29/01/2022
“Gli hanno detto che doveva morire nel forno”
Un ragazzino di 12 anni è stato aggredito, insultato, preso a calci e colpito da sputi perché ebreo. I carnefici di questo grave atto sono due ragazzine di 15 anni. Il comune di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, dichiara: “Sconcerto, commozione e solidarietà”.
Chi ha raccolto la telefonata a seguito dell’accaduto è stata la prima cittadina, Alberta Ticciati, che ha parlato di “Una situazione incredibile. Sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese”.
Il padre del ragazzino ha riferito: “A questo episodio si aggiunge un altro aspetto altrettanto grave, cioè che nessuno dei presenti abbia mosso un dito per difendere mio figlio. Sono scioccato, così come lo è mio figlio. Non abbiamo dormito, non riesco a darmi e a dare a mio figlio una spiegazione a questo gesto. Non riesco nemmeno a parlarne, mi viene da piangere. Sinceramente non mi era mai accaduto niente di simile”. Ma ci sono altri episodi accaduti anni fa quando il figlio frequentava la scuola elementare. L’uomo aveva trovato dei messaggi sul suo telefono: un disegno con una svastica e un paio di scarpe con scritto dal 39 al 42. Dichiara: “In quell’occasione avevo informato i genitori, avevo fatto presente la gravità del gesto. Ma questa volta non mi fermo. Ho già parlato con la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati, con la dirigente scolastica, Maria Elena Frongillo, ho informato la Comunità ebraica di Firenze che informerà quella di Livorno. E oggi farò la denuncia alle forze dell’ordine. Non ci si può voltare da un’altra parte, questi episodi vanno condannati e denunciati. Non si può scherzare con una cosa così tragica. Forse anche i genitori devono comprendere cosa è stato fatto da queste due ragazzine”.
L’amministrazione comunale fa sapere sempre tramite le parole del sindaco Ticciati che “non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita” e, sottolinea la prima cittadina,: “Abbiamo invitato la famiglia a fare i propri passi. Mi confronterò tra oggi e domani con le forze dell’ordine e con la scuola e faremo il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata. Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa e fortemente stigmatizzata. Tutta la nostra comunità è con loro. Contro la violenza, contro la discriminazione, contro l’orrore che questi atti suscitano. Stop all’antisemitismo”.
Questi atti non vanni dimenticati, né tantomeno copiati. È per questo che si ricordano tutte vittime del più grande genocidio di massa il 27 gennaio di ogni anno: per non rendere vano ciò che è successo e, purtroppo continua a succedere, al popolo ebraico.
Ludovica Montalto