Basilica Cattedrale di Agrigento

Basilica Cattedrale di Agrigento Pagina per la valorizzazione del patrimonio liturgico, storico-artistico culturale a cura dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi e del MUDIA
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03/06/2026
24/05/2026

PENTECOSTE
segna uno dei momenti più alti e decisivi della fede cristiana.
Non è semplicemente la conclusione del tempo pasquale, ma l'atto di nascita della Chiesa stessa, oggi la consapevolezza del rinnovamento e della rigenerazione , la vitalità della missione.
Cinquanta giorni dopo la Resurrezione, lo Spirito Santo sugli Apostoli e su Maria riuniti nel Cenacolo. Questo evento trasforma un gruppo di uomini impauriti e confusi in testimoni coraggiosi, capaci di parlare tutte le lingue del mondo per diffondere il Vangelo. È la festa dell'unità nella diversità, della guida divina che assiste la Chiesa nel corso dei secoli e del fuoco dell'amore di Dio che rinnova la faccia della terra.
Lo Spirito Santo è la presenza più intima, dinamica e quotidiana di Dio.

🖼️ ARTE&FEDE
Questo straordinario mistero è rappresentato con intensità nella tela La Discesa dello Spirito Santo, opera del celebre cappuccino Fra Felice da Sambuca.
Il dipinto è dominato dall'alto dalla figura della colomba, simbolo dello Spirito Santo, che squarcia le nubi irradiando fasci di luce divina. Da questa luce piovono fiammelle di fuoco che si posano sui presenti.
Al centro della scena, immersi in un'atmosfera di profonda commozione e stupore, troviamo la Vergine Maria (raccolta in preghiera sulla sinistra con il manto azzurro) e gli Apostoli. I loro volti sono segnati dal realismo tipico della pittura francescana. Il pittore cappuccino è riuscito a dipingere l'invisibile, mostrando lo Spirito Santo non come uno sconosciuto lontano, ma come una forza travolgente che entra nella storia e trasforma la carne e l'anima delle persone.

🖌️ Chi è l’autore?
Fra Felice da Sambuca, al secolo Gioacchino Viscosi (1734–1805), è stato un frate cappuccino e un pittore straordinariamente prolifico nella Sicilia del Settecento.
La sua arte non nasceva da una ricerca di pura estetica accademica, ma da un profondo intento catechetico e pastorale. Definito spesso il "pittore della provvidenza", Fra Felice viaggiava di convento in convento lasciando tele capaci di parlare al cuore del popolo. Il suo stile unisce la tradizione tardo-barocca e rococò a un forte realismo popolare, rendendo i misteri della fede accessibili e comprensibili a chiunque osservasse le sue opere.

📍 Dove si trova l’opera
Questo capolavoro d'arte sacra è custodito a Licata all'interno della Chiesa Madre (Santa Maria la Nuova).

SIMBOLOGIA
💨 Il Vento
(in ebraico Ruah, respiro/soffio)
È l'aria che dà vita. Come non possiamo vedere il vento ma ne vediamo gli effetti (le foglie che si muovono), così non vediamo lo Spirito, ma ne avvertiamo la forza capace di smuovere i cuori e cambiare le situazioni.

🔥 Il Fuoco
Non è un fuoco che distrugge, ma che riscalda i cuori freddi, illumina i dubbi e purifica. Alla Pentecoste, le "lingue di fuoco" indicano che lo Spirito dona la capacità di comunicare l'amore di Dio con calore e coraggio.

💦 L'Acqua
È il simbolo della vita, della fecondità e del Battesimo, che disseta l'interiorità dell'uomo.

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08/05/2026

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𝐈𝐥 "𝐆𝐫𝐢𝐝𝐨" 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐁𝐞𝐥𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚

Trentatré anni fa, l’8 e 9 maggio 1993, la Valle dei Templi tremava sotto il peso delle parole profetiche di San Giovanni Paolo II. Oggi, quel vigore spirituale continua a vivere nel cuore pulsante del Museo Diocesano di Agrigento.

𝐃𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨𝐫𝐚𝐧𝐞𝐚
La stanza che ospitò il Papa durante la sua storica visita non è solo un luogo del ricordo, ma uno spazio vivo. In linea con la sua celebre "Lettera agli Artisti" (1999), questa stanza accoglie oggi le espressioni dell'arte contemporanea, diventando un ponte tra il sacro e la creatività del nostro tempo.

"𝑰𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒉𝒂 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒆𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆."

L’eredità di Karol Wojtyła ad Agrigento si rinnova attraverso il talento dei "geniali costruttori di bellezza" che oggi espongono le loro opere in questo luogo simbolico, dalla sua Lettera agli artisti il cammino continua e ci impegna a servizio della Chiesa e della comunità attraverso i punti salienti che ci ha lasciato.

📍 Visitare oggi la stanza di Giovanni Paolo II significa immergersi in un’esperienza sensoriale dove la storia della Chiesa incontra la ricerca estetica moderna. Non è solo un omaggio al passato, ma un invito a guardare al futuro con speranza e creatività.

http://m.museodiocesanoag.it/1/aperture_4520888.html

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19/04/2026

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I DISCEPOLI DI EMMAUS
III DOMENICA DI PASQUA
(Lc 24,13-35)

Due discepoli si allontanano da Gerusalemme, portando con sé non soltanto il peso di una speranza delusa, ma anche l’incapacità di leggere gli eventi accaduti secondo la logica di Dio. Il loro cammino, dietro l’apparenza di un movimento, manifesta in realtà un ripiegamento interiore: essi lasciano il luogo della promessa per cercare una distanza più sicura, dove la memoria della vicenda di Gesù possa gradualmente attenuarsi senza ulteriori interrogazioni.
La loro condizione è segnata da una forma di cecità che non è fisica, ma spirituale. La croce appare come il segno inequivocabile di un fallimento. Se Dio era con lui, come è stato possibile tutto questo? La domanda, non formulata esplicitamente, attraversa il loro cuore.
È precisamente in questo spazio di incomprensione che il Risorto si fa presente.
Il farsi compagno di strada e spezzare il pane con loro diventa allora paradigmatico: egli non sostituisce la loro libertà, ma la educa.
La cecità, dunque, non viene superata attraverso una evidenza immediata, ma mediante un cammino.

Oggi proponiamo dalle sale del Mudia Museo Diocesano Agrigento la tela di
Nunzio Magro (1627-1704), La cena di Emmaus, un dipinto che raffigura una scena con una chiara cena mediterranea per la presenza insolita sulla tavola di Emmaus di arance, limoni e melacotogne. Avere immortalato questa scena porta a conoscere il cammino per arrivare a quella tavola ma anche ciò che avviene dopo, un’inversione di rotta: i due discepoli ritornano a Gerusalemme. Ciò che prima era luogo di fuga diventa ora spazio di testimonianza. La loro esperienza personale si apre alla dimensione ecclesiale: il Risorto non è proprietà privata, ma evento da condividere e Nunzio Magro ha condiviso con noi attraversando tre secoli la sua esperienza del Risorto riproponendo un’ambientazione familiare, una tavola siciliana.

https://youtu.be/SFDNNYudwyo?is=gjrD73bsKq8YK7BJ

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17/04/2026

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Per il Primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco al Mudia Museo Diocesano Agrigento un evento tra editoria e arte, con la presentazione del libro edito da LiberArtis e StuporArt e l'inaugurazione di una mostra dedicata.

Martedì 21 aprile 2026, alle ore 17:30 , le sale del Museo ospiteranno l'incontro con l'autore Francesco Rizzo per la presentazione del volume "Francesco Magno. Un Pontificato Sine Glossa".

L'opera, pubblicata in collaborazione dalle case editrici LiberArtis e StuporArt, propone una riflessione profonda e diretta sul magistero del Papa, analizzandone l'eredità spirituale e storica in una data carica di significato simbolico.
L'evento si aprirà con l'inaugurazione di una mostra dedicata al volume. L'esposizione, allestita all'interno del percorso museale, permetterà di ammirare:

• L'opera originale "Boe" dell'artista Giorgio Kiaris;
• Le fotografie di Massimo Palamenghi contenute nel libro.

Per l'inaugurazione del 21 aprile l'ingresso sarà libero. La mostra rimarrà fruibile ai visitatori fino al 26 aprile, seguendo i regolamenti e le modalità di accesso previsti dal MUDIA.

RISURREZIONE UNICA SPERANZACosì cerca di prolungarsi il piantonella notte, ma già il mattino sorge:mistero d'amore è la ...
04/04/2026

RISURREZIONE
UNICA SPERANZA

Così cerca di prolungarsi il pianto
nella notte, ma già il mattino sorge:
mistero d'amore è la nostra parabola.
Dov'è la vittoria della morte?
Un forte vento toglierà la pietra
anche dal nostro sepolcro.
Il futuro è già presente
e viene incontro,
luce adorna come fiori le piaghe, resurrezione
ha nome il
nostro giorno.
(D.M. Turoldo, O sensi miei)

NUOVI ORARI  FRUIZIONE  #A partire dal 6 aprile* (Pasquetta)🕦Cattedrale di San Gerlandoaperta tutti i giorni dalle 9,30 ...
04/04/2026

NUOVI ORARI FRUIZIONE
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A partire dal 6 aprile* (Pasquetta)
🕦Cattedrale di San Gerlando
aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 19,00
🕒Santa Maria dei Greci e Mudia aperti tutti i giorni dalle 10,00 alle 19,00

Possono esserci variazioni per matrimoni o celebrazioni varie, ti invito a verificare eventuali variazioni sul sito www.oltrelavalle.com

IL 5 aprile giorno di Pasqua chiusa la fruizione turistica. La cattedrale sarà aperta per le seguenti celebrazioni
- 4/04 veglia ore 23.00
- ⁠5/04 messe pasquali ore 11,30 e 19,30

Agrigento è molto più di quello che si vede a prima vista. Oltre la celebre Valle dei Templi, il cuore della città custodisce tesori nascosti, storie millenarie e luoghi che sembrano sospesi nel tempo. Percorrendo le antiche vie del centro storico, ti ritroverai davanti alla maestosa Cattedrale d...

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04/04/2026

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SABATO SANTO
La morte come Aurora

Ma la Morte è come varcar la soglia
e uscire al sole.
La Morte, atto d'amore,
ingresso all'universale Presenza.
Quel farsi silenzio, intrisi
di pietra, di radici,
leggeri come la luce,
non circoscritti, non più soli.
È la Morte un attimo d'aurora
che appena dispiega il nero involucro
della notte ai suoi piedi abbandonato.
Pura essenza, scheletro bellissimo,
bianco, indistruttibile.
O fratelli, Cristo si è incarnato
per uscire dalla vita
e assorbire la Morte,
per giudicare la vita da lontano
come una cosa perduta
e mettersi a cercarla.
Egli se n'è andato da Lui
per sentire la gioia del richiamo,
e gustare tutti i giorni
il Suo bacio fulminante.
Egli non ha lasciato più la carne
da quando è nato, d'allora
non ha lasciato un giorno di morire.
(D.M. Turoldo, O sensi miei)

PASQUA CON ARTE
Dalla mostra 𝑰𝒍 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝑫𝒊𝒐. 𝑽𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒖𝒐𝒎𝒐, Gesù deposto nel sepolcro, di Tommaso Rossi (sec XIX) dalla Chiesa S. Antonio Abate di S. Margherita di Belice.

Il dipinto non riproduce né il Seppellimento, né la Deposizione di Cristo nel modo tradizionale, in quanto non è rappresentato nel momento in cui viene calato nella tomba ma l’atto che precede, tra la deposizione dalla croce e la chiusura del sepolcro. L’artista coglie l’attimo in cui Cristo viene posato da sul grembo della Madre seduta sulla sulla pietra tombale. Intorno al corpo di Cristo vediamo quindi la Madonna, Maria Maddalena importante seguace di Gesù e l’apostolo Giovanni. Il volto di Maria guarda in alto non nell’atto di chiedere a Dio il senso di una fine ma la ragione della sua Speranza.

Indirizzo

Agrigento
92100

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