Costruita da maestranze pisane con conci di basalto locale, si presenta divisa in tre navate: una centrale con volta a capriate lignee, le due laterali coperte con volta a crociera. I tre spazi risultanti sono separati da 16 colonne sovrastate da capitelli, in ognuna è raffigurato uno dei dodici Apostoli, e quattro Padri della Chiesa d'Occidente. Fu ca****la palatina del palazzo giudicale dei sovr
ani di Torres oltre che di residenza del vescovo di Bisarcio nel periodo del rifacimento della vicina cattedrale di Sant’Antioco andata distrutta da un incendio. Da vedere:
- Il retablo del XVI sec.: Commissionato da Ioan Cataholo, arciprete della diocesi di Bisarcio e autografato, almeno nella predella, da “Giovanni Muru nell’anno 1515”. Le scene dipinte: il quadro al vertice del polittico rappresenta la nascita di Maria da Sant’Anna, assistita da domestiche. A sinistra, dall’alto in basso, le scene dell’Annunciazione, del Natale, dell’ Adorazione dei Magi, immagini che rappresentano Dio che scende fra gli uomini; a destra, invece, in senso ascensionale le scene della Risurrezione, dell’Ascensione e della Pentecoste, immagini dell’azione di Dio che eleva l’uomo alla vita divina. Al centro, nel cuore del retablo, il quadro della Dormitio Virginis, motivo bizantino che indica la grande dignità di Maria che non conosce la corruzione del sepolcro, ma che si addormenta in attesa della sua assunzione al cielo per essere incoronata regina del cielo e della terra: è il titolo della Basilica fin dall’epoca giudicale ed è il titolo della preziosa statua lignea che rappresenta Maria nella sua maestà di Madre del Re e madre nostra. Alle scene della vita di Maria fanno cornice i santi dell’Antico e del Nuovo Testamento: nel polvarolo di sinistra, dal basso in alto, si scalano: Davide, Mosè, Daniele, Amos, Gioele, Giovanni Battista e Malachia e nel polvarolo di destra, dal basso in alto, Salomone, Abramo, Zaccaria, Geremia, Isaia, Antonio di Padova e Baruc. Nella predella, da sinistra: i santi Pietro, Stefano, Nicola di Bari, il Cristo in pietà, Cosma e Damiano e San Gavino. Il retablo vuole rappresentare tutta la storia dell’amicizia tra Dio e l’uomo. Tutta la storia dell’umanità converge in un unico centro: Gesù, figlio di Dio, incarnato nel seno di Maria che attira e porta l’uomo a Dio e Dio all’uomo.
- Gli affreschi sulle colonne (XVII sec.) rappresentanti i dodici apostoli e quattro padri della Chiesa (Gregorio Magno, Ambrogio, Agostino e Gerolamo). Rari esempi di affresco su colonna.
- Il retablo minore rappresentante le scene della passione e una dolce Maria che allatta il bambin Gesù.
- Gli affreschi sulle pareti: l’Annunciazione, San Michele, San Gavino, il Giudizio finale, l’ingresso in Paradiso
- Lo stendardo processionale (coevo al retablo),
- La predella della passione (XIV sec.)
- La cuspide gotica di scuola senese (XIVsec.)
- Il pulpito ligneo (XVI sec.)