Beati i puri di cuore. Beati gli operatori di pace.

Beati i puri di cuore. Beati gli operatori di pace. Questa pagina vuol portare la parola di Dio e gli insegnamenti Cristiani al maggior numero di persone possibili. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati i miti, perché erediteranno la Terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati a causa della giustizia, p

erché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli »

La Santa Messa di oggi
16/06/2026

La Santa Messa di oggi

La Liturgia ed il Vangelo del giorno: ”Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”

16/06/2026

🕯 ✨IL SANTO DEL GIORNO 🕯 ✨
SANTI QUIRICO E GIULITTA
16 Giugno

Quirico e Giulitta, furono martiri del IV secolo. Quirico era un piccolo bambino, di circa tre anni, e sua madre, una matrona di stirpe regale, di Iconio (Konya) in Licaonia, regione centrale dell'attuale Turchia.

Allo scoppio violento della persecuzione di Diocleziano si diffondeva la caccia ai cristiani, voluta dal governatore Domiziano. Giulitta, rimasta vedova e pensando verosimilmente alla salvezza del suo bambino più che a se stessa, lasciò la sua città e i suoi averi, per scendere insieme con due ancelle verso Seleucia, nell'Isauria.

Anche qui, il governatore romano, Alessandro, mostrava di eseguire con ferocia gli ordini di persecuzione degli editti imperiali. Giulitta ritenne quindi prudente proseguire per Tarso, nella Cilicia. Ma subito la condotta e gli atteggiamenti di Giulitta furono notati e venne così denunciata come cristiana.

Proprio in quegli stessi giorni il governatore dell'Isauria, Alessandro, aveva ricevuto l'incarico speciale di recarsi a Tarso, per fare eseguire anche colà gli editti imperiali per cause sconosciute.

Giulitta, la cui reputazione era già nota ad Alessandro, venne per suo ordine raggiunta e tratta in arresto. Ella, non volendo separarsi dal suo bambino, si lasciò condurre davanti all'implacabile governatore, tenendosi in braccio il piccolo Quirico. Alla vista dei gendarmi le ancelle se ne fuggirono spaventate osservando da lontano la sorte della povera Giuditta.

Alessandro interrogò a lungo la donna ma ne ottiene una sola risposta: 'Io sono cristiana'. Le venne così imposto di fare un sacrificio agli dèi ma Giulitta si rifiuta. Alessandro ne fu talmente irritato, che, le fece strappar dalle braccia il figliuolo e la mise alla tortura.

Narra la tradizione che il tenero Quirico, sentendo la madre che in mezzo ai tormenti gridava 'Io sono cristiana', ripeteva anch'egli: 'Io sono cristiano'.

Nel frattempo, il governatore Alessandro, fatto togliere il fanciullo alla madre, lo teneva sulle sue ginocchia. Ma, per quanti sforzi facesse il governatore per distogliere gli occhi del fanciullo dal guardar la madre, il piccolo continuava a tenere gli occhi rivolti verso di lei ed a gridare 'Io sono cristiano'.

Alessandro, attratto anche dall'avvenenza del fanciullo, gli faceva carezze e se lo accostò per baciarlo; ma il fanciullo lo respingeva ripetutamente e assecondando i movimenti naturali e propri della sua età, si sforzava di sottrarglisi.

Finché il governatore, adirato e fuori di sé, per un impeto di brutalità, prese per un piede il piccolo Quirico, e, dall'alto della gradinata marmorea su cui stava il suo seggio, lo scagliò furente al suolo, dinanzi agli occhi della madre.

Urtando sui gradini del tribunale, la vittima innocente si sfracellò il capo, e tutto il pavimento all'intorno fu bagnato del suo sangue. La madre, Giulitta, pure impietrita dal dolore, davanti al frutto del suo amore sfracellato per terra sui gradini dello spietato governatore, ferma nella fede e resa per grazia divina superiore, riuscì, davanti a quello straziante e raccapricciante spettacolo, a ringraziare tra le lacrime il Signore per aver preso l'anima del figlio nella gloria del Paradiso.

Poi anch'essa, scorticata e coperta di pece bollente, fu condannata alla decapitazione e il suo corpo fu gettato fuori città con quello del suo figliolo.

L'indomani le due ancelle, rilevarono i due corpi durante la notte e li seppellirono. Quando, con l'impero di Costantino, giunse anche per i Cristiani la pace e la sicurezza, una delle ancelle, che era sopravvissuta, poté indicare ai fedeli di Tarso il luogo dove erano state raccolte le spoglie del piccolo Quirico e di Giulitta ed ebbe così inizio, con l'affermarsi della popolarità della loro storia, la tenera devozione per i due Santi Martiri.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri.

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16/06/2026

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio mio,
Tu fai sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.
Insegnami ad amare senza calcoli.
Libera il mio cuore dalla durezza e dal rancore.

Quando incontro chi mi ferisce,
donami parole di pace.
Quando faccio fatica a perdonare,
ricordami la Tua Misericordia.

Accompagna questo giorno con la Tua Grazia.
Fa’ che ogni mio gesto
porti un riflesso del Tuo Amore.

Amen.

La Santa Messa di oggi
15/06/2026

La Santa Messa di oggi

La Liturgia ed il Vangelo del giorno: ”Amate i vostri nemici.”

15/06/2026

15 giugno: San Vito

L'onorevole menzione che di S. Vito, Modesto e Crescenzia si fa negli antichi martirologi, ci dà la più ferma sicurezza ch'essi hanno coraggiosamente confessato Cristo col sacrificio della loro vita. Ma i loro Atti sono talmente interpolati, che torna difficile ritrovarne il bandolo, perciò intorno ai particolari della loro vita regna molta incertezza. La tradizione ci dice che S. Vito apparteneva ad una ragguardevole e ricca famiglia di Mazara del Vallo della provincia di Trapani in Sicilia.

Suo padre, pagano, chiamavasi Iles. Rimasto vedovo, affidò il piccolo figliuolo ad una nutrice cristiana, chiamata Crescenzia, la quale d'accordo con Modesto suo marito, fece battezzare il bambino all'insaputa del padre, lo allevò nei principi della fede e gli coltivò in cuore un amore grandissimo a N. S. Gesù Cristo. Restituito al padre ancora in tenera età, non si può immaginare quanto costui si adoperasse per strappare dal cuore del santo fanciullo la fede e trascinarlo all'idolatria. Ma non riuscendovi nè colle minacce nè colle carezze lo fece ba***re crudelmente; se non che il pio fanciullo sopportò con pazienza le battiture e si mostrò più che mai costante nella fede.

15/06/2026

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore,
Tu non sei venuto per abolire
ma per portare a compimento.
Il Dio dei nostri padri
ci ha educati per secoli,
insegnandoci a non vendicarci
rispondendo al male
con un male più grande.

Ma alla fine di questo tempo,
Tu vuoi insegnarci a sopprimere il male prendendolo su noi stessi,
come tu stesso hai fatto,
rispondendo al male con il bene,
per mezzo di un eccesso di bene
che aspira il male
e lo trasforma.

Benedici, Signore,
coloro che sono eccessivi nel bene,
affinché il loro atteggiamento
cambi il cuore di quelli
che li circondano
e ci ricordi le esigenze del Tuo Vangelo.

Amen.

La Santa Messa di oggi
14/06/2026

La Santa Messa di oggi

La Liturgia ed il Vangelo del giorno: ”Io vi dico di non opporvi al malvagio.”

14/06/2026

𝐈𝐥 𝐏𝐚𝐩𝐚: 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞
All’Angelus Leone XIV sottolinea come lo sguardo di Cristo sulle sofferenze di uomini e donne diventi impegno concreto di cura e redenzione. E mentre il mondo è oppresso da guerre, violenza, consumismo e disillusione, dal Pontefice la chiamata al servizio gratuito per chi soffre, promuovendo giustizia e speranza
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14/06/2026

La riflessione del nostro parroco don Elia Tringolo sulla XI Domenica del Tempo Ordinario

14/06/2026

𝟏𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨: 𝐒𝐚𝐧𝐭' 𝐄𝐥𝐢𝐬𝐞𝐨 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐞𝐭𝐚,
IX Secolo a. C. - Samaria, Palestina.

La sua attività si svolge nella seconda metà dell’VIII secolo a.C.
Il ciclo narrativo che lo riguarda è trasmesso dalla Bibbia nel Secondo libro dei Re.

Inizia il suo ministero divenendo discepolo del profeta Elia, al quale chiede i due terzi del suo spirito, cioè la parte del figlio maggiore.

Elia acconsente e gli getta addosso il proprio mantello.
Eliseo può allora dividere le acque del fiume Giordano, gesto simbolico che significa fedeltà al carisma ricevuto e promessa di salvezza annunciata dal suo stesso nome che significa
«Dio è mia salvezza».

Il suo insegnamento è trasmesso attraverso il racconto di una decina di miracoli.

Il primo riguarda una povera vedova indebitata cui i creditori minacciano di portare via i figli.

Il profeta prima esorta la vedova a chiedere in prestito molti vasi, poi moltiplica l’olio e invita la donna a riempirli tutti con l’unico orcio che ha in casa.

Il secondo miracolo riguarda una facoltosa donna di Sunem, che si mostra generosa verso il profeta.

Viene guarita dalla sterilità e partorisce un figlio.
Il bambino, divenuto ragazzo, improvvisamente si ammala e muore.

Il profeta lo richiama in vita e lo restituisce alla mamma.

Il terzo miracolo racconta della guarigione di un famoso generale siro di nome Naamàn, ammalatosi di lebbra.

Avendo sentito parlare delle virtù taumaturgiche del profeta, egli si mise in viaggio e raggiunse Eliseo, ma il profeta gli mandò a dire di andare a ba****si nel fiume Giordano.

Dapprima indispettito, Naamàn eseguì l’ordine ed ecco che il suo corpo tornò perfettamente guarito.

I miracoli di Eliseo rivelano la vicinanza e la benedizione di Dio verso tutte le persone giuste,
a qualunque popolo appartengano.

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Alanno
65020

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