27/05/2026
Dal Vangelo secondo Marco Mc 10,46-52
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
COMMENTO
Il Vangelo ci porta oggi alle porte di Gerico, una città di passaggio, un luogo di confine. È lì che incontriamo Bartimeo, un uomo cieco, seduto ai margini della strada. Non è solo cieco: è escluso, messo da parte, costretto a mendicare. È l’immagine di chi vive ai bordi della vita, di chi non ha più prospettive, di chi si sente dimenticato.
Quando Bartimeo sente che passa Gesù, non perde tempo: grida. Non una preghiera composta, non un discorso elegante. Un grido: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Quel grido è già fede. È riconoscere che Gesù può fare qualcosa per lui. È la voce di chi non si rassegna, di chi non accetta che la sua vita sia solo buio.
Eppure la folla lo rimprovera. Quante volte anche noi, zittiamo i desideri profondi del cuore, le domande vere, le ferite che chiedono guarigione.
Il Vangelo dice una cosa meravigliosa: Gesù si fermò. Il Signore non tira dritto, non è distratto, non è troppo occupato. Si ferma davanti al dolore, davanti a chi lo invoca, davanti a chi ha il coraggio di chiedere.
E poi dice: «Chiamatelo». La folla, che prima zittiva, ora incoraggia: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Quando Gesù entra in scena, tutto cambia: ciò che era ostacolo diventa aiuto.
Bartimeo getta via il mantello. Per un mendicante, il mantello era tutto: riparo, sicurezza, identità. Lo lascia, perché quando senti che il Signore ti chiama non puoi restare attaccato a ciò che ti teneva fermo.
È un gesto di libertà. È il primo passo della guarigione.
Gesù gli chiede: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». È una domanda che Dio rivolge anche a noi, non perché non sappia cosa ci serve, ma perché vuole che lo diciamo, che entriamo in relazione, che riconosciamo il nostro desiderio più profondo.
Bartimeo risponde: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». Non chiede soldi, non chiede un posto migliore: chiede la luce. E Gesù gliela dona: «Va’, la tua fede ti ha salvato».
Il miracolo non finisce con la guarigione. Bartimeo non torna al suo posto, non torna ai margini: si mette a seguire Gesù. La vera vista è questa: riconoscere la strada giusta e camminare dietro al Signore.
Messaggio per noi oggi
• Anche noi abbiamo zone di cecità: paure, abitudini, peccati, ferite.
• Anche noi siamo tentati di restare ai margini, rassegnati.
• Ma il Signore passa, si ferma e chiama.
• Ci chiede: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».
• Ci invita a lasciare il “mantello” che ci blocca.
• La fede non è solo credere: è alzarsi, andare verso Gesù e poi seguirlo.
Una domanda per il cuore
Qual è il “mantello” che oggi il Signore mi invita a lasciare per poter vedere di nuovo?