26/05/2026
𝑨𝒓𝒈𝒆𝒏𝒕𝒊𝒏𝒂
La devozione a San Vittoriano in Argentina ha origine negli anni ’70: Raffaella Bruno e Gennaro Buono, emigrati adelfiesi, che dopo diverse gravidanze difficili, si trovarono in una situazione per cui Raffaella rischiava la vita.
Gennaro pregò San Vittoriano chiedendo la sua guarigione e fece una 𝒑𝒓𝒐𝒎𝒆𝒔𝒔𝒂: se si fosse salvata, avrebbe organizzato una festa in suo onore.
Raffaella guarì miracolosamente e, da quel giorno, nacque la festa di San Vittoriano a Caletto, in Argentina.
Negli anni la festa crebbe, con musica, fuochi d’artificio e un pranzo offerto da Gennaro e Lina per circa 200–300 persone.
Con gli anni e la morte di Raffaella, la festa cambiò: la processione fu sospesa e rimase la sola Santa Messa. Dopo la morte di Gennaro, la statua fu portata nella sua abitazione e lì rimase per anni, interrompendosi ogni tipo di festeggiamenti.
Intorno al 2013 un gruppo di giovani, tra cui l’attuale presidente del comitato feste di Monserrat, Cristian Ierullo , vollero riprendere la tradizione: la statua del Santo fu ritrovata a casa di una nipote dei due coniugi, restaurata e riportata al centro della comunità. In occasione del restauro, molte persone raccontano di aver percepito nella casa un 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒖𝒎𝒐, che don Roberto Cancian interpretò come un segno legato al Santo, e che oggi si ricorda attraverso la distribuzione di un profumo benedetto durante la festa.
San Vittoriano è secondo patrono della comunità di Nostra Signora di Montserrat e protettore delle case: durante la festa, infatti, davanti ad una maiolica del Santo, vengono benedette le chiavi delle abitazioni, delle auto etc..
Dopo la Santa Messa, la processione prosegue negli spazi sul retro della parrocchia, dove la comunità si ritrova per un momento di condivisione con un pranzo comunitario semplice, in onore di Gennaro e “Lina”.
A Montserrat peraltro, vengono custodite alcune reliquie del Santo, tra cui una reliquia di secondo grado, un fazzoletto che è stato posto sulle ossa custodite nella nostra parrocchia e che successivamente è stato inviato alla comunità argentina, quale legame di fratellanza nella memoria di San Vittoriano
Cristian Ierullo