SAN GIACOMO E SAN SILVESTRO AL MONTE
La chiesa di S.Giacomo e S.Silvestro al monte si raggiunge deviando, in località Salve Regina, dalla strada provinciale che, partendo da Bolognano, conduce a monte Velo. LA STORIA
Scriveva alla fine dell'Ottocento l'arciprete d'Arco, Giuseppe Chini: "L'erezione di questa chiesa è nascosta nell'oscurità dei secoli, e sarà forse da ricordarsi ai tempi delle no
rdiche invasioni [...] Non senza fondamento è da ritenersi che in queseepóca così infelice molti degli abitatori ricercassero rifugio sui monti vicini. Come a Troiands'erano essi fatta una piccola chiesa, così n'eressero una a S. porne tutte le-altre chieSe dell'Archese apparteneva essa all'Arciprete ed al Capitolo, e veniva da questa ufficiata, rimanendo colà alla ctistodia un Monaco". Una pergamena del 1288 ricordala vendita di un terreno arativo ad Albertino, monaco di S. Il monacò aveva acquistato quel campo per sé e per la chiesa, per i. suoi monaci e per i loro successori. Un'altra pergamena del 1336 riporta una Locatio perpetua. Corrado da Mantova, arciprete della Pieve d'Arco, investe Delaito, abitante del villaggio. di Semonte, della chiesa di San Silvestro e dei possedimenti a lei legati, con il giuramento di provvedere alla chiesa e di preparare un pasto per l'arciprete ed ai suoi accompagnatori nelle festività di San Silvestro, San.Giacomo e Filippo. Nel'Cinquecento la chiesa di S. Silvestrdi soggetta ad importanti lavori di restauro. Lo testimoniano le annotazioni sul libro massariale dell'epoca. Nell'anno1576 sono registrate le somme versate per l'intervento del pittóre Marco' Sandrelli, detto il Moretto. Una data precedente, 1527, scolpita su uno dei due pilastri d'appoggio all'arco che divide in due campate la navata, può essere ritenuta un,altro indizio circa i lavori che hanno ristrutturato in maniera radicale l'edificio sacro. La chiesa di San Giacornb e San Silvestro è riéordata negli ordini Confermati nel 1581 dai visitatori vescovili: "December il giorno de Santo Silvestre, che vien a l'ultimo Dezember, debbeno andar a cellebrar una Messa alla chiesa de s. Silvestre su a Mezzo monte de Oltresarcha". Nel 1671 i visitatori vescovili segnalano la presenza di due eremiti che vive-vano nel romitorio: La chiesa era .meta di processioni, come quella della Confraternita del Corporis Christi che si teneva il l° di- maggio. A cónclusione del rito si procedeva alla distribuzione del pane. La presenza, degli eremiti rimane costante nei decenni seguenti; era consuetudine quindi che Lvisitatori inviati dal vescovo s'informassero circa il loro comportamento e verificassero la loro assiduità nelle pratiche religiose. La sacra visita de1.1708 segnala che a S.Giacomo,viveva Antonio Saibanti. Aveva 48 anni ed il 17. maggio 1693 era stato eletto Priore dalla popolazione di Bolognano. e dall'arciprete d'Arco.Vestiva l'abito del Terziario francescano, viveva dei frutti dell'orto e della questua, praticata però solo a Bolognano. In seguito si ritrovano notizie della chiesa di S.Giacomo nella Cronaca d'Arco di mónS: Eliodórò Degara: " 1871- In quest'anno l'Arciprete in vista dello stato miserabile della sua prebenda e delle ingenti spese che' si rendevano necessarie per conservare nel conveniente decoro il santuario di San Giacomo cedeva alla comunità (d'Oltresarca) l'amministrazione, tanto della chiesa quanto del Priorato, coll'obbligo però d'annuale resa di conto a lui e al R."0 Ordinariato, di farlo convenientemente restaurare e tenere in perpetuo in buono ed ottimo stato". Un'occasione per sistemare la casa riservata all'Arciprete d'Arco è la sacra visita del 1909. S mettono alcune travi nuove al tetto, si tinteggiano i locali, si promettono altri interventi di salvaguardia anche per lachiesetta.. Il primo maggio di quell'anno, festa dei santi Filippo e Giacomo, mons. Endici sale fino all'eremo seguito da una moltitudine di fedeli. Dopo un periodo di relativo abbandono, la chiesa di San Giacomo ha visto rifiorire l'interesse della comunità di bolgnano sono stati compiuti alcuni interventi di restauro cosi da salvaguardare quest'importante presenza religiosa ed artistica del Basso Sarca. DESCRIZIONE
La chiesa è posta su un poggio che si affaccia sul Basso Sarca. L'interno della chiesa è semplice: l'aula presenta un tetto a capanna con travi in legno, mentre il presbiterio, sopraelevato di circa mezzo metro, ha il soffitto con avvolto a crociera con la raffigurazione dei quattro evangelisti. Anche le pareti del presbiterio sono decorate ad affresco. L'ampia scena della crocefissione sul fondo vede presenti, da destra, S. Floriano, S. Silvestro papa, S.Giovanni evangelista, il cristo con la Madonna piangente ai piedi della croce, una delle pie donne, S.Giacomo e S. Filippo. Più sotto sono raffigurati S.Rocco e S.Antonio abate. In mezzo ai due santi, in un cartiglio, figura la scritta "Nicolò de li Allegranti et Jacom Marinel massari di questa giesa insema cho li vecini a fato far questa opra. Marcho Moreto de Archo dipinse adì 2 zugno 1576" . Nel riquadro, sul lato opposto, vi sono san Sebastiano trafitto dalle frecce e S. Bernardino che indica il monogramma a lui caro," IHS". Sulle pareti laterali del presbitero si sviluppano otto scene della Via crucis. Sulle parete parete Nord-Ovest la prima scena in alto, l'ingresso di Gesù in Gerusalemme sul dorso di un asinello, attorniato dai dodici apostoli; si distinguono Pietro con la barba bianca e Giovanni, il più giovane dei discepoli. La scena laterale è mancante; sotto Gesù è condotto davanti al sinedrio per essere giudicato. Accanto s'intravede un soldato che stà alzando un bastone per picchiare Gesù. Sulla parete opposta Cristo è nell'orto degli ulivi; gli apostoli stanno dormendo e Pietro stringe già la spada con cui taglierà l'orecchio ai servo. Nell'altra scena alcuni soldati con bastoni stanno calcando la corona di spine sul, capo del Cristo. Sull'antipendio dell'altare sono raffigurati S.Giacomo e S.Filippo; i loro volti sono uguali a quelli dei santi raffigurati nella grande scena della Crocefissione. L'arco santo porta chiara l'illustrazione dell'Annunciazione. Sulla sinistra vi è l'angelo e sulla destra s'intravede una figura inginocehiata, Maria, al culmine dell'arco il volto sereno di Dio Padre. L'altare laterale di sinistra presenta un affresco completo con la Madonna in trono ed il bambino, S. Giusappe e S. Romedio, con l'orso ai suoi piedi. L'altare di sinistra, dedicato a S. Silvestro, rappresenta S. Nicolò, con mitria e pastorale che stà ai piedi della croce. Dei due pilastri che sostengono l'arco a metà chiesa , quello di sinistra è stato chiaramente addossato a due affreschi. Il più antico, datato 1527, rappresenta S. Antonio abate; quello accanto, di grandi dimensiono ma lacunoso e picchettato, rappresenta la Madonna in trono cole Bambino, S. Caterina, S.Lucia, S.Rocco e S.Antonio abate. L'espressione dei volti, lontana dagli stereotipi adottati dal Moretto, permettono di ipoti77are una mano diversa e senza dubbio più valida. Il riferimento a Dionisio Bonmartini, o a qualcuno della sua scuola, nasce spontaneo. Alla chiesa è addossato un edificio di discrete proporzioni, ora utilizzato dai parrocchiani di Bolognano.Si rivive, visitando quelle stanze, un'atmosfera impregnata di semplicità e preghiera.