06/01/2026
TRAMONTI (E CANZONI)
CHE SCALDANO L'ANIMA
C’è un periodo dell’anno, quello tra settembre e l'inverno, in cui il cuore dei (tirrenici) viene catturato da una smania di irrefrenabile. Quando il sole tramonta, quando sta per salutare con un arrivederci dai colori caldi e rasserenanti, una consistente fetta di calabresi residenti sulla costa tirrenica va ad affollare i lungomari alla ricerca della foto perfetta. C’è chi cerca l’ultimo pezzetto di sole prima che questo “s’inabissi”. C’è chi pretende una foto con la palla solare tangente esattamente al piano orizzontale. Appoggiati al parapetto del lungomare, sembriamo i fan che attendono la passerella delle star prima dello spettacolo. Il cast di stelle è vario, ma è un profilo conico all’orizzonte a rubare la scena più del sole...
Si chiama .
Ci sono fotoamatori “strombolati”, ovvero gli iper-ossessionati, stregati dal vulcano Stromboli che fa il divo soprattutto al . Tiene un passetto dietro di sé le altre Eolie, mentre Lui si fa sentire e si fa notare come quei motociclisti che smarmittano per celebrare la potenza del loro veicolo.
Stromboli è magnetico, a lui va il nostro like immediato, è fonte di sogni, è la nostra stella cometa e non abbiamo che una semplice foto al tramonto per omaggiare la bellezza del Creato. Con qualche effetto speciale vuole tenersi buono il pubblico calabrese e i , perché sa che una volta passato lo Stretto poi la gente s’innamorerà dell’Etna e lui sarà un ricordo del passato. Quindi fa di tutto per rimanere impresso nella mente dei .
Forse lo Stromboli è una metafora di cui ancora non ci siamo accorti. Rappresenta un po’ l’usuale dinamica dello sguardo stordito dei calabresi. Uno sguardo attratto dalle sirene e dai manifesti di mezzo mondo, ogni giorno pensiamo che le storie e le cose più belle siano quelle oltre lo schermo, dall’altra parte, mentre basterebbe un attimo voltarci verso la montagna. Voltarsi all’indietro e pensare che magari è lo Stromboli che ci guarda, che ammira quella terra carinissima che è il piedino dello Stivale. Lo Stromboli sbuffa perché vorrebbe essere lì con noi a godersi le meraviglie che la Storia e la Natura ci hanno concesso.
Ok, ora basta con i sentimentalismi e le poesie. Venite a godervi uno dei più spettacolari del Mediterraneo. In Calabria.
La terra in cui i tramonti scaldano l’anima.
Potete usare l’advertising nelle fiere turistiche, non chiediamo nulla in cambio 🫰🏽. Per dovere di cronaca: non siamo gli unici nel mondo dove il sole va a spegnersi nel mare al tramonto, però lo sfondo delle Eolie è capitato a noi e solo le nuvole possono decidere quando mandare in onda lo show!
Cari ionici, lo so che la vostra sopportazione sta finendo, vediamo il nervoso eruttare dalla vostra bocca per vie delle nostre parole sui tramonti magici del Tirreno, ma... 🙏 non fraintendete. Non abbiamo detto che il vostro tramonto non vale. Anzi, qui lo diciamo candidamente: la Calabria comincia dal mar Ionio, quando albeggia sull’orizzonte marino ed è un sole greco a fare capolino.
Le note in sottofondo sono di Rino Gaetano, che nella spiaggia di Crotone scriveva musica eterna e inarrivabile. Siccome siamo alla fine delle nostre chiacchiere festive, forse è arrivato il momento di dirlo senza fronzoli. Rino Gaetano per noi è il Sole, le sue parole in musica sono raggi che riscaldano anche quando fuori tutto crolla. Rino è il monumento più unico che abbiamo. Se ci fate questa domanda: “Qual è il vostro simbolo?” – non risponderemo Bronzi di Riace. La risposta sarà canticchiare una hit di Rino. Le sue canzoni permeano ogni cosa, in Calabria. È come una manna, Rino, che si deposita su ogni singola storia calabrese. Se fosse qua con noi, oggi, a pranzo, siamo certi che stupirebbe i bambini calandosi dal camino, l’ukulele come scopa, farebbe irruzione in sala da pranzo per elargire carboni e soppressata. Intonerebbe Gianna, senz’altro, inaugurando uno sgangherato trenino dell’Epifania.
🥳 🧙🏼♀️