18/07/2026
Ancora una volta il Signore ci visita nella sua Casa di Accoglienza Santa Maria del Soccorso di Agrigento
Ancora una volta la grazia di Dio visita la nostra comunità parrocchiale attraverso la Casa di Accoglienza Santa Maria del Soccorso della Parrocchia San Michele alla Badiola.
In questi giorni le porte della nostra casa si sono aperte a un fratello ucraino, costretto a lasciare la propria terra perché la sua abitazione è stata distrutta dai bombardamenti. Ultimamente , abbiamo aggiunto un posto a tavola , e non solo, a un giovane siciliano accolto in un primo momento dal Comune di Agrigento nell’ambito delle misure di prima assistenza e che oggi continua il suo cammino trovando nella nostra comunità una famiglia pronta a sostenerlo. Anche un fratello adulto che fin’ora era ospitato da un housing, chiuso per mancanza di fondi in un paese limitrofo ad Agrigento, è da qualche giorno ospite nella nostra struttura, su richiesta dei servizi sociali.
Per noi questa non è soltanto un’opera di solidarietà: è una grazia che il Signore concede alla nostra parrocchia. È il Vangelo che prende vita nelle nostre scelte quotidiane. Gesù ci ricorda:
“Ero straniero e mi avete accolto; ero n**o e mi avete vestito; ero senza un tetto e mi avete ospitato… Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” (cfr. Mt 25,35-40). Il Signore continua a insegnarci che il volto di Dio si riconosce soprattutto nella capacità di amare, comprendere e rialzare chi incontriamo sul cammino.
Desideriamo precisare che la condivisione di queste notizie non nasce dal desiderio di metterci in mostra o di cercare riconoscimenti. Molti, dimenticando che tutto quello che riusciamo a realizzare è opera di Dio e che noi siamo solo servi inutili , e se riusciamo a farle è perché Lui ce lo suggerisce, umanamente si pavoneggiano, cercando applausi spettacolari.
Ma il Signore vuole cambiare il nostro sguardo, vuole insegnarci a riconoscere la presenza di Dio lontano dai riflettori e dagli squilli di tromba. Al contrario, vorremmo che questa testimonianza fosse, nel nostro piccolo, un invito rivolto alla comunità civile ed ecclesiale a riscoprire il significato autentico dell’essere Chiesa: una Chiesa che accoglie, che serve e che si fa prossima a chi soffre.
Sono state per noi motivo di consolazione e di conferma nel cammino della ca**tà le parole che Papa Leone ha rivolto recentemente a Lampedusa, esortando le comunità parrocchiali a diventare vere case di accoglienza, capaci di aprire le proprie porte senza distinzione a chiunque abbia bisogno di essere accolto, curato, ascoltato e amato.
La Casa di Accoglienza Santa Maria del Soccorso vive esclusivamente della Provvidenza. Gli ospiti che ne hanno la possibilità possono, liberamente, offrire un contributo per le spese delle utenze e della gestione ordinaria. Tuttavia, il sostegno principale lo si aspetta dalla generosità di tante persone sensibili, animate da un autentico spirito evangelico, che con le loro offerte permettono a questa opera di continuare a garantire un’accoglienza dignitosa e servizi efficienti.
Continueremo a operare nel silenzio, senza cercare clamore. Ci auguriamo soltanto che l’esempio della nostra comunità parrocchiale, che fin dall’inizio della guerra in Ucraina ha voluto fortemente questa casa di accoglienza, possa diventare uno stimolo per altre parrocchie che dispongono di spazi da mettere a disposizione dei più fragili. Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello anche ai tanti fedeli che possiedono abitazioni inutilizzate: possano valutare la possibilità di offrirle o affittarle a quanti cercano semplicemente un tetto stabile sotto cui ricominciare una vita dignitosa.
L’accoglienza non risolve tutti i problemi del mondo, ma cambia profondamente la vita di chi viene accolto e di chi accoglie. È proprio nell’incontro con il fratello che scopriamo il volto di Cristo e comprendiamo che la ca**tà non è un’opera straordinaria riservata a pochi, ma la vocazione quotidiana di ogni cristiano.
Affidiamo i nostri fratelli attualmente ospiti e tutti coloro che bussano alla nostra porta alla materna protezione della Vergine Maria del Soccorso, perché possano ritrovare serenità, speranza e un futuro di pace. E chiediamo al Signore di continuare a rendere la nostra comunità una casa aperta, dove nessuno si senta straniero e tutti possano sperimentare la tenerezza dell’amore di Dio.
“ Nella Chiesa c’è posto per tutti:
Tutti, tutti, tutti !
Il Signore non punta il dito,
ma apre le sue braccia “
( Papa Francesco)