15/05/2025
La parola alla “Sua gioventù”
(Salmo 110:3)
di Gabriele Iannelli
"Sabato 19 aprile, in occasione della riunione intercomunitaria giovanile tenutasi nella chiesa ADI di Benevento, quartiere Pacevecchia, abbiamo avuto modo di parlare della musica e dell'influenza che essa può avere su noi giovani.
Il tema trattato rientra nella serie di work group che stiamo tenendo insieme, dal titolo: "Che male c'è"!
In quanto mezzo di comunicazione (probabilmente il più potente fra tutti), la musica sa raggiungere le parti più profonde della nostra mente e del nostro cuore, condizionandoci profondamente. Per questa ragione dobbiamo selezionare attentamente quello che ascoltiamo, per non essere influenzati in modo negativo dai messaggi che alcune canzoni veicolano.
Senza rendercene conto, infatti, potremmo trovarci ad agire in modo contrario all'etica biblica.
Durante il culto che è seguito, invece, il messaggio della predicazione, affidato al pastore Giuliano Guarnieri e tratto dal capitolo 1 del Libro del profeta Daniele, ha riguardato la vita di questo profeta e la sua decisione di non contaminarsi con le vivande e le bevande del re babilonese, perchè consacrate agli idoli.
Presi nella corte del re, Daniele e i suoi amici furono istruiti per tre anni per imparare la lingua e la scrittura dei Caldei. In più il capo degli eunuchi cambiò il loro nome affinché dimenticassero le loro origini e il loro Dio.
Perciò, come Daniele e i suoi amici, anche noi non vogliamo dimenticare la nostra identità: quella di figli di Dio. Soprattutto non vogliamo vergognarcene, prendendo giorno per giorno nel nostro cuore la decisione di santificarci.
Se onoriamo Dio in questo modo, anch'Egli ci onorerà, come ha fatto con Daniele"
Dio ci benedica.