Fraternità di San Bonifacio

Fraternità di San Bonifacio Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fraternità di San Bonifacio, Organizzazione religiosa, Acquasanta Terme.

La Fraternità di san Bonifacio è un'esperienza di vita battesimale vissuta con radicalità, improntata alla tradizione monastica occidentale ed orientale e tesa ad essere una presenza evangelizzante dove si vive.

✨ e siamo al termine di questo semplice cammino ✨grazie della tua preghiera
04/06/2024

✨ e siamo al termine di questo semplice cammino ✨

grazie della tua preghiera

Siamo alla vigilia della festa!E questa sera entriamo nella festa del nostro santo.Oggi possiamo pregare con le due preghiere che vi lasciamo in questa pagina.Buon termine della novena e buona festa di san Bonifacio! San Bonifacio, nostro amico e protettore,tu, che hai lasciato ogni cosaper servire....

😇 sesto giorno 😇
01/06/2024

😇 sesto giorno 😇

Uno dei primi santi della Chiesa è stato san Giustino, un filosofo romano che ha donato la vita per il Signore.Continuiamo anche oggi a cantare l'akatisto con il quale possiamo ripercorrere la vita di san Bonifacio! Buona novena! Ci affidiamo anche alla vostra intercessione per noi! IX stanza In q...

✨ la visitazione: quinto giorno ✨
31/05/2024

✨ la visitazione: quinto giorno ✨

Oggi celebriamo la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria... e sospendiamo la contemplazione della vita di san Bonifacio e preghiamo nella novena il cantico della Beata Vergine Maria, il Magnificat: L'anima mia magnifica il Signore *e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché h...

😇 novena, quarto giorno 😇
30/05/2024

😇 novena, quarto giorno 😇

In questo giorno della novena possiamo scoprire la grande opera di fondazione delle Chiese tedesche (e non solo) e l'accompagnamento di alcune vocazioni storiche in altri monasteri. Buona novena! VII stanza Pastore di grande zelo, attento al tuo gregge* Ti sei speso senza risparmiarti* Per stabilire...

✨ terzo giorno ✨
29/05/2024

✨ terzo giorno ✨

Oggi accompagna una nostra grande protettrice: santa Orsola Ledóchowska: è la sua festa! chi è? Se volete, potete leggere la vita di santa Orsola per conoscerla! Intanto ecco la novena per oggi! V stanza Il tuo zelo missionario agli inizi l’hai esercitato*In Baviera e in Turingia e quindi nella...

secondo giorno della novena 😇
28/05/2024

secondo giorno della novena

😇

Facciamo un secondo passo nel nostro cammino verso la festa di san Bonifacio. Venerdì è un giorno in cui preghiamo personalmente e perciò invitiamo tutti a fare una piccola visita in una chiesa e a fermarsi un po' in preghiera davanti al tabernacolo affidando al Signore Gesù lì presente, le vos...

primo giorno della novena di san Bonifacio 😇
27/05/2024

primo giorno della novena di san Bonifacio 😇

primo giorno della novena di san Bonifacio

IMMERSIONEomelia per la festa della santissima TrinitàAbbiamo ascoltato nel Vangelo qualcosa che ci sembra molto ovvioma...
26/05/2024

IMMERSIONE
omelia per la festa della santissima Trinità

Abbiamo ascoltato nel Vangelo qualcosa che ci sembra molto ovvio
ma che a ben pensarci non è così ovvio e semplice da comprendere:
“Battezzando nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).
Per capire come sia una cosa molto particolare e anche sconvolgente
dobbiamo pensare a che cosa vogliano dire le parole.

Anzitutto il nome. Che è un termine molto presente nella mente di un ebreo.
Il nome è quello di Dio, del Signore che parlò a Mosè e glielo consegnò.
Il nome in molte culture, come anche quella ebraica e di molti ambienti del medio oriente attuale,
voleva esprimere come il significato profondo di una persona.
E conoscere il nome, significava – e forse lo è anche per noi – conoscere la persona, sapere chi è.
Ora il nome di Dio nessuno poteva dirlo perché nessuno poteva dire di conoscerlo fino in fondo.
Solo in alcune circostanze particolari alcuni sacerdoti nel tempio potevano pronunciare il nome di Dio.
E non perché lo conoscessero, ma per esprimere il legame filiale del popolo con Lui.

Ora qui il Vangelo ci rivela che il nome di Dio è un nome che non è singolo, unico.
È il nome invece di tre persone che, come in una famiglia, si identificano in quello che sono l’uno per l’altro.
Il nome di Dio non è un nome singolo, ma è un nome plurale.
Un nome che contiene un Padre, un Figlio e lo Spirito dell’uno e dell’altro.
Un nome davvero straordinario, dunque, totalmente nuovo e che solo ora riusciamo a comprendere.
Perché solo recentemente riusciamo a comprendere l’importanza della diversità come una ricchezza.
Così Dio è il totalmente diverso non solo per noi, ma anche nella sua stessa vita!

Ma ancora più particolare è che Gesù chiede che in questo nome bisogna battezzare.
Ora battezzare significa immergere nell’acqua.
Ed è suggestivo pensare che questa frase possa dire immergere i popoli nella vita della Trinità.
Cioè far entrare le persone nel modo di essere stesso di Dio che è una comunione di amore!
Non dobbiamo pensare alla nostra missione nel mondo come far diventare tutti della Chiesa.
Piuttosto si tratta di scoprire che il Vangelo chiede di immergersi
nella vita della Trinità, che è una comunione di amore.

Così è la missione cristiana, la nostra missione di Popolo di Dio:
vivere immersi nell’amore di Dio e far vedere a tutti che è una cosa bella, da invidiare, da desiderare.
Perché noi siamo come dei pesci che viviamo fuori dell’acqua.
E quando sperimentiamo davvero l’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
finalmente ci sentiamo come dei pesci che tornano in mare.
Perché quello che ci manca è proprio questo amore definitivo che è Dio stesso.
Perché noi proveniamo dalla Trinità e se viviamo nel male è perché non viviamo nell’acqua dell’amore.

Ecco, allora; battezziamoci nell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Lasciamoci avvolgere dal grembo da cui proveniamo e che nel corpo di Gesù ci raggiunge!
Portiamo ovunque la pienezza che nasce da questa vita che ci riempie!
Quando qualcuno vede questa pienezza, nasce in lui la nostalgia dell’amore pieno ed eterno
sorge il desiderio di immergersi, di battezzarsi in questo mare che la vita di Dio
che è la vita – ora offerta a noi – del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!

Dt 4,32-34.39-40 Sal 32 Rm 8,14-17 Mt 28,16-20

RIMANEREomelia per la V domenica di Pasqua“Rimanere” lo usiamo spesso anche noi.Vuol dire restare, durare nel tempo quan...
28/04/2024

RIMANERE
omelia per la V domenica di Pasqua

“Rimanere” lo usiamo spesso anche noi.
Vuol dire restare, durare nel tempo quando sei in un posto o in una situazione.
Lo usiamo anche per una relazione, per uno stare insieme … rimanere con qualcuno!
E san Giovanni (ma lo fa anche san Paolo) lo usa in un modo un po’ particolare, mischiando le cose, i livelli.
Dice “Rimanete in me!”

Di solito “rimanere in” lo si usa per un luogo, un posto… anche figurato
tipo: “rimango in casa” “rimango in una situazione”.
Con una persona si usa “con” … rimango con i miei amici, ad esempio.
Questo uso particolare attrae l’attenzione di chi legge e ci fa scoprire delle cose davvero belle!

Anzitutto che, come spesso accade nel Vangelo di san Giovanni (e non solo),
Gesù è percepito proprio come un luogo, una situazione, non solo una persona.
Ad esempio il suo corpo è il nuovo tempio, il nuovo spazio della salvezza (Gv 2,13-22).
Per cui rimanere in lui significa proprio non muoversi da quel luogo dove ci si trova.
Si tratta di restare in questo posto dove ci si trova, come persone credenti, come battezzati.

Ma l’altra cosa che ci dice questo linguaggio è che si tratta di una continuità.
“Rimanere” è proprio durare nello stare in una situazione.
Ed è molto utile per noi, oggi, contornati come siamo – e come ci accorgiamo sempre di più –
da contesti, circostanze, relazioni che sono sempre più cangianti, mutevoli.
L’unica cosa che può permanere è proprio questa persona che ci ha raggiunti.
Non tanto un Dio che ha un essere eterno e immutabile, ma Gesù e la sua amicizia con Lui.

E qui c’è un’altra cosa che possiamo scorgere in questo linguaggio:
Lo spazio di salvezza che offre Gesù non è una pratica o un rituale da vivere.
Lo spazio di salvezza che Gesù ci rivela è una relazione in cui restare e su cui investire.
Anzi, san Giovanni ci fa scoprire che proprio la solidità di Dio è in questa relazione.
Perché il Figlio rimane nell’amore del Padre (Gv 15,10), che è lo Spirito Santo.
La solidità per cui Dio può sostenere ogni cosa deriva dal fatto che Dio è amore (1 Gv 4,16).
Siccome Dio è una relazione, un amore che resta per sempre, allora può sostenere ogni cosa.

E noi diventiamo realmente noi stessi e possiamo portare frutti buoni
quando lasciamo che l’amore che viene da Dio ci abiti e noi restiamo uniti a Lui.
Altrimenti diventiamo delle cose che non hanno più linfa vitale e sprofondiamo
in un sordido odio, in una spaventosa aridità e solitudine!

Ma ecco che ora Gesù torna a offrirsi a noi,
ci invita a rimanere in Lui, come Lui rimane nel Padre.
Ora la sua vita ci è donata e possiamo ritrovare la nostra autentica vita
quella che viene dal Padre e che ci è donata in Gesù.

At 9,26-31 Sal 21 1Gv 3,18-24 Gv 15,1-8

HAPPY ENDomelia per la domenica di PasquaBellissima questa festa di Pasqua!Ci ritroviamo insieme, noi credenti nel Signo...
31/03/2024

HAPPY END
omelia per la domenica di Pasqua

Bellissima questa festa di Pasqua!
Ci ritroviamo insieme, noi credenti nel Signore, per vivere una gioia!
Non tanto per divertirci, per passare un bel momento insieme…
quello lo facciamo spesso, lo faremo come conseguenza di questo momento!
Ma ci troviamo insieme per condividere una gioia grande.
Quella della Pasqua del Signore.
Gesù si è incamminato verso il suo “destino”, verso la croce.

Ora, per vivere davvero questo mistero e questa gioia, dobbiamo toglierci da una trappola
in cui spesso noi cadiamo, che è quello dell’happy end come si dice nel cinema.
I romani e i greci usavano un espediente, il deus ex machina.
Quando le cose diventano complicate, a un certo punto troviamo un finale che fa contenti tutti.
Tutto va male, ma succede qualcosa che poi risolve magicamente ogni cosa!
Ecco. La Risurrezione di Gesù non è questo.
Non è un happy end, i “nostri” che arrivano a risolvere tutto.

La capiamo anzitutto perché i cattivi restano cattivi e i buoni non prendono nessuna rivincita.
Dopo la Pasqua non succede che tutti vissero felici e contenti.
Anzi, per i discepoli del Signore comincia il tempo della fuga, delle fatiche e del martirio.
Così succede anche per noi!
Questo giorno non cambia la nostra vita, non fa terminare le guerre, le sofferenze, il male che c’è nel mondo.

Quindi che cos’è questa gioia? Questa festa che facciamo oggi?
Pensiamo a delle situazioni che ci fanno capire questo mistero della risurrezione del Signore.

Ad esempio, pensiamo ad una sposa che si prepara alla sua festa di nozze.
In molte culture, come quella ebraica in cui ha vissuto Gesù e gli apostoli,
la sposa attendeva lo sposo, lo aspettava, che venisse nella notte a prenderla.
La Pasqua, così, è proprio lo sposo che va incontro alla sua sposa
con un particolare significativo…
mettiamo che il giorno del matrimonio
lo sposo “viene tolto” (Mt 9,15; Mc 2,20; Lc 5,35),
“ritarda” (Mt 25,5)
ma ecco che poi arriva e la gioia è come se si moltiplicasse.

Oppure pensiamo alla situazione di una mamma
che lascia il figlio ammalato a casa con una baby-sitter
lo lascia per andare dal medico a trovare una soluzione e poterlo far guarire.
Quando torna ecco che c’è una grande gioia del figlio
che viene anche guarito dalla cura che la madre ha trovato per lui.

Pensiamo anche ad una persona il cui amico d’infanzia, come spesso capita, non lo vede più
eppure erano legatissimi, ma poi la vita porta i due l’uno lontano dall’altro.
E poi giunge una notizia, che questo amico torna e vuole incontrarlo.
Immaginiamo come è bello l’incontro tra i due
specialmente se quello torna e tutto sembra tornare come prima, ma anche arricchito dall’esperienza.

Gesù che risorge è così… qualcosa che ci raggiunge come evento inatteso
che risveglia in noi la bellezza che ci abita, ma che, soprattutto,
ci invita ad una storia nuova, ad una relazione che ci invita ad una responsabilità di vivere pienamente.
Sei la sposa, sei il figlio guarito, sei l’amico ritrovato… Pasqua è Dio che ti raggiunge nuovamente
e ti invita a vivere con Lui una storia d’amore, di relazione nuova e creativa…
Tu? Ci stai a vivere da risorto? A vivere da amico di Colui che ha vinto la morte e il male?

At 10,34a.37-43 Sal 117 Col 3,1-4 Gv 20,1-9

IL PORTIEREomeliaChe strano! Questa idea del vegliare, del vigilare, del restare in piedi mentre gli altri dormono…- che...
03/12/2023

IL PORTIERE
omelia

Che strano! Questa idea del vegliare, del vigilare, del restare in piedi mentre gli altri dormono…
- che poi è una caratteristica propria del cristiano fin dagli inizi
come una specie di primordiale scuola di spiritualità tipica dei seguaci di Gesù -
Dunque questa cosa è strana perché in questo brano del Vangelo viene collocata in modo particolare.

Ricostruiamo: il padrone va via… lascia la casa
perché non lo sappiamo… talvolta è un re che va a prendere possesso di un titolo regale (Lc 19,12)
talvolta è un padrone che parte per un viaggio forse d’affari (Mt 25,14)
o è andato ad una festa di matrimonio (Lc 12,36)
O forse semplicemente esce per andare a trovare un amico… non si sa…
Questo particolare però è importante perché esprime proprio il senso che il credente ha
Dio, il padrone di casa, o anche Gesù … non ci sono, non sono presenti fisicamente
Sono come partiti: Gesù, ad esempio, è asceso alla destra del Padre…
E quindi nasce la domanda: “Come dobbiamo comportarci? Che cosa dobbiamo fare?”
Sembra sia stata la domanda dei primissimi cristiani: come vivere senza Gesù
ma sapendo che tornerà, che verrà presto a stabilire il suo Regno?

E qui c’è la stranezza… la cosa particolare!
A tutti da un compito, dice la piccola parabola… ma a noi viene detto solo il compito del portiere.
E così mi pare che possiamo leggere questa cosa in due direzioni.
La prima riguarda il nostro compito come umanità…
A ogni creatura è affidato un ruolo nell’universo, nel creato.
Ma a noi, l’umanità, è dato il compito di “stare attenti”, di vigilare…
Sappiamo come questo sia così urgente e importante!
Siamo coloro che possono capire come funziona il mondo e come fare in modo che ogni creatura
possa vivere davvero il suo compito nella grande storia dell’universo e della terra.
L’impegno per la custodia e la protezione del creato è proprio una cosa che ci riguarda
come umanità, come “portieri” delle cose che esistono, della casa che Dio si è costruita.

L’altra direzione riguarda noi credenti, noi che siamo stati raggiunti dal Vangelo.
In questo caso gli altri sono tutti le persone che non credono o hanno altri dei, altre religioni.
Noi siamo i portieri, noi abbiamo il compito di vigilare su tutti.
Siamo di quelli che non hanno una casa già pronta, compiuta
ma che attendono il compimento di ogni cosa, al realizzazione del Regno, il ritorno del Re.
Questo ci fa essere delle persone religiose molto strane:
nessuna forma religiosa potrà mai essere un incontro pieno con Dio… ma ne dirà sempre un po’ l’assenza.
Noi celebriamo una presenza che però è un “sacramento” di quello che è.
Ma anche ci dona un compito: di essere alla porta, di attendere, vegliare…
e permettere a ognuno di trovare posto nella grande casa di Dio che è il creato, la storia, la natura.

Così, in Avvento, siamo coloro che si scoprono portieri con il compito di aspettare
Siamo di quelli che stanno sempre sulla soglia pieni di nostalgia per il padrone della casa.
Siamo di quelli che amano ogni cosa e la colmano del desiderio di Dio, del Signore Gesù
Siamo le sentinelle che trovano la loro gioia nell’attesa e nel desiderio di vivere quel giorno
in cui potranno dire a tutti, apertamente: “Il grande giorno è arrivato: il Signore è tornato!”

E già ora in questa celebrazione noi anticipiamo questo giorno, questa presenza
E accogliamo Gesù come presente in mezzo a noi nel pane e nel vino! Anche se sta per ve**re!
Anche se siamo ancora avvolti nelle tenebre della storia che sembra non attenderlo più.

Valledacqua, 3 dicembre 2023

https://www.bonifacius.it/homiliae/il-portiere/

Indirizzo

Acquasanta Terme
63100

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