Salviamo l'ex Collegio di Maria

Salviamo l'ex Collegio di Maria Il Collegio di Maria venne costruito, dal 1755 al 1758, per volontà di mons. Giuseppe Barlotta, 31° e ultimo abate dell’abazia di S. Maria d’Altofonte. Mons.

Barlotta, eletto abate di Parco da Carlo VI° d’Austria, il 19/02/1726, fece costruire il collegio, con chiesa annessa, utilizzando parte delle rendite dell’abazia, allo scopo di accogliere in esso tutte le giovanette del paese, in parte come interne, le altre come esterne, per essere educate cristianamente, istruite nei lavori femminili e nel governo della casa e, così, essere preparate a divenire

buone mamme di famiglia. Affidò poi la direzione del collegio a monache Collegine. Quindi nello stesso anno 1758 inoltrò a sua Maestà, per mezzo del viceré Fogliani, l’esplicito desiderio di mettere il Collegio sotto la reale protezione. E infatti, con dispaccio del 15 luglio 1758 il re accettò e nominò amministratore del Collegio l’abate pro tempore dell’abazia di Santa Maria d’Altofonte, vale a dire lo stesso Barlotta. Questi, dal 1758 sino alla sua morte, nel 1764, somministrò al Collegio tutto quanto bisognava per un decoroso trattamento. Lo statuto che si osservava nel Collegio era quello del Cardinale Corrado Corradini. Inoltre un Regolamento interno, in 12 articoli, approvato pure dal Re, regolava gli obblighi degli amministratori e della Superiora delle monache. Morto il Barlotta nel 1764, l’abazia con le sue rendite ingenti, valutate dal Ciocchis, visitatore apostolico in Sicilia, nell’ingente somma di £22.000 (oro), fu incamerata al Regio Erario. Si pensi che in quel tempo le monete correnti erano i grani, i tarì, i centesimi, le once. Nel 1799 Ferdinando III con i decreti del 21/06 e del 28/12, e poi con quello del 10 gennaio 1813, aggregava l’abazia di Altofonte alla Regia Commenda della Magione; per conseguenza anche il Collegio di Maria veniva a dipendere dalla medesima Commenda. Infine, quando la Sicilia già da un ventennio era passata dai Borbonici ai Savoia, col R. decreto del 14 luglio 1881, il Collegio di Maria di Altofonte venne dichiarato “Istituto autonomo a scopo d’istruzione”, ed amministrato da un Presidente e da due Commissari nominati dall’Autorità Tutoria. In pari tempo si decretava che allo stesso Collegio fosse erogata la somma di £ 9000 annue, per il buon funzionamento dell’Istituto. In tal modo nel collegio si stabilizzò una situazione che durerà sin dopo la seconda guerra mondiale. Il Collegio dunque, in seguito al R.D del 1881 presentava il seguente aspetto:il Ministero della Pubblica Istruzione da Roma, tramite il Provveditorato agli studi di Palermo, su proposta del Direttore didattico, competente per territorio, e dell’autorità comunale, nominava il Presidente e i due Commissari per la durata di anni quattro. Gli amministratori istituiscono nel Collegio, affidato sempre alle suore, un asilo infantile, con una maestra e un inserviente, e inoltre una scuola di “laboratorio” per cucito e ricamo. Sia i bambini dell’asilo che le ragazze o giovinette del “laboratorio” frequentano da esterni. Alle suore con una Direttrice è destinata un’ala dell’edificio dove abitano e vivono. Per volere del sindaco Domenico Vernaci, e con l’appoggio e l’intesa del vescovo Domenico Gaspare Lancia di Brolo, il 29 settembre 1903, arrivano nel collegio di Maria tre suore salesiane, accompagnate da Madre Maddalena Morano, oggi beata. Le suore salesiane presero il posto delle suore Collegine che, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei beni della chiesa, da parte dello Stato, avevano lasciato vacante l’Istituto. Il Collegio così rappresenta, per lunghi anni, un centro educativo e istruttivo, di grande rilievo sociale per il piccolo Borgo. Ma dopo il secondo conflitto mondiale, con l’inflazione alle stelle, anche se l’erogazione annuale dell’Ufficio Provinciale del Tesoro fu elevata da £9000 a £ 12000, restò pur sempre una somma del tutto insufficiente a far funzionare decorosamente sia l’asilo che il laboratorio. In tale situazione il Collegio entrò in crisi. Il 13 dicembre 1957 poi, a causa del crollo del solaio di un salone, trovarono una tragica morte una suora e sette bambini dell’asilo. Tuttavia, riparati i danni, con accorgimenti vari, e col modesto apporto degli affitti di alcuni locali, gli amministratori riuscirono a tenere in piedi il Collegio sino al 1976. In quell’anno però, sia per le difficoltà economiche, sia perché il fabbricato per la mancata manutenzione era già pericolante in qualche parte, sia per le mutate condizioni sociali della popolazione (era sorto un asilo pubblico, una scuola media pubblica), le suore, le quali avevano trovato nuovi locali, lasciarono il vecchio Collegio. Si arriva così al 1980, quando in seguito ad una perizia tecnica, il Collegio viene dichiarato inagibile, mentre la chiesa annessa, sotto la giurisdizione della Curia di Monreale, dopo alcuni lavori di riparazione e di restauro, nel dicembre 1985, viene elevata a Parrocchia, con Bolla dell’arcivescovo della Diocesi di Monreale. Per concludere è doveroso aggiungere che gli amministratori del collegio, sempre regolarmente nominati dal Ministero della P.I., nell’ultimo decennio hanno sollecitato lo stesso Ministero a stanziare i fondi necessari per recuperare e ristrutturare l’edificio, allo scopo d’istituire una scuola professionale ed un centro diurno per anziani, ma la proposta e la delibera sono cadute nel vuoto.

Indirizzo

Via Barlotta
Altofonte
90030

Sito Web

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