Iter

Iter Benvenuti in “Iter”, il giornalino con uscita mensile dei ragazzi dell’Oratorio Maria SS. del Rosario (Adrano, CT).

“Gli hanno detto che doveva morire nel forno”Un ragazzino di 12 anni è stato aggredito, insultato, preso a calci e colpi...
29/01/2022

“Gli hanno detto che doveva morire nel forno”

Un ragazzino di 12 anni è stato aggredito, insultato, preso a calci e colpito da sputi perché ebreo. I carnefici di questo grave atto sono due ragazzine di 15 anni. Il comune di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, dichiara: “Sconcerto, commozione e solidarietà”.
Chi ha raccolto la telefonata a seguito dell’accaduto è stata la prima cittadina, Alberta Ticciati, che ha parlato di “Una situazione incredibile. Sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese”.
Il padre del ragazzino ha riferito: “A questo episodio si aggiunge un altro aspetto altrettanto grave, cioè che nessuno dei presenti abbia mosso un dito per difendere mio figlio. Sono scioccato, così come lo è mio figlio. Non abbiamo dormito, non riesco a darmi e a dare a mio figlio una spiegazione a questo gesto. Non riesco nemmeno a parlarne, mi viene da piangere. Sinceramente non mi era mai accaduto niente di simile”. Ma ci sono altri episodi accaduti anni fa quando il figlio frequentava la scuola elementare. L’uomo aveva trovato dei messaggi sul suo telefono: un disegno con una svastica e un paio di scarpe con scritto dal 39 al 42. Dichiara: “In quell’occasione avevo informato i genitori, avevo fatto presente la gravità del gesto. Ma questa volta non mi fermo. Ho già parlato con la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati, con la dirigente scolastica, Maria Elena Frongillo, ho informato la Comunità ebraica di Firenze che informerà quella di Livorno. E oggi farò la denuncia alle forze dell’ordine. Non ci si può voltare da un’altra parte, questi episodi vanno condannati e denunciati. Non si può scherzare con una cosa così tragica. Forse anche i genitori devono comprendere cosa è stato fatto da queste due ragazzine”.
L’amministrazione comunale fa sapere sempre tramite le parole del sindaco Ticciati che “non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita” e, sottolinea la prima cittadina,: “Abbiamo invitato la famiglia a fare i propri passi. Mi confronterò tra oggi e domani con le forze dell’ordine e con la scuola e faremo il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata. Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa e fortemente stigmatizzata. Tutta la nostra comunità è con loro. Contro la violenza, contro la discriminazione, contro l’orrore che questi atti suscitano. Stop all’antisemitismo”.
Questi atti non vanni dimenticati, né tantomeno copiati. È per questo che si ricordano tutte vittime del più grande genocidio di massa il 27 gennaio di ogni anno: per non rendere vano ciò che è successo e, purtroppo continua a succedere, al popolo ebraico.
Ludovica Montalto

Marvel Cinematic Universe (MCU): rivoluzionaria opera d’arteNel lontano 2008 si apriva uno dei più grandi, duraturi e am...
22/12/2021

Marvel Cinematic Universe (MCU): rivoluzionaria opera d’arte

Nel lontano 2008 si apriva uno dei più grandi, duraturi e ambiziosi progetti cinematografici che, fino ad ora, sia stato mai realizzato. La particolarità che tanto ha segnato e ci ha fatto appassionare a questo grande universo è stata la capacità di creare un unico arco narrativo, la cui genesi risale al primo Avengers (2012), nato dall’intreccio delle storie dei diversi personaggi tratti dai fumetti. Questo film, uno dei più epici della saga e amato dai fan, segna il successo del progetto, e rende chiara ed evidente l’intenzione di continuare a tessere le vite degli eroi collegandole tra loro, infittendo le trame, intersecandole e dettagliando meglio le caratterizzazioni dei personaggi. Alla Marvel, ormai, vanno riconosciuti diversi traguardi: il secondo maggior incasso di sempre nella storia del cinema; i botteghini più alti nei primi giorni d’uscita; gli incassi più alti raggiunti nel minor tempo; il numero di prevendite più alto e veloce di sempre. Se il mondo intero ormai apprezza, per non dire ama, il MCU, non si può dire la stessa cosa di chi lavora nel settore: lamentele e critiche sono arrivate da importanti registi che accusano l’azienda statunitense di diminuire mediamente la qualità dei prodotti realizzati e che, soprattutto, riducono drasticamente gli incassi per film più impegnativi e di altro genere. Nel periodo di chiusura totale del settore cinematografico a causa della pandemia, gli obiettivi di spesa delle persone hanno riguardato altri settori, per cui bisogna riconoscere il merito alla creatrice di film di supereroi di aver riportato lo spettatore in sala, che aveva certamente bisogno di argomenti meno drammatici e pesanti, diversi da quelli quotidiani. Inoltre, la realizzazione di questo mondo non permette solo il riconoscimento di opere straordinarie realizzate da Stan Lee, Jack Kirby, Steve Dikto e altri, ma anche la congiunzione di più di due generazioni di persone che, cresciute con i fumetti, portano al cinema figli e nipoti, i quali cresceranno con le storie che hanno lasciato un segno nel cuore dei loro predecessori.
Tommaso Currao

Molestie sul posto di lavoroSono un milione e 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito mo...
05/12/2021

Molestie sul posto di lavoro

Sono un milione e 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro in Italia. Rappresentano l’8,9% delle lavoratrici attuali e passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Quando una donna subisce un ricatto sessuale, nell’80% dei casi non ne parla con nessuno sul posto di lavoro, quasi nessuna ha denunciato il fatto alle Forze dell’Ordine. Le motivazioni più frequenti per non denunciare il ricatto subito sono la mancanza di prove, l’assenza di fiducia nelle Forze dell’Ordine o l’impossibilità ad agire a causa di minacce. Una recente molestia sul posto di lavoro è avvenuta scorsa domenica in cui, paradossalmente, la Serie A rinnovava l'adesione alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Mentre i calciatori scendevano in campo col segno rosso sul viso come simbolo dell'iniziativa, succedeva che una giornalista venisse molestata all'esterno dello stadio mentre svolgeva il suo lavoro. La vittima della vicenda è Greta Beccaglia, che si trovava all'esterno dello stadio "Castellani" di Empoli. Era lì per “Toscana TV”, a raccogliere le reazioni dei tifosi al termine dell'anticipo di campionato vinto dalla squadra dell’Empoli (2-1) contro la Fiorentina. Da studio le hanno dato la linea. Il collegamento è partito e alle spalle della reporter si potevano notare gli spettatori che lasciavano lo stadio. Uno di loro le si è avvicinato e, mentre le passava a fianco, ha allungato una mano per toccarle il sedere. La reazione, sconvolta e allibita, della reporter in diretta è stata: “Non puoi fare questo.”, mentre dallo studio il collega, Giorgio Micheletti, la invitava "a non prendersela, come se ribellarsi a quell'atto così villano e irrispettoso fosse un'esagerazione. La ragazza ha poi rilasciato queste parole: "Mi hanno perfino detto che avevo un abbigliamento provocante. Avevo un jeans e un giubbotto… mi scoccia anche doverlo dire. Una cosa del genere è inaccettabile, in particolare nel 2021 quando una ragazza come me si fa un mazzo così per diventare giornalista, per raggiungere il suo obiettivo". Riguardo al molestatore, si tratta di Andrea Serrani, attualmente indagato per il reato di violenza sessuale, per il quale il Codice penale prevede la reclusione da 6 a 12 anni. Da parte sua, la Beccaglia non ne vuole sapere di scuse: "Cosa provo per lui? Nulla. Non voglio nemmeno nominarlo. Ho già fatto il mio dovere denunciandolo, ho saputo che si è scusato ma non mi interessa. Il suo è stato un gesto grave. Ha toccato il mio corpo senza averne il permesso, e io sono stata fortunata nella mia sfortuna, perché ero in diretta. Ogni giorno accadono cose di questo tipo a ragazze che non hanno la possibilità di difendersi, che non hanno prove video delle molestie subite. E per questo la mia denuncia è anche per loro". Il tifoso controbatte dicendo: "Non merito la gogna mediatica che si è scatenata contro di me, non ho mai fatto male a nessuno e vivo la mia vita lavorando". Poi Serrani, che vive con la sua compagna e la figlia piccola, racconta la sua versione dei fatti: "Ero con un amico che avevo raggiunto a Firenze. Eravamo amareggiati, in pochi minuti la nostra Fiorentina era passata dalla vittoria alla sconfitta. C'erano alcuni giornalisti che chiedevano commenti a caldo. Ho visto questa giornalista e le ho dato un buffetto sulle parti basse. Era solo un gesto goliardico. Non ho mai fatto male a nessuno, vivo amando mia figlia, curando i tanti rapporti di amicizia che ho a Chiaravalle e altrove, ho un locale avviato che ho aperto con tanti sacrifici. Quello che mi fa davvero temere sono le conseguenze che potrei subire riguardo a mia figlia. Mi fa piacere che qualche cliente mi abbia telefonato, rimproverandomi per il gesto, ma comprendendo il mio stato d'animo. Tutti sanno che non sono un violento". Greta Beccaglia non era a conoscenza di queste dichiarazioni. Dopo averle lette, per i primi secondi è rimasta senza parole, poi ha dichiarato: “Pensa davvero di non aver fatto nulla di male? Una goliardata, dice. (…) Definire goliardia una molestia significa non aver capito la gravità di un atto. Sono dichiarazioni irricevibili. Mi pare che peggiorino tutto».

Ludovica Montalto

Non potevo chiedere loro di pagare il prezzo che IO ero disposto a pagareSi dice che il verbo ha una tale carica di dens...
25/11/2021

Non potevo chiedere loro di pagare il prezzo che IO ero disposto a pagare

Si dice che il verbo ha una tale carica di densità da corrispondere all'azione più plateale, e la frase sopracitata ne è la prova.
Queste parole ci restano impresse e ci permettono di immedesimarci nella storia da cui provengono, quella di Saverio Barone. Quest'ultimo, nella spettacolare serie tv "Il Cacciatore", racconta la storia, romanzata, del pm Alfonso Sabella che ha guidato le operazioni antimafia più importanti del periodo dopo-stragi. Tutti sappiamo che dopo gli attentati di Falcone e Borsellino lo Stato si è rialzato e ha reagito, ma effettivamente non sappiamo cosa sia successo nel dettaglio o quali tecniche siano state utilizzate per vincere quella che può essere definita una vera e propria guerra.
"Il cacciatore", nelle sue tre stagioni, si occupa e si preoccupa di narrare in modo minuzioso questa partita tra Stato e Mafia.
Il protagonista già citato sopra, Saverio Barone, è un giovane procuratore con tanta voglia di arrivare e con dei modi arroganti e ingordi; caratteristiche che se da un lato lo penalizzano nel lavoro di squadra, dall'altro lo rendono efficace e sempre sotto i riflettori. Durante le stagioni il suo carattere non muta ma è al centro di una profonda introspezione in cui vengono messi in evidenza i suoi punti deboli e le sue fragilità. Gli eventi della sua vita professionale non possono essere separati dalla sua vita privata, basti pensare al rimorso e alla delusione avuta in seguito al rapimento e poi dell'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un pentito, che il pm e la sua squadra cercavano da circa 779 giorni. Anche la rinuncia agli affetti e alla famiglia, come si evince dalla frase iniziale, è fondamentale spunto di riflessione.
Ad accompagnarlo in questa lotta troviamo prevalentemente Carlo Mazza, che può essere definito il suo Virgilio, procuratore con tanta esperienza e con la voglia di vendicare il suo caro amico Giovanni Falcone. Altre figure che affiancano il protagonista e lo aiutano nella crescita, professionale e non, sono gli uomini di stato che narrano le loro vite messe in pausa per essere completamente a servizio dello Stato.
La serie tv ha riscosso molto successo grazie al connubio perfetto tra la storia avvincente e appassionante e gli attori italiani talentuosi. Nel 2020, infatti, Francesco Montanari, interprete di Saverio Barone, è stato premiato per la miglior interpretazione maschile a Canneseries, primo festival dedicato alle serie tv a Cannes.


Erika Quaceci

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, I DURI INIZIANO A GIOCARE!Potrebbe capitare di vedere persone di qualsiasi età che portano s...
15/11/2021

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO, I DURI INIZIANO A GIOCARE!

Potrebbe capitare di vedere persone di qualsiasi età che portano sulla propria pelle placche rossastre con squame bianche, dall’aspetto molto caratteristico. Vi siete mai chiesti di cosa si tratta? Si chiama psoriasi!
La psoriasi è un disordine di crescita e di attività dei cheratinociti, cellule presenti nella nostra cute. Per via dello sviluppo tumultuoso di queste ultime si formano delle placche di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre. Questo disturbo cutaneo, che è molto comune, può comparire a qualsiasi età ed interessare qualsiasi porzione della cute, comprese le unghie. Essa però è evidente solo nella cute e non ha un riscontro, ad esempio, negli esami del sangue.
L’epidemiologia della psoriasi nella popolazione generale è stimata tra l'1 ed il 3%, ed, in generale, un terzo dei pazienti sviluppa la prima manifestazione già in età infantile o adolescenziale.
Ciò che tuttavia rende più curiosa e oggetto di studio tale patologia è il fatto che non esista una causa associabile alla psoriasi in maniera univoca; alcuni eventi possono contribuire a scatenarla nelle persone già predisposte. Tra questi possiamo elencare:
Traumi: come un incidente stradale, una frattura ossea, un intervento chirurgico particolarmente debilitante. In questi casi, non è chiaro se sia il trauma fisico in sé a indurre la psoriasi, oppure lo stress psichico che ne consegue, o entrambi.
Le infezioni streptococciche: sono la causa della psoriasi nella forma guttata. In questi casi si deve procedere al trattamento dell'infezione con antibiotico.
I corticosteroidi sistemici: a volte, la psoriasi compare durante il trattamento con corticosteroidi sistemici, somministrati per altre malattie; oppure si aggrava con l’assunzione di essi.
Lo stress: è considerato universalmente un fattore scatenante per la psoriasi, soprattutto in soggetti con attitudine a somatizzare a livello cutaneo. Essendo lo stress nella realtà odierna molto comune, esso è, ad oggi, il fattore scatenante principale.
Farmaci: ad esempio i beta bloccanti, il litio, i sali d'oro, gli antimalarici di sintesi sono considerati induttori di psoriasi o in grado di esacerbare la malattia quando si hanno periodi di relativo benessere.
E’ dunque una sfida, per la medicina moderna e la ricerca, riuscire a delineare in modo univoco e definitivo la causa alla base dell’insorgenza della patologia, in modo tale che possa al contempo essere individuata la terapia più adatta e mirata al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti colpiti da tale problema. Non si sa di certo quanto tempo potrebbe essere necessario per il raggiungimento di tali conoscenze e tale sfida è di certo ardua ma, come è bene dire in questi casi, quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare!

Martina Tomarchio

Le persone senza coloriSe vi svegliaste domani e foste completamente senza colori? I vostri capelli, la pelle e gli occh...
07/11/2021

Le persone senza colori

Se vi svegliaste domani e foste completamente senza colori? I vostri capelli, la pelle e gli occhi bianchi… molto strano, vero?
Eppure ci sono davvero persone così e lo sono dalla nascita! Sono affette da una rara patologia genetica, chiamata Albinismo, che manifesta in loro capelli bianchi, pelle chiarissima e occhi rossi. Tale condizione è dovuta alla mutazione di alcuni geni implicati nella sintesi della Melanina, il pigmento responsabile della colorazione del nostro corpo: la sua mancanza determina la colorazione anomala di queste persone. Conosciamo due tipi di Albinismo: quello oculo-cutaneo, in cui il pigmento manca in tutto il corpo; e quello oculare, dove manca solo a livello degli occhi. Infatti, non tutti i soggetti albini sono uguali ma presentano varie sfumature in base alla presenza di Melanina. Oltre al particolare aspetto, gli albini hanno anche altre caratteristiche: la melanina è infatti importante per lo sviluppo dell’occhio durante la crescita embrionale, per cui spesso sono accompagnati da disturbi della vista che possono essere anche importanti. Raramente, possono presentare anche difetti della coagulazione del sangue. Una delle più ovvie complicanze è il loro rapporto con il sole. Infatti, la melanina è responsabile della nostra amata abbronzatura, che protegge in parte la nostra pelle dall’azione delle radiazioni luminose, per cui questi soggetti saranno esposti a un maggiore rischio di eritemi solari e soprattutto allo sviluppo di tumori cutanei. Si può curare? Non esiste una cura diretta per questa patologia, essendo causata da difetti genetici. L’unica accortezza a cui bisogna prestare attenzione è l’esposizione diretta alla luce solare; inoltre, i difetti visivi possono essere in parte coretti dall’uso di lenti a contatto oppure occhiali da vista. Non è nemmeno possibile prevedere questa condizione, tranne nei soggetti dove è presente in famiglia già un caso di albinismo.

Roberta Garofalo

Allerta meteo Da una decina di anni a questa parte, un fenomeno che è subentrato nelle nostre vite è quello della ormai ...
31/10/2021

Allerta meteo

Da una decina di anni a questa parte, un fenomeno che è subentrato nelle nostre vite è quello della ormai ben nota “allerta meteo”. Il nuovo assetto climatico ci sta abituando a fenomeni estremi di diversa natura che condizionano inevitabilmente le nostre vite, fino a forzarci a rimanere chiusi in casa, com’è successo recentemente agli abitanti della provincia di Catania. Il ciclone che ha colpito la parte ionica della Sicilia non è che uno dei tanti sintomi del cambiamento climatico generato dal surriscaldamento globale, opera dal genere umano. Gli scienziati non hanno più alcun dubbio sull’origine antropica del surriscaldamento, ma molti e molte individui al potere faticano ad accettare questa realtà e procrastinano scelte essenziali per il proseguimento della vita sulla Terra. L’Accordo di Parigi del 2015 ha decretato che siamo giunti ad un bivio: la prima strada limita l’aumento di temperatura a 1,5°C, la seconda supera i 3°C. Se dovessimo intraprendere la seconda via, inizierebbero una serie di impatti ambientali non solo distruttivi, ma addirittura catastrofici e irreversibili. Oggi siamo già a +1°C. Per centrare l’obbiettivo, è strettamente necessario dimezzare le emissioni globali entro il 2030. Entro il 2050 dovremmo arrivare a zero emissioni. A che punto siamo oggi? Secondo l’ultimo report dell’IPCC, decisamente fuori rotta. Con la rotta odierna, arriveremo ai +1,5°C nel 2030 e ai +3°C nel 2100. È superfluo aggiungere che, continuando così, i fenomeni estremi a cui abbiamo assistito non solo continueranno, ma diventeranno sempre più pericolosi e spietati. È essenziale che tutti, uomini e donne, ci impegniamo affinché il nostro impatto sulla Terra sia minore. Avere un impatto minore significa compiere tanti piccoli e grandi gesti di vita quotidiana. È sicuramente utile: diminuire gli sprechi di cibo, acquistando il necessario e, possibilmente, a km0; moderare il consumo di carne (la cui produzione è una delle più grandi cause di emissioni di gas serra); riciclare, donare o vendere capi che non si usano più; fare i propri acquisti di vestiario su mercati di seconda mano e comprare solo il necessario; privilegiare i lunghi spostamenti su mezzi pubblici o su mezzi a 0 impatto ambientale, come le biciclette; effettuare i piccoli spostamenti a piedi o in bicicletta; non bere acqua imbottigliata e privilegiare l’acqua del rubinetto, se possibile; acquistare prodotti per l’igiene del corpo e della casa realizzati biologicamente (stando attenti al Greenwashing, ossia l’ecologismo di facciata effettuato dalle grandi marche); informare e sensibilizzare i propri familiari, amici e conoscenti; sostenere e votare partiti e politici che si occupino seriamente di crisi ambientale. Unire le nostre forze è un imperativo impellente per cambiare la rotta della crisi climatica.

Francesca Currao

I Måneskin: rock al chiaro di lunaDopo aver sbancato al Festival di Sanremo con la canzone “Zitti e buoni”, il gruppo ro...
27/06/2021

I Måneskin: rock al chiaro di luna

Dopo aver sbancato al Festival di Sanremo con la canzone “Zitti e buoni”, il gruppo rock tutto italiano dei Måneskin ha stravinto alla sessantacinquesima edizione dell’Eurovision Song Contest, portando l’Italia sulla vetta del panorama musicale europeo dopo ben 31 anni!
Ma chi sono questi quattro ragazzi?
Damiano David è il frontman della band, Victoria De Angelis la bassista, Thomas Raggi il chitarrista ed Ethan Torchio il batterista.
I quattro si conoscono sin dalla scuole medie, ma la band vera e propria nasce solo nel 2015.
Il loro sound è un misto di musica rock, reggae, funk e pop e l’originale nome del gruppo deriva da una parola danese, traducibile in italiano come “chiaro di luna” (scelta fatta in omaggio al Paese d’origine di Victoria).
Forse in pochi ricorderanno la loro prima apparizione televisiva al talent show musicale X-Factor, in cui si classificarono secondi con la canzone “Chosen”.
La loro fulminea ascesa al successo ha elettrizzato le platee di tutta Italia, entusiasmando l’Europa intera con le loro performance spettacolari e “fuori di testa” e i look eccentrici, ciò che li rende così riconoscibili insieme alla voglia di spaccare il mondo.
È proprio questa irrefrenabile energia che lo scorso febbraio ha lasciato di stucco gli ascoltatori del festival, abituati a un sound più sereno e meno graffiante, che invece si sono ritrovati di fronte ad un brano arrabbiatissimo e di critica verso coloro che non credono nei giovani e non li valorizzano, costringendoli dunque a faticare il doppio per raggiungere i loro obiettivi.
Ha molto colpito il commento a caldo: “La dedichiamo [questa canzone] a quel prof che ci diceva sempre di stare zitti e buoni”.
Memorabile è inoltre l’escalation in classifica avvenuta durante la serata finale dell’Eurovision, che li ha visti protagonisti di una vittoria strabiliante, sorpassando tutti gli altri Paesi concorrenti grazie al grande consenso dimostrato dal pubblico internazionale.
A conferma di ciò, è notizia di oggi che i Måneskin sono la band più ascoltata al mondo su Spotify.
Lo scopo di questi giovani musicisti era riportare in auge il rock, definito da alcuni ormai morto, ma come ha gridato Damiano immediatamente dopo l’esibizione senza censure successiva alla vittoria, “Rock ’n’ roll never dies!”
Quello dei Måneskin è senza dubbio un successo formidabile, e come dicono nella canzone omonima “hanno solo vent’anni”, quindi la strada davanti a loro è ancora tutta da percorrere.
Possiamo quindi affermarlo con certezza: l’Italia è tornata, ed è tornata per farsi sentire.

Monica Santangelo

Storia vecchia o storia nuova? Nelle ultime settimane, la scarcerazione dopo 25 anni del pentito Giovanni Brusca - boss ...
13/06/2021

Storia vecchia o storia nuova?

Nelle ultime settimane, la scarcerazione dopo 25 anni del pentito Giovanni Brusca - boss mafioso e uomo di Totò Riina, responsabile di aver ordito o commesso oltre 150 delitti - ha scosso l’indignazione pubblica italiana. Soprattutto famoso per l’omicidio del tredicenne Giuseppe di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido per ritorsione al padre pentito, e per la strage di Capaci, Brusca ha scontato la pena che è stata abbreviata dal suo pentimento e dal conseguente rilascio di informazioni utili allo sfaldamento di Cosa nostra. Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, si è pronunciata sulla vicenda, dichiarando: «Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata. Mi auguro solo che magistratura e le forze dell'ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso. Ogni altro commento mi pare del tutto inopportuno». La fiducia che ripone la legge sui “pentiti” è cauta, ma è un mezzo necessario nella lotta contro la mafia. Uno dei primi ex membri di Cosa nostra ad aver assunto il ruolo di collaboratore di giustizia è stato Tommaso Buscetta. Nel 2019, Marco Bellocchio ha realizzato un film sulla vicenda, intitolato “Il traditore”. La pellicola narra dei fatti che intercorrono tra gli anni ’80 e la morte di Buscetta, avvenuta nel 2000. Agli inizi degli anni ’80, la Sicilia è il nucleo mondiale del traffico illegale di droga. Gli affari sono divisi fra le due famiglie più importanti di Cosa nostra, quella palermitana e quella corleonese con a capo Totò Riina. Buscetta, avvertendo il possibile pericolo di una faida tra le due famiglie, decide di emigrare in Brasile. Inizieranno una serie di terribili omicidi da parte di entrambi i nuclei, che toccheranno da vicino anche la famiglia di Buscetta. Il latitante viene catturato e torturato dalla polizia brasiliana, per poi ve**re estradato in Italia. Qui, dopo un iniziale rifiuto, deciderà di collaborare con la giustizia, invitato dal magistrato Falcone che coordinerà le inchieste. Le deposizioni di Buscetta e dell’amico Totuccio Contorno saranno fondamentali per conoscere la struttura gerarchica di Cosa nostra e assestarle il primo importante colpo tramite una serie di blitz e arresti degli esponenti dell’associazione, fra i quali quello del boss Totò Riina, che convoglieranno nel famoso Maxiprocesso di Palermo. La pellicola mostra anche una parte dell’inquietante vicenda della trattativa Stato-mafia, la cui inchiesta è iniziata il 27 maggio 2013 ed è tutt’ora in corso. Pezzi importanti alla ricostruzione della verità sulla trattativa sono stati messi a tacere per sempre. Con Paolo Borsellino, se n’è andata anche l’agenda rossa che il magistrato portava sempre con sé per annotare le intuizioni che lo colpivano durante le inchieste. Non sappiamo fino a quando questa vicenda sarà avvolta dal fango, quel che sappiamo è che avrà una conclusione perché “la mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” (Giovanni Falcone).

Francesca Currao

CHE SPRECO DI SOLDI!Almeno una volta ciascuno di noi si è chiesto per quale motivo un ente governativo come la NASA aves...
05/06/2021

CHE SPRECO DI SOLDI!

Almeno una volta ciascuno di noi si è chiesto per quale motivo un ente governativo come la NASA avesse la necessità di spendere 2,7 miliardi di dollari per arrivare su Marte, quando con la stessa cifra si potrebbero fare molte cose più utili sulla Terra; in più, se alla recente attività marziana sommiamo i costi di tutte le precedenti missioni spaziali si raggiungono cifre vertiginose. Analizzando il problema da un’altra prospettiva, però, è logico chiedersi cosa ne abbiamo ricavato. Iniziamo facendo un piccolo passo indietro: i problemi relativi all’allunaggio o al semplice invio dei moduli hanno visto collaborare le più brillanti menti americane e mondiali per risolvere problemi complessi (per il periodo), ciò ha portato a sviluppi tecnologici fondamentali per la realizzazione di oggetti di uso comune. Le missioni extra-terrestri hanno portato l’uomo a porsi domande che, se non fosse stato per quel particolare frangente, probabilmente non si sarebbe mai posto, o lo avrebbe fatto con notevole ritardo.
Già solo riuscire a leggere questo articolo vuol dire fare almeno tre prime esperienze di quello che è stato appena scritto, infatti l’elettronica così complessa e “miniaturizzata” si deve proprio all’esigenza di installare numerosissimi sensori, strumentazioni e apparecchiature in uno spazio molto ristretto come può essere la cabina spaziale di uno shuttle: ad esempio, le batterie a litio (con le quali funzionano gli smartphone e non solo) permettono di avere notevole potenza concentrata in una scatoletta davvero piccola; la tecnologia senza fili arriva sempre da queste esigenze; e se siete agganciati ad una qualsiasi rete internet è solo grazie ai vari satelliti che orbitano poco fuori l’atmosfera terrestre.
Tantissime altre applicazioni spaziali hanno trovato riscontro nella vita quotidiana, ed alcune in particolare hanno permesso di salvare la vita a numerose persone grazie ad una diagnosi strumentale precoce: la tecnologia della risonanza magnetica era stata sviluppata per avere chiare immagini della Luna in ottica di atterrarvi; strumento di controllo meno importante ma di largo uso è il termometro auricolare, che velocizza la misurazione della temperatura corporea.
È, dunque, evidente che i benefici abbiano di gran lunga superato i costi, poiché le poche applicazioni trattate in questo articolo non sono altro che un numero davvero irrisorio rispetto a tutto quello che è stato effettivamente prodotto.

Tommaso Currao

Cari lettori, anche oggi andremo a parlare di come sono stati realizzati alcuni effetti speciali nel mondo del cinema. L...
30/05/2021

Cari lettori, anche oggi andremo a parlare di come sono stati realizzati alcuni effetti speciali nel mondo del cinema. La produzione di cui parleremo è: Ghostbusters, il noto film in cui tre persone vanno a caccia di fantasmi. Ma cosa c’è dietro tutto questo? Prendiamo 3 esempi: il gigante di marshmallow, i cani fantasma e la schiuma da barba. Partiamo da quello più semplice ovvero il gigante di marshmallow, un uomo vestito da omino di marshmallow che girovagava per una città in miniatura.

Il costume da gigante è stato realizzato con tre teste per ogni espressione facciale e, in più, ne è stato costruito anche uno totalmente uguale ma del tutto ignifugo, per realizzare la scena in cui scala un palazzo mentre è in fiamme.
Per quanto riguarda i cani, questi furono la parte più difficile poiché costruirono due costumi meccanici ma, per qualche motivo, non riuscirono a farli funzionare: uno dei due poteva muovere la testa ma non il corpo e l’altro esattamente all’opposto. Per cui, nell’unica scena in cui si vede il cane che corre dentro la stanza, vi erano 20 persone sotto al pavimento che comandavano quel cane con dei cavi.
L'ultima scena realizzata con un effetto speciale un po’ insolito è quella in cui l’omino di marshmallow si scioglie e cade addosso ad una persona. Per realizzare questa scena hanno acquistato 70 chili di schiuma da barba da buttare addosso ad un attore. Tuttavia, nel provare la scena con uno stuntman, si accorsero che con una tale quantità di schiuma questo si fece molto male, ragion per cui optarono per soli 35 chili di schiuma da barba.
Incredibile!

Salvo Valastro

La procrastinazioneDefiniamo la procrastinazione come l’atto di sostituire a mansioni necessarie e prioritarie attività ...
16/05/2021

La procrastinazione

Definiamo la procrastinazione come l’atto di sostituire a mansioni necessarie e prioritarie attività secondarie sicuramente più piacevoli. Ma quali sono, a lungo andare, i problemi che questo fenomeno può causare? Non sono pochi e tra questi troviamo ansia, incapacità di guardare al futuro e paura di prendere una scelta. Tutte problematiche che portano la persona ad essere incapace di reagire. Tra le maggiori cause della procrastinazione vi sono la pigrizia, il disinteresse, ma più di tutte vi è la paura: paura del fallimento e delle conseguenze che da questo derivano. Secondo lo scrittore inglese Tim Urban, non esiste nemmeno un non-procrastinatore, dunque, se questo è un fenomeno comune a tutti, come fargli fronte? Evitare le proprie paure e i propri limiti non è certo una soluzione; piuttosto, è bene porsi un obbiettivo concreto e tenere alta la propria motivazione, identificare la principale causa che ci spinge a procrastinare e trovare dei metodi per fronteggiarla e, infine, premiare costantemente i propri progressi.
Grazia Finocchiaro.

Indirizzo

Oratorio Maria SS. Del Rosario
Adrano
95031

Sito Web

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