Don Silvio Longobardi

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Don Silvio Longobardi Presbitero della diocesi di Nocera-Sarno, Custode della Fraternità di Emmaus, Fondatore di Progetto Famiglia.

Vivo all'Oasi San Giuseppe a Pompei insieme alla Piccola Famiglia di Emmaus.

Come una madre ❤️Lc 12,39-48 — “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” (12,41).Nella parabola prec...
21/10/2026

Come una madre ❤️

Lc 12,39-48 — “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?” (12,41).

Nella parabola precedente Gesù ha tratteggiato la figura del discepolo con l’immagine del servo che “attende il padrone quando torna dalle nozze” (12,36). Pietro chiede al Maestro di precisare a chi è rivolta l’esortazione. Gesù risponde proponendo l’immagine dell’amministratore “fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù” (12,42).

È chiaro che la sua parola chiama in causa anzitutto coloro che hanno ricevuto la responsabilità di guidare la comunità ecclesiale. È interessante perciò sottolineare che chi riceve questo compito deve esercitarlo con lo stile del servo che, in obbedienza al mandato ricevuto, dona a tutti e a ciascuno “la razione di cibo a tempo debito” (12,42). Non è difficile intravedere in queste parole l’immagine di Gesù che si presenta come colui che non è venuto per essere servito ma per servire (Mt 20,28).

Ogni responsabile della comunità è icona di Cristo servo ed è chiamato, come Lui, a prendersi cura degli altri. E come Lui, deve essere pronto a dare tutto, anche la vita. L’immagine del nutrimento è molto suggestiva e richiama il ministero della maternità, la ritroviamo nelle parole di Paolo: “Siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli” (1Ts 2,7).

Il Vangelo è sempre rivolto a tutti i battezzati e ciascuno lo accoglie in relazione alla propria vocazione. Oggi però la parola è indirizzata in modo particolare ai responsabili della vita ecclesiale, vescovi e i sacerdoti. Nella storia della Chiesa ci sono tanti pastori che hanno fedelmente vissuto il loro ministero. In questa schiera eccelle la testimonianza di Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars che diceva: “Il sacerdote non è per sé, è per voi”. Aveva un solo desiderio: “Guadagnare anime al buon Dio”. E aggiungeva: “Guadagnarne il maggior numero”. Alla sua intercessione oggi affidiamo tutti i sacerdoti perché imparino a misurare la vita con il bene della comunità.

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19/10/2026

Sposi e missionari. L’esperienza di una coppia

Dalla bellezza dell’amore coniugale alla missione di accompagnare altri sposi: Massimo e Ilaria raccontano come la fede, nutrita dall’Eucaristia e vissuta nella quotidianità, abbia trasformato la loro casa in un luogo di accoglienza e di annuncio del Vangelo. Una testimonianza che mostra come il servizio alla Chiesa non sottragga nulla alla vita di coppia, ma possa diventare una grazia capace di rafforzare il matrimonio e renderlo fecondo.

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Altri e più importanti obiettivi ❤️Lc 12,13-21 — “La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante” (12,16...
19/10/2026

Altri e più importanti obiettivi ❤️

Lc 12,13-21 — “La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante” (12,16).

Questa parabola segue immediatamente l’annuncio missionario (12, 1-12). Non è un accostamento casuale. Gesù ricorda ai discepoli che la testimonianza della fede richiede la disponibilità a donare tutto, anche la vita. Se dunque vogliamo incamminarci su questa via, non dobbiamo dare valore ai beni materiali né dobbiamo fare del benessere, inteso in senso socio-economico, un criterio che regola le scelte della vita.

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Uno solo è l’Onnipotente ❤️Mt 22,15-21 — “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (22,21).C...
18/10/2026

Uno solo è l’Onnipotente ❤️

Mt 22,15-21 — “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (22,21).

Contrariamente alla lettura corrente, il Vangelo non invita semplicemente a prevedere ambiti in cui ciascuno esercita la sua influenza. Dio e l’uomo non sono sullo stesso piano. Da un lato Gesù riconosce agli uomini un potere nelle cose che riguardano la vita pubblica; e dall’altra ricorda che il potere di Dio precede e prevale ogni potere umano. Molti sono i potenti di questo mondo ma uno solo è l’Onnipotente.

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Gesù non offre ansiolitici 💚Lc 12,1-7 — “Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo” (12,...
16/10/2026

Gesù non offre ansiolitici 💚

Lc 12,1-7 — “Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo” (12,4).

È l’unica volta in tutto il Vangelo di Luca che Gesù si rivolge ai discepoli chiamandoli “amici”. L’aggettivo possessivo sottolinea ancora di più l’intimità e la confidenza. Agli amici non si nascondono le difficoltà, per questo Gesù non offre ai discepoli tranquillanti né ansiolitici. Al contrario, ricorda loro che dovranno annunciare il Vangelo in un mondo segnato dal male, devono perciò mettere in conto resistenze e opposizioni. Parole che probabilmente hanno scoraggiato alcuni discepoli ma hanno reso più consapevoli tanti altri, preparandoli ad affrontare le avversità.

Nella storia della Chiesa pavidità e audacia sono sempre intrecciate. Vi sono battezzati che sono rimasti a guardare e altri che hanno dato la vita per il Vangelo. Giovanni Paolo II appartiene alla seconda categoria. Oggi vogliamo ricordarlo con particolare gratitudine nell’anniversario della sua elezione sulla Cattedra di Pietro. Era il 16 ottobre 1978. La distanza degli anni non cancella la memoria di quell’evento.

Quel giorno lo Spirito donava alla Chiesa un uomo “venuto da lontano”, figlio di una Nazione che aveva fatto della fede cattolica la sua bandiera. Con lui iniziava un’epoca nuova, la timida difesa della fede si trasformava in un coraggioso annuncio. Mi limito ad una sola citazione, in sintonia con il brano evangelico odierno:

“Non abbiate paura di andare per le strade o nei luoghi pubblici, come i primi Apostoli che hanno predicato Cristo e la buona novella della salvezza nelle piazze delle città, dei centri e dei villaggi. Non è tempo di vergognarsi del Vangelo. È tempo di predicarlo dai tetti […] Il Vangelo non deve essere tenuto nascosto per paura o per indifferenza. Non è stato concepito per essere custodito in privato. Deve essere messo sopra un podio cosicché il popolo possa vedere la sua luce e rendere lode al nostro Padre celeste” (Omelia, 15, agosto 1993).

Affidandoci all’intercessione di questo Santo, oggi chiediamo la grazia di tenere accesa la lampada della fede anche nella vita pubblica.

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Come stelle nella notte❤️Lc 11,47-54 — La storia d’Israele è ricamata dall’amore fedele di Dio che ha inviato i profeti ...
15/10/2026

Come stelle nella notte❤️

Lc 11,47-54 — La storia d’Israele è ricamata dall’amore fedele di Dio che ha inviato i profeti a parlare nel suo nome; ma è anche segnata dalla permanente ingiustizia degli uomini che hanno preferito soffocare la voce di Dio quando chiedeva scelte scomode.Una storia che, a giudizio di Gesù, si ripete drammaticamente nel presente.

Oggi celebriamo santa Teresa d’Avila (1515-1582), una donna che ha avuto il coraggio di proporre una riforma di un Ordine secolare per ridare spazio e valore alla dimensione contemplativa. Nel proclamarla Dottore della Chiesa, prima donna ad avere questo titolo, Paolo VI la definisce “scrittrice genialissima e feconda, maestra di vita spirituale, contemplativa incomparabile” (27 settembre 1970).

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Tutto è grazia”, anche la malattia. Papa Leone docet“Un nodulo al polmone”, lo ha annunciato lo stesso Papa Leone domeni...
14/10/2026

Tutto è grazia”, anche la malattia. Papa Leone docet

“Un nodulo al polmone”, lo ha annunciato lo stesso Papa Leone domenica scorsa, spiegando anche alcuni dettagli: si tratta di un “nodulo circoscritto, individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato”. Lo ha detto al termine dell’Angelus, dopo aver commentato il Vangelo del giorno e dopo aver salutato, uno per uno, i numerosi gruppi presenti in piazza san Pietro. I giornalisti parlano di trasparenza, notano che mai un Papa aveva fatto una comunicazione così dettagliata della sua personale condizione di salute. Avrebbe potuto lasciare alla Sala Stampa il compito di dare la notizia, ha scelto invece di consegnare personalmente una parola confidenziale, quella che si dice ai familiari e agli amici più intimi. Mai come in questo caso la Chiesa appare come una grande famiglia, la fredda dimensione istituzionale lascia il posto all’immagine di una vera comunità.

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Una questione di onore 💚Lc 11,42-46 — “Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle pia...
14/10/2026

Una questione di onore 💚

Lc 11,42-46 — “Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze” (11,43).

Dopo aver denunciato la schiavitù di chi cerca le apparenze (11, 39-40), Gesù consegna un’altra perla preziosa. Critica con durezza coloro che fanno dei primi posti una questione di onore. Come se il valore della vita e della fede dipendesse dal ruolo che occupiamo nella vita pubblica. Il Vangelo contesta nella maniera più radicale la cultura mondana.

Dobbiamo ammettere che i titoli che oggi contano nella vita sono il successo e l’affermazione di sé. La carità fraterna e il servizio umile ai più poveri non rientrano nel curriculum vitae e non sono percepiti e proposti come un titolo di onore. Le parole di Gesù consegnano una regola fondamentale tanto chiara quanto difficile da mettere in pratica: lottare contro l’orgoglio istintivo che appartiene alla natura umana.

Invece che ricevere onori, Gesù invita costantemente a dare onore: a Dio anzitutto e agli uomini in quanto sono immagine di Dio.

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Ciò che dura per sempre ❤️Lc 11,37-41 — “Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pra...
13/10/2026

Ciò che dura per sempre ❤️

Lc 11,37-41 — “Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo” (11,38).

Più che nelle parole, la critica del fariseo si manifesta evidentemente attraverso uno sguardo stupito e sdegnato. Il fatto che Gesù non osservi scrupolosamente le prescrizioni rituali – quelle che erano state rigorosamente codificate dalla tradizione rabbinica – appare ai suoi occhi come un comportamento assai grave, una plateale offesa alla Legge. Ad essere precisi non si tratta di precetti biblici e tuttavia quel comportamento libertino appariva come una vera e propria disobbedienza a Dio.

Il Nazareno non viene interpellato personalmente ma, consapevole di essere oggetto di una critica feroce, reagisce con estrema durezza: “Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria” (11,39). Denuncia l’ipocrisia di chi fa di tutto per
coltivare la sua immagine pubblica
e non s’impegna ad allontanare il male che prende dimora nel suo cuore.

Questa parola che riguarda tutti perché è un pericolo sempre presente. Anzi, la civiltà in cui siamo immersi lo rende ancora più attuale rispetto al passato.

Quanto più diamo valore a ciò che appare, tanto meno ci impegniamo a coltivare il cuore. La cura eccessiva dell’esteriorità s’intreccia con una scarsa attenzione alla vita interiore. Non diamo sufficiente spazio alla preghiera e facciamo ben poco per alimentare la vita spirituale. Un errore madornale che, malgrado la giovane età, aveva notato Carlo Acutis: “Perché gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e poi non si preoccupano della bellezza della propria anima?”. L’apostolo Paolo ci ha lasciato una luminosa regola di vita: “noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne” (2Cor 4,18). Accogliendo questo invito, impegniamoci a nutrire la nostra vita con il Santo Vangelo e imparare così a dare valore a ciò che dura per sempre.

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La famiglia, culla e casa del Vangelo. Il magistero di Papa LeoneIn questi giorni, e fino al 14 ottobre, si svolge in Va...
12/10/2026

La famiglia, culla e casa del Vangelo. Il magistero di Papa Leone

In questi giorni, e fino al 14 ottobre, si svolge in Vaticano un incontro mondiale sulla famiglia. Ne ho già parlato la settimana scorsa ma vorrei tornare su questo argomento. Qualche settimana fa, nel corso di un’intervista per Radio Vaticana, mi fu chiesto quale domanda dovrebbe essere al centro di questo appuntamento. Risposi in modo provocatorio che occorre partire da questa domanda, apparentemente scontata: “La Chiesa crede ancora nella famiglia?”.

In questi giorni, e fino al 14 ottobre, si svolge in Vaticano un incontro mondiale sulla famiglia. Ne ho già parlato la settimana scorsa ma vorrei tornare su questo argomento. Qualche settimana fa, nel corso di un’intervista per Radio Vaticana, mi fu chiesto quale domanda dovrebbe essere al centr...

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Angri
84012

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