Core Calabro

Core Calabro Guida turistica della Calabria. Conosciamo la Calabria. Ve la facciamo conoscere. 🇮🇹 Attivi nell'assistenza personalizzata ai turisti dal 2010.

Diamo consigli e informazioni, gratuitamente, su: geografia del territorio; strade; accessibilità a siti turistici, monumenti, musei; noleggio bici e auto; orari bus, treni, navi, aerei; prodotti tipici, cibo locale (come sono realizzati e dove si possono trovare); usanze dei luoghi, feste religiose e tradizionali, folklore, eventi mondani. Possiamo suggerirvi, gratuitamente, tour su misura, pensa

ti in base ai vostri interessi. Da febbraio 2015 offriamo servizi professionali di accompagnatori e guide turistiche, regolarmente abilitati dall'ente Provincia di Cosenza e dalla Regione Calabria, che possono supportarvi nei vostri percorsi e farvi compagnia nei luoghi oggetto di visita illustrando monumenti, chiese, palazzi, sentieri, paesaggi, tradizioni popolari. Si accompagnano gruppi, coppie e anche escursionisti singoli. Mediante il 3397321836 (disponibile risposta rapida con Whatsapp), oppure scrivendo all'e-mail [email protected] si può ottenere un preventivo sulle spese e concordare una visita da effettuare. Le tariffe variano in base al numero dei partecipanti e alla lunghezza dell'itinerario. La guida turistica per chi ha difficoltà motorie e per il suo accompagnatore è svolta gratuitamente.

🇬🇧 Free assistance for tourists, travellers touring Calabria (Southern Italy). We give information about: geography of the region (topographical features); roads; monuments accessibility, how to reach towns and museums; car and bike rental; bus, train, ship and flight timetables; local food and special distinctive manufactures; religious and traditional celebrations. Licensed tour guide (Regione Calabria) since: February 2015. As professional team, we organize itineraries and lead the tourists through old amazing towns, churches, palaces, mountain tracks and lovely seaside. Service is for groups, couples and individual travellers. Contact us if you need help: Antonello Zaccaria phone and Whatsapp +393397321836; mail [email protected] . We get ready for a trip budget, the most convenient for you. Guide is absolutely free for people with motor disabilities and their helpers.

La felicità negli occhi di chi viaggia e non se l'aspettava 🙂🩵
09/05/2026

La felicità negli occhi di chi viaggia e non se l'aspettava 🙂🩵

In this chaotic and violent world... feel the authentic impulse to play, sing and dance like a Maenad. (The statuette is...
03/04/2026

In this chaotic and violent world... feel the authentic impulse to play, sing and dance like a Maenad.

(The statuette is a graceful perfume container, 4th century BC)




Il reperto che piace di più a Cannavacciuolo, lo spallaccio in bronzo (protezione spalla, è un'offerta votiva, VI a.C.),...
21/03/2026

Il reperto che piace di più a Cannavacciuolo, lo spallaccio in bronzo (protezione spalla, è un'offerta votiva, VI a.C.), ma invitiamo lo chef a desistere per una volta, niente pacche sulle spalle perché dobbiamo custodirlo con cura.
Rinvenuto nel sito dell'antica Kaulonìa, a Monasterace Marina, nei pressi del santuario di Punta Stilo che forse era dedicato a Zeus.
La decorazione a testa di Gorgone è simpaticissima.



❤️

    sta n'front a teETNAAthena Lo Stretto necessario   chiama
26/02/2026



sta n'front a te
ETNA
Athena
Lo Stretto necessario
chiama

Un gesso da cui tutto parte e si traduce in forme magnifiche. L’arte di Giuseppe Maria Pisani è sublime. Molti bronzi, c...
06/02/2026

Un gesso da cui tutto parte e si traduce in forme magnifiche. L’arte di Giuseppe Maria Pisani è sublime. 

Molti bronzi, che sono stati ricavati da quei gessi, hanno trovato posto nelle piazze, nelle chiese, confermando ancora una volta la fama di Serra San Bruno quale fucina di talenti. Chissà che non sia stata proprio la vicina Certosa, quel suo silenzio eterno e rigenerante, a dare linfa all’arte cresciuta in paese.

Legno, pietra, marmo, bronzo, ferro, quadri a pastello, se volete farvi un’idea di come dalla materia possa uscire un capolavoro, dovete ve**re a visitare la gipsoteca dedicata a Giuseppe Maria Pisani.

Gerace s'illumina d'immenso
24/01/2026

Gerace s'illumina d'immenso


TRAMONTI (E CANZONI) CHE SCALDANO L'ANIMAC’è un periodo dell’anno, quello tra settembre e l'inverno, in cui il cuore dei...
06/01/2026

TRAMONTI (E CANZONI)
CHE SCALDANO L'ANIMA

C’è un periodo dell’anno, quello tra settembre e l'inverno, in cui il cuore dei (tirrenici) viene catturato da una smania di irrefrenabile. Quando il sole tramonta, quando sta per salutare con un arrivederci dai colori caldi e rasserenanti, una consistente fetta di calabresi residenti sulla costa tirrenica va ad affollare i lungomari alla ricerca della foto perfetta. C’è chi cerca l’ultimo pezzetto di sole prima che questo “s’inabissi”. C’è chi pretende una foto con la palla solare tangente esattamente al piano orizzontale. Appoggiati al parapetto del lungomare, sembriamo i fan che attendono la passerella delle star prima dello spettacolo. Il cast di stelle è vario, ma è un profilo conico all’orizzonte a rubare la scena più del sole...
Si chiama .
Ci sono fotoamatori “strombolati”, ovvero gli iper-ossessionati, stregati dal vulcano Stromboli che fa il divo soprattutto al . Tiene un passetto dietro di sé le altre Eolie, mentre Lui si fa sentire e si fa notare come quei motociclisti che smarmittano per celebrare la potenza del loro veicolo.
Stromboli è magnetico, a lui va il nostro like immediato, è fonte di sogni, è la nostra stella cometa e non abbiamo che una semplice foto al tramonto per omaggiare la bellezza del Creato. Con qualche effetto speciale vuole tenersi buono il pubblico calabrese e i , perché sa che una volta passato lo Stretto poi la gente s’innamorerà dell’Etna e lui sarà un ricordo del passato. Quindi fa di tutto per rimanere impresso nella mente dei .

Forse lo Stromboli è una metafora di cui ancora non ci siamo accorti. Rappresenta un po’ l’usuale dinamica dello sguardo stordito dei calabresi. Uno sguardo attratto dalle sirene e dai manifesti di mezzo mondo, ogni giorno pensiamo che le storie e le cose più belle siano quelle oltre lo schermo, dall’altra parte, mentre basterebbe un attimo voltarci verso la montagna. Voltarsi all’indietro e pensare che magari è lo Stromboli che ci guarda, che ammira quella terra carinissima che è il piedino dello Stivale. Lo Stromboli sbuffa perché vorrebbe essere lì con noi a godersi le meraviglie che la Storia e la Natura ci hanno concesso.

Ok, ora basta con i sentimentalismi e le poesie. Venite a godervi uno dei più spettacolari del Mediterraneo. In Calabria.
La terra in cui i tramonti scaldano l’anima.
Potete usare l’advertising nelle fiere turistiche, non chiediamo nulla in cambio 🫰🏽. Per dovere di cronaca: non siamo gli unici nel mondo dove il sole va a spegnersi nel mare al tramonto, però lo sfondo delle Eolie è capitato a noi e solo le nuvole possono decidere quando mandare in onda lo show!

Cari ionici, lo so che la vostra sopportazione sta finendo, vediamo il nervoso eruttare dalla vostra bocca per vie delle nostre parole sui tramonti magici del Tirreno, ma... 🙏 non fraintendete. Non abbiamo detto che il vostro tramonto non vale. Anzi, qui lo diciamo candidamente: la Calabria comincia dal mar Ionio, quando albeggia sull’orizzonte marino ed è un sole greco a fare capolino.
Le note in sottofondo sono di Rino Gaetano, che nella spiaggia di Crotone scriveva musica eterna e inarrivabile. Siccome siamo alla fine delle nostre chiacchiere festive, forse è arrivato il momento di dirlo senza fronzoli. Rino Gaetano per noi è il Sole, le sue parole in musica sono raggi che riscaldano anche quando fuori tutto crolla. Rino è il monumento più unico che abbiamo. Se ci fate questa domanda: “Qual è il vostro simbolo?” – non risponderemo Bronzi di Riace. La risposta sarà canticchiare una hit di Rino. Le sue canzoni permeano ogni cosa, in Calabria. È come una manna, Rino, che si deposita su ogni singola storia calabrese. Se fosse qua con noi, oggi, a pranzo, siamo certi che stupirebbe i bambini calandosi dal camino, l’ukulele come scopa, farebbe irruzione in sala da pranzo per elargire carboni e soppressata. Intonerebbe Gianna, senz’altro, inaugurando uno sgangherato trenino dell’Epifania.
🥳 🧙🏼‍♀️

LE PROCESSIONI, SPIEGATEI calabresi vanno matti per le processioni. Sono degli ultras delle processioni. Conosciamo emig...
05/01/2026

LE PROCESSIONI, SPIEGATE

I calabresi vanno matti per le processioni. Sono degli ultras delle processioni. Conosciamo emigrati che tornano apposta dall’America per vivere momenti di pura adrenalina processionale. Sono disposti a soffrire fisicamente, pur di dare un contributo di pathos alla celebrazione. Basta guardare il portantino negli occhi, quando trasporta una statua. Un uomo in missione.
E che dire dei balli post processione nelle feste di paese? 😵‍💫 Un delirio. Entrate e uscite tarantolati. La festa di paese potrebbe essere la vostra Notte da Leoni. Noi comunque, in quanto che ci tengono, abbiamo numeri di telefono di dentisti, farmacie, ortopedici, cardiologi che intervengono nelle emergenze. Siamo dei maggiordomi a disposizione del turista. In questi casi, quando vi salviamo la vita, vogliamo la mancia.
Davvero, venite in a seguire una con l’occhio dell’antropologo, sarà un’esperienza memorabile. Specialmente nelle festività (Pasqua in primis) oppure nei mesi che vanno da aprile a settembre, se c’è qualche processione religiosa (un santo patrono, per esempio), seguitela! Il contatto con la devozione locale vi aiuta a capire molto di un posto. Nel rapporto con i santi, nel dialogo instaurato tra partecipanti, fedeli e icone troverete l’anima di quel popolo. Le sue paure, le preoccupazioni, le priorità si riflettono nel vocabolario processionale. Un’esclamazione, o persino una canzoncina, un proverbio che emerge dalla parlata dialettale, un rito ripetuto con automatismi impressionanti, tutte queste cose sono fattori identitari che vi vorremmo spiegare.
Dalle processioni, e in generale dagli eventi con al centro la fede popolare, aspettatevi di tutto.
A Badolato (Cz) abbiamo visto gente appoggiare aste di legno di tre metri sulla propria mandibola, per tenerle in equilibrio mentre saltano e ballano. È il “Ballo degli Stendardi” fatto dalle Confraternite, festosa conclusione a margine della Cumprunta, ovvero l’incontro tra Maria e il Cristo Risorto la Domenica di Pasqua.
Non solo devota concentrazione, ma anche una ventata di energia creativa. Nella vicina Davoli abbiamo visto i giovani del paese confezionare con cura circa 5000 lanternine colorate, piccoli box di carta illuminati da candele e appesi poi ad alberi enormi, abeti trasportati (a turno) dai fedeli la sera del Venerdì Santo. Una processione di alberi scintillanti che mette i brividi. La luce, la fiamma di speranza che allontana la tetra atmosfera segnata dalla morte del Cristo, ma interpretabile anche come un omaggio al bosco, a Madre Natura.

LE CHIESETTE MONUMENTO«In questo paese ci sono più   che persone», frase terribile che abbiamo sentito borbottare a qual...
04/01/2026

LE CHIESETTE MONUMENTO

«In questo paese ci sono più che persone», frase terribile che abbiamo sentito borbottare a qualche turista annoiato da un pullulante di chiese, chiesine, chiesette, chiesuole, conventi, cappelle, edicolette votive... Aveva ragione. C’è comunque da chiarire una chies... una cosa, pardon 🙌. Se dipendesse solo da noi, nel nostro tour in vi mostreremmo gli highlights delle chiese, concentrando il massimo sforzo descrittivo sulla monumento che ogni luogo possiede. Ma talvolta il tour operator chiede di attenersi a scalette prestabilite negli anni ’90, ed ecco che il tour prende una piega ecclesiastica leggermente stucchevole.
Nelle cattedrali possono esservi sistemate tele grandiose, statue di santi patroni, madonne commissionate ad allievi michelangioleschi, certo... nessuno vuole sminuire lo splendore delle cattedrali. Nelle chiesette, però, quelle lontane dal centro cittadino, quelle che se ne stanno appartate oppure incastrate tra palazzi più alti, lì rischiate di trovare dei tesoretti unici. Sono come boutique dove anche l’atmosfera, non solo l’architettura, è sartoriale. Gemme. Gioiellini. Pensiamo all’oratorio di San Marco presso Rossano Calabro, gemellino della Cattolica di Stilo. Oppure alla chiesetta di San Rocco a Fiumefreddo Bruzio, dove Salvatore Fiume ha siglato uno dei suoi affreschi più celebri nell’interno cupola.

Approfittiamo di questo spazio per un altro ammonimento 🫵🏻. No, è una preghiera, al vostro buon cuore. Siate prodighi. Lasciate qualche monetina quando entrate in questi luoghi di fede e di arte, soprattutto quando sono ad ingresso gratuito. Non fraintendete il ‘gratuito’! C’è sempre qualche volontario, qualche benemerito che sacrifica del tempo per tenere aperto, per cambiare una lampadina, per togliere un po’ di polvere.
Premiate la generosità di queste persone 🪙! Sarà cura della guida riferirvi se ci sono balordi in giro che chiedono soldi esclusivamente per i loro sollazzi.

LE PIETRE VECCHIE IN MEZZO AL PRATO«Potremmo vivere di   e agricoltura» – recita l’antico e consolidato refrain della po...
03/01/2026

LE PIETRE VECCHIE IN MEZZO AL PRATO

«Potremmo vivere di e agricoltura» – recita l’antico e consolidato refrain della politica made in . È un ritornello recitato da migliaia di persone, parte in automatico. In realtà potremmo vivere di giardinaggio, , restauro, turismo e agricoltura se solo si decidesse di accettare il valore immenso di quelle pietre vecchie in mezzo al prato, vestigia di gloriose e antiche civiltà. Ci sono almeno una quindicina di siti archeologici importanti in Calabria, assediati da erbacce, incuria, vegetazione rampicante, rovi. Sono insediamenti greci, bruzi, romani, bizantini, perennemente a un passo dall’oblìo.
Quanto ce ne frega? Da 1 a 10, dove 10 è il massimo dell’interesse, diremmo 4.
In parallelo, se non siamo votatissimi al recupero e alla conservazione dei beni culturali, il nostro codice di comportamento calabro prevede che almeno una volta, nella vita, dobbiamo iniziare a costruire un edificio e poi lasciarlo incompiuto.
Il Non-Finito come categoria esistenziale.
Forse quegli scheletri di abitazioni non finite sono un omaggio estetico alle rovine greche e romane non valorizzate. È come se volessimo lasciare ai posteri, a modo nostro, un qualcosa da studiare 😏.

A proposito di pietre ereditate dal passato, alcuni turisti si meravigliano del fatto che non vedono templi in giro. Sapete perché? Siamo stati dei ricicloni ♻️!! Le colonne e i blocchi di calcare li abbiamo riutilizzati, nelle chiese, nelle cripte, nei palazzi, siamo stati maestri del reimpiego. Ma non meravigliatevi nemmeno se doveste notare colonne greche in un giardino privato, a mo di gazebo per le feste agostane quando tornano i parenti dal nord. D’altra parte, il kouros o giovane Apollo del museo reggino l’hanno trovato accanto al sofà di un imprenditore, che magari l’ha pure usato come appendiabiti. Tornando alle colonne, l’unica che potete ammirare nella sua imponenza e perfezione è a Capo Colonna (Crotone). Sì, la magia di quel posto vale un weekend in Calabria.
Consapevolezza della bellezza intorno a noi 🙄? Ancora c’è tanta strada da fare.

COME SO' STI VASI? SO' GRECIQuesto fatto che ogni volta che zappettiamo il terreno spunta fuori un frammento di vaso gre...
02/01/2026

COME SO' STI VASI? SO' GRECI

Questo fatto che ogni volta che zappettiamo il terreno spunta fuori un frammento di vaso greco dovrà pur finire un giorno!
Gli stanno sempre lì, come belve fameliche, accanto agli operai che devono mettere la fibra o sostituire dei tubi, e hanno l’obbligo di stoppare i lavori se il terreno dovesse restituire vasi greci.
Questi archeologi, degli invasati di vasi, sempre ad attendere lì con impazienza che salti fuori un di arte greca. Ma non vi basta quello che già abbiamo recuperato? Quanti ne volete ancora? Quanti volete aprire? Possiamo zappare e martellare in santa pace?

Cento anni fa abbiamo avuto in Calabria tal Paolo Orsi venuto dal Trentino, un fissato, un maniaco degli scavi, la per lui era diventata una straordinaria caccia al tesoro. Harrison Ford si è ispirato a lui per caratterizzare meglio Indiana Jones. Dopo Orsi, la Calabria non è stata più la stessa. Dopo Orsi, il nostro sguardo verso il sottosuolo è radicalmente cambiato.
Mentre gli americani vanno a caccia di nuovi giacimenti petroliferi, noi passiamo al setaccio i cantieri sperando di trovare la rarità che pochi possono vantare. Ai bambini delle scuole abbiamo detto che la Calabria è una lasagna, e all’archeologo piace levare la crosta e i primi strati perché deve andare a trovare la ghiotta polpettina che è stata insaccata in fondo 🫠.

Ma che ci mettevano di tanto bello i su questi vasi di ceramica? Be’ erano molto fantasiosi e attaccati ai loro miti, disegnavano le loro storie tremende e avvincenti del passato, molte delle quali inventate. Ma ci mettevano pure storie di vita quotidiana, momenti celebrativi, momenti importanti. Oggi noi abbiamo tutto e non ci facciamo caso. Un nostro mito lo possiamo portare serigrafato sulla maglietta, in miniatura su un braccialetto, ce lo facciamo tatuare, abbiamo album di foto ricordo delle nostre estati meravigliose, con i nostri beniamini facciamo i selfie, finanche ne imitiamo le acconciature, il look, lo stile. I greci non erano molto avvezzi ai gadget, alle cose frivole, non avevano tutta la plastica inutile di cui disponiamo oggi. E allora si sfogavano sui vasi, sul bronzo, sul marmo!
Dicevano perentoriamente all’artista: “Oh mi raccomando, voglio una cosa che non passi inosservata, fra duemila anni devono parlare di noi”. Allora ecco il motivo del nostro persistente desiderio di trovare un reperto greco da qualche parte. Ma non chiamateci tombaroli, quella è una devianza 🚓. Il vero calabrese è orgoglioso di mostrare agli ospiti i reperti della Magna Grecia perché sa che quei greci sono i suoi antenati, è come custodire le stoviglie dei bisnonni, gli strumenti che usava il nonno in campagna, l’auto d’epoca di papà. Il vero calabrese è nato vintage.

Indirizzo

Via Roberto Mirabelli 113
Amantea
87032

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