Centro Pastorale Liturgico Comunità Nazaret Alba

Centro Pastorale Liturgico Comunità Nazaret Alba Centro di preghiera, di ascolto di incontri culturali e religiosi

Solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore – Anno ADal Vangelo secondo Giovanni 6, 51-58In quel tempo, Gesù dis...
04/06/2026

Solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore – Anno A

Dal Vangelo secondo Giovanni 6, 51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Signore Gesù, insegnaci a non discutere la tua Parola, ma a chiedere a te la luce per capire, aspettando i tuoi tempi e i tuoi modi per esaudire le nostre attese.
Tu sei venuto e sei rimasto per essere la nostra vita, per questo hai lasciato il tuo cielo per seminarti nella nostra terra, per una messe abbondante, per la nostra fame di senso, di vita piena ed eterna.
Il cibo che ci offri è la tua carne, invitandoci così ad amare e curare la nostra, tempio della tua presenza, segno della tua attenzione, luogo della comunione che viviamo con te.
Fa’ che non ci chiediamo come fai … tu sei l’Onnipotente, mentre siamo noi a chiederci spesso come fare, davanti alle difficoltà, a quello che la vita ci porta come incomprensibile, inatteso …
Più che chiederci come fai tu a realizzare la tua Parola, fa’ che impariamo chiederci come possiamo fare noi a compierla nella nostra esistenza, lungo le nostre giornate, perché cerchiamo sempre da te l’aiuto.
Aiutaci a comprendere che se non entriamo in comunione con la tua vita, non c’è altra possibilità per noi: solo la morte, quella del cuore, che non sperimenta più il bisogno di amare, servire, donarsi ai fratelli come impara da te, poiché il tuo dono in noi è sorgente di gratuità. Essere grati a te, ci rende gratuiti verso i nostri fratelli.
Non abbiamo altro modo per rimanere in te che prenderti in noi, poiché tu per primo ti sei offerto indicandoci questa via così singolare, che la nostra fantasia non avrebbe mai pensato, se tu non avessi fatto il primo passo, tu che sei il Dio venuto verso di noi.
Vogliamo solo rimanere in te, in questa comunione piena, che è l’alleanza definitiva, quella nuova ed eterna che tu sei venuto a instaurare, perché fossimo partecipi della tua vita divina.

Solennità della SS.ma Trinità - Anno ADal Vangelo secondo Giovanni 3,16-18In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “Dio infa...
26/05/2026

Solennità della SS.ma Trinità - Anno A

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,16-18

In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. “

In questa Domenica, quasi a compimento del Tempo di Pasqua, come un’Ottava di Pentecoste, la Chiesa maestra, ci pone in contemplazione del grande mistero di Dio: la Trinità Santa. Non per capire, ma per accogliere e, soprattutto, esserne accolti e compresi nella sua vita: il Padre ha mandato il Figlio per questo con la potenza dello Spirito Santo.
Signore Gesù, vieni incontro a me come sei venuto al colloquio con Nicodemo. Anch’io come lui sono sicuro delle mie conoscenze, della mia esperienza, della mia cultura. Ma tu sei lo specialista della crisi per tutte le mie sicurezze. Davanti a te non serve nascondersi dietro nulla, neppure nella notte, che Nicodemo sceglie per ve**re da te.
Come è duro per me pensare che qualcun’altro, fosse pure mio padre, Dio, mi ha fatto un progetto e io non posso non realizzarlo. Gesù, tu hai accettato il progetto del Padre, che prevedeva sì, il tuo innalzamento alla gloria, ma prima quello sulla croce. Solo l’amore spiega la capacità di uscire da sé, dai propri schemi, desideri, aspettative, fino a questo punto.
Io non sono neppure capace di comprendere il tuo amore, e neppure di ringraziarti, almeno di ringraziarti e di lasciare che tu in me porti avanti questa logica di “dono”, che tu la viva in me oggi, nella mia vita che il “mondo” vorrebbe egoisticamente tesa al consumo, alla produzione, allo sfruttamento di me e degli altri… Davanti alla Croce e davanti all’Eucaristia continuo a ripetermi: “Così tanto Dio, ha amato il mondo… Così tanto Dio, ha amato, ama e continuerà ad amare me”.
Come mi fa grande questo amore di Dio e “da Dio”, e come è povero il mio amore verso di lui e verso i fratelli e sorelle. Tu non mi chiedi di imitarti: non ne sarei capace, ma mi chiedi di fare spazio in me alla tua logica, perché tu continui a viverla in me, come una nuova incarnazione. Questo sarà davvero la “vita eterna”, quella vera e piena che tu vivi in me anticipo e pegno del Cielo, dove vivi col Padre e lo Spirito Santo. Per viverla occorre solo che io creda. Come è difficile credere, arrendersi a te, alla tua logica, al tuo stile. Come è difficile credere, cioè fidarsi e affidarsi, lasciarmi portare da te, io che sono sempre saldamente al volante della mia vita! Sola la fede mi farà vivere nella luce che tu sei per la mia vita, rischiarato dalla tua Parola, condotto dalla tua scia, rallegrato e riscaldato dalla tua fiamma.

23/05/2026
PENTECOSTE – Anno ADal Vangelo secondo Giovanni 20, 19-23La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano ...
22/05/2026

PENTECOSTE – Anno A

Dal Vangelo secondo Giovanni 20, 19-23

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Il Vangelo ci riporta alla sera del giorno della risurrezione, che è il primo giorno della settimana. I discepoli sono ancora pieni di paura, temendo di fare la stessa (br**ta) fine del Maestro: loro non sanno ancora che la faranno e non sanno nemmeno che la “fine” non è la morte, ma la risurrezione.
Non è che “viene” Gesù, come se prima non c’era: lui è sempre stato in mezzo a loro, ma non si era fatto vedere prima. Ora invece si fa vedere, e dove si ferma il Maestro, si mettono attorno i discepoli: lui è in mezzo. Non ha bisogno di passare per le porte, o entrare, tipo fantasma, attraverso i muri: semplicemente “si fa vedere”. Impariamo così che Lui è sempre con noi, lui ci vede sempre, siamo noi che non lo vediamo; qualche volta, lungo la storia della Chiesa Gesù si è fatto vedere dai mistici, dai santi (anche Maria), ma lui è sempre con noi: siamo i beati se lo crediamo senza vederlo.
Gesù, entra subito in dialogo con i discepoli, per prima cosa con il saluto, normale dell’augurio di pace (shalòm), consueto in Israele. Certo, è il saluto del Risorto e la pace che augura egli la instaura: una nuova, piena pace con Dio, una sua rinnovata presenza e azione potente. Un saluto ripetuto, come a voler sottolineare questo dono, insieme a quello della gioia, che i discepoli provano al vederlo, al ri-vederlo.
Vedono anche le sue ferite, che certamente non avevano visto durante la passione; dovevano esserne al corrente, dal racconto delle donne e del “discepolo che Gesù amava” (cfr Gv 19).
Il Risorto, dopo aver ripetuto l’annuncio di pace, invia i discepoli, come (poiché) il Padre aveva mandato lui, e lui ora ritorna al Padre: saranno loro a continuare la sua missione: ma non da soli. Egli promette lo Spirito Santo, perché possano perdonare i peccati, ma anche capire se farlo o no. Lo Spirito conosce i cuori e li apre ai discepoli, incominciando dal loro cuore, che conoscerà dubbi e incertezze.
La Pentecoste è la pienezza della Pasqua e il dono dello Spirito ne è il grande frutto: il Risorto continua ad essere presente proprio per lo Spirito che non abbandona i discepoli lungo le generazioni, perché possano essere questo perdono del mondo, continuando l’opera di Gesù.
Lo Spirito è il vento impetuoso che li sospinge alla missione, ma è anche la brezza leggera che li ristora; è l’acqua che sgorga fresca dalla sorgente del cuore, per rallegrare e

Regina degli apostoliDon Giacomo Alberione, il nostro Beato Fondatore, ha scelto come forma di devozione mariana per la ...
22/05/2026

Regina degli apostoli

Don Giacomo Alberione, il nostro Beato Fondatore, ha scelto come forma di devozione mariana per la Famiglia Paolina, il titolo “Regina degli apostoli”. Maria è l’Apostola perché dà Gesù al mondo, ed è quello che sono chiamati a fare coloro che Gesù ha mandato, annunciando il Vangelo. L’immagine è la presenza di Maria con gli apostoli e i primi discepoli nel cenacolo, accogliendo il dono dello Spirito nella Pentecoste; per questo celebriamo la festa proprio alla vigilia della Pentecoste.

Dagli scritti del Beato don Giacomo Alberione (DF 97-98)

Di Maria Regina degli apostoli, si deve credere: che fu la madre dell’Apostolo del Divin Padre, il Divin Verbo; che divenne madre e maestra e regina di ogni apostolato nella nascita di Gesù; che tale fu proclamata sulla croce; che tale si mostrò cogli Apostoli specie nella Pentecoste; che fu sempre l’ispiratrice, la protettrice di ogni apostolato e la formatrice degli Apostoli d’ogni luogo e tempo.
Che verso di Lei dobbiamo: illuminata ed illimitata fiducia e amore, la devozione più cordiale, espansiva, tenera; le preghiere come il Rosario, l’Angelus o la tradizione di dedicarle un ricordo particolare il sabato, ecc.

Solennità dell'Ascebsione del Signore e 60a giornata mondiale per le comunicazioni sociali. Celebrazione solenne nel Tem...
17/05/2026

Solennità dell'Ascebsione del Signore e 60a giornata mondiale per le comunicazioni sociali. Celebrazione solenne nel Tempio di S. Paolo con il Vescovo Marco Brunetti!

Indirizzo

Corso Enotria 7
Alba

Telefono

+390173440162

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro Pastorale Liturgico Comunità Nazaret Alba pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Centro Pastorale Liturgico Comunità Nazaret Alba:

Condividi