05/09/2026
Eccellenza Reverendissima,
a nome mio, della nostra comunità parrocchiale di Apice e, soprattutto, a nome dei familiari dei fratelli Licciardi, desidero rivolgerle un grazie sincero e profondo per la sua presenza questa sera in mezzo a noi.
La sua presenza qui non è stata soltanto quella del nostro Arcivescovo che presiede una celebrazione: è stata la presenza di un padre che è venuto a condividere il dolore dei suoi figli, che si è fatto vicino a una comunità ferita, smarrita, provata da una tragedia che ha sconvolto profondamente tutti noi.
La comunità di Apice sta vivendo una ferita grande. È difficile ancora oggi trovare le parole per raccontare quello che è accaduto: il dramma di tre fratelli, una famiglia spezzata, una tragedia consumatasi all’interno della stessa famiglia, che ha lasciato dolore, domande, sgomento e tanta sofferenza.
Di fronte a tutto questo, come comunità cristiana, non abbiamo risposte facili e non vogliamo cercare spiegazioni semplicistiche. Vogliamo innanzitutto stare nel silenzio, nella preghiera, nella vicinanza e nella misericordia.
E questa sera, Eccellenza, la sua presenza ci ha fatto sentire che non siamo soli.
Grazie anche per il messaggio che ha voluto scrivere e rivolgere alla nostra comunità in questi giorni ma anche per le continue telefonate durante le quali mi ha sempre chiesto di come stessero le famiglie dei defunti e come stesse vivendo questi momenti complicati la nostra comunità. È stato per me e per tutti noi un segno concreto di vicinanza e di paternità, una parola che ha raggiunto il cuore di tante persone proprio nel momento in cui le parole sembravano non bastare.
Desidero poi ringraziare tutti i sacerdoti confratelli che, in questi giorni, mi hanno raggiunto con una telefonata, con un messaggio, con una parola di incoraggiamento e di preghiera. Attraverso la mia persona hanno voluto far sentire la loro vicinanza non soltanto a me, ma a tutta la comunità di Apice e, soprattutto, ai familiari.
Ho avvertito davvero una grande fraternità sacerdotale.
Ma insieme ai sacerdoti desidero ringraziare anche le tantissime persone che, in questi giorni, mi hanno cercato e hanno voluto manifestare la loro vicinanza: persone provenienti da altre realtà ecclesiali, da altre parrocchie, comunità, associazioni e tante persone semplicemente desiderose di condividere questo dolore e di farci sentire la loro presenza.
Attraverso una telefonata, un messaggio, una parola, una preghiera, un gesto di affetto, ho potuto sperimentare davvero, in questi giorni, il volto bello della Chiesa.
Una Chiesa che sa accogliere.
Una Chiesa fatta di persone che sanno amare.
Una Chiesa che sa custodire il dolore degli altri.
Una Chiesa che sa accompagnare, soprattutto quando non ci sono parole da dire.
E questo, nel mezzo di una tragedia così grande, è stato per me e per la nostra comunità un dono prezioso.
Grazie a tutti voi che questa sera siete presenti: ai familiari, alla comunità, alle autorità, agli amici e a quanti hanno voluto stringersi attorno a questa famiglia e ad Apice.
Adesso, come comunità, dovremo provare lentamente a ricomporre i pezzi di ciò che è accaduto. Non sarà semplice. Ci saranno domande, silenzi, momenti difficili e ferite che avranno bisogno di tempo per essere curate.
Ma vogliamo farlo insieme. Vogliamo farlo sostenendoci gli uni gli altri, senza giudicare, senza alimentare curiosità o parole che possano ferire ulteriormente, ma custodendo il dolore, rispettando il silenzio e affidando tutto al Signore.
La nostra forza sarà la fede. La nostra forza sarà la preghiera. La nostra forza sarà sentirci comunità.
E siamo certi, Eccellenza, che continuerà ad accompagnarci con la sua preghiera e con la sua vicinanza.
Ci sentiamo sostenuti dalla preghiera vicendevole e reciproca: noi pregheremo per lei e per il suo ministero, e siamo certi che lei continuerà a pregare per questa nostra comunità, per i familiari e per tutti coloro che stanno vivendo questa grande sofferenza.
Grazie, Eccellenza, per essere venuto qui.
Grazie per aver celebrato con noi.
Grazie per aver condiviso il nostro dolore.
Grazie per averci ricordato, con la sua presenza, che la Chiesa cammina accanto a chi soffre e non lascia solo nessuno.
Affidiamo al Signore i fratelli Licciardi, affidiamo a Lui i loro familiari e affidiamo a Lui la nostra comunità di Apice.
E chiediamo al Signore che, proprio dentro questa notte così dolorosa, sappia accendere per tutti noi una piccola luce di speranza.
Grazie, Eccellenza. E grazie a tutti voi per essere stati qui.