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DOMENICA 6.9 XXIII DEL TEMPO ORDINARIOC'è una bellissima promessa di Gesù: “Dove sono due o tre, riuniti nel mio nome, l...
05/09/2026

DOMENICA 6.9 XXIII DEL TEMPO ORDINARIO

C'è una bellissima promessa di Gesù: “Dove sono due o tre, riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. Mi piace pensare in primo luogo alla presenza di Gesù nelle famiglie, dove gli sposi, ed essi con i propri figli, sono uniti nella grazia del matrimonio, nell'espressione della propria fede, nell'amore vicendevole. Così, in ogni famiglia, in ogni casa, Gesù è particolarmente presente e vivo... È la piccola comunità, la piccola chiesa domestica, dove il Signore opera, sostiene, benedice, perdona, salva. Continua Gesù: “Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio, che è nei cieli, la concederà. È bella, è significativa, è potente la preghiera vissuta in famiglia, in questa particolare unità di cuore e di vita, dove si portano davanti al Signore le gioie, per ringraziare, i problemi, per implorare la forza di Dio, i propositi di impegno, l'ascolto della parola di Gesù. Molti sono le forme della preghiera che nella famiglia, i genitori fra di loro, i genitori con i figli, possono esprimere nella concretezza e nella quotidianità della loro vita. Poi c'è la comunità cristiana che si raduna nella celebrazione eucaristica, nella vita della parrocchia, in tante espressioni di gruppo, di associazione, di movimento. Lì davvero “i due o tre riuniti nel nome di Cristo” possono diventare 20, 50,100, 200.... o più. Quale presenza luminosa di Cristo nell'intensità degli affetti, nell'unità della fede, nella testimonianza di amore. Nella comunità cristiana il Signore Gesù è presente e opera nella grazia dei sacramenti, il battesimo, la riconciliazione e tutti gli altri. Nella Messa Gesù ci parla nella liturgia della parola, celebra e rinnovo per noi l'offerta della sua vita nell'eucaristia, che viene consacrata e a tutti viene donata, come forza, salvezza di vita su questa terra, “pane per il cammino”, salvezza per l'eternità, “io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. Ha detto Gesù tutto quello che legherete sulla terra, tutto quello che scioglierete, sarà legato, sarà sciolto in cielo. Nella vita della comunità sia familiare, sia ecclesiale, sia sociale, è importante accogliere l'amore di Dio, vivere in questo amore, testimoniarlo e diffonderlo. Gesù ci invita alla correzione fraterna. Come aiutare un fratello o una sorella che può avere sbagliato, può avere un comportamento non buono? Ci accorgiamo che siamo di fronte a un momento delicato... Non è facile parlare con rispetto, con comprensione, con incoraggiamento a chi è in difficoltà... ma è il modo migliore. Ci accorgiamo che una persona riesce ad accettare un'osservazione, un richiamo, se si sente profondamente amata e capita, non giudicata. Credo che sia molto importante coltivare il dialogo tra le persone, in famiglia, in parrocchia, negli ambienti della vita sociale. È senz'altro sempre un errore parlare alle spalle, mormorare, criticare, diffondere giudizi o pregiudizi. È sempre importante il parlarsi, nel dialogo sereno, a volte sofferto Un dialogo che evita parole dure, offensive; un dialogo portato avanti con parole miti, con cuore comprensivo, alla luce della misericordia del Signore e del suo amor profondo per ciascuno dei suoi figli. Buona domenica e buona ripresa per un nuovo anno pastorale ricco di entusiasmo e disponibilità.

03/09/2026

𝐀𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐢
🕊️ È venuta a mancare Paola Vaccari, sorella di Franco e madre di Pietro Nibbi. Insegnante, donna profondamente legata alla comunità della Santissima Annunziata e alla figura di don Aldo, Paola lascia un ricordo caro e sincero in quanti hanno avuto modo di conoscerla e apprezzarne la sensibilità e l’impegno.

🙏 Le ACLI di Arezzo si stringono con affetto a Franco, Pietro e a tutta la famiglia in questo momento di dolore, esprimendo le più sentite condoglianze. Il funerale sarà celebrato venerdì 4 settembre alle ore 15.00 presso la chiesa della Santissima Annunziata, mentre la salma è esposta presso la Misericordia di Arezzo.

Come ACLI abbiamo aderito alla campagna “Un’altra difesa è possibile” per l’approvazione di una proposta di legge per un...
03/09/2026

Come ACLI abbiamo aderito alla campagna “Un’altra difesa è possibile” per l’approvazione di una proposta di legge per una vera difesa civile, non armata e nonviolenta.

La pace è qualcosa di cui dobbiamo prenderci cura ogni giorno. Il Paese si può difendere attraverso la prevenzione dei conflitti, la mediazione, la coesione sociale e la cooperazione internazionale. Con strumenti civili. Ma serve una struttura che organizzi e coordini questa difesa, attraverso il Servizio Civile, i Corpi Civili di Pace, la Protezione Civile e gli istituti di ricerca.

Abbiamo già raccolto tante firme, ma per portare la proposta in Parlamento dobbiamo continuare a firmare. Si può fare in pochi minuti con SPID o CIE sul sito:

firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

Tutte le informazioni su difesacivilenonviolenta.org

𝐁𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐃𝐢 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚In questi ultimi mesi abbiamo avuto il piacere di ospitare per ben due ...
30/08/2026

𝐁𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐞 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐢𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐃𝐢 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚
In questi ultimi mesi abbiamo avuto il piacere di ospitare per ben due volte Alessandro Di Battista all’ACLI Life Festival di Arezzo, l’ultima nell’ottobre 2025. In entrambe le occasioni ha portato sul palco una lettura lucida e attenta dei temi di più stretta attualità, offrendo al pubblico spunti per guardare oltre la cronaca e interrogarsi sul presente e sulle sfide del nostro tempo.
Il suo contributo ha rappresentato un’importante occasione di riflessione, confronto e consapevolezza critica, valori che sono al centro dello spirito dell’ACLIn Life Festival. Ad Alessandro va oggi il più sincero augurio di buona e rapida guarigione da parte delle Acli di Arezzo, con l’auspicio di poterlo presto ospitare nuovamente in città per continuare quel dialogo e quel confronto che abbiamo avuto il piacere di condividere.

DOMENICA 30.8 XXII DEL TEMPO ORDINARIOCari amici,                 un Vangelo non proprio semplice quello che la liturgia...
29/08/2026

DOMENICA 30.8 XXII DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
un Vangelo non proprio semplice quello che la liturgia ci propone in questa domenica, ultima di agosto e perciò si può dire la fine dei grandi spostamenti, il rientro nella normalità, riprendendo il lavoro speriamo riposati e non più tesi di quando abbiamo cominciato le vacanze. Alle volte capita, quando la frenesia non abbiamo cercato di dominarla. Gesù oggi parla di croce che purtroppo è un brutto segno di morte. Gesù lo ha trasformato in segno di salvezza. Com'è possibile? Per comprenderlo bisogna entrare nell'ottica di Gesù, assumere il suo sguardo. La morte è un passaggio necessario: racchiude tutto ciò che di brutto ci possa essere (tristezza, dolore, angoscia, solitudine, abbandono, tradimento, sconfitta, fine di tutto...). Gesù lo sa e decide di prendere questi sentimenti negativi e distruggerli per sempre facendosene carico. Ciò che dimostra la vittoria di Gesù è la sua risurrezione, il suo tornare in vita, il non essersi lasciato schiacciare da questi mali. Ecco perché il Signore vuole andare incontro alla morte, per dimostrarci che con Lui nulla è finito. Per chi si affida a Lui nulla è impossibile. Per questo Gesù risponde a Pietro “va' dietro a me Satana perché chi non pensa secondo Dio non si fida della sua potenza e del fatto che Dio ami così tanto da non volerci vedere sofferenti e crede nell'illusione del Nemico che ci convince, in modo abile, che la vita è dolore e pianto, per cui è meglio cercarsi il piacere in tutti i modi possibili e in modo egoistico. Il buon Geremia invece ci testimonia che lui si è lasciato sedurre da Dio perché convinto della sua bontà e nonostante le amarezze che questa scelta ha comportato a causa degli uomini, ha perseverato proprio come esorta San Paolo: “rinnovate il vostro modo di pensare”. Questo significa prendere la propria croce: chiedere a Dio qual è la cosa giusta e portarla avanti con la certezza che non ci lascia mai soli. Possiamo chiederci: qual è la mia croce? L’accetto, la rifiuto, la ritengo ingiusta, eccessiva? Eppure la Croce fa la differenza nella nostra vita di credenti.
Pietro che pochi versetti prima di questo Vangelo aveva risposto bene alla domanda di Gesù “e voi chi dite che io sia”, oggi da Gesù viene rimproverata come perché si comporta come Satana, non accettando la sofferenza, la croce e distogliendo Gesù dal compiere la volontà del Padre.
Buona domenica.

𝐀𝐜𝐥𝐢: 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐑𝐒 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨👤 L’esperienza dell’aretino offre l’occas...
28/08/2026

𝐀𝐜𝐥𝐢: 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐑𝐒 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
👤 L’esperienza dell’aretino offre l’occasione di mantenere uno sguardo puntuale sulle necessità della provincia

🤝 L’invito è a ricondurre la discussione alla natura di un incarico di natura politica e alle competenze della persona

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https://acliarezzo.com/la-nomina-di-giovanni-grasso-allars-e-unopportunita-per-il-territorio/

DOMENICA 23.8.  XXI DEL TEMPO ORDINARIO              Cari amici,                         non è difficile trovare gente c...
23/08/2026

DOMENICA 23.8. XXI DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
non è difficile trovare gente che non ama Dio o che non frequenta i sacramenti o che non capisca quello che Dio vuole o perché permetta certe cose. Persone così ce ne sono tante, significa che hanno il cuore chiuso, concentrato sulle proprie cose, sulla propria vita e non riescono a guardare oltre il proprio naso. Nella prima lettura di oggi (Is 22,19-23) il Signore ci dice che si fida del suo servo e gli darà le chiavi della casa di Davide, cioè gli darà grande potere se questo si abbandona a Lui.
A volte crediamo di conoscere tutto di Dio, ma nella seconda lettura (Rm 11,33-36) San Paolo ci dice chiaramente che nessuno può conoscere profondamente Dio o farsi Suo consigliere. Possiamo avere al massimo un buon rapporto con Lui e intuirne qualcosa.
Proprio come accade nel Vangelo (Mt 16,13-20): quando Gesù chiede ai discepoli: cosa dice la gente di me? E poi punta sui suoi amici: ma voi che cosa conoscete di me? Ecco che Pietro fa la sua esternazione e rivela il cuore della nostra fede: tu sei colui che doveva ve**re, il figlio del Dio vivo. Un'affermazione apparentemente astratta e che non dice niente per chi ha il cuore chiuso e si ferma alla superficie senza andare in profondità, per chi resta sulla soglia della porta anziché aprirla ed entrare. Gesù sottolinea a Pietro che questa conoscenza esatta non gli è stata suggerita da un uomo normale, né può venirgli da sola, ma è Dio che ha aperto il suo cuore. Questo è stato possibile perché Pietro ha lasciato che Gesù lo plasmasse. Per questo il Signore consegna le chiavi a Pietro: la chiave della conoscenza di Dio, la chiave dell'amore, la chiave della vita: perché solo con quella chiave si può aprire il cuore umano e permettere alle persone di far entrare il Signore. Il nostro compito è questo: aprire il nostro cuore a Dio, lasciare che Lui entri e con le chiavi della fede aiutare gli altri ad aprire il proprio cuore. Nel cuore entrano solo le persone importanti. Solo allora quelle si lasceranno conoscere per quello che sono realmente. Con Dio è così. Ecco perché mi devo chiedere: - Chi è Gesù per me?
Il tempo delle vacanze sta per finire. A poco a poco le attività riprendono, nelle parrocchie ci si ritrova dopo la pausa estiva, si fanno programmi. Anche la nostra associazione riprende a tempo pieno il servizio alla gente. Ricordiamoci le radici cristiane che ci fanno fare del bene perché abbiamo compreso chi è per noi Gesù e vogliamo testimoniarlo con la disponibilità e l’attenzione aiutando che si trova nella necessità. Buona domenica.

𝗟𝗲 𝗔𝗰𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮🕊️ Giovedì 20 agosto, a partire dalle 16.00, il Monastero ...
18/08/2026

𝗟𝗲 𝗔𝗰𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗔𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮
🕊️ Giovedì 20 agosto, a partire dalle 16.00, il Monastero di Camaldoli ospiterà gli Stati Generali sulla Cultura di Pace in Toscana, promossi dalla Regione Toscana: sarà un momento di ascolto e confronto per mettere in rete esperienze, associazioni, comunità e istituzioni impegnate ogni giorno nella costruzione della pace.

🤝 Le Acli di Arezzo saranno presenti con il presidente Luigi Scatizzi, che interverrà nella sessione dedicata alla presentazione della Carta della Pace di Camaldoli, prevista dalle 16.45 alle 17.00. Sarà una presenza particolarmente significativa in un luogo che porta con sé una lunga storia di riflessione e impegno sui temi della pace e della responsabilità civile. La Carta della Pace di Camaldoli, nata nel 1996 dalle associazioni del territorio, rappresenta infatti un importante riferimento fondato sulla dignità della persona, sulla giustizia sociale, sulla responsabilità collettiva e sul rifiuto della guerra.

🌍 In un tempo segnato da guerre, conflitti e tensioni internazionali, costruire la pace significa impegnarsi concretamente ogni giorno per promuovere dialogo, convivenza, solidarietà e coesione sociale. Gli Stati Generali, come sottolineato dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, rappresentano così un'occasione per dare voce alle tante realtà che, nei territori, trasformano questi valori in esperienze e pratiche concrete. Perché la pace non sia soltanto un'aspirazione, ma una cultura da costruire dal basso, attraverso l'incontro e la partecipazione.

DOMENICA 16.8 XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOCari amici,il nostro cammino spirituale in questi giorni di metà agosto ci ...
15/08/2026

DOMENICA 16.8 XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici,
il nostro cammino spirituale in questi giorni di metà agosto ci conduce nel cuore del mistero dell'amore umano e divino. Ieri abbiamo contemplato la gloria di Maria Assunta in cielo, passata attraverso il fuoco della sofferenza. Oggi, la liturgia ci invita a riflettere sul legame più viscerale della terra: quello tra una madre e i suoi figli e soprattutto, ci invita a guardare come Gesù accoglie il pianto di una mamma. Nel Vangelo c'è una figura straordinaria che incarna il dolore, la tenacia e la fede assoluta di ogni madre: la donna Cananea. È una straniera, una pagana, esclusa dalle promesse d'Israele ed è una madre e come tutte le madri non si pone barriere quando vede il proprio figlio soffrire. La sua bambina è "tormentata da un demonio", e questa madre fa suo quel tormento. Incontra Gesù e grida, lo rincorre, rompe gli schemi, dà fastidio persino ai discepoli che chiedono di mandarla via.

Di fronte al silenzio iniziale di Gesù - che sembra metterla alla prova - lei non si offende, non si gira indietro. Quando Gesù le dice che non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini, lei accetta persino l'umiliazione, pur di strappare la salvezza per sua figlia: "È vero, Signore, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". In quella risposta c'è tutto il cuore di una madre: l'orgoglio azzerato, l'amore totale che si fa piccolo pur di ottenere una briciola di vita per la propria creatura. E Gesù ne resta folgorato: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". Il grido di questa madre ha cambiato il cuore della storia, mostrando che l'amore materno ha una chiave universale per aprire la misericordia di Dio. La storia della Cananea ci rivela come Gesù si pone davanti al pianto delle madri. Egli non assiste mai con distacco. Le lacrime di una madre sono per Gesù l'altare più sacro:

• Gesù si lascia "vincere" dal grido: Il silenzio di Dio cede davanti all'insistenza dell'amore materno. Gesù riconosce che il pianto di una madre non è un capriccio, ma una preghiera potentissima.
• Gesù restituisce dignità: Non solo guarisce la figlia, ma loda pubblicamente la madre. Dice a tutti che quella donna pagana ha una fede più grande di quella dei dotti del tempo.
• Gesù si commuove nelle viscere: Lo abbiamo visto alle porte di Nain davanti alla vedova che piangeva il figlio unico, dove si fermò a consolarla; lo vediamo sul Calvario, dove dimentica il proprio dolore sulla croce per proteggere sua madre Maria, affidandola a Giovanni.

Oggi la Cananea ha il volto di tante madri che vivono accanto a noi e che continuano a gridare, spesso nel silenzio delle nostre chiese o delle nostre case:

• Le madri che lottano nei corridoi degli ospedali, pronte ad accettare qualsiasi umiliazione o fatica pur di strappare la guarigione di un figlio malato.
• Le madri angosciate per i figli tormentati dai "demoni" di oggi: la depressione, l'isolamento sociale, la schiavitù delle dipendenze.
• Le madri che scappano dalle guerre e dalla fame, disposte a sfidare il deserto o il mare solo per dare una briciola di futuro ai loro piccoli.

Il dolore di una madre è il dolore più vicino a quello di Dio, perché è il dolore per una creatura che è carne della propria carne. Dio non è sordo a questo grido. Chiediamo al Signore, per intercessione della Vergine Addolorata e della testimonianza di fede della donna Cananea, di dare forza a tutte le madri che portano nel cuore una croce. E chiediamo la grazia per la nostra comunità: di saper ascoltare quel grido, di non giudicare chi soffre, ma di essere noi stessi quella carezza e quella risposta di vita che queste madri stanno implorando da Dio.

Indirizzo

Via Montefalco, 3/7
Arezzo
52100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

057521700

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