iniziate le lunghe
peregrinazioni del Santo. Francesco ogni tanto
sognava di portare sulle spalle un indiano
molto pesante e quando l’ambasciatore di
Lisbona chiese alla Compagnia di Gesù di
inviare due sacerdoti nelle Indie per
l’evangelizzazione di quelle terre, accadde che
Francesco, anche se non era stato scelto,
dovette partire per l’ammalarsi di uno dei due
sacerdoti che erano stati prescelti.
Il 7 aprile 1541 Francesco partì da Lisbona e
dopo un lungo viaggio durato tredici mesi
giunse (era il 6 maggio 1542) a Goa, la capitale
dell’Oriente portoghese conquistata trent’anni
prima. Francesco come sua abitazione scelse
l’ospedale cittadino dormendo in un letto posto accanto a quello del malato più grave. Di
giorno si muoveva per la città chiamando a sé
i bambini e gli schiavi per educarli al
cristianesimo, visitava i malati e i prigionieri
guadagnandosi il nome di “padre buono”. Si
occupò anche dei Pàravi, i pescatori di perle,
che, vessati dai musulmani, erano passati con i
Portoghesi ed erano diventati cristiani, senza
però un’adeguata educazione in quanto non si
conosceva bene la loro lingua.
Francesco, insieme a due compagni di
quell’etnia che gli facevano da interpreti, partì
verso i luoghi dei Pàravi e con grande fatica
tradusse le più importanti preghiere e le verità
della fede. Per due anni girò nei villaggi
battezzando, insegnando le preghiere e
fondando chiese e scuole.
Dopo Goa, si mosse in Malacca e
nell’arcipelago delle Molucche. In questo
periodo conobbe un giapponese che era
scappato dalla sua patria per un delitto
commesso. Questi, di nome Hanjiro, volle
convertirsi e provocò nel santo un forte
interesse nei confronti del popolo giapponese.
Così, nel 1549 giunse in Giappone. All’inizio
vi fu una buona accoglienza, poi, a causa dei
bonzi venne introdotta la pena di morte per chi
si battezzava. Il Giappone avrebbe comunque
lasciato un ottima impressione a Francesco che
se ne andò lasciando una comunità di già 1500
fedeli.
Ora gli si prospettava la Cina che in Giappone
gli era stata presentata come una terra assai più
colta e raffinata. Per Francesco sarebbe stato
l’ultimo viaggio, infatti giunto in Cina si
ammalò di febbre e morì. Il suo corpo fu
trasportato a Goa dove ancora oggi si trova.
Francesco, oltre ad aver percorso migliaia di
chilometri per terra e per mare, si stima che
abbia battezzato circa 30.000 persone. Il suo
apostolato si basava sull’alternare
l’esposizione della dottrina alla preghiera,
infatti si preoccupava molto della traduzione
delle preghiere di base che trasmettevano le
verità di fede, come il semplice segno della
croce con il quale si trasmetteva l’idea della
Trinità.
Un gigante dell’evangelizzazione. Un faro per
i nostri tempi di secolarizzazione, apostasia e
di evidente tradimento da parte di tanti cristiani
che hanno paura di testimoniare Cristo, Via,
Verità e Vita. San Francesco Saverio insegna
che ogni sacrificio deve essere fatto per
testimoniare la verità di Cristo, e che, senza questa Verità, la vita di ogni uomo rimane
impietosamente povera.
Noto come l’apostolo delle Indie, ritenuto il
più grande missionario del Cristianesimo, il
gesuita Francesco Saverio nasce nel 1506 in un
castello, a Javier, nella Navarra, da una ricca
famiglia di nobili spagnoli. Il padre è un
giurista e i fratelli sono soldati. Invece
Francesco sogna un’altra strada. Studioso e
colto si laurea all’Università di Parigi. Un
incontro diventa decisivo per la sua vita.
Conosce Ignazio di Loyola (proclamato santo
anche lui) con il quale fonda l’Ordine dei
Gesuiti (la Compagnia di Gesù).
Francesco diventa sacerdote nel 1537 e nel
1540 parte missionario in India per parlare del
Vangelo alle popolazioni che non lo
conoscono. Il lungo viaggio dura tredici mesi.
I coloni portoghesi conducevano una vita
disordinata e immorale, alla ricerca smodata di
ricchezza. Il santo si sacrifica soffrendo la
fame e la malattia per dedicarsi agli ammalati,
confortare i carcerati, difendere gli schiavi,
istruire i bambini, tanto da meritarsi il titolo di “Grande Padre”. Francesco cerca di riunire i
bambini e li chiama suonando un campanello.
Impartisce loro il catechismo e insegna canti
spirituali. Fonda chiese e scuole, sa essere
all’occorrenza maestro, giudice e medico.
Soprattutto ha un talento fuori dal comune
come predicatore e grazie a lui numerosissime
sono le conversioni. Il gesuita è infaticabile e
battezza migliaia di persone. Tantissimi sono i
miracoli attribuiti alle sue preghiere.
Particolarmente avventuroso fu il viaggio in
Giappone del 1548, accompagnato da un
fuggiasco giapponese, Anjiro, che si converte
per poter espiare un delitto commesso. Il
sacerdote ha pochissimo cibo, cammina a piedi
scalzi anche quando il freddo, in alcuni
momenti, è davvero pungente, svolge le
mansioni più umili per sopravvivere. Anche in
questo Paese Francesco Saverio riuscirà a
convertire fino a mille persone. Desidera
portare la Parola di Dio pure in Cina, territorio
a quel tempo interdetto agli stranieri, ma si
ammala e non riesce nel suo intento. Il
“Grande Padre” si spegne proprio mentre sta
per sbarcare nel continente cinese, sull’isola di
Sancian, nel 1552. San Francesco Saverio è
patrono delle missioni cattoliche, dei turisti e dei marinai. Protegge i viaggi per mare. Viene
invocato contro le tempeste marine e i
temporali.

TUTTI: O amatissimo S.Francesco Saverio,
con te adoro Dio nostro Signore,
ringraziandolo per i grandi doni di grazia che
ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria
di cui ti ha coronato in Cielo.
Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per
me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la
grazia di vivere e morire santamente, e mi
conceda la grazia particolare.... di cui ho
bisogno in questo momento, sempre che sia
secondo la Sua volontà e la Sua maggior
gloria. Amen.

Padre nostro…
Ave, o Maria…
Gloria …
- Prega per noi, San Francesco Saverio.
- E saremo degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo: O Dio, che con la predicazione
apostolica di S. Francesco Saverio hai
chiamato molti popoli dell'Oriente alla luce del
Vangelo, fa' che ogni cristiano abbia il suo
fervore missionario, perché su tutta la terra la
Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Ar**no Irpino

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