Parrocchia di Apice - Santa Maria Assunta e San Bartolomeo

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Parrocchia di Apice - Santa Maria Assunta e San Bartolomeo Chiesa parrocchiale sita in Apice (BN), Via Dante Alighieri - 82021

Eccellenza Reverendissima,a nome mio, della nostra comunità parrocchiale di Apice e, soprattutto, a nome dei familiari d...
05/09/2026

Eccellenza Reverendissima,
a nome mio, della nostra comunità parrocchiale di Apice e, soprattutto, a nome dei familiari dei fratelli Licciardi, desidero rivolgerle un grazie sincero e profondo per la sua presenza questa sera in mezzo a noi.
La sua presenza qui non è stata soltanto quella del nostro Arcivescovo che presiede una celebrazione: è stata la presenza di un padre che è venuto a condividere il dolore dei suoi figli, che si è fatto vicino a una comunità ferita, smarrita, provata da una tragedia che ha sconvolto profondamente tutti noi.
La comunità di Apice sta vivendo una ferita grande. È difficile ancora oggi trovare le parole per raccontare quello che è accaduto: il dramma di tre fratelli, una famiglia spezzata, una tragedia consumatasi all’interno della stessa famiglia, che ha lasciato dolore, domande, sgomento e tanta sofferenza.
Di fronte a tutto questo, come comunità cristiana, non abbiamo risposte facili e non vogliamo cercare spiegazioni semplicistiche. Vogliamo innanzitutto stare nel silenzio, nella preghiera, nella vicinanza e nella misericordia.
E questa sera, Eccellenza, la sua presenza ci ha fatto sentire che non siamo soli.
Grazie anche per il messaggio che ha voluto scrivere e rivolgere alla nostra comunità in questi giorni ma anche per le continue telefonate durante le quali mi ha sempre chiesto di come stessero le famiglie dei defunti e come stesse vivendo questi momenti complicati la nostra comunità. È stato per me e per tutti noi un segno concreto di vicinanza e di paternità, una parola che ha raggiunto il cuore di tante persone proprio nel momento in cui le parole sembravano non bastare.
Desidero poi ringraziare tutti i sacerdoti confratelli che, in questi giorni, mi hanno raggiunto con una telefonata, con un messaggio, con una parola di incoraggiamento e di preghiera. Attraverso la mia persona hanno voluto far sentire la loro vicinanza non soltanto a me, ma a tutta la comunità di Apice e, soprattutto, ai familiari.
Ho avvertito davvero una grande fraternità sacerdotale.
Ma insieme ai sacerdoti desidero ringraziare anche le tantissime persone che, in questi giorni, mi hanno cercato e hanno voluto manifestare la loro vicinanza: persone provenienti da altre realtà ecclesiali, da altre parrocchie, comunità, associazioni e tante persone semplicemente desiderose di condividere questo dolore e di farci sentire la loro presenza.
Attraverso una telefonata, un messaggio, una parola, una preghiera, un gesto di affetto, ho potuto sperimentare davvero, in questi giorni, il volto bello della Chiesa.
Una Chiesa che sa accogliere.
Una Chiesa fatta di persone che sanno amare.
Una Chiesa che sa custodire il dolore degli altri.
Una Chiesa che sa accompagnare, soprattutto quando non ci sono parole da dire.
E questo, nel mezzo di una tragedia così grande, è stato per me e per la nostra comunità un dono prezioso.
Grazie a tutti voi che questa sera siete presenti: ai familiari, alla comunità, alle autorità, agli amici e a quanti hanno voluto stringersi attorno a questa famiglia e ad Apice.
Adesso, come comunità, dovremo provare lentamente a ricomporre i pezzi di ciò che è accaduto. Non sarà semplice. Ci saranno domande, silenzi, momenti difficili e ferite che avranno bisogno di tempo per essere curate.
Ma vogliamo farlo insieme. Vogliamo farlo sostenendoci gli uni gli altri, senza giudicare, senza alimentare curiosità o parole che possano ferire ulteriormente, ma custodendo il dolore, rispettando il silenzio e affidando tutto al Signore.
La nostra forza sarà la fede. La nostra forza sarà la preghiera. La nostra forza sarà sentirci comunità.
E siamo certi, Eccellenza, che continuerà ad accompagnarci con la sua preghiera e con la sua vicinanza.
Ci sentiamo sostenuti dalla preghiera vicendevole e reciproca: noi pregheremo per lei e per il suo ministero, e siamo certi che lei continuerà a pregare per questa nostra comunità, per i familiari e per tutti coloro che stanno vivendo questa grande sofferenza.
Grazie, Eccellenza, per essere venuto qui.
Grazie per aver celebrato con noi.
Grazie per aver condiviso il nostro dolore.
Grazie per averci ricordato, con la sua presenza, che la Chiesa cammina accanto a chi soffre e non lascia solo nessuno.
Affidiamo al Signore i fratelli Licciardi, affidiamo a Lui i loro familiari e affidiamo a Lui la nostra comunità di Apice.
E chiediamo al Signore che, proprio dentro questa notte così dolorosa, sappia accendere per tutti noi una piccola luce di speranza.
Grazie, Eccellenza. E grazie a tutti voi per essere stati qui.

L'Arcivescovo manifesterà la sua vicinanza alle famiglie e alla comunità celebrando una Santa Messa SABATO 5 SETTEMBRE O...
03/09/2026

L'Arcivescovo manifesterà la sua vicinanza alle famiglie e alla comunità celebrando una Santa Messa SABATO 5 SETTEMBRE ORE 20:30 presso la nostra Parrocchia di Apice - Santa Maria Assunta e San Bartolomeo

Messaggio dell'Arcivescovo Mons. Michele Autuoro alla comunità di Apice🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏
03/09/2026

Messaggio dell'Arcivescovo Mons. Michele Autuoro alla comunità di Apice
🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏

01/09/2026

Carissimi fratelli e sorelle della comunità di Apice,

in queste ore il nostro paese è avvolto da un dolore grande, di quelli davanti ai quali le parole sembrano insufficienti e il cuore fatica persino a comprendere ciò che è accaduto.
La tragedia che ha coinvolto tre fratelli della nostra comunità ci lascia sgomenti, feriti, addolorati. È un dolore che, in qualche modo, entra nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre relazioni e nel cuore di ciascuno di noi.
In questo momento, però, sento che come comunità cristiana siamo chiamati soprattutto a stare, più che a parlare. A stare accanto alle famiglie nel silenzio, con rispetto e discrezione. A far sentire loro che non sono sole, senza invadere il loro dolore e senza pretendere di trovare spiegazioni là dove, forse, non ne abbiamo.
Vi chiedo, con tutto il cuore, di custodire questo momento.
Non lasciamoci guidare dalla curiosità, dalle voci, dai giudizi o dal desiderio di conoscere ogni particolare. Ci sono dolori che chiedono di essere avvicinati con i piedi scalzi, con il rispetto che si deve alla sofferenza. Non è questo il tempo di giudicare, né di cercare colpe: è il tempo di pregare, di tacere, di accompagnare e di volerci più bene.
Se incontreremo una persona ferita, non sentiamoci obbligati a dire qualcosa. A volte basta una presenza, una stretta di mano, uno sguardo, un semplice «sono qui». E quando non sapremo cosa dire, lasciamo che sia la nostra preghiera a parlare.
Come comunità parrocchiale, raccogliamoci davanti al Signore. Portiamo a Lui questi nostri fratelli, le loro famiglie, quanti sono stati toccati da questa tragedia e anche l'intera comunità di Apice, che oggi porta una ferita profonda.
Preghiamo perché il Signore accolga nella sua misericordia i nostri fratelli che ci hanno lasciato; preghiamo perché la sua luce raggiunga anche le zone più buie del dolore umano; preghiamo perché alle famiglie sia donata la forza di attraversare queste ore così difficili, giorno dopo giorno, un passo alla volta.
E preghiamo anche per noi, perché non permettiamo al dolore di dividerci, ma sappiamo trasformarlo in vicinanza, compassione, fraternità e silenziosa solidarietà.
In questi giorni vorrei che Apice fosse una comunità capace di stringersi, non di parlare; di accompagnare, non di curiosare; di pregare, non di giudicare.
Quando il dolore è troppo grande per essere spiegato, rimane la preghiera.
Quando le parole non bastano, rimane la presenza.
Quando il cuore non comprende, rimane la fede.
Affidiamo tutto al cuore misericordioso di Cristo, che conosce fino in fondo la sofferenza dell'uomo e che, anche nelle notti più oscure, non abbandona mai i suoi figli.
Alla Vergine Maria, Madre Addolorata e Madre della consolazione, affidiamo queste famiglie. Lei, che ha conosciuto il dolore ai piedi della Croce, raccolga le loro lacrime, sostenga i loro passi e li custodisca nel suo abbraccio materno.
E a tutta la comunità dico: restiamo uniti. Preghiamo gli uni per gli altri. Custodiamoci a vicenda.
In questo momento così drammatico, facciamo sentire alle famiglie che Apice è una famiglia, che sa piangere insieme, pregare insieme e rimanere accanto a chi soffre, con delicatezza e senza clamore.

Con affetto paterno e nella preghiera,

Don Ezio
Parroco di Apice

29/08/2026
22/08/2026
San Rocco di Montpellier è uno dei santi più amati dalla pietà popolare, venerato come protettore degli ammalati e invoc...
16/08/2026

San Rocco di Montpellier è uno dei santi più amati dalla pietà popolare, venerato come protettore degli ammalati e invocato contro le epidemie.
Nato a Montpellier, probabilmente nella seconda metà del XIII secolo, Rocco rimase orfano ancora giovane e decise di rinunciare alle ricchezze familiari per vivere il Vangelo nella povertà e nel servizio ai fratelli. Si mise in pellegrinaggio verso Roma, fermandosi nei luoghi colpiti dalla peste per curare e assistere gli ammalati, senza paura del contagio.
Secondo la tradizione, egli stesso fu colpito dalla peste e, per non essere di peso agli altri, si ritirò in un luogo isolato. Qui un cane, provvidenzialmente, gli portava ogni giorno del pane; il suo padrone, incuriosito, seguì l'animale e trovò Rocco, prendendosi cura di lui.
Guarito, Rocco riprese il cammino, ma durante il viaggio fu arrestato e accusato ingiustamente di essere una spia.
Morì in carcere, povero e solo, probabilmente nella prima metà del XIV secolo.
La sua vita ci consegna soprattutto un messaggio: la fede autentica non ci chiude davanti alla sofferenza, ma ci rende capaci di avvicinarci a chi soffre. Rocco non rimase lontano dal dolore degli altri: lo condivise, lo curò e lo affidò a Dio.
Per la comunità di Apice, nella festa di oggi, San Rocco può diventare dunque un compagno di cammino: un uomo che ha saputo trasformare la propria vita in dono, la sofferenza in solidarietà e la fede in carità concreta. Il suo esempio ci invita a prenderci cura gli uni degli altri, soprattutto dei più fragili, e ad affidare a Dio le nostre paure, le nostre difficoltà e le nostre speranze.

Indirizzo

Via Dante Alighieri
Apice
82021

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 21:00
Domenica 08:00 - 21:00

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