08/06/2026
𝐶𝑎𝑟𝑖 𝐴𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑖, 𝑒𝑐𝑐𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑎𝑑𝑟𝑒 𝐷𝑎𝑣𝑖𝑑𝑒 𝑆𝑜𝑙𝑙𝑎𝑚𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙'𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝐴𝑚𝑖𝑐𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑀𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎
Cari Amici sempre vicini,
oggi, a Praga, festeggiamo il nostro Gesù Bambino e, come ogni anno, rinnoviamo i gesti di devozione della processione con le rose e dell’incoronazione della statua custodita nella Chiesa di Nostra Signora della Vittoria in Repubblica Ceca. La statuetta è vestita come «Re della Pace», quella pace che è dono di Dio e di cui l’umanità intera ha ancora profondo bisogno e annunciata da Papa Leone XIV nella sua prima visita apostolica nel continente africano. Lo abbiamo seguito momento per momento, come fossimo con lui quando visitava quella terra che anche noi missionari spesso chiamiamo casa. Leone XIV ci ha consegnato una convinzione semplice e profonda: «Il mondo ha sete di pace. […] La pace non può essere ridotta a uno slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza. […] La pace, infatti, non si decreta: si accoglie e si vive. È un dono di Dio per ogni Nazione».
Come aveva già ricordato all'inizio di quest'anno ci ha incoraggiato ad abbracciare una pace disarmata e disarmante. Papa Leone ha denunciato senza giri di parole quella «logica estrattivistica» che spolpa la terra - anche quella del Centrafrica - per nutrire il mercato delle armi. Il Santo Padre ci ha detto con chiarezza che «vale anche nelle relazioni internazionali il comandamento: ama il tuo prossimo come te stesso! […]. Il mondo è distrutto da pochi dominatori ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali! Sono la discendenza di Abramo, incalcolabile come le stelle del cielo e i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare». Ha guardato l’Africa e ha visto una riserva di gioia e speranza. Quando ha visitato i bambini di un istituto di accoglienza di Yaoundé, in Camerun, il nostro pensiero è subito volato all’orfanotrofio di Bozoum Arc en ciel che ogni giorno educa e sfama piccoli che hanno perso i genitori durante la guerra o che sono stati abbandonati; anche noi come Papa Leone cerchiamo di dire non solo a parole che ognuno di loro è portatore di una promessa e che il futuro a cui sono chiamati è più grande delle ferite che portano nel cuore se saranno uomini e donne di pace. Il Santo Padre ai fedeli ha raccomandato «quando sopraggiungeranno le difficoltà, ricordatevi dell’eroica testimonianza di fede di missionari e missionarie nati qui o venuti dall’estero, che hanno avuto il coraggio di dare la vita per questo popolo e per il Vangelo».
Anche noi, nel nostro piccolo, continuiamo la Missione che Gesù ci ha affidato, dove il Signore ci colloca quotidianamente. Ad Arenzano, il 18 aprile, Missio Giovani Liguria ha radunato ragazze e ragazzi che hanno già vissuto un’esperienza della Missione e chi invece la custodisce nel cuore come desiderio. Era presente Don Sergio Gamberoni, formatore e responsabile del CUM di Verona che ha portato in mezzo a noi una domanda tanto semplice quanto scomoda: perché spendere più di mille euro per attraversare una frontiera? La risposta non è scontata e Don Sergio non l'ha semplificata. Si va perché si è alla ricerca di qualcosa di buono, per sé e per gli altri. Si parte per incontrare e comprendere come vivono le persone oltre i confini che abbiamo tracciato, non solo sulle mappe, ma anche dentro di noi. Uscire dall’Unione Europea significa anche questo: scoprire che la nostra tranquillità non è neutrale, ma ha un costo e spesso ricade sugli altri. Poi, però, accade qualcosa di bello e inatteso: si scopre che ci sono già persone all'opera, da anni, impegnate a vivere concretamente il Vangelo, costruendo relazioni e storie con pazienza e amore. Don Sergio ha raccontato dodici anni in Bolivia attraverso volti, nomi e storie concrete: «Entrare in missione chiede rispetto, senza la fretta di chi vuole portare qualcosa, ma con la disponibilità di chi è pronto a ricevere». Può accadere dall'altra parte del mondo, ma anche in un carcere, in famiglia, al lavoro, in università: cambia il luogo, ma non cambia la sostanza.
Con questo spirito, ci prepariamo all’esperienza di volontariato missionario della prossima estate, proposta ai ragazzi dai 18 ai 35 anni. La Missione smuove e apre i cuori di ogni età, soprattutto quelli giovani così assetati di verità ed essenzialità, valori di cui c’è sempre un gran bisogno! Le volontarie e i volontari, anche quelli più timorosi e preoccupati, che hanno vissuto poche settimane in terra africana, dopo il loro ritorno in Italia, hanno saputo mantenere viva l’amicizia tra loro, sono sempre disponibili ad aiutare con entusiasmo, coinvolgono altri amici e coetanei nelle iniziative di aggregazione e servizio, testimoniando e rimanendo fedeli a quella bellezza sperimentata durante quei giorni estivi. Una di loro, ad esempio, ha realizzato una mostra missionaria itinerante che racconta la nostra Missione, partendo dalla spiritualità di Santa Teresina di Lisieux; con sei totem fotografici molto facili da leggere, il messaggio del Vangelo incarnato in Centrafrica si sta diffondendo nelle parrocchie, nei santuari… anzi, vi propongo di ospitare questa piccola mostra nelle vostre comunità parrocchiali per fare conoscere le nostre opere missionarie!
In questi mesi abbiamo accolto in Italia alcuni confratelli missionari. P. Stefano Molon ha potuto ritemprare corpo e spirito a Bocca di Magra ed è già tornato a Bangui, dove, oltre alla comunità religiosa, lo attendevano con affetto anche gli alunni della scuola agricola, insieme ai suoi orti e agli allevamenti.
P. Mesmin Dingbedi, P. Cyriaque Soumbou e P. Marco Poggi ci hanno raggiunti in Italia per il Capitolo che ha eletto il nuovo Superiore Provinciale e i suoi consiglieri. P. Federico Trinchero, che ben conosce il Centrafrica, è stato confermato nel suo servizio di guida dei Carmelitani della Liguria, della Repubblica Ceca e di quella Centrafricana. Il compito che li attende non è semplice: li accompagniamo con la preghiera e l’incoraggiamento. Da poco eletto, P. Federico ci ha comunicato una bella notizia: Fra Aristide-Marie di San Giuseppe e del Volto Santo e Fra Léonce-Marie della Piccola Teresa saranno ordinati sacerdoti a Bangui il prossimo 13 giugno, per l’imposizione delle mani di Mons. Aurelio Gazzera. Il Signore che non fa mai mancare i segni del suo aiuto dona alla Chiesa nuovi sacerdoti. Vi saluto e, insieme a P. Anastasio che vi porta sempre nel cuore, invoco la benedizione di Gesù Bambino su tutti voi, amici delle Missioni.
P. Davide Sollami
Arenzano, 3 maggio 2026