Comunità Pastorale Santi Pietro e Paolo

Comunità Pastorale Santi Pietro e Paolo La nostra scienza più eminente è conoscere Gesù Cristo e la gioia più profonda è rivelarla a tutti

Orari delle Celebrazioni

FERIALE
07.00 Santi Pietro e Paolo (6.45 Lodi)
09.30 Maria Aiuto dei Cristiani (sabato compreso)
17.00 San Bernardino (giovedì)
18.00 Santi Pietro e Paolo

SABATO - VIGILIARE
17.30 San Bernardino
18.00 Santi Pietro e Paolo
18.30 Maria Aiuto dei Cristiani

DOMENICA - FESTIVI
08.30 Santi Pietro e Paolo
09.20

Santi Pietro e Paolo (Lodi)
10.00 Maria Aiuto dei Cristiani
10.30 San Bernardino (10.10 Lodi)
11.00 Santi Pietro e Paolo
12.00 Maria Aiuto dei Cristiani (sospesa in luglio e agosto)
17.30 Santi Pietro e Paolo (sospesa in luglio e agosto)
18.00 Maria Aiuto dei Cristiani
18.30 Santi Pietro e Paolo (Vespri + Adorazione)
20.45 Santi Pietro e Paolo

Messaggio del Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale. Anche il Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale (poi C...
19/06/2026

Messaggio del Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale.
Anche il Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale (poi CPCP) chiude per la pausa estiva, ma non prima di raccontare alla Comunità il lavoro fatto durante l’anno. Abbiamo cercato di condividerlo strada facendo attraverso il Primo Giorno, ma non siamo sempre stati puntuali; quindi approfittiamo della fine dell’anno pastorale per ti**re le somme e riassumere un po’ il percorso fatto.

Il lavoro del CPCP è un lavoro di confronto, riflessione e condivisione degli obiettivi pastorali in una dinamica di dialogo circolare con le varie commissioni, che si occupano di entrare nel merito dei diversi ambiti operativi della nostra comunità.

Lo strumento fondamentale è il progetto pastorale, che ha una durata triennale ed è stato rinnovato quest’anno. Infatti il primo impegno del CPCP è stato quello di completare la stesura del PROGETTO PASTORALE 2026-2029.

Dal Progetto ogni anno il CPCP definisce (sempre col supporto delle commissioni) il Piano Pastorale per l’anno: questo è stato quindi l’altro impegno del CPCP a settembre 2025. Il calendario degli incontri serali mensili del Consiglio è arricchito da tre incontri annuali, dai tempi un po’ più dilatati, che il CPCP svolge il sabato mattina e che rappresentano dei momenti di verifica di quanto si sta facendo, al quale partecipano anche il Consiglio Affari Economici, la Giunta e la Diaconia.

Le verifiche fatte hanno aperto una riflessione sulle commissioni, che nel corso degli incontri del CPCP hanno subito una revisione e un parziale ridisegno, nell’intento di andare a portare attenzione ad ambiti pastorali poco considerati e contemporaneamente a coinvolgere nell’attività delle commissioni alcuni gruppi o realtà parrocchiali non ancora partecipi. Per conoscenza di tutti può essere utile ricordare che le commissioni sono 5: oratorio, comunicazione, famiglia, ca**tà&missione, liturgia. Gli aspetti più rilevanti del lavoro di revisione fatto sono:

– la trasformazione della “Commissione Comunicazione” (che attualmente è sostanzialmente la redazione del Primo Giorno oltre ad occuparsi della gestione del sito e canali comunicativi) in “Commissione Cultura&Comunicazione”, con un affiancamento all’equipe di redazione, di un gruppo di persone che possa stimolare una riflessione su contenuti culturali e formativi per la nostra comunità;

– l’ampliamento della commissione Carità&Missione in vista di un’attenzione maggiore alla pastorale per gli anziani;

– la scelta di dare spazio e pensiero ad una pastorale dello sport, che metta in rete le energie presenti nella nostra cittadina… un cammino tutto da inventare!

Ne approfittiamo per invitare tutte le persone che già sono impegnate in questi ambiti o che desiderano farlo, a partecipare alle commissioni, che sono ambiti di progettazione vivi e preziosi per la nostra comunità.

Ovviamente parte del lavoro del CPCP ha a che fare con aspetti pratici come i lavori straordinari nelle tre parrocchie e in oratorio, l’organizzazione di alcuni momenti comunitari come la festa della Comunità, le decisioni concrete riguardo la vita della comunità pastorale e le collaborazioni con il territorio, nonché la presa visione del bilancio economico. Ma ampi spazi sono stati destinati alla formazione e alla riflessione sui contenuti della missione pastorale.

Durante l’anno abbiamo anche avuto il piacere della visita dell’Ispettore salesiano Roberto Dal Molin che ha ascoltato il CPCP e ha restituito riflessioni e indicazioni. I punti sui quali ci ha esortato a camminare sono l’accoglienza nella fede e l’ascolto, l’unità e il camminare insieme, la comunicazione e la formazione e infine il fare nella ca**tà.

Altro ospite è stato il prof Paolo Foglizzo (Esperto alla XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi e Redattore della rivista Aggiornamenti Sociali) che ci ha aiutato a capire meglio cosa significa sinodalità.

In quest’ambito, anche dopo la sollecitazione dello scorso anno da parte dell’Assemblea Sinodale Decanale (ASD) che avevamo incontrato, il CPCP si è interrogato su come iniziare il lungo cammino che richiede diventare una Chiesa sinodale, cioè che cammina insieme: laici, sacerdoti, religiose e religiosi, Papa…

È un cammino che richiede di aggiustare la direzione (per essere Chiesa in uscita e non rivolta verso se stessa) e regolare la velocità del passo, in modo che possiamo davvero passare dall’IO al NOI, sottolineando ciò che ci accomuna e vivendo le diversità che ci sono all’interno della Chiesa e anche della nostra comunità, come un dono e una ricchezza.

Non sarà facile, ma ci siamo messi in cammino e la ASD ci ha ulteriormente aiutato con l’incontro del 18 aprile, rivolto a tutti i CPCP del decanato, nel quale è stato scelto il primo obiettivo condiviso dal decanato: “Comunicazione Ecclesiale: raccontare ciò che germina”, cioè lavorare insieme, come decanato, per provare a rispondere a questa domanda: come annunciamo qualcosa di bello in un linguaggio che arrivi davvero a chi ascolta? Una sfida per i prossimi anni!

Il desiderio di camminare insieme ci ha portato a voler conoscere meglio le realtà parrocchiali attive nella nostra CP; pertanto, in alcuni incontri del CPCP, abbiamo invitato rappresentanti dei diversi gruppi a raccontarci il loro impegno e i frutti dello stesso. Abbiamo così conosciuto meglio la San Vincenzo, il gruppo dei Misce (Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica), le cellule Parrocchiali, L’ADMA, le ACLI e la Caritas

Ho cercato di riassumere il percorso fatto tralasciando tante cose che certamente non possono trovare spazio in poche righe, ma vorrei aggiungere che il CPCP è un luogo di confronto, discernimento e consiglio per la comunità e questo non è un compito facile. Il gruppo è nuovo e forse un po’ inesperto, ma si respira un clima sereno e di collaborazione, che speriamo rispecchi il clima della nostra comunità.

Concludo ricordando un tema che ha accompagnato i nostri lavori durante l’anno: la PACE. Prima e dopo la fiaccolata per la pace organizzata ad ottobre, la preghiera e l’anelito per una pace globale sono stati presenti nei nostri cuori e nei nostri incontri. Continuiamo a pregare e agire perché si realizzi!

Auguriamo a tutti una buona estate di riposo!!

Per il CPCP

Claudia
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Anche il Consiglio Pastorale della Comunità Pastorale (poi CPCP) chiude per la pausa estiva, ma non prima di raccontare alla Comunità il lavoro fatto durante l’anno. Abbiamo cercato di condividerlo strada facendo attraverso il Primo Giorno, ma non siamo sempre stati puntuali; quindi approfittiam...

Quarta domenica dopo Pentecoste. Il peccato e la promessa di una redenzioneCari fratelli e sorelle, celebrando la quarta...
19/06/2026

Quarta domenica dopo Pentecoste.
Il peccato e la promessa di una redenzione

Cari fratelli e sorelle, celebrando la quarta domenica dopo Pentecoste, vogliamo meditare sul peccato e sulla promessa di una redenzione con l’aiuto della Parola di Dio. Il peccato è un concetto etico e religioso che indica una rottura dell’armonia con il divino o con gli altri, vissuto non solo come trasgressione di una legge, ma come allontanamento dal proprio fine ultimo. Esso ferisce la natura umana e genera alienazione. Faccio due considerazioni: la visione teologica-spirituale e la prospettiva laica ed esistenziale.

Parlando della prima considerazione, ci ricordiamo che nella tradizione (es. cattolica), il peccato viene distinto in veniale (che indebolisce il rapporto con Dio) e mortale (che interrompe lo stato di grazia, richiedendo piena consapevolezza e consenso). Esso è superato dal perdono e dalla misericordia divina, che offrono sempre una possibilità di redenzione e di ripartenza.

La seconda considerazione ci offre questa spiegazione: Spogliato del suo valore religioso, il concetto si traduce nella nozione di male morale o errore. Rappresenta quelle azioni, parole o omissioni che causano un danno a sé stessi o al prossimo, tradendo la propria coscienza, l’etica condivisa e il rispetto per la comunità umana.

Cari fratelli e sorelle, dopo una riflessione sul peccato, parliamo della redenzione cheè il riscatto da una condizione di limite, colpa o sofferenza. Dal latino redemptio, significa letteralmente “ricomprare” o “liberare”. È un concetto profondo che unisce la teologia alla filosofia e alla psicologia, rappresentando la possibilità di superare il male, il peccato o il fallimento per ritrovare la propria integrità. Anche sulla redenzione, vi offro due osservazioni nella prospettiva religiosa e nella dimensione laica e psicologica.

Parlando della prospettiva religiosa, si può dire cheè l’atto centrale della fede. Tramite l’Incarnazione e la Passione di Cristo, Dio libera l’umanità dalla schiavitù del peccato offrendo la grazia. Non è un’imposizione, ma un dono che richiede l’adesione libera dell’uomo, come ricorda spesso la teologia, “il Dio che ti ha creato senza di te, non ti può salvare senza di te” (Sant’Agostino).

Nella dimensione laica e psicologica, si tratta di riconoscere i propri errori ed è il primo passo per rimediare e trasformare una debolezza in una risorsa. Si traduce nella capacità di rialzarsi dopo un fallimento, perdonare sé stessi e ricostruire rapporti compromessi, trovando un nuovo senso alla propria vita.

Cosa ci offre la parola di Dio? Nel libro della Genesi si narra la degenerazione dell’umanità e l’inizio del racconto del diluvio. Il testo unisce antiche tradizioni sulla corruzione morale causata da unioni innaturali (i “figli di Dio” e i “giganti”) al doloroso pentimento di Dio che decide di salvare solo Noè, tramite l’arca.

Il testo biblico non va letto solo come una cronaca, ma come una riflessione teologica: il limite invalicabile dell’uomo, l’odio di Dio per la violenza e l’ingiustizia e la Salvezza concessa a chi rimane fedele.

La lettera di San Paolo apostolo ai Galati presenta due modelli di vita opposti: quello guidato dalla “carne” (l’egoismo umano, schiavo del peccato) e quello guidato dallo “Spirito” (la vita nuova donata da Cristo). Paolo ci ricorda che la vera libertà cristiana non è fare ciò che si vuole, ma farsi guidare dall’amore.

Il messaggio centrale è che la salvezza non deriva dal rispetto formale di regole (la Legge), ma dall’accoglienza dello Spirito Santo, che ci rende capaci di amare.

Il Vangelo di Luca ci ammonisce sull’importanza di non vivere distratti, attaccati alle sole cose materiali. Gesù paragona la “venuta del Figlio dell’uomo” ai tempi di Noè e di Lot, quando la vita procedeva superficialmente fino all’arrivo improvviso del giudizio divino.

Questo brano del vangelo di oggi ci sprona a interrogarci sulle nostre priorità quotidiane. Spesso corriamo il rischio di riempire le nostre giornate di impegni, preoccupazioni terrene e beni materiali, dimenticando di coltivare le relazioni più profonde, la fede e la nostra interiorità. Il Signore non ci chiede di abbandonare il mondo, ma di non farci imprigionare da esso, mantenendo lo sguardo lucido e il cuore libero per accogliere la Sua presenza.

Vi auguro una buona domenica.

Don Jean-Claude Ngoy, sdb
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Il peccato e la promessa di una redenzione Cari fratelli e sorelle, celebrando la quarta domenica dopo Pentecoste, vogliamo meditare sul peccato e sulla promessa di una redenzione con l’aiuto della Parola di Dio. Il peccato è un concetto etico e religioso che indica una rottura dell’armonia con...

Il nuovo numero de “Il Primo Giorno” n. 25 del 21 giugno 2026 è online.In questo numero condividiamo un nuovo appuntamen...
19/06/2026

Il nuovo numero de “Il Primo Giorno” n. 25 del 21 giugno 2026 è online.

In questo numero condividiamo un nuovo appuntamento con la vita della nostra Comunità Pastorale: una riflessione sulla Parola e sul cammino di fede, il racconto del percorso vissuto dal Consiglio Pastorale durante questo anno, gli appuntamenti delle prossime settimane e le informazioni utili per vivere insieme l’estate.
Un invito alla lettura per continuare a sentirci parte di una comunità che cammina, ascolta e costruisce insieme.

Buona lettura!

https://drive.google.com/file/d/1PA8pydsi8Ia5PtfCQ-O_pTA8B965Dt6n/view?usp=sharing

Orari delle Sante Messe per i mesi di luglio e agosto. Durante i mesi di luglio e agosto saranno in vigore i seguenti or...
15/06/2026

Orari delle Sante Messe per i mesi di luglio e agosto.
Durante i mesi di luglio e agosto saranno in vigore i seguenti orari delle celebrazioni:

Orari delle Sante Messe per i mesi di luglio e agosto

In SSPP: saranno sospese la Santa Messa feriale delle ore 7.00 e la Santa Messa domenicale delle ore 17.30. Inoltre, non si terranno le Lodi e i Vespri della domenica.

In MAC: saranno sospese la Santa Messa feriale delle ore 17.30 e la Santa Messa domenicale delle ore 12.00.

In Casa di riposo: sarà sospesa la Santa Messa del sabato alle ore 16.30.

Per avere sottomano in ogni momento gli orari estivi, stampa l’illustrazione.
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Durante i mesi di luglio e agosto saranno in vigore i seguenti orari delle celebrazioni: In SSPP: saranno sospese la Santa Messa feriale delle ore 7.00 e la Santa Messa domenicale delle ore 17.30. Inoltre, non si terranno le Lodi e i Vespri della domenica. In MAC: saranno sospese la Santa Messa feri...

Festa Patronale dei Santi Pietro e Paolo. 29 Giugno, 2026 - 20:30 - 21:30 Santi Pietro e Paolo Piazza Santi Pietro e Pao...
15/06/2026

Festa Patronale dei Santi Pietro e Paolo.
29 Giugno, 2026 - 20:30 - 21:30 Santi Pietro e Paolo Piazza Santi Pietro e Paolo 5 Arese

29 Giugno, 2026 @ 20:30 - 21:30 - La festa patronale dei Santi Pietro e Paolo sarà celebrata lunedì 29 giugno, presso SSPP, alle ore 20.30.La Santa Messa sarà presieduta da Mons. Luca Raimondi.

Carissimi,in allegato trovate gli avvisi parrocchiali di questa settimana con le principali comunicazioni della nostra C...
13/06/2026

Carissimi,

in allegato trovate gli avvisi parrocchiali di questa settimana con le principali comunicazioni della nostra Comunità.

Vi ricordiamo in particolare la Festa patronale dei Santi Pietro e Paolo e le variazioni degli orari delle celebrazioni durante i mesi di luglio e agosto.

Un caro saluto e buona domenica a tutti.
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AVVISI PARROCCHIALI
Domenica 14 giugno 2026

1. FESTA PATRONALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO

La festa patronale dei Santi Pietro e Paolo sarà celebrata lunedì 29 giugno, presso SSPP, alle ore 20.30.

La Santa Messa sarà presieduta da Mons. Luca Raimondi.

2. ORARI DELLE SANTE MESSE PER I MESI DI LUGLIO E AGOSTO

Durante i mesi di luglio e agosto saranno in vigore i seguenti orari delle celebrazioni:

In SSPP: saranno sospese la Santa Messa feriale delle ore 7.00 e la Santa Messa domenicale delle ore 17.30. Inoltre, non si terranno le Lodi e i Vespri della domenica.

In MAC: saranno sospese la Santa Messa feriale delle ore 17.30 e la Santa Messa domenicale delle ore 12.00.

In Casa di riposo: sarà sospesa la Santa Messa del sabato alle ore 16.30.

3. PRIMO GIORNO

Il bollettino parrocchiale “Il Primo Giorno” sarà sospeso a partire dall’ultima domenica di giugno e riprenderà le pubblicazioni domenica 30 agosto.

Grazie e buona domenica a tutti.
Don Jean-Claude Ngoy

Pellegrini ad Assisi maggio 2026: un viaggio del cuore e dello spirito. La PorziuncolaPellegrini ad Assisi maggio 2026: ...
12/06/2026

Pellegrini ad Assisi maggio 2026: un viaggio del cuore e dello spirito.
La Porziuncola

Pellegrini ad Assisi maggio 2026: un viaggio del cuore e dello spirito

“Carissimi amici e amiche che avrete la pazienza di leggere questo articolo … sarete sicuramente un po’scoraggiati per la sua lunghezza … ma vi invito ad andare oltre … infatti non è uno spot pubblicitario né una locandina che parla di un viaggio accattivante ed esotico … sono parole di vita vissuta che parlano a noi di un pellegrinaggio che ha offerto a tutti i partecipanti l’ opportunità di camminare insieme, uno accanto all’ altro, in un clima familiare sulle orme di Francesco, Chiara e della figura straordinaria di Carlo Acutis; ognuno con le proprie aspettative, ma tutti mossi dal desiderio di lasciarsi catturare dallo spirito fraterno che questi luoghi ispirano: siamo fratelli tutti in quanto tutti figli dello stesso Padre.

Nessuno è quindi più straniero all’altro. È qui il nucleo della conversione del Santo di Assisi e con lui potremmo dire di ogni donna e uomo che ha autenticamente incontrato Gesù Cristo. Se infatti non si riconosce il comune progetto d’amore del Padre su di noi, non basterà essere sorelle o fratelli.

In “Comunione” tra fratelli e sorelle della stessa comunità, in quanto figli/e dello stesso Padre: questa dimensione fraterna è quanto mi ha conquistato di più durante questo cammino.

Grazie al Signore per avermi donato questi giorni.

M. Luisa

“Ho partecipato al pellegrinaggio ad Assisi, in occasione dell’anno giubilare francescano.

Eravamo in tanti, più di cinquanta pellegrini; molti li conoscevo ed è stato bello ritrovarsi; con altri ho avuto modo di condividere qualche momento insieme per fare conoscenza. Con tutti ho provato una bella sensazione di accordo, rispetto e familiarità.

Abbiamo visitato i luoghi di Francesco e Chiara, camminato sulla loro terra e lungo le loro strade, pregato inginocchiati là dove anche loro si erano prostrati davanti a Dio e nella preghiera, spesso muta e raccolta, è scesa dentro di me una grande pace ed un desiderio di comunione fraterna.

Entrare nella Porziuncola, in san Damiano, in santa Chiara, nella basilica di san Francesco e sostare in silenzio circondati dalla bellezza e dalla maestà oltre che da tanta pace, è stato ogni volta vivere commozione e stupore.

Quei giorni per me sono stati come ricevere una carezza. Ne avevo tanto bisogno. Era un periodo non semplice, nel quale stanchezza e paura avevano preso dimora nel mio cuore, con un senso di smarrimento di fronte alle prove da affrontare. I giorni ad Assisi non hanno risolto i problemi, ma mi hanno fatto sentire il calore di un abbraccio, il coraggio che nasce dalla consapevolezza che Dio non abbandona nessuno, la presenza di persone amiche che con un sorriso ti accolgono sempre, la tenerezza di tornare a casa e ringraziare sempre per il dono della famiglia.

Ecco il prodigio di un momento con il Signore, del tempo buono speso bene, del sentirsi in armonia con quanto ci circonda. Per tutto ciò posso solo dire GRAZIE a Gesù e ai suoi Santi”.

Margherita

“Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano nelle emozioni, negli incontri e nei silenzi che restano dentro, il pellegrinaggio ad Assisi vissuto dalla nostra comunità è stato proprio questo.

Partiti da Arese in 54, accompagnati dal nostro parroco Don Jean Claude, fin dalle prime ore di viaggio in pullman si respirava un clima speciale: sorrisi, racconti, canti, momenti di riflessione e quella gioiosa attesa di chi sa che sta andando incontro a qualcosa di importante.

Arrivare ad Assisi è significato subito entrare in un luogo dove ogni pietra parla di pace, semplicità e spiritualità. La prima visita alla Basilica di San Francesco ha fatto sentire a molti di noi il bisogno di fermarsi in silenzio, affidando preghiere, speranze e pensieri personali. In quel luogo così carico di spiritualità, il messaggio di San Francesco fatto di umiltà, amore per gli altri e fiducia in Dio, è apparso ancora oggi incredibilmente attuale.

Profonda emozione ha suscitato anche la visita alla Basilica di Santa Chiara, dove la figura della santa ci ha ricordato il valore della fede vissuta con coraggio e dolcezza. La sua vita, segnata dalla scelta radicale di seguire il Vangelo, continua ancora oggi a parlare al cuore di chi cerca autenticità e luce nel proprio cammino.

Particolarmente toccante è stata la visita al Santuario della Spogliazione dove si trovano le spoglie di San Carlo Acutis, giovane esempio di santità contemporanea. La sua figura ha colpito tutti, soprattutto perché vicina al nostro tempo e alla vita quotidiana dei giovani di oggi. Carlo ci insegna che la santità non è qualcosa di lontano o irraggiungibile, ma può nascere nella normalità della vita, attraverso piccoli gesti di amore, fede e attenzione agli altri.

La visita alla chiesa di San Damiano ha rappresentato forse il momento più raccolto e contemplativo del pellegrinaggio. In quel luogo semplice e silenzioso, dove San Francesco ascoltò il celebre invito “Va’ e ripara la mia Chiesa”, molti hanno percepito la forza di una chiamata personale: fermarsi, ascoltare, ritrovare ciò che conta davvero.

Ma un pellegrinaggio non è fatto soltanto dei luoghi visitati. È fatto soprattutto delle persone con cui si cammina. Durante questi giorni abbiamo condiviso pasti, preghiere, emozioni, sorrisi e momenti di fraternità sincera. Si sono create nuove amicizie, si sono rafforzati legami già esistenti e ciascuno ha potuto sentirsi parte di una comunità viva e accogliente.

Per qualcuno questo viaggio sarà stato un momento di profonda fede; per altri un’occasione di riflessione; per altri ancora semplicemente una pausa dal ritmo frenetico della quotidianità per ritrovare serenità e pace interiore. Ognuno è tornato a casa con qualcosa nel cuore: una parola ascoltata, un’emozione vissuta, un volto incontrato, una preghiera affidata.

Assisi ci ha accolti con la sua bellezza e il suo messaggio universale di pace e forse il dono più grande di questo pellegrinaggio è stato proprio riscoprire il valore del camminare insieme, non solo come compagni di viaggio, ma come comunità che cresce nella condivisione, nella fede e nella speranza”.

Gianni

“Assisi: la città dove l’arte è al servizio della fede.

Francesco e Chiara attirano il mondo per la radicalità della fede vissuta in pienezza.

Ci insegnano la fraternità e la sororità.

Ci insegnano che il Vangelo, se vissuto, dà gioia e rende liberi.

Abbiamo camminato per tre giorni sotto la loro guida.

Abbiamo pregato insieme, scoperto nuove persone che non conoscevamo o conoscevamo poco.

Abbiamo imparato l’importanza di coltivare lo spirito di comunità nella nostra parrocchia: conoscersi, parlarsi, condividere esperienze di vita.

E’ stato un bel momento di conoscenza tra noi e il nostro parroco. Grazie”.

Nanda

“E adesso? Nel viaggio di ritorno dal pellegrinaggio ad Assisi, oltre alle immagini di fraternità vissuta tra i partecipanti, le parole ascoltate, le preghiere celebrate, i silenzi, qualche sofferenza condivisa, è emersa piano piano questa domanda: e adesso come far fruttificare quanto visto e ascoltato? Come tenere insieme san Francesco, santa Chiara e san Carlo Acutis?

La spiritualità ispirata da san Francesco ha attraversato i secoli, anche se il suo cammino di fede radicato nel Vangelo, (non per nulla Francesco è chiamato anche “l’altro Cristo”, anche per via delle stimmate ricevute a La Verna), è molto esigente e di difficile attuazione (già nella biografia del Poverello di Assisi si legge di varie delusioni provate da Francesco perché i suoi frati non volevano seguire la Regola, che lo hanno portato alle dimissioni da Ministro Generale negli ultimi anni della sua vita): preghiera e contemplazione, umiltà, minorità, povertà radicale, fraternità universale, perfetta letizia anche nelle prove della vita, obbedienza incondizionata ai pastori della Chiesa, amore e rispetto per tutte le creature, abbandono totale alla volontà di Dio.

Posso solo accennare ad alcune piste di riflessione: 1 passare dalla superficialità all’autenticità 2 discernere cosa vuol dire vivere secondo Dio e la sua volontà 3 apertura alla trascendenza 4 perseveranza nella preghiera 5 incontrare Cristo nei poveri e negli emarginati.

L’esperienza comunitaria vissuta percorrendo le strade di Assisi, non può che concludersi con un grazie di cuore a tutti i partecipanti.

In particolare a don Jean Claude che ha saputo superare difficoltà e imprevisti sempre con il sorriso e la semplicità. Una comunione di volti e di cuori.

Con san Francesco: pace e bene”!

Marco
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Dio creatore. Cari fratelli e sorelle, celebriamo la terza domenica dopo Pentecoste. Il concetto di Dio creatore definis...
12/06/2026

Dio creatore.
Cari fratelli e sorelle, celebriamo la terza domenica dopo Pentecoste.

Il concetto di Dio creatore definisce una divinità responsabile dell’origine dell’universo e di tutto ciò che esiste. Questa figura centrale in molte religioni (come ebraismo, cristianesimo e islam) non solo ha plasmato il mondo, ma gli ha conferito un ordine e continua a sostenerlo attraverso la sua provvidenza.

Faccio due premesse sulla visione biblica, la visione teologica e filosofica. Nella Genesi, Dio crea attraverso la parola (“Sia la luce”). È un atto di volontà, di amore e di ordine che trae l’universo dal nulla (ex nihilo), ponendo l’essere umano come vertice del creato e custode del pianeta. Grandi pensatori, come Tommaso d’Aquino, hanno elaborato riflessioni che uniscono la fede alla ragione, definendo Dio come “l’essere stesso” e la causa prima di ogni movimento e realtà.

Cosa ci offre la parola di Dio di questa domenica? Il brano Genesi presenta la creazione come un’opera di vicinanza e intimità. Dio non crea l’uomo dall’alto, ma come un vasaio che lo modella dalla terra, infondendogli il suo alito vitale. Il testo rivela una vocazione umana precisa: vivere con responsabilità e libertà, custodendo il creato e compiendo scelte morali.

Questo testo esprime la concezione ebraica del rapporto tra Creatore e creatura. Dio ha un disegno d’amore e dona all’umanità un ambiente rigoglioso, ma richiede in cambio responsabilità, rispetto dei confini e cura per la terra. È una riflessione fondamentale sulla nostra identità: creature dipendenti da Dio, ma dotate del potere e della responsabilità di gestire il mondo circostante.

Nella lettera ai Romani, San Paolo contrappone la figura di Adamo a quella di Cristo. Spiega che il peccato e la morte sono entrati nel mondo attraverso un solo uomo (Adamo), ma la grazia e la vita eterna sono state donate sovrabbondantemente a tutti gli uomini attraverso l’unico giusto: Gesù Cristo. Questo passo della seconda lettura, una delle pagine più profonde della teologia paolina, delinea il passaggio dalla condizione di peccato alla salvezza attraverso un contrasto teologico.

Il brano di oggi, tratto dal Vangelo di Giovanni, ne rappresenta il cuore pulsante, tanto da essere spesso definito un “Vangelo in miniatura”. Il testo contrappone l’amore incondizionato e salvifico di Dio al libero arbitrio umano, che può scegliere di nascondersi nell’ombra della menzogna o di abbracciare la trasparenza della luce divina.

Cari fratelli e sorelle, mi permetto di approfondire qualche tema sul vangelo di oggi.

Sull’amore incondizionato, che ci ricorda che Dio non è un giudice punitivo in attesa di un errore, ma un Padre il cui amore è talmente smisurato da donare il proprio Figlio. La salvezza non si guadagna, si riceve semplicemente credendo e affidandosi a Lui.

Sulla salvezza, non la condanna, in quanto Gesù chiarisce che la sua venuta nel mondo non è per condannare, ma per offrire una via di scampo a un’umanità che si stava già perdendo.

Sul giudizio, come scelta perché chi non crede si autoesclude dalla salvezza. Il giudizio avviene qui e ora: la Luce è entrata nel mondo, ma l’essere umano sceglie le tenebre per proteggere le sue azioni malvagie.

Infine sull’operare la verità, in quanto chi sceglie il male fugge dalla luce per non far smascherare le proprie opere. Al contrario, “chi opera la verità” cammina verso la luce, permettendo a Dio di guidare e rendere palese ogni suo gesto.

Cari fratelli e sorelle, questo brano del vangelo di oggi ci ricorda che Dio ha già fatto la sua mossa, scegliendo l’amore. La vera domanda che il testo pone non riguarda i nostri peccati, ma la nostra direzione: stiamo scappando dalla luce per nascondere le nostre fragilità o stiamo andando verso di essa, permettendo a Dio di illuminare e purificare il nostro cammino? Il cammino della vita è una grande opportunità per fare delle scelte concrete di camminare nella luce di Dio.

Vi auguro una buona domenica.

Don Jean-Claude Ngoy, sdb.
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Cari fratelli e sorelle, celebriamo la terza domenica dopo Pentecoste. Il concetto di Dio creatore definisce una divinità responsabile dell’origine dell’universo e di tutto ciò che esiste. Questa figura centrale in molte religioni (come ebraismo, cristianesimo e islam) non solo ha plasmato il ...

06/06/2026

AVVISI PARROCCHIALI
Domenica 7 giugno 2026

1. FESTA DELLA COMUNITÀ
Domenica 7 giugno si celebrerà la Festa della Comunità, tradizionalmente chiamata “Festadel Grazie”, presso MAC alle ore 10.00.
Saranno sospese:
● la Santa Messa delle ore 11.00 in SSPP;
● la Santa Messa delle ore 12.00 in MAC.
Nelle altre celebrazioni si pregherà con una particolare intenzione di ringraziamento per l’anno pastorale vissuto insieme.

2. CORPUS DOMINI
Per motivi pastorali, la solennità del Corpus Domini sarà celebrata anche domenica in tutte le chiese della Comunità Pastorale.
Le Lodi e i Vespri con il popolo di Dio saranno quelli propri della solennità del Corpus Domini.

3. FESTA PATRONALE DEI SANTI PIETRO E PAOLO
La festa patronale dei Santi Pietro e Paolo sarà celebrata lunedì 29 giugno, presso SSPP, alle ore 20.30.
La Santa Messa sarà presieduta da Mons. Luca Raimondi.

Grazie e buona domenica a tutti.
don Jean-Claude

Indirizzo

Piazza Santi Pietro E Paolo
Arese
20044

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