06/09/2026
"Ai giovani dico: non permettete a nessuno di dirvi che siete sbagliati, di convincervi che per voi non c'è spazio.
Siate giovani capaci di sognare in grande e di lottare perché questa società possa davvero cambiare. Credete in voi, nella forza della vita che c'è dentro di voi. Quella forza è la tenerezza di Dio. Non datevi mai per vinti, cambiare è possibile. Amate Cristo, amate la vita, e amate i poveri! Amate coloro che il mondo scarta e che il Vangelo mette al primo posto". É l'appello che ha lanciato l'arcivescovo di Napoli nel corso dell'omelia pronunciata nel corso della messa celebrata nel Duomo di Napoli in occasione del decimo anniversario della sua ordinazione episcopale. Battaglia, originario della Calabria, prima di giungere a Napoli, succedendo alla guida della diocesi al cardinale Crescenzio Sepe, è stato vescovo della diocesi di Cerreto Sannita, nel Beneventano. Per Battaglia "i giovani: spesso fanno fatica a vedere l'aurora, a causa di un mondo adulto che ha loro occultato l'orizzonte. Ma i giovani sono il presente. Sono il presente della storia e, soprattutto, della Chiesa. Sono il termometro della nostra autenticità".
"Penso ai ragazzi incontrati nelle piazze di Cerreto, nelle comunità di recupero dove ho speso gran parte della mia vita sacerdotale. E penso ai ragazzi dei quartieri di Napoli: della Sanità, di Scampia, di Forcella, dei Quartieri Spagnoli. Ragazzi dai destini sospesi. Ragazzi sedotti dalle sirene della criminalità, quando la criminalità diventa l'unica promessa di appartenenza. Ragazzi schiacciati dalla mancanza di lavoro, di opportunità, di adulti capaci di credere in loro. Ragazzi che portano dentro un deserto emotivo, ma insieme una sete di vita così grande da fare paura. Sorelle e fratelli, dobbiamo aiutare i nostri giovani a non lasciarsi rubare la speranza", ha proseguito.